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Squilli, macchine, bandiere, scoppi, sangue! Dimmi tu PDF Stampa E-mail
Scritto da Cristina Di Giorgi x ilgiornaleditalia.org   
Giovedì 02 Marzo 2017 00:04


Quelle presenze eterne

Quando si visitano luoghi in cui, anche molto tempo prima, si sono svolti combattimenti e battaglie, si ha la sensazione di non essere soli. Ed è davvero così. Anche se non riusciamo a vederli, gli spiriti dei soldati che hanno, in divisa e facendo il loro dovere per la propria patria, perso la vita, molto probabilmente sono ancora lì. E se anche non si crede al soprannaturale, è innegabile che ci sono posti in cui il sangue versato si è trasformato in energia. Che i visitatori dotati di sensibilità riescono sicuramente a percepire.
Il soprannaturale è qualcosa a cui si può credere o meno. Resta il fatto che in alcuni casi, leggende o no, si verificano episodi che difficilmente si possono spiegare con la pura e semplice razionalità. Tempo fa - ricorda il blog I segreti della storia - secondo una credenza popolare diffusa i fuochi fatui erano le anime dei defunti che, specialmente di notte, si manifestavano ai viventi. La scienza ne ha poi dato una spiegazione razionale, in base alla quale le fiammelle bluastre sono il risultato della combustione di elementi derivati dalla decomposizione di resti organici. Nulla di più.
Eppure le apparizioni di fantasmi o presunti tali sono moltissime in tutto il mondo. Ed alcune riguardano anche militari caduti in guerra. Tra esse quella che ha come cornice il Cimitero Monumentale di Neuville a Saint Remy, che ospita le salme di tantissimi soldati caduti nel corso della Grande Guerra sul fronte francese. Un ragazzo inglese, che ha visitato questo luogo di memoria con la scuola, ha scattato alcune fotografie. Solo una volta tornato in Inghilterra, riguardando le immagini, ha notato una strana figura quasi trasparente in piedi nei pressi delle tante croci. Come una sentinella ancora in armi a custodia dei caduti.
“Suggestioni? Effetti ottici? Giochi di luce che hanno casualmente creato un’immagine dalle sembianze umane? Nessuno può stabilirlo con certezza. Ma cento anni dopo lo scoppio di quell’immane tragedia che fu la Grande Guerra - si legge ancora su I segreti della storia - con i suoi milioni di morti e la meglio gioventù caduta sui campi di battaglia, piace pensare, forse anche romanticamente, che lo spirito, l’essenza o l’anima, a seconda di come la si chiami, dei giovani fanti, non abbia mai lasciato i campi di battaglia: e come il giovane Piero della ballata di Fabrizio De André, di loro non resta che la voce, o un’immagine un po’ sbiadita, portata dal vento”.

 

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