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Storia&sorte
Per la tutela della memoria di Braveheart PDF Stampa E-mail
Scritto da Celticworld.it   
Domenica 25 Aprile 2004 01:00

Robroyston - Glasgow. A salvaguardia del luogo dove William Wallace venne tradito e catturato.

Il Clan Wallace sta cercando di acquistare circa 4 acri di terreno per preservarlo dallo scempio edilizio e dall'utilizzo a discarica.
In questo terreno (che come vedete è costituito principalmente da prati) si trova il luogo in cui William Wallace venne tradito e catturato.
Mantenerlo allo stato naturale e non vederlo soffocato da costruzioni o riempito di rifiuti è importante per preservare un fazzoletto di terra che da 700 anni a questa parte è rimasto immutato.
Il Clan Wallace sta tentano di acquisire questo terreno (che comprende anche alcune costruzioni, fra cui gli antichi granai dove Bravehaert venne catturato).Per il Clan Wallace, e per molti clans scozzesi, questo luogo è sacro, e non possono sopportare di vederlo violato dalle ruspe e da uno sviluppo edilizio selvaggio. Il Clan sta già raccogliendo fondi per garantirsi la migliore tutela legale e tecnica.
La raccolta di firme potrà aiutare il Clan Wallace a ricevere la giusta attenzione dalle autorità locali.

La vostra firma non implica alcuna spesa, tacita adesione od obbligo, ed è una semplice forma per manifestare il vostro sostegno alla nuova lotta che i Wallace si stanno avviando ad intraprendere.

Clicca qui per dare il tuo sostegno.
Il Clan Wallace ti informerà degli sviluppi della questione.
 
Gli Arditi nella Prima Guerra Mondiale PDF Stampa E-mail
Scritto da L'inferocito   
Sabato 24 Aprile 2004 01:00

Sulla storia militare e politica dei reparti d'assalto italiani nella Prima Guerra Mondiale è da tempo calata una cortina d'imbarazzo e di infastidito silenzio.

Gli storici marxisti italiani infatti, tutti intenti ad esaltare il neutralismo socialista e le violenze del "biennio rosso", hanno accuratamente evitato la questione. Certo gli Arditi si comportarono magnificamente su tutti i fronti ove furono impegnati, infliggendo colpi decisivi al dispositivo miltare austro-ungarico; e già questa è colpa agli occhi della storiografia della sinistra.

Se si considera poi che nel dopo guerra gli Arditi furono punta di diamante del movimento patriottico e nazionale contro la violenza social-comunista, a aprtire dall'incendio dell' Avanti! il 15 aprile 1919 fino alla Marcia su Roma, ecco spiegata la congiura del silenzio che grava su di loro. Una brutta bestia per la storiografia marxista, l'acre ricordo di una bruciante sconfitta, da liquidare come un'accolita di bravacci e truci manigoldi al soldo della reazione. In realtà studiare la storia degli Arditi non solo significa approfondire un'importante argomento di storia militare, ma consente anche di rileggere e riesaminare sotto una luce nuova la storia dell'Italia dalla Grande Guerra all'avvento del Fascismo, e in parte del Fascismo stesso.

Gli Arditi nascono ufficialmente il 29 Luglio 1917 a Sdricca di Manzano, in Friuli, sulla riva destra del Natisone, per impulso del tenente colonnello Bassi, brillante ufficiale promosso per meriti di guerra. L'iniziativa di Bassi fu resa possibile dall'appoggio del generale Capello, comandante della 2° Armata, e del generale Grazioli, comandante della 48° Divisione, entrambi interessati a nuove tecniche d'assalto adatte a superare lo stallo della guerra di trincea. Fin dall'inizio gli Arditi non si configurarono come "truppe scelte", quali ad esempio le Sturmtruppen austriache, cioè reparti selezionati e particolarmente addestrati ma pur tuttavia organicamente inseriti nelle unità di fanteria cui erano assegnati ed alle quali dovevano aprire la via attraverso il primo assalto. Gli Arditi furono invece "forze speciali", nettamente distinte dalla massa della fanteria: altissimo morale ed elevato spirito di corpo, armamento particolare e speciale addestramento all'assalto e al contrattacco, con notevole autonomia tattica nella battaglia. Essi rappresentarono il tentativo di risolvere il conflitto, particolarmente difficile per le truppe italiane costrette a combattere contro un nemico in posizione dominante e fortificata, non attraverso lo sforzo della massa dei combattenti ma grazie ad un gruppo ristretto ed elitario.

