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Autogol europeo PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Giovedì 05 Agosto 2004 01:00

Una direttiva europea blocca l'utilizzo di Linux al posto del sistema operativo Microsoft Windows nell'amministrazione di Monaco di Baviera. Il monopolio Microsoft continua

Monaco di Baviera, la prima città europea ad adottare Linux in tutti gli uffici comunali, potrebbe essere costretta a rivedere completamente i suoi piani a causa di una direttiva europea che rende problematico lo sviluppo del software open source.

Secondo il progetto LiMux, approvato definitivamente a giugno, nei 14 mila computer dell'amministrazione comunale bavarese il sistema operativo Microsoft Windows sarebbe stato sostituito dal suo concorrente open source Linux. Un'operazione da 42 milioni di euro che avrebbe costituito un successo senza precedenti per il movimento del software libero.

Una direttiva sui brevetti software approvata a giugno dal Consiglio dei ministri dell'Ue ha improvvisamente rimesso in discussione il progetto LiMux. La direttiva, modellata su un'analoga normativa statunitense, prevede infatti la brevettabilità di qualunque codice informatico, anche se slegato da un'innovazione meccanica.

In termini pratici, significa che qualsiasi tipo di idea, soluzione o procedimento software può essere diventare proprietario: "Ad esempio, la Apple Computer detiene un brevetto sul cestino virtuale per i file", spiega la Free software foundation, un'organizzazione che promuove la diffusione dei programmi open source. "La Apple può proibire l'inserimento dell'idea 'cestino per la carta' in qualunque programma, indipendentemente dalle tecniche, dai metodi e dal linguaggio utilizzati".

In Europa sono stati già depositati 30 mila brevetti di questo tipo. La nuova direttiva li rende operativi, esponendo al rischio di multe per violazione del copyright centinaia di software. Particolarmente in pericolo sono le piccole aziende, che non possono permettersi di affrontare lunghe cause e compromessi economici.

Secondo una ricerca della Foundation for a Free Information Infrastructure, un'associazione nonprofit con sede a Monaco, il particolare client Linux scelto dalla capitale bavarese per i computer dei suoi impiegati viola oltre 50 brevetti depositati in Europa. Per questo, la giunta comunale di Monaco ha deciso di bloccare il progetto LiMux, finché non saranno chiariti tutti gli aspetti della vicenda. Il timore è che, una volta completato il passaggio a Linux, l'amministrazione municipale debba mettersi a fronteggiare azioni legali o, peggio, che l'intera attività del comune debba bloccarsi qualora qualcuno reclamasse l'illegittimità del software adottato.

In un comunicato il sindaco di Monaco, il socialdemocratico Christian Ude, ha lanciato un appello "a tutte le città e le compagnie europee interessate all'open source affinché esercitino la loro influenza sull'Ue e sui governi nazionali per evitare che la direttiva diventi legge".

A febbraio, anche il comune di Roma aveva annunciato una graduale apertura verso Linux. "Il nostro progetto va avanti", spiega a Repubblica.it Francesco Loriga, responsabile per l'Innovazione tecnologica dell'assessorato alla Comunicazione capitolino. "Rispetto a Monaco, noi abbiamo scelto un approccio più graduale, e abbiamo intenzione di tenere aperti il dibattito e la sperimentazione, senza preclusioni ideologiche, ma tentando di stimolare una sana concorrenza tra i sistemi open source e qu
 
Faccetta nera sarai sfruttata PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Miseria e nobiltà: quando la colf è una regina del Ghana. Sovrana degli Ashanti, fa le pulizie a Vicenza. «Era un segreto, mi vergognavo»

