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Scritto da ilsole24ore   
Venerdì 19 Maggio 2017 00:54


E se la Germania è il nostro unico alleato possibile

Con chi si deve alleare l’Italia nella prossima partitissima europea che vede in agenda i negoziati sulla Brexit, la discussione sullo status di economia di mercato alla Cina, l’unione bancaria da concludere e quella fiscale da portare avanti con un ministro delle Finanze dell’eurozona e magari gli eurobond senza dimenticare la partita del bilancio europeo e delle agenzie Ue in fuga da Londra?
Roma dovrebbe stringere legami con i paesi mediterranei come la Spagna in prima fila? Oppure la Francia con cui formare una intesa speciale contro la Germania del rigore e dell'austerità? No, il miglior alleato per l’Italia è proprio la Germania. Ecco per quali motivi.
Germania e Italia sono la prima e seconda manifattura dell’eurozona con vocazione all’export. Spesso le due manifatture sono integrate in quella che gli economisti chiamano catena del valore, cioè parte del prodotto tedesco è formato da parti importate dall’Italia, per cui alla fine l’auto tedesca contiene quote di export italiano. Recentemente il consigliere al Commercio di Trump, Peter Navarro, ha attaccato pesantemente sul Financial Times la Germania, definendo il disavanzo di 65 miliardi di dollaro degli Stati Uniti «uno dei più grandi problemi per il commercio». L’Italia ha lo stesso problema con gli Usa con un surplus rilevante di 30 miliardi di euro. Ogni decisione protezionista della amministrazione Trump ci danneggerebbe parecchio e in proporzione al Pil molto di più dei tedeschi.
Il potente ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha respinto le accuse sul sovrappiù di export “made in Germany” finito nel mirino degli americani. L’Italia è stata per ora esclusa dalle accuse, ma il problema del protezionismo Usa ci riguarda parecchio.
La deregulation finanziaria
Le banche italiane hanno pesanti crediti in sofferenza (NPL) causati dalla pesante crisi economica e da decisioni poco oculate come segnalato dal Fmi. Come le banche europee anche quelle italiane hanno però subito gli effetti della deregulation finanziaria selvaggia americana che ha portato alla crisi del 2007. Oggi però Washington, dopo aver cercato di riparare agli errori, sta pensando a un ritorno al passato: Donald Trump ha annunciato la volontà di deregolamentare di nuovo il sistema finanziario.
Sempre il ministro tedesco Schauble ha confermato che è stato un punto della discussione avuta con il nuovo segretario al Tesoro Usa Mnuchin. Berlino ha fatto presente che nessuno in Europa vuole tornare indietro al sistema che ha causato la peggiore crisi finanziaria di sempre. Non ci siamo ancora ripresi è già si sta pensando a rimettere in gioco l’equilibrio del sistema finanziario globale. L'Italia ha gli stessi interessi finanziari di stabilità da difendere come ha sostenuto il governo tedesco.
Brexit
Il ministro Schaeuble recentemente ha avuto parole nette anche sulla Brexit. Non deve diventare un modello da imitare per altri Paesi dell’Unione che potrebbero essere tentati di imitare la decisione di Londra: «Questa è una chiara posizione che abbiamo assunto». Gli europei non dovranno rendere conveniente uscire dalla Ue, questo il messaggio del ministro tedesco poi ribadito dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Anche l’Italia ha molto da perdere in uno scontro con Londra senza ottenere un buon negoziato finale su dazi e reciprocità dei diritti dei cittadini nei rispettivi paesi visto che abbiamo un surplus molto elevato con Londra di circa una decina di miliardi di euro e importanti legami sul campo della difesa tramite Finmeccanica-Leonardo, maggior investitore italiano nel Regno Unito. Inoltre ci sono almeno 500mila italiano residenti nel Regno Unito, dove secondo alcuni dati Londra sarebbe l'ottava città italiana per popolazione.
Eurobond e Patto di stabilità
Roma e Berlino hanno posizioni diverse sull’austerità e il pareggio di bilancio. L’Italia però avendo il secondo debito pubblico dell'eurozona dovrebbe rendersi conto che in realtà la posizione tedesca è proficua proprio a chi ha debiti elevati: un maggior sforzo sulla spending review da parte italiana potrebbe far superare le attuali incomprensioni tra Roma e Berlino.

 

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