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Scritto da ilsole24ore   
Venerdì 10 Marzo 2017 00:15


Confindustria ci ammonisce di non finire in serie B

«Dobbiamo essere nel gruppo di punta dell’Europa e non nel secondo livello, nell’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’industria italiana, innanzitutto». Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, commentando le posizioni dei maggiori leader europei, che stanno prefigurando un’Europa a due velocità. Parlando a margine dell’assemblea di Confindustria La Spezia, il numero uno degli imprenditori ha spiegato: «È un segnale positivo il dibattito che si è aperto in chiave europea proprio ieri; cioè questa idea di Europa che deve esprimere un atto di dignità, che diventa anche un atto di grande dimensione politica», ovvero «come rispondiamo ai nuovi neoprotezionismi e all’America first» lanciata dal presidente Usa, Donald Trump.
Pil, Boccia: ancora tanta strada da fare, non dobbiamo mollare
Riportare la questione industriale «all’attenzione della Ue e del nostro Paese – ha aggiunto - è una questione importante». Riguardo, poi, ai possibili rischi che l’Italia può correre in un’Europa a due velocità, Boccia ha affermato: «Diciamo che dobbiamo affrontare quella che è stata sempre la questione nazionale, senza avere l’alibi di non affrontare la questione europea. Il che significa fare i conti con debito, deficit e crescita. Ma ricordiamo che il Paese ha i fondamentali a posto; è evidente che i tempi in cui affrontiamo queste questioni sono determinanti».
Boccia si è poi concentrato sui due punti sui quali si è focalizzato l’intervento del presidente di Confindustria La Spezia, Francesca Cozzani, e cioè il «Progetto sviluppo indotto» dell’associazione (che punta a mettere in rete le grandi imprese del territorio e le piccole aziende locali) e la crescita dell’industria 4.0.
«Sono due i punti essenziali – ha detto Boccia - che appartengono alla dimensione culturale che stiamo portando avanti. Il primo è quello di una capacità di fare sistema dentro e fuori le fabbriche, tra piccole, medie e grandi imprese, nella logica di filiera larga, verticale e orizzontale».
La seconda, ha proseguito Boccia, «è cavalcare la quarta rivoluzione industriale. Ricordiamolo: i mercati globali sono mercati di nicchia e i mercati di nicchia sono mercati per gli italiani. La quarta rivoluzione industriale è una dimensione in cui l’industria italiana può giocare una grande partita da protagonista europea e anche mondiale».

 

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