Una minoranza di volontari i quali, in opposizione alla massa ormai logorata da anni di conflitto sanguinoso, dimostravano una tenace volontà di combattere e vincere.

Da un punto di vista strettamente militare, gli Arditi si differenziavano nettamente dalla fanteria per reclutamento, addestramento, organici e armamento, spirito di corpo. Anzitutto il reclutamento: su base prevalentemente volontaria, escludeva espressamente e severamente, i condannati per reati comuni, mentre era aperto a chi avesse subito condanne per reati militari lievi quali il rifiuto d'obbedienza e ritardato rientro.

L'addestramento, realistico ed intenso, s'articolava in quattro differenti

aspetti: preparazione fisica(corsa, esercizi a corpo libero sia di potenziamento sia di agilità), lotta corpo a corpo(con tecniche di lotta greco-romana, ju-jitsu, pugilato), istruzione nell'uso delle armi individuali (soprattutto scherma col pugnale e lancio della bomba a mano in corsa), esercitazioni a fuoco di gruppo(coppia, squadra, plotone, battaglione). Il ciclo di addestramento culminava nelle esercitazioni d'assalto alla "collina-tipo", un rilievo fortificato con diverse linee di trincee, reticolati, postazioni per mitragliatrici, bunker. Sotto il fuoco reale delle mitragliatrici e dei pezzi d'artiglieria, con apparente disordine, gli Arditi si incuneavano in piccole formazioni all'interno del dispositivo difensivo, espugnandone con rapidità e ferocia i nodi: a

 
L'imbroglio democratico PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Reazionario   
Venerdì 23 Aprile 2004 01:00

E’ concezione tradizionale, tramandata attraverso libri sacri, simboli e uomini illuminati, quella di ritenere la quotidianità umana una illusione ed un passaggio.

Tale situazione di instabilità ha però un immenso valore per l’uomo, essendo il luogo stesso della sua liberazione: lo stadio terrestre è quindi l’unico terreno propizio all’ elevazione nelle sfere superumane, il cui raggiungimento incarna la assoluta realizzazione, risolvendo l’illusione in realtà divina. La tradizione organizza l’esistenza umana armonicamente e dispone ogni frammento ed ogni fase della vita terrestre secondo un ordine che permette all’uomo di ritrovare i sentieri occulti confluenti nella grande via che conduce alla perfezione. Il mondo moderno contrappone a questa naturale armonia, una figura di uomo profondamente vincolato alla terra, necessariamente schiavo del disordine che egli stesso ha creato e succube di una condizione che lo vuole lontano dal posto che gli spetterebbe in base alla sua natura propria. Ciò in genere si traduce dicendo che è raro trovare un uomo che occupa il posto che gli si addice, in base alla sua individualità e alle sue attitudini speciali, che lo predispongono all’adempimento di una data funzione e non di un’altra. La sua funzione nella società sarà di conseguenza determinata, se non dal caso, poiché in realtà il caso non esiste, da una serie di circostanze accidentali. Risultato inevitabile e che egli sarà portato a fare qualunque cosa e spesso ciò per cui e meno dotato. Questa stranezza si rivede in tutti i livelli: dall’individuale si passa al sociale ove ogni normalità e stravolta con argomenti sofistici di incredibile assurdità. Primo fra tutti e lo pseudo-principio dell’uguaglianza in nome del quale si e preteso di abolire ogni sorta, di gerarchia sociale. E' palese che due esseri realmente distinti non possono essere simili sotto ogni riguardo né dal punto di vista fisico né, tantomeno, dal punto di vista spirituale. Eppure tale "dogma" è quasi unanimemente accettato, ovvero si accettano tacitamente alcune aberranti conseguenze dell’applicazione di tale idea chimerica alle sfere, ad esempio, della vita sociale. La concezione di uguaglianza porta, come detto, alla negazione di ogni tipo di gerarchia da cui si giunge necessariamente all’idea democratica. Definita come l’autogoverno del popolo la democrazia è una vera impossibilità, essendo contraddittorio ammettere che gli stessi uomini possano essere governati e governanti; in virtù di tale concezione politica il potere viene dal basso e poggia essenzialmente sulla maggioranza, cosa che ha per necessario corollario l’esclusione di ogni vera competenza, dato che la competenza è sempre una superiorità e può essere, come tale, pertinenza di una minoranza. E’ quindi postulato democratico che vi sia una maggioranza che conferisce potere a qualcuno o a qualcosa. Ma il vero potere può venire solo dall’alto ed è legittimo solo attraverso la sanzione di qualcosa di superiore all’ordine sociale, cioè se è frutto diretto di una palese, superiore, autorità spirituale; è chiaro allora che, non potendo il superiore essere creato dall’inferiore, il popolo, ossia la maggioranza, non può conferire un potere che non possiede. L’illusione democratica si basa essenzialmente sul concetto di suffragio universale: diviene legge l’opinione dei più. Ci si rende immediatamente conto, però, di come sia facile dirigere e manipolare con argomenti demagogici l’opinione pubblica e provocare correnti nell’uno e nell’altro senso mediante adeguate suggestioni. "Fabbricare l’opinione" è divenuto il primo necessario passo che deve saper fare il "candidato alla poltrona" essendo indice della sua validità non l’argomento ma il modo di esporlo. Tuttavia l’errore più visibile risiede nel fatto che il parere della maggioranza rimane pur sempre l’espressione della incompetenza e del numero. Si tratta, è evidente, della santificazione della materia e della forza bruta, la stessa legge secondo la quale una massa trasportata dal proprio peso schiaccia tutto ciò che incontra sulla sua via. Nulla infatti prova che l’opinione della maggior parte sia quell

