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I dazi di Obama PDF Stampa E-mail
Scritto da ilsole24ore   
Mercoledì 05 Aprile 2017 00:05


E la propaganda di Trump

Trump e i visti per gli Usa, atto terzo. Per chi si è “appassionato” al braccio di ferro tra Casa Bianca e giustizia federale sulla stretta ai visti di ingresso negli Stati Uniti, con i giudici che hanno bloccato già due volte le controverse proposte di riforma del neo-Presidente americano, è ora in arrivo – e stavolta davvero a sorpresa - un terzo clamoroso show-down: la riforma dei visti di ingresso negli Usa riservati alla “top class” degli investitori internazionali.
Trump studia dazi del 100% su alcuni prodotti Ue. Gentiloni: la qualità non ha frontiere
Obiettivo: fare cassa
Ma questa volta, più che di una stretta tesa ad arginare l'afflusso di lavoratori specializzati provenienti da Paesi a rischio di terrorismo, la riforma sembra avere soprattutto un altro obiettivo: fare cassa – e possibilmente tanta - su chi ha bisogno di un visto di ingresso speciale per fare investimenti in America.
Nella confusione scatenata dallo scontro sui famosi visti H1-B, quelli cioè riservati al lavoro specialistico temporaneo nelle imprese americane, la maggioranza repubblicana al Congresso ha avviato infatti in gran segreto – e su ordine diretto di Trump - la modifica del regime di concessione dei permessi di residenza per gli investitori individuali esteri interessati ad acquistare immobili residenziali, grattacieli, uffici, complessi commerciali e infrastrutture di vario genere.
Programma in scadenza a fine aprile
L'obiettivo è completare il lavoro entro il 28 aprile, quando giungerà a termine il programma “ EB-5 Visa” messo a punto da Obama ed ereditato da Trump: per ottenere questo visto, secondo le regole attuali, l'aspirante investitore deve versare all'erario americano una commissione secca di 500mila dollari, una cifra tutt'altro che simbolica ma che finora non ha scoraggiato affatto gli investitori internazionali. Sono infatti in molti a ritenere che proprio con questo programma l'amministrazione Obama abbia favorito non solo il rilancio del settore immobiliare dopo la crisi dei subprime, ma anche la stabilizzazione del mercato del credito fondiario togliendo dai guai le banche americane ancora sovra-esposte sul real estate. Grazie ai visti EB-5, gli Usa hanno incassato oltre 20 miliardi di dollari in circa 8 anni, di cui 3,8 miliardi di dollari solo nei 12 mesi al dicembre 2016. Ma allora, perché cambiarlo?

 

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