SCHIO (Vicenza) - «Io regina come la mia mamma? Se lei lo volesse, potrebbe anche succedere. E, certo, non mi dispiacerebbe. Ho sedici anni, adesso sto in Italia e penso a studiare. Poi, si vedrà». La ragazza dagli occhi scuri, vivaci e curiosi, la pelle scura, i capelli neri crespi tirati e annodati con un fermaglio, aggiunge in tono sommesso: «Nella nostra tribù, il popolo Ashanti, le donne sono considerate intelligenti, sagge. Migliori degli uomini. Per questo ci sono più regine che re. Mia madre è una di loro». Magnifico. L’orgoglio femminista ricomincia dal Terzo Mondo. E dalle regine. Ma qui non siamo in Ghana, Paese d’origine di Francesca e della quarantasettenne Rosina Mawusi, la mamma, ovvero la sovrana di Besoro, la città-regno popolata da diecimila sudditi, a duecento chilometri da Accra, capitale dello stato africano. Qui siamo a Schio, provincia di Vicenza, 38.000 abitanti, 3.200 immigrati residenti. E qui la regina Nanà - questo il suo nome da regnante - di professione fa la colf.

COLF - Collaboratrice domestica presso tre famiglie: 25 ore la settimana, stipendio, contributi regolari. Il fatto è che il rango non sempre coincide con la ricchezza. Lady Rosina, dunque, abbandonati in Ghana scettro e corona (nel frattempo, il fratello-re fa le sue veci, ma con l’obbligo di consultarla, anche da lontano, per le questioni più importanti), quindici anni or sono emigra in Italia.
Separata dal marito, cerca lavoro. Ha tre figli da crescere - Federico, Francesca e Maria Rosa - e vuole accantonare risparmi, da inviare nel suo regno. Dove ritorna una volta l’anno, carica di doni (cibo, indumenti, farmaci) raccolti per lei dalla Caritas. «A Besoro - racconta Francesca - la maggior parte delle gente coltiva i campi. Riso soprattutto. C’è tanta povertà». Continua la figlia: «Quando va in Ghana, la mia mamma-regina resta un paio di mesi, e recupera il tempo perduto. Si consulta con gli anziani, dirime le controversie; e, se i reati non sono gravi, può anche infliggere condanne: multe, sospensioni... Certo, non ha facoltà di fare imprigionare i sudditi. Queste sono cose del passato. Anche la tribù Ashanti si è adeguata ai tempi».
Sono giorni di ferie, e Rosina/Nanà Mawusi è fuori Schio. Ma adesso non è in Ghana. È volata a Washington, ad incontrare alcuni parenti della tribù, che abitano negli Stati Uniti. I figli intanto se la cavano da soli: Federico, 19 anni, lavora come modellista in fabbrica, Francesca, in vacanza dalla scuola (frequenta l’Istituto commerciale), tiene in ordine la casa, e cucina. La piccola Maria Rosa di 9 anni è stata affidata a un’amica della madre. «A Schio c’è l’associazione Ghana International, punto di riferimento di tutti i ghanesi che vivono nella provincia di Vicenza - spiega Emilia Laugelli, attivissima assessore ai Servizi sociali -. Integrazione, solidarietà, volontariato sono elementi acquisiti di questa città. Rosina Mawusi, donna intelligente e dai modi squisiti, è una colonna portante della sua comunità. Chi ha bisogno di consigli, di indicazioni di

 
L'Italia s'è desta! America ko. PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Incredibile impresa dell'Italia di basket che ha letteralmente umiliato la formazione Usa. Gli azzurri hanno dimostrato volontà, umiltà e coraggio, mentre dall'altra parte gli americani mettevano in campo la solita arroganza che però questa volta non ha pagato.

POZZECCO che ridicolizza Iverson. Rombaldoni e Soragna che prendono in mezzo Duncan. Gli dèi del basket sbeffeggiati: cose dell'altro mondo, ieri sera a Colonia. Il Dream Team, almeno per una notte di quelle che valgono una carriera, è azzurro. L'Italia è riuscita nell'impresa storica di battere i mostri della Nba, addirittura umiliandoli con 17 punti di scarto (95-78) dopo aver avuto anche 24 punti di vantaggio.

