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Il macho Bush PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Lunedì 05 Luglio 2004 01:00

Da ragazzo, per non pensare ai soprannomi che gli affibbiavano, da "Dubya" (lo stupido) a "el-Chimpy" (lo scimpanzè) , Bush junior si rifugiava nell'alcol. Oggi invece per sentirsi più macho dice le parolacce. Ma è sempre la stessa marionetta nelle mani delle lobbies affaristiche americane.

Anche Bush, come il suo vice Dick Cheney, dice parolacce. Lo scrive, citando collaboratori della Casa Bianca, 'Us News and World Report'. 'Non lo fa perche' e' arrabbiato o quando e' arrabbiato, ma per inframmezzare la conversazione, come parlano i veri uomini', ha detto al settimanale un consigliere del presidente, aggiungendo pero' che Bush non impreca quasi mai nell'Oval Office, ne' lo fa davanti alla moglie Laura. 'Piuttosto quando si rilassa. Piu' rilassato e', piu' usa le parolacce'.

 
Come robot PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Domenica 04 Luglio 2004 01:00

Dimentichiamoci l’amore come lo conosciamo. Ormai innamorarsi è diventato un gioco con regole ferree.Ci sono dei luoghi prestabiliti dove “pescare” l’anima gemella e i cartellini con il proprio nome da appiccicarsi addosso. Presto velocizzeranno il corteggiamento con chip-elettronici combina-coppie da installarsi nel cervello?

PARIGI, 04 LUG - Sssssshhhhhh....silenzio, e' mercoledi': al Tanjia, un bar-lounge di gran moda a due passi dagli Champs-Elysees, non vola una mosca. Si entra con il proprio nome su un cartello appeso al collo e si tenta l'approccio scambiandosi bigliettini.La trovata nasce da una constatazione: perche' aggiungere alla fatica dell'aggancio anche quella di dover gridare per sovrastare la musica? Ecco quindi il colpo di genio: il 'quiet-party'.Dopo un inizio a singhiozzo, le serate sono diventate un cult.
 
Tuti a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Venerdì 02 Luglio 2004 01:00

In scena al Teatro Anfitrione Una compagnia teatrale di prigionieri che potrà comunicarci le suggestioni di chi ha colto, con le sue dure esperienze, il senso teatrale della nostra società formale. Un'altra via al sacro.

La società dello spettacolo conosce la sua autenticità allorquando si ha consapevolezza sulla propria pelle dei suoi meccanismi. La prigione è da sempre uno dei luoghi d’illuminazione più precisi e densi di significato. Per chi non ne viene schiacciato, ovviamente. Il che vale per ogni forma di ascesi sacrificale.

Una compagnia di “cattivi” tra i quali spicca il nome di Mario Tuti, si esibisce in un’opera teatrale domenica (alle 18) e lunedì (alle 20 e 30) a Roma. Con l’Associazione culturale Edmond Dantès ed il sostegno della Regione Lazio.

Per acquistare i biglietti:

Teatro Anfitrione
00153 Roma (RM) - VIA DI S. SABA 24

(tra Piramide e Piazza Albania)
tel: 06 5783116 - 06 57288473 - 06 5750827

 
Sms pubblicitari: illegittimo inviarli senza consenso PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Venerdì 02 Luglio 2004 01:00

Un buon precedente giudiziario da sfruttare per tutelare la nostra privacy.

E' illegittimo l'invio di sms pubblicitari senza il consenso del destinatario. Lo ha deciso il giudice di pace di Napoli. Ha condannato la Tim a un risarcimento danni di mille euro nei confronti di un cliente che aveva citato in giudizio l'azienda di telefonia mobile in relazione all'invio di messaggini con contenuto promozionale. Secondo il giudice gli sms non richiesti e autorizzati 'per iscritto e in modo espresso' rappresentano una violazione della privacy.
 
Coni: obbligo 50% italiani in squadra ma l'Unione Europea dice no PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Venerdì 02 Luglio 2004 01:00

Troppo tardi ci si è resi conto che la possibilità di tesserare un numero illimitato di stranieri ha fortemente danneggiato i vivai delle squadre di calcio nostrane. Ora si cerca di mettere qualche toppa, ma l'Ue si oppone.

