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Scritto da corriere.it   
Giovedì 18 Maggio 2017 00:15


Viste le delusioni in Olanda, Germania e Francia, in Austria provano a fermare l'FPO con elezioni anticipate

Un’altra delicata tornata elettorale potrebbe essere in preparazione in Europa. Il governo austriaco, una Grande Coalizione tra il Partito Socialdemocratico (Spö) del cancelliere Christian Kern e il Partito del Popolo (Övp), è di fatto crollato venerdì quando il giovane ministro degli Esteri Sebastian Kurz ha chiesto elezioni anticipate. Le condizioni del nuovo segretario del partito popolare sono state accettate dalla direzione della forza politica. Con ogni probabilità, la chiamata alle urne verrà fissata per questo autunno e il 30enne intende presentarsi al voto con una sua lista, sostenuta dalla Övp.
Le consultazioni guidate da Kern per evitare la crisi o, in alternativa, per trovare alleanze in Parlamento in modo da formare almeno un governo di minoranza, sono andate avanti per tutta la giornata. La possibilità che si arrivi a elezioni il prossimo autunno è però alta. Si tratta di un passaggio delicato perché si potrebbe aprire nel cuore dell’Europa un nuovo punto di tensione nella sfida non solo tra i partiti storici nazionali ma soprattutto tra questi e il Partito della Libertà (Fpö) di Heinz-Christian Strache, movimento nazionalista che l’anno scorso è arrivato vicino a conquistare la presidenza della Repubblica ed è dato in testa nei sondaggi (vicino al 30%).
Nonostante la delicatezza del quadro politico, il giovane ministro Kurz sembra però deciso a puntare alle urne. Kurz è la stella nascente dell’Övp, uno dei due partiti tradizionali — l’altro è il Socialdemocratico — che hanno dominato la politica dell’Austria per decenni. Ha 30 anni ed è ministro dal dicembre 2013, quando divenne il responsabile degli Esteri più giovane del mondo. Un talento politico. Attivissimo, ha portato avanti una serie di leggi nazionali, finalizzate a controllare l’immigrazione illegale e a favorire l’integrazione dei profughi, e internazionali, con un occhio a questioni di rilievo come i rapporti con l’Iran e la crisi in Ucraina.
Ora, il ministro si è lanciato nell’avventura strettamente politica di fare riguadagnare al proprio partito la posizione di preminenza perduta negli ultimi tempi a causa della crescita dei nazionalisti dell’Fpö. Kurz chiede che si vada a elezioni politiche anticipate (quelle regolari si dovrebbero tenere nell’ottobre 2018) affinché siano gli elettori a decidere su una serie di questioni che oggi dividono la maggioranza di Grande Coalizione. La sua idea è di condurre una campagna elettorale di critica all’apertura delle frontiere europee ai rifugiati decisa dalla cancelliera Angela Merkel, di stabilire regole sempre più chiare per i profughi e di spingere la Ue a controllare con più efficacia le sue frontiere. Un tentativo di sottrarre voti al partito nazionalista.
In questo quadro, l’ipotesi che, dopo elezioni anticipate, si possa formare un governo tra il Partito del Popolo e il Partito della Libertà non è anatema per Kurz: nota che già oggi in due delle nove province del Paese i nazionalisti sono al governo, in una con il suo Övp e in un’altra con i socialdemocratici. I punti di contrasto interni alla Grosse Koalition di Vienna sono cresciuti negli ultimi tempi, sia sugli immigrati sia sulle misure necessarie per rilanciare l’economia. All’inizio di questa settimana, il vicecancelliere e leader del Partito del Popolo, Reinhold Mitterlehner, si è dimesso da entrambe le cariche. Oggi, il trentenne Kurz è stato scelto come suo successore alla guida del partito. Con un nuovo attivismo. Se spostarsi a destra sia la strategia giusta lo diranno gli elettori. Per l’Europa è la probabile apertura di un nuovo punto di crisi, inaspettato.


 

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