 
Israele: censura per il film di Gibson PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Giornale   
Mercoledì 21 Aprile 2004 01:00

"La Passione di Cristo" di Mel Gibson non verrà proiettato in Israele.

La "Saphira Films", società israeliana che ha ottenuto i diritti per la distribuzione del film, ha infatti deciso di non farlo arrivare nelle sale. "Abbiamo deciso che non è il momento migliore per proiettarlo", ha detto Orly Ben Eliyahu, portavoce della "Saphira".E' ovvio che sulla decisione hanno pesato le virulente polemiche scatenate dall'accusa di antisemitismo rivolta alla pellicola dall'Anti-defamation League, dal Centro Wiesenthal e da moltissimi rabbini americani. Nei cinema israeliani dunque verrà attuata una sorta di censura preventiva, facendo in modo che i cittadini del paese ebraico non assistano alla proiezione.

Va detto che in altri paesi, come ad esempio in Italia, diverse autorevoli personalità del mondo ebraico, dai rabbini capi di Roma e Milano, all'ex rabbino capo della capitale Toaff, hanno criticato aspramente il film dichiarandosi pero' contrati a qualsiasi forma di censura.

Intanto, a conferma delle preoccupazioni espresse dalla comunità ebraica americana, oltreoceano, dove la pellicola sta ottenendo uno strepitoso successo di pubblico, è stato diffuso un sondaggio dal quale risulterebbe che è in crescita la consapevolezza della colpevolezza degli ebrei per la morte di Gesù.Il 26% degli interpellati ha attribuito agli ebrei la responsabilità della crocifissione, mentre nel 1997 alla stessa domanda solo il 19% degli intervistati aveva risposto allo stesso modo.

 
I creatori di moneta PDF Stampa E-mail
Scritto da Edizioni di Ar   
Martedì 20 Aprile 2004 01:00

L'origine del modus operandi del nostro sistema monetario misterioso e incostituzionale.

I CREATORI DI MONETA

Al centro di quest'opera, qui presentata nella sua prima edizione italiana, sta il problema della moneta, della sua origine e delle sue funzioni. Analizzando la questione nel contesto dell'America del New Deal e degli anni successivi alla Grande Depressione del 1929, Gertrude Coogan appunta la sua critica spietata contro il potere illegittimo di creare moneta concesso in modo fraudolento, e in spregio delle chiare disposizioni della Costituzione degli Stati Uniti d'America, a un gruppo di finanzieri internazionali e alle dodici Banche Centrali di proprietà privata della Federal Reserve. L'autrice dimostra come l'esistenza di depositi bancari creati con artifici contabili, il cosiddetto gold standard (base aurea della moneta), la manipolazione del tasso di risconto, lo spostamento da un paese all'altro di ingenti masse di valuta e di metallo prezioso, la concessione di crediti (promesse di pagamento) gravati da interesse e revocabili in modo arbitrario, siano altrettante armi micidiali con le quali l'oligarchia finanziaria opprime le forze produttive della Nazione. Un'analisi storica assai approfondita spiega poi in che modo si sia creata questa situazione perversa. La soluzione proposta consiste nel restituire allo Stato il potere sovrano di creare moneta legittima e reale, di accrescerne o diminuirne la quantità in circolazione mediante i pagamenti e l'esercizio del potere impositivo, nel ristabilire un rapporto scientificamente corretto tra beni effettivamente prodotti e disponibili per

il consumo e moneta circolante.