Il Coni annuncia: dal 2006 mezza
squadra deve essere italiana, ma da Bruxelles arriva immediata
la bocciatura. Dopo i numerosi provvedimenti stoppa-extracomunitari, che agivano contingentando il numero degli atleti stranieri, questa volta lo sport si unisce compatto nel voler introdurre l'obbligo di mettere a referto il 50% di giocatori di «scuola italiana». Con questa definizione soft la giunta esecutiva del comitato olimpico ha provato a fare il
primo passo per quella che potrebbe annunciarsi come una
rivoluzione in materia di stranieri: un intervento resosi «necessario», come ha detto il presidente Gianni Petrucci, e cavalcato in nome della difesa dei vivai.

Un provvedimento però che rischia di trasformarsi in una bolla di sapone, se la commissione europea, come ha già annunciato, è pronta a dare battaglia su quello che giudica un intervento «illecito» in materia di stranieri. Dal monito l'Ue, che non è nuova a bacchettare lo sport italiano (vedi le bocciature dei decreti salva-calcio), è pronta a passare alle vie di fatto se non verrà invertita la rotta, con una procedura di infrazione da parte dell'esecutivo comunitario. L'intervento duro dell'Ue fa storcere il naso al Coni, che pure aveva
annunciato battaglia contro eventuali ricorsi dei club: «Resisteremo con ogni mezzo, anche noi abbiamo i nostri legali» aveva tuonato a fine giunta Petrucci.

Un ostacolo, quello piombato da Bruxelles, che quanto meno sorprende il Coni, e la replica non tarda: «Il Coni, anche in forza del ruolo riconosciuto recentemente allo sport nella costituzione europea, intende esaltare i valori tecnici e morali della sua attività senza ledere il concetto comunitario di libera circolazione dei lavoratori, ovvero mettendo limite alle possibilità di tesseramento». Insomma è chiaro che con la nuova normativa, che comunque deve essere ratificata il 15
luglio prossimo dal consiglio nazionale e che avrà due anni per
essere metabolizzata prima di entrare, eventualmente, in vigore,
non vengono posti ostacoli al tesseramento degli atleti stranieri.

La decisione, prima dello stop preventivo dell'Ue, aveva visto lo sport intero, calcio compreso, stretto intorno alla novità: «È una misura necessaria, anche altre nazioni si sono mosse in questo senso. Non abbiamo altra scelta se vogliamo tutelare la scuola italiana».

«Sono favorevole al provvedimento e l'ho votato - gli ha fatto eco il presidente della Figc, che ha già annunciato che anche l'Uefa sabato
varerà un'iniziativa non uguale ma affine - è l'unico modo per
salvaguardare i vivai». E Carraro rivendica, in tandem con Sergio Campana, la paternità della proposta: «È un'idea datata a 4-5 anni fa, di Campana e mia». E non è mancato il plauso proprio del presidente dell'Aiac, che si congratula per la presa di posizione del Coni, aggiungendo la proposta del «tesseramento libero e la presenza in campo di sei giocatori selezionabili per la nazionale».

Ok anche dal sottosegretario ai beni culturali, Mario Pescante, che approva i paletti sugli stranieri ma avverte che non bisogna andare contro la normativa europea. La Lega calcio per il momento non si sbilancia, ma sulla questione verrà convocata al più presto un'assemblea straordinaria. La materia farà discutere e non mancheranno le polemiche: a complicare un quadro già piuttosto articolato c'è la presenza dei nuovi comunitari.

E proprio l'annullamento della moratoria di due anni annunciato dal governo per i lavoratori provenienti dai 10 paesi entrati dal primo maggio nell'Ue avrebbe dato un impulso e un'accelerata alla decisione di oggi. La materia sarà oggetto di studio: è certo che i giocatori neo-comunitari che si trovavano già in Italia verranno considerati comunitari a tutti gli effetti, mentre potrebbe essere prevista una lista a parte
per i nuovi. Nel calcio l'ipotesi è di consentire un neo comunitario p

 
Usa: le scuole chiudono i battenti con 48 morti PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

L'anno scolastico che si sta per chiudere negli Usa e' il piu' mortale dell'ultimo decennio con 48 morti connesse all'ambiente scolastico.