Un sogno, appunto. E' la quarta volta che gli Stati Uniti finiscono ko da quando schierano i campioni dalla Nba, cioè dal '92: in 12 anni 66 vittorie e 4 sconfitte (prima contro Argentina, Jugoslavia e Spagna). In venti amichevoli, quella di ieri sera è stata la prima persa. Nell'unico precedente incontro, a Sydney 4 anni fa, i nostri si presero 32 punti sul gobbone, e quella era la norma quando incrociavi i marziani del canestro, ieri indolenti, confusi, caotici, stupiti e infine rabbiosi per la mortificazione subita.

Quel che è straordinario, oltre al risultato, è proprio il modo in cui la squadra di Carlo Recalcati ha dominato, in attacco e in difesa (decisiva la zona): contropiede, recuperi, ottima circolazione di palla e soprattutto una mira formidabile nel tiro da tre punti (15/35 col 41% di realizzazione). Bravi tutti, da Righetti a Bulleri e Chiacig, ma ancora di più il capitano Gianluca Basile della Fortitudo Bologna e l'ala pivot Giacomo Galanda della Mens Sana Siena, campione d'Italia: rispettivamente 25 e 28 punti, con raffiche impressionanti da tre punti per entrambi, eccellenti.

Galanda, opposto ai giganti dell'area, ha trascinato gli azzurri nel primo tempo (17 punti), mentre Basile ha affossato ogni tentativo di rimonta stracciando la partita nella ripresa. Il Dream Team è stato avanti solo nelle prime due azioni, poi ha sempre rincorso scendendo a -15 nel primo tempo (chiuso 41-35) per poi inabissarsi nell'ultimo quarto (perfino -24 a 100" dalla sirena finale). Una delusione LeBron James, il 19enne nuovo fenomeno del basket mondiale, non abituato a farsi fischiare tante infrazioni di passi dagli arbitri: 5 punti.

Per quanto sia questo il Dream Team meno forte mai visto (13 atleti hanno rifiutato la convocazione olimpica), era davvero inimmaginabile un esito del genere, quanto lo era vedere alla fine Pozzecco (11 punti e 8 assist) uccellare a ripetizione i colossi Nba, specie Allen Iverson (13), tre volte capocannoniere negli ultimi 6 anni, la stella della squadra insieme a Tim Duncan (15), leggendario centro dei San Antonio Spurs, ultimo a opporre resistenza nel terzo quarto.

"Sono molto felice - dice Recalcati - anche per la prestazione: battere i favoriti all'oro fa un bell'effetto, specie per il modo. Una serata storica". Non si deve pensare ora che l'Italia vincerà le Olimpiadi, ma che gli Usa rischino seriamente di perderle sì. "Una lezione" ha ammesso alla fine il coach Usa, Larry Brown.
 
Come ti falsifico la storia con una cinepresa.... PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 02 Agosto 2004 01:00

Forte protesta degli inglesi che accusano Hollywood di falsificare la storia soprattutto nei film riguardanti la seconda guerra mondiale. Eroi inglesi sostituiti con eroi americani, questa l'accusa. Ma cosa direbbero allora gli sconfitti (italiani, tedeschi e giapponesi), se potessero parlare??

Robin Hood che fugge dai turchi durante le crociate. Le forze alleate "oscurate" da quelle americane durante il salvataggio del soldato Ryan. Le monete usate nel film Troy, un'epoca in cui il conio non era ancora stato inventato. Gli inglesi non ne possono più degli strafalcioni storici che Hollywood propina agli spettatori dei suoi film. Specialmente quando si tratta di eroi e di storia inglesi. Così il capo dell'English Heritage, l'organizzazione pubblica per la salvaguardia del patrimonio storico, si è sfogato con un noto quotidiano inglese: "E' una grottesca distorsione", ha detto Simon Thurley, ex direttore del museo di Londra e importante storico.

I film storici vanno per la maggiore e proprio per questo, sostiene Thurley, sceneggiatori e registi dovrebbero preoccuparsi di non travisare gli episodi e, ancora peggio, di trasformare eroi inglesi in eroi americani. "Una delle mie preoccupazioni principali - dice - è che i ragazzi lasciano la scuola con delle immagini della storia inglese che vengono quasi esclusivamente dai film".

