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| Olimpiadi, anche i transessuali ad Atene |
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| Scritto da repubblica.it |
| Martedì 18 Maggio 2004 01:00 |
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Via libera del Comitato olimpico internazionale. I transessuali potranno andare alle Olimpiadi. Il Comitato olimpico internazionale ha infatti definito le condizioni in base alle quali gli atleti transessuali potranno partecipare alle gare, maschili o femminili a seconda dei casi. La prima condizione è che "siano state effettuate delle trasformazioni anatomiche chirurgiche". In pratica che ci sia stata l'asportazione "degli organi genitali esterni o delle gonadi", ovvero l'ablazione dei testicoli. La seconda condizione è che ci sia stato un "riconoscimento legale del nuovo sesso da parte delle autorità ufficiali competenti". Cioè, che gli atleti abbiano dei documenti rilasciati dallo Stato, attestanti la loro nuova identità sessuale. La terza condizione chiede che "un trattamento ormonale appropriato al nuovo sesso sia stato somministrato per un periodo sufficientemente lungo per ridurre al minimo i vantaggi del sesso precedente nelle competizioni". Questo periodo è stato fissato dal Cio in almeno due anni, prima che un ex-uomo possa gareggiare tra le donne, così da diminuire con gli ormoni la propria potenza muscolare "mascolina". Queste norme superano gli esiti dei test del sesso, che, nel caso dei transessuali, continuavano a rilevare il vecchio sesso, impedendo così l'accesso alle gare. Le nuove norme hanno effetto immediato e aprono le porte ai transessuali sin dai Giochi di Atene in agosto. |
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La seconda condizione è che ci sia stato un "riconoscimento legale del nuovo sesso da parte delle autorità ufficiali competenti". Cioè, che gli atleti abbiano dei documenti rilasciati dallo Stato, attestanti la loro nuova identità sessuale. La terza condizione chiede che "un trattamento ormonale appropriato al nuovo sesso sia stato somministrato per un periodo sufficientemente lungo per ridurre al minimo i vantaggi del sesso precedente nelle competizioni".