Nell'anno scolastico 2002-2003 vi erano stati solo 16 morti dentro o intorno alle scuole. Fonti di polizia e difensori della sicurezza scolastica sostengono che, dopo l'11 settembre, la guerra al terrorismo ha concentrato tutti i fondi e l'attenzione, lasciando in secondo piano la sicurezza delle scuole.
 
MODA: CHOC DA VERSACE, CANTANTE MIMA SESSO ORALE PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa.it   
Lunedì 28 Giugno 2004 01:00

Non sanno più che inventarsi. Credono di fare "provocazione" quando invece rientrano nella ordinaria decadenza della società attuale.

MILANO - Passerella choc per Versace: Keith Flint, il cantante dei Prodigy, oggi con il nuovo progetto Clever Brains Fryin', ha deciso di animare la sua esibizione con dei fuori-programma che hanno sconvolto buona parte del pubblico. Il biondo e sudato performer si e' prima lanciato tra gli spettatori della sfilata, per poi simulare una scena di sesso orale con un uomo e leccare il viso di una donna, mentre tutti gli altri scongiuravano che non si dirigesse verso il loro posto.

Flint e i suoi supporter, due cantanti hip hop di colore, una vocalist e un chitarrista, si sono esibiti sia prima che iniziasse la sfilata sia come stacco tra la passerella di Versus e quella di Versace. Proprio in questa seconda occasione, interpretando il brano 'Superstar', Flint si e' gettato tra il pubblico, sdraiandosi tra signore sconvolte e uomini basiti. E dire che ieri, durante le prove, si era quasi spaccato una gamba saltando giu' dalla pedana ed era stato portato d'urgenza al pronto soccorso.

Ma questa, evidentemente, era un'occasione importante, la prima uscita ufficiale del gruppo, progetto parallelo ai Prodigy, di cui il 27 agosto esce il nuovo disco 'Always outnumbered, never outgunned', a sette anni di distanza dall'ultimo lavoro di studio. Per il suo secondo gruppo, Flint non ha cambiato ne' genere musicale, un electroclash solo un po' spruzzato di hip hop, come va di moda oggi, ne' stile, visto che questa sera ha dimostrato di non aver certo perso il gusto della provocazione.

 
Gay Pride: a Berlino il borgomastro marcia in prima fila PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Domenica 27 Giugno 2004 01:00

Dilaga la moda del Gay Pride. Una miriade di esibizionisti che manifesta in strada per l'affermazione di un presunto "orgoglio" gay. E in Europa i politici incominciano ad ostentare la loro omosessualità per ottenere vantaggi elettorali in una società che sta cambiando.

Con una sfilata pittoresca e festante, decine di migliaia di omosessuali hanno commemorato ieri a Berlino la 26/a edizione del Christopher Street Day, la giornata che ricorda le repressioni nel giugno del '69 della polizia di New York contro gli omosessuali al Village.

Gay e lesbiche vestiti nelle fogge più bizzarre e sgargianti - e molto spesso seminudi - sono sfilati per otto chilometri lungo le arterie principali della capitale, dal Kurfuerstendamm, il grande viale alberato a ovest, alla piazza della Siegessaeule, la colonna della Vittoria dove il raduno si è concluso ieri sera.

Secondo la polizia, i partecipanti sono stati sotto le attese: 300.000 anzichè il mezzo milione previsto. Fra questi, in prima fila, il borgomastro di Berlino (capo del governo regionale), Klaus Wowereit. Il politico socialdemocratico è diventato una specie di icona per tutto il movimento omosessuale da quando nel 2001 fece un 'outing' pubblico della sua omosessualità e vinse anche le elezioni regionali.

«Ich bin Schwul und es ist gut so», «sono gay ed è bene così», disse scandendo quella che sarebbe diventata in breve tempo una citazione molto di moda. La frase «...und es ist gut so» è diventata un riuscitissimo slogan commerciale nonchè un comune intercalare dei tedeschi, al pari più o meno delle frasi smozzicate in tedesco pronunciate da Trapattoni nel suo oramai leggendario sfogo televisivo contro i giocatori del Bayern.