Uno dei periodi più bistrattati è il medioevo. "Sono tutti molto, molto pigri. Si parla di 'medioevo' e la gente dev'essere per forza sporca". Primo esempio, la storia di Robin Hood, il mitico eroe della foresta di Sherwood, ha subito delle manipolazioni "incredibili" durante la lavorazione del film di Kevin Kostner. Sebbene le gesta de Il principe dei ladri siano al confine tra storia e leggenda, il regista ha fatto fuggire Robin Hood dai mori e gli ha fatto uccidere il temuto sceriffo di Nottingham. Due episodi che, nonostante le diverse versioni della storia di Robin Hood, non erano ancora mai venute fuori.

Altri strafalcioni si sono visti nei "war-movie", specie in quelli sulla Seconda Guerra Mondiale. Da Salvate il soldato Ryan, ambientato durante lo sbarco in Normandia, sono state del tutto cancellate le "forze alleate": al loro posto, sempre le forze americane. Una questione che già all'epoca dell'uscita del film aveva scatenato le polemiche tra i reduci di guerra. In un altro spettacolare film, U-571, i sottomarini inglesi, che erano al centro della storia, sono stati sostituiti con quelli statunitensi.

"L'ironia - continua Thurley - è che Hollywood si vanta che i film siano basati su 'storie vere'. Non gli interessa affatto la verità, ma, allo stesso tempo, sono ossessionati dal mettere l'etichetta 'vero' sui loro film, perché sanno che è un modo vincente per vendere i biglietti al botteghino". Come nel caso di Troy, il colossal con Brad Pitt. La storica Bettany Hughes svela un clamoroso errore nel film: "I defunti in abiti greco- romani vengono cremati con le monete sugli occhi. Ma le monete non erano ancora state inventate".

 
Sous le ciel de Paris PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Mercoledì 28 Luglio 2004 01:00

C’è un senzatetto che ha scelto una panca per vivere. Nell’aeroporto Charles De Gaulle da 16 anni. Libero, autonomo e felice, ha chiuso il mondo fuori di sé.

PARIGI - È stanziale ma vive da 16 anni in uno dei crocevia del mondo. È un senzatetto ma ha un conto in posta da 300 mila dollari. Fa il clochard per scelta e il gentleman per indole. È di tutto questo un po’. L’iraniano Merhan Karimi Nasseri, da 16 anni «inquilino» dell’aeroporto parigino Charles De Gaulle. Steven Spielberg ha trovato così speciale la sua storia da farne il perno sul

quale ruota il suo ultimo film, «The terminal», che a settembre aprirà la mostra del cinema di Venezia. Ma a lui - al gentiluomo iraniano - la notorietà interessa poco e anche quei 300 mila dollari che il regista gli ha versato per i diritti d’autore non gli fanno molto gola. Quello a cui tiene più di tutto è vivere in pace nel cantuccio che gli fa da casa, fra un negozio d’abbigliamento e una farmacia, all’interno dello scalo aeroportuale. Non se ne parla di lasciare la panchina che

dal 1988 è diventata il suo letto, né vuole cambiare le abitudini quotidiane come quella di

alzarsi all’alba per usare senza fretta le toilette pubbliche dell’aeroporto. Nato nel Kurdistan iraniano e figlio di un medico che lavora per una compagnia petrolifera angloiraniana, Merhan si è laureato a Teheran in psicologia, nel 1972. È stato attivista dell’Associazione degli studenti iraniani contro lo Scià e nel 76 è finito anche in carcere per questo.

A vederlo passeggiare, da un capo all’altro dello scalo Charles De Gaulle, si direbbe un viaggiatore qualsiasi. Non ha l’aspetto di un uomo trasandato, né ha mai alzato il gomito. Al contrario: cerca come può di tenersi in forma e veste sempre di bianco, rigorosamente candido.

Se gli capita di scambiare due chiacchiere con qualcuno prima si

presenta: «Piacere, sono sir Alfred Merhan, l’apolide».

