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Quel sovranismo masochistico PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Bonney   
Venerdì 17 Febbraio 2017 00:49


Malattia senile del post-fascismo

 

Ma è davvero tutta colpa dell’Europa se l’Italia affonda? Siamo proprio sicuri che i populisti ed i sovranisti di casa nostra abbiamo ragione ad incolpare l’Unione Europea e l’Euro come causa della crisi economica del Vecchio Continente e dell’Italia in particolare?
Ora, che la costruzione europea dai Trattati di Roma del 1957 sino a quello di Maastricht, sia piena di falle e soprattutto  dotata di una scarsa visione politica, basata com’è sul mero aspetto monetario e mercantilista, c’è  poco da obiettare, ma vorrei ricordare che ogni Paese giunse al fatidico Euro, nel 2001, su basi e in condizioni assai diverse.
L’Italia in particolare, ci arrivÒ dopo la svendita  o meglio la privatizzazione selvaggia delle aziende dell’ex IRI, del biennio 1992-1994,  affidata a banche d’affari come Goldman Sachs e  Morgan Stanley (non a banche europee) sull’onda del golpe denominato “Mani Pulite”, fortemente caldeggiato dagli USA, proprio per favorire  un ricambio della classe politica italiana, favorendo l’ascesa dei DS, a scapito degli obsoleti DC e PSI.
Con questo l’Unione Europea non c’entrÒ nulla, ma c’entrarono molto i sunnominati ambienti statunitensi, questo per ricordare ai “sovranisti” dell’ultim’ora che l’Italia la sovranitÀ l’ha persa, udite, udite, sin dal 1945, poi aderendo alla Nato e ratificando trattati ufficiali e segreti che l’hanno legata a doppio filo agli USA. Patto con la Mafia compreso nel pacchetto.
La classe politica italiana dal dopoguerra sino ad oggi, con qualche sprazzo di autonomia in politica estera, pensiamo in particolare ad un certo Craxi ed in qualche caso a Moro, è sempre stata connotata da un grado di corruzione, di clientelismo, soprattutto a livello locale, e di inefficenza pari forse solo a quella greca.
In Europa il fenomeno certamente esiste, ma è molto più ridotto e soprattutto non fa sistema: qui da noi, invece sì.
Il problema è sorto quando con la caduta del Muro di Berlino del 1989 e la conseguente  ristrutturazione dell’ordine mondiale voluto dalle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale a Yalta, si è avviata la cd globalizzazione e l’Italia ha perso la sua centralità nel Mediterraneo, operazione conclusasi definitivamente con le “primavere arabe” e la guerra in Libia ed ha dovuto, per forza di cose, guardare all’Europa  come interlocutore necessario anche in ambito economico con l’adesione alla moneta unica.
Oramai la politica della svalutazione della moneta e del debito pubblico da usare come leva per nutrire sia il ceto parassitario imprenditoriale e politico, sia l’enorme apparato burocratico clientelare era terminata. E meno male aggiungerei..

Ergo,  l’errore di analisi che compiono gli antieuropeisti nostrani e d’oltralpe, è che si possa tornare ai tempi andati, ammesso che fossero bei tempi, semplicemente uscendo dall’Euro o dall’Unione, magari svalutando la liretta per ottenere un po’ più di export ma con una debolezza nazionale di sistema da far paura. In più, tra l’altro, con classi politiche deboli e corrotte fino al midollo come le nostre.
Non solo, vorrei ricordare che la crisi finanziaria prima, economica poi, che attanaglia l’Europa dal 2008 , è una “crisi americana”, nasce infatti con il crollo della Lehman Brothers, ma che gli USA stessi hanno fatto pagare all’Europa per riequilibrare i loro rapporti competitivi con la Cina ed il Sud Est asiatico. Il conto lo paghiamo noi, e, ancora una volta l’Europa e l’Euro non c’entrano un fico secco.
L’Italia ha semplicemente affrontato il cambiamento di equilibri internazionale e l’adesione all’Euro portando con sé il fardello di decenni di malgoverno, di inefficienza amministrativa e burocratica, di un ritardo infrastrutturale da Terzo Mondo e di un sistema di ruberia scientifica delle risorse pubbliche, di una mancanza di un piano industriale ed economico nazionale, che latita dagli anni '60, e, last but no the least, un servilismo verso gli USA e le lobby di affari anglosassoni che hanno fatto shopping sin dal 1992 in Italia, senza che nessuno muovesse un dito. Do you remember lo Yacht Britannia?
Tutto ciò, a prescindere dall’Euro, dall’Unione Europea o dalla Germania, additati a turno dai nostri sovran-populisti di turno come i responsabili del nostro tracollo economico ed industriale.
Su questo punto, se si è radicali e rivoluzionari, bisogna essere chiari e netti. Qui nessuno vuole difendere l’Unione Europea e lo strumento della moneta unica, che come detto all’inizio ,sono strumenti utilizzati male ed in una logica mercantilista e capitalista, ma è altrettanto chiaro che  la Politica si deve confrontare con i dati reali ed il populismo ed il sovranismo nostrano mostra un’incapacità di analisi che lascia molto perplessi.
Il nazionalismo di stampo ottocentesco come strumento di lotta politica era già morto con le esperienze delle Rivoluzioni Nazionali del primo Novecento, ove si coagulò superandosi attorno  all’idea di Rivoluzione Europea, e non può di certo essere resuscitato se non in quell’Idea incompiuta 70 anni fa, con nuove forme e attualizzazioni, ma sempre come blocco imperiale in grado di reggere  lo scontro con il blocco anglosassone che si rafforzerà con la Brexit, con la Russia putiniana e con la Cina.
Pensare che questo possa essere fatto in ordine sparso, dall’ Italia, dalla Francia  o peggio dalla Grecia, senza un modello europeo alternativo sul piano sociale ed economico, vuol dire essere in preda all’infantilismo politico e correre dietro alle suggestioni di un populismo reazionario e securitario che alza cortine fumogene atte a non capire di chi veramente siamo ostaggio .
Ergo, non sono né i vincoli di bilancio stabiliti a Maastricht, né il rapporto deficit/PIL, né l’Euro il problema, ma sono le classi politiche europee, quella italiana in primis, responsabili di mantenere l’Europa in una palude  priva della volontà politica di fare un salto in avanti, contro ogni velleità reazionaria, nella costruzione di un ‘Europa confederata, sociale e popolare.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2017 20:48
 

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