La sfilata si è svolta all'insegna del motto 'Omoculturale, multisessuale, eterogeneò ed è stata inaugurata proprio da Wowereit, chiamato affettuosamente 'Wowi' dai suoi fan. «Siamo ben lungi dall'avere raggiunto l'equiparazione», ha dichiarato fra gli applausi: la parata degli omosessuali è anche un monito alla società contro le discriminazioni.
Il borgomastro ha detto che ancora oggi gi omosessuali sono
oggetto di mobbing e vengono discriminati: «non ci si deve nascondere, anche se uno ha un diverso orientamento sessuale»,
ha detto chiedendo all'opposizione cristiano democratica di non
bloccare la legge sull'equiparazione delle coppie omosessuali.

Il ministro della giustizia Brigitte Zypries, pure Spd e anche lei intervenuta alla sfilata, si è impegnata ad apportare «ancora prima della pausa estiva o subito dopo» migliorie alla legge sulle coppie dello stesso stesso. «Dobbiamo permettere le adozioni e sono sicura che potremo fare qualcosa anche in tema di eredita», ha anticipato.

L'associazione dei gay di Berlino-Brandeburgo aveva chiesto in occasione della sfilata l'equiparazione delle coppie gay al matrimonio eterosessuale, cosa assolutamente respinta dalla Cdu.

È inammissibile che delle coppie con gli stessi diritti si sostengano economicamente tutta la vita per essere poi trattati come estranei quando il partner muore, ha criticato il portavoce dell' organizzazione, Alexander Zinn.

Al corteo sono sfilati una cinquantina di carri bardati a festa accompagnati, dentro e fuori, da centinaia di omosessuali scatenati, danzanti e in abbigliamenti fantasiosi e frivoli. Wowereit sfoggiava una camicia sgargiante stile Hawaii. Dopo il raduno finale, la festa è proseguita tutta la notte con un party all'Areana a Treptow, e numerosi appuntamenti in discoteche e club della scena gay.

Sotto lo striscione «Eguaglianza di fronte alla legge» oltre 700mila persone hanno partecipato ieri a Parigi alla marcia del Gay Pride. Un appuntamento tradizionale che quest'anno assume un significato speciale dopo che il recente matrimonio civile tra una coppia di omosessuali, il primo in Francia, ha riacceso il dibattito sulle unioni gay. Gli organizzatori della manifestazione denunciano «le promesse
astratte» fatte dal governo francese per garantire i diritti dei gay.

Migliaia di persone sono scese in piazza ieri a Valencia e a Barcellona per manifestare a favore dei diritti degli omosessuali e contro le discriminazioni.
A Valencia

 
Quando per diventare politici basta andare al reality show PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 26 Giugno 2004 01:00

Un network australiano sta mettendo a punto un programma dove 18 aspiranti parlamentari verranno scelti dal pubblico Chiunque potrà inviare il suo curriculum e sperare di arrivare in finale. Ai vincitori garantiti fondi per la campagna elettorale

Per arrivare in Parlamento ci vuole un volto telegenico, una chiacchierata spigliata e la capacità di convincere, almeno a parole. Può darsi. Di certo una tv australiana sembra crederci a tal punto che 6 dei prossimi senatori che andranno a sedere sugli scranni del Parlamento, verranno scelti dal pubblico della tivù, in quello che è l'ultima follia dei reality show. Un concorso a eliminazione, una sorta di Grande Fratello della politica che per gli ideatori ha un solo scopo: coinvolgere il grande pubblico, sempre più refrattario alle urne, a occuparsi degli affari della nazione.

Non si tratta di votare il volto più simpatico o la soubrette con il sorriso più malizioso. Di politica si tratta e di programmi elettorali si parlerà a "Vote for me", in onda da ottobre su Channel Seven in attesa delle elezioni di novembre. In nome del principio che chiunque può correre per un seggio in Parlamento, il network australiano ha indetto una selezione pubblica per scegliere diciotto personaggi che potrebbero sfondare in politica, tra per ognuno degli stati australiani.