 
Nonna roulette PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Venerdì 23 Luglio 2004 01:00

Un’insospettabile ottantenne drogava e rapinava le coetanee per giocare il bottino al casinò di Sanremo.

Una ottantenne terribile, che derubava coetanee dopo averle stordite con sonniferi nel caffe' e subito dopo si giocava al casino' il bottino, e' stata arrestata dagli agenti della Polizia Ferroviaria del compartimento della Liguria. Vittoria Benetti, il cui primo arresto per furto risale al 1958, e' stata catturata nella sua casa di Vicenza per l'ultimo colpo da mille euro, compiuto ai primi di luglio nel bar della stazione di Ventimiglia ai danni di una settantenne occasionale compagna di viaggio.
L' aveva avvicinata alla stazione ferroviaria di Montecarlo, dove si era recata a sfogare la sua passione per il gioco d'azzardo. Conquistata la sua fiducia grazie ai modi gentili ed alla parlantina sciolta, Vittoria Benetti l'aveva drogata e derubata e poi era corsa, sempre in treno, al casino' di Nova Gorica, in Slovenia, a puntare i mille euro della vittima. Questa aveva dormito profondamente per oltre dodici ore e tuttora soffre di postumi della massiccia dose di sonnifero bevuta con il caffe'.
Gli agenti della Polfer, capito di avere a che fare con una vecchia conoscenza, hanno fatto vedere alla derubata la foto della Benetti e sono corsi nella sua casa di Vicenza, dove l'hanno trovata. Durante una perquisizione sono saltati fuori psicofarmaci, biglietti ferroviari, documenti e tessere che hanno consentito di risalire ad almeno altri cinque furti commessi di recente.
Proprio il timore che Vittoria tornasse a colpire e soprattutto che, data l'eta', eccedesse nella dose di sonnifero somministrato ha indotto gli inquirenti a rinchiuderla nel carcere veronese di Montorio in attesa che la magistratura valuti se assegnarla all'ospedale psichiatrico giudiziario che l'ha gia' avuta in cura.

 
Tesori in rilievo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Giovedì 22 Luglio 2004 01:00

I capitelli e le colonne doriche dei templi di Paestum, indossano l'abito da sera. Una 'mise' di luce alogena ad incandescenza, che illumina e rende splendenti il tempio di Athena, quello di Nettuno e la Basilica.

PAESTUM - Dopo gli Scavi di Pompei, e la Reggia vanvitelliana di Caserta, anche i capitelli e le colonne doriche dei templi di Paestum, indossano l'abito da sera. Una 'mise' di luce alogena ad incadescenza, che illumina e rende splendenti il templio di Athena, quello di Nettuno e la Basilica: otto stazioni belle anche di sera per le 'Passegiate notturne' che dal prossimo 29 luglio, e fino al prossimo 2 ottobre, saranno aperte al pubblico.
L'iniziativa voluta dall'assessorato ai Beni culturali della Campania e dalla Soprintendenza archeologica di Caserta, e' la terza nella regione, che rendera' fruibili anche dopo il tramonto alcune tra i siti piu' belli del territorio. Un record di presenze a Pompei, dove gli scavi da aprile scorso sono visitabili di notte. Magia di luci e passeggiate notturne anche per la Reggia di Caserta che dal 16 giugno scorso ha aperto i battenti anche dopo il vespero con un percorso di luce che comprende anche il giardino inglese oltre che al parco. La luce delle potenti alogene, dirette dalla regia di un computer che ne regola intensita' e sfumature, e un itinerario musicale, accendono e valorizzano i resti dei templi, memoria storica della civilta' della Magna Grecia in Campania. Oltre ai templi di Athena, Posidone e alla Basilica, sono otto le stazioni a Paestum che costituiscono le passeggiate notturne.
L'area archeologica interessata dal percorso e' illuminata dagli impianti della Valerio Maioli Spa di Ravenna con la regia di Massimo Andrioli e si snoda con un giro accattivante che conduce gli ospiti indietro di secoli: le musiche accompagnano il visitatore in un viaggio che narra della grandiosa civilta' greca delle colonie e dei reperti che i romani costruirono successivamente in questi luoghi. Dietro alle luci, alle sfumature, alle incandescenze a volte velate da ombre che illuminano e 'spengono' capitelli e frontespizi, dietro alle musiche che sembrano avvolgere il visitatore provenendo da un invisibile fonte, vi e' un massiccio utilizzo di tecnologie avanzate: un unico computer centrale ha dosato l'intensita' di ogni singolo punto luce, ha sonorizzato le zone con testi e brani musicali appropriati, ha lanciato effetti e suggestioni luminose.
Il percorso di luce, memoria e musica e' partito questa sera da Porta nord nei pressi del Tempio di Cerere o Athena ed ha attraversato otto stazioni. Una voce narrante ha raccontato le singole aree e ha condotto gli spettatori nella zona dell'Agora', poi in altri luoghi straordinari e quindi nell'Anfiteatro
 
