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Scritto da corriere.it   
Lunedì 06 Marzo 2017 00:14


La Svezia risponde alle pressioni russe, inglesi e americane e ripropone l'esercito di leva

Quello che gli ex missini si vantano di essere stati i primi a voler cancellare per introdurre il professionismo, con il brillante risultato di aver prodotto generazioni che non conoscono la disciplina e che non sanno usare le armi

La Svezia si appresta a reintrodurre il servizio di leva obbligatorio come risposta al riarmo e al “risveglio” politico della vicina Russia. Una decisione del parlamento dovrebbe arrivare già oggi ma l’approvazione della proposta partita dal governo appare scontata dal momento che ha trovato l’appoggio sia della maggioranza di centrosinistra che sostiene l’esecutivo, sia dell’opposizione di centrodestra. Secondo quanto reso noto dalle agenzie, il reclutamento obbligatorio dovrebbe partire nel gennaio del 20128 e riguarderà all’inizio 4mila diciottenni residenti nel paese scandinavo. Stoccolma aveva abolito la leva appena sette anni fa. Il ministro della difesa svedese, Peter Hultgvist, nell’annunciare la decisione, ha citato “il deterioramento della sicurezza nella regione”.
Anche Lituania e Germania si muovono
La Svezia è a tutti gli effetti un paese neutrale e pacifista: non fa parte della Nato, non partecipa a conflitti armati da almeno due secoli, ha accumulato una vasta credibilità planetaria nella soluzione non violenta dei conflitti e nella tutela dei diritti. Il «riarmo» deciso dal governo è dunque una svolta alla quale gli esperti non ritengono estraneo il nuovo comportamento della Russia sullo scenario internazionale; la politica estera di Putin, tornata a essere espansiva, l’aumento del budget militare di Mosca a cui ha fatto eco due giorni fa un analogo annuncio da parte di Trump, devono aver fatto affrettare i tempi al governo di Stoccolma che pure aveva già annunciato l’intenzione di tornare all’ “esercito di popolo” già nell’estate del 2016. In tutto il Nord Europa il teatro militare sta cambiando in seguito al «risveglio» russo: anche la Lituania ha reintrodotto il reclutamento obbligatorio nel 2015 e persino la Germania potrebbe ripensare a un provvedimento analogo, di fronte al brusco calo del numero di militari professionisti.


 

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