Partecipare è un gioco da ragazzi, arrivare tra i 18 finalisti è già più complicato, vincere è arduo, ma apre le porte alla politica, con tanto di campagna elettorale in parte finanziata dal network e l'assicurazione di uno spazio tv garantito fino alle elezioni. Uno spot all'interno del programma Channel Seven's Sunrise brekfast, quello che dà la sveglia agli australiani.

A correre per un seggio può essere chiunque, basta che sia di nazionalità australiana, maggiorenne, non occupi uffici pubblici, non abbia commesso crimini, sia iscritto alle liste elettorali, non sia finito in bancarotta. Sul sito Internet c'è il modulo di domanda che chiede anche se si è iscritti a un partito politico (e quale?) se si è disoccupati o invece si abbia un'occupazione, e in quest'ultimo caso, dove. Questi sono i preliminari. Che non bastano. Il candidato (e termine non sarebbe più appropriato), deve descriversi in non più di 250 parole.
Quindi arriva il bello: le prove. Perché chi verrà scelto verrà sottoposto alla prova verità, quella del video e dell'audio. Dovrà parlare in diretta, sapersi destreggiare tra le domande e soprattutto esporre il proprio programma elettorale. Un lavoro certosino che sarà seguito da un pool di esperti, quello che poi sceglierà i finalisti, 18 candidati, che verranno ridotti a sei finalisti grazie al voto del pubblico, che li sceglierà durante il programma con un semplice sms.

Ma l'idea sta sta scricchiolando. Barry Jones uno dei tre esperti impegnati nel programma se n'è andato, rassegnando le dimissioni. Motivo? Potrebbe esserci un conflitto di interessi. Alcuni raccontano che i laburisti avrebbero fatto pressioni perché abbandonasse un progetto che evidentemente non guardano con favore. E sembra che Barry Jones non sia stato l'unico ad aver ricevuto pressioni.

"Vote for me" d'altra parte non piace nemmeno a una buona fetta del mondo accademico, preoccupato di ridurre la politica a un livello triviale. Rod Smith, della Sydney University, ha bocciato il programma spiegando che il reality show "può aggiungere ben poco al dibattito politico", mentre ambigua sembra la posizione di Channel Seven, "che da una parte si presenta, presumibilmente, come un network che intende seguire da indipendente la campagna elettorale, mentre dall'altra promuove una serie di candidati". L'avvio è previsto in ottobre, e se il programma promette di diventare popolare, Channel Seven, ha già deciso di farne un vero e proprio show. Ma l'ultimo responso sarà quello delle urne.
 
Usa: parolaccia di Cheney a senatore PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Venerdì 25 Giugno 2004 01:00

'Fuck You', cioe' vaffanculo. Lo ha detto il vicepresidente Usa Dick Cheney al senatore democratico Patrick Leahy.

Il Senatore aveva irritato Cheney con le numerose critiche rivoltegli per i suoi legami con il colosso petrolifero texano Halliburton, uno dei protagonisti della ricostruzione in Iraq. L'indicazione, della Cnn, e' stata confermata da Leahy e da una decina di suoi colleghi.
 
Schwarzy: a morte i cani randagi PDF Stampa E-mail
Scritto da tgcom.it   
Venerdì 25 Giugno 2004 01:00

Proposta legge per Stato California

Terminator di nome e di fatto. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha deciso di attuare il pugno di ferro contro il randagismo dei cani: saranno tutti uccisi. L'ex divo di Hollywood intende abolire una legge sui canili municipali che di fatto protegge dall'esecuzione decine di migliaia di cani randagi. Una manovra considerata crudele ma assai utile al bilancio visto che farebbe risparmiare alla California 14 milioni di dollari.

L'iniziativa darebbe ai randagi un "periodo di grazia" di appena 72 ore dopodiché scatterebbe l'iniezione letale. La legge che Schwarzy vorrebbe veder abolita risale al 1998 e porta il nome di un altro attore, Tom Hayden, l'ex marito di Jane Fonda. Prevede che i canili debbano ospitare per almeno sei giorni i cani randagi prima di ucciderli, un arco di tempo che di fatto favorisce le adozioni degli animali.

 
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