Questo pazzo pazzo pazzo mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 14 Luglio 2004 01:00

Sono impazziti anche i canguri. A Canberra, spinti dalla sete, dalla fame e dal caldo, aggrediscono animali e persone.

A causa di una grave siccita', Canberra e' invasa da canguri affamati che in piu' occasioni hanno aggredito cani e anche persone. Una minaccia che ha portato il governo locale alla decisione di eliminare fino a 800 dei famelici marsupiali. Il compito di procedere ad un'uccisione selettiva dei canguri e' stato affidato a una squadra di tiratori professionisti. Ma animalisti e ambientalisti annunciano hanno subito promesso di fare da scudi umani per i marsupiali sotto tiro.

 
Italia-Russia PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 14 Luglio 2004 01:00

Ancora una piccola manifestazione dei buoni rapporti fra Italia e Russia. In futuro sarà possibile stringere alleanze in campi più importanti e soprattutto a livello di politica estera.

Si e' aperta questa mattina a ridosso della piazza Rossa la prima edizione moscovita di 'Cibus', il salone del prodotto alimentare italiano. L'evento suggella la crescita del consumo di prodotti italiani nel Paese (secondo dati Istat, tra il 2002 e il 2003 le esportazioni di settore in Russia sono cresciute del 13,2%, raggiungendo i 222 mln di dlr), oltre al vero e proprio boom di ristoranti tricolore. Oggi, piu' della meta' dei circa 150 grandi ristoranti stranieri di Mosca sono italiani.
 
In America vige la legge della jungla PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Martedì 13 Luglio 2004 01:00

Ma stavolta non parliamo dell’abituale Codice Lynch bensì di un simpatico felino sfuggito dal giardino del suo padrone. La bella tigre si ciba di carne umana, gli androidi americani stiano allora tranquilli, hanno ben poco da temere.

Caccia alla tigre di Tarzan in Florida. Agenti armati di fucili che sparano dardi narcotici stanno cercando di stanare una tigre fuggita dalla abitazione di un attore specializzato nel ruolo di Tarzan.
Le autorita' hanno chiesto agli abitanti dell'area di Loxahatchee, nella contea di Palm Beach, di restare nelle case finche' l'animale, che ha sei anni, non sara' stato neutralizzato.
La tigre e' fuggita dalla villa dell'attore Steve Sipek, protagonista negli anni '60 (col nome d'arte di Steve Hawkes) di una serie di film nel ruolo di Tarzan. L'attore ha nella sua proprieta' una collezione di felini, in molti casi animali scartati dagli zoo.

 
Georg Sluyterman von Langeweyde PDF Stampa E-mail
Scritto da Harm Wulf   
Martedì 13 Luglio 2004 01:00

"Tu popolo dal profondo, tu popolo nella notte, non dimenticare il fuoco, resta a sentinella" (Da “Und wenn wir marschieren”, Testo e Musica di Walter Gättke, 1922)

Su molte riviste nazionalpopolari italiane ed europee sono apparse spesso delle incisioni raffiguranti scene di vita agreste, viandanti, guerrieri, lavoratori, paesaggi ed altro. Fra tutte la più famosa è senza dubbio quella che ripropone il tema de “Il cavaliere, la morte ed il diavolo”. In quest’incisione, che s’ispira a quella notissima di Albrecht Dürer del 1513, lo scudo del cavaliere era ornato da uno swastica, ma spesso il fregio è stato modificato in un ascia bipenne o altro. Sotto il cavaliere, in caratteri gotici la frase evoca un’antica saggezza: “Vittoria e Sconfitta sono nelle mani del Signore, ma del tuo Onore solo tu sei Signore e Re”. L’autore di queste opere si chiamava Georg Sluyterman von Langeweyde e l’articolo che segue racconta la sua storia. Era nato ad Essen il13 aprile 1903, nono figlio del terzo matrimonio di un ufficiale d’artiglieria ed ingegnere Bernhard Sluyterman von Langeweyde. La famiglia materna proveniva dalla Bassa Sassonia mentre quella paterna dall’Olanda. L’ortografia originaria del suo nome era Sluyterman Van Langeweyde (la particella “Van”, germanizzata in”von”, sarà da lui spesso scritta nella forma abbreviata “v”. Dopo la prematura morte del padre (1908) trascorse una giovinezza assai povera in un quartiere operaio di Essen. Georg crebbe nella Ruhr tra miniere, torri d’estrazione e discariche di carbone in condizioni ambientali e materiali poco favorevoli allo sviluppo della personalità di un artista. Lavorò qualche tempo presso un mugnaio della Pomerania ed in un atelier di pubblicità. Nel 1920 entrò nella Scuola d’Arti figurative di Essen dove seguì i corsi di Wilhelm Poetter (grafica e pittura decorativa) e di Hermann Kätelhön (incisione su legno). Completò i suoi studi all’Accademia di Düsseldorf dove divenne allievo di Fritz Mackensen e Spatz, e del Meisterschüler Julius Paul Junghanns riuscendo ad affinare l’innata abilità grafica con una tenace volontà e un’incredibile capacità d’applicazione. I primi lavori coincisero con gli anni della crisi economica e della grande disoccupazione nella Germania di Weimar: in quel periodo, i primi anni venti, Georg entrò nello Jugendbewegung, il movimento giovanile dei Wandervögel (uccelli migratori, nome che si riferiva alle marce che i giovani effettuavano in ambiente naturale) nato il 4 novembre del 1901 nella Ratskeller di Steglitz sobborgo di Berlino e rapidamente diffusosi in tutte le terre di lingua tedesca (vedi il fondamentale testo di Nicola Cospito “I Wandervögel. La gioventù tedesca da Guglielmo II al nazionalsocialismo” II ed. ampliata Ed. della Biga Alata, Roma 1999, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Era essenzialmente un movimento di giovani studenti che si rivoltavano contro la società borghese, il suo conformismo e il modello di vita artificioso e corrotto che questa rappresentava. Attraverso il Wandern e l’immersione nella natura si ricercava uno stile di vita diverso, più vero e spontaneo, lo spirito comunitario, il sentimento d’appartenenza alla Volksgemeinschaft (comunità popolare) che rischiava di essere definitivamente spezzato dalle aberranti forme dell’industrialismo e dell’urbanesimo. Ampio spazio trovò nel movimento giovanile la riscoperta dei Volkslieder, i canti popolari che riecheggiavano le gesta dei lanzichenecchi e dei corsari e che accompagnavano, tra il rullo dei tamburi e lo sventolio delle bandiere i Bünde degli “uccelli migratori” nelle loro marce. Nei Wandervögel, Georg imparò a suonare la chitarra e a cantare componendo anche sue canzoni. Diverse tendenze coesistevano nello Jugendbewegung, ma in tutte le sue componenti si ritrovano i temi dell’amore per la Heimat, del Wandern come nuovo stile di vita e rigenerazione del corpo e dello spirito, del disprezzo per il falso progresso del mondo m

 
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