Gertrude Margaret Coogan (Lincoln, 1898-Chicago, 1986) fu la prima donna a conseguire un master (diploma di specializzazione) in Organizzazione Aziendale presso la Northwestern University, di Chicago, dove si laureò con menzione speciale nel 1922. Iniziò la propria carriera lavorativa alla

Northern Trust Bank e sul finire degli anni Venti aprì a Chicago uno studio privato di consulenza in materia di investimenti che rimase attivo sino al 1985.Fondò assieme ad altri il Circolo degli Analisti finanziari (The Analysts Club), un gruppo di ricerca di rilevanza nazionale.Oltre a Money Creators (I creatori di moneta, 1935), ha scritto Lawful Money Explained (Una spiegazione della moneta legale, 1939).

 
The Passion, gli ebrei ortodossi condannano il film PDF Stampa E-mail
Scritto da AGI   
Martedì 20 Aprile 2004 01:00

Secondo alcuni Rabbini il film alimenterebbe in maniera smisurata l'antisemitismo.

"The Passion", il film di Mel Gibsone' pieno di incongruenze storiche e di sottili manifestazioni di antisemitismo". A bocciare la pellicola sono i rabbini Shlomo Bekhor e Ariel Bar Tzadok che, in un documento anticipato da RTL 102.5 nella trasmissione "Viva l'Italia" del 6 aprile scorso , spiegano come, al di la' delle opinioni personali che ciascuno puo' avere, vi sono all'interno del film alcune gravi imprecisioni.
Secondo i rabbini si tratta di "imprecisioni che alimentano nuove discordie e ridanno vigore ad antichi odi, frutto di errate interpretazioni storiche che hanno generato solo morte e distruzione".
Nel film, Gibson avrebbe utilizzato elementi caratteristici del moderno ambito ebraico, ad esempio capi di vestiario del tutto sconosciuti ai tempi di Gesu': i Sacerdoti e i rabbini indossano uno scialle fatto con lunghe strisce nere, simile in apparenza al modello del talli't (indossato dagli ebrei religiosi durante le preghiere del mattino) usato in Europa Orientale, mentre i Sadducei, i torturatori di Gesu', portano i classici riccioli ai lati del viso in maniera del tutto simile agli ebrei ortodossi dell'Europa Orientale di tradizione chassidica. E cosi' gli ebrei del film di Gibson, che picchiano Gesu' senza motivo e che con il loro comportamento risvegliano risentimento e rabbia in ogni spettatore vengono direttamente collegati agli ebrei dei nostri giorni.
Aggiungono i rabbini. "Le ragioni personali del regista prevalgono su ogni reale desiderio di essere storicamente accurato e corretto. I personaggi del film parlano latino, aramaico ed ebraico. Ma, spiega Ariel Bar Tzadok, "l'aramaico che ho sentito e' pessimo; vi sono infatti errori nei dialoghi, di grammatica, uso e traduzione". (AGI) Red/Cva 061228 APR 04

 
Filippo Corridoni: sindacalista rivoluzionario PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Martedì 20 Aprile 2004 01:00

La vita inquieta di Filippo Corridoni, sindacalista rivoluzionario; tratto dal libro edito dalla SEB.

"Io rimarrò sempre il Don Chisciotte del sovversivismo; ma un Hidalgo senza ingengno, pieno soltanto di fede. Morirò in una buca, contro una roccia o nella corsa di un assalto, ma - se potrò - cadrò con la fronte verso il nemico, come per andare più avanti ancora"

(Filippo Corridoni, ottobre 1915)

1887

Filippo Corridoni nasce il 19 agosto a Pasula in provincia di Macerata, dal 1931 ribatezzata in suo onore Corridonia, da Enrico, operaio in una fornace, e da Enrica Paccazocchi. Con lui tre fratelli: Maria, che in seguito sposerà Amilcare de Ambris, futuro segretario del sindacato metalmeccanico durante il Fascismo e fratello del più noto Alceste de Ambris; Ubaldo(Baldino), che morirà nella Grande Guerra, e Giuseppe(Peppino), mutilato della Prima Guerra Mondiale, il quale, dopo aver aderito ai fasci di San Sepolcro ed aver subito un'aggressione bolscevica in Piazza Mercanti, morirà poco tempo dopo.

1895-1904

Grazie al prozio Filippo, frate francescano e missionario, noto predicatore, acquisisce nozioni di cultura classica ed una conoscenza base della lingua francese e latina. Studia alle elementari e viene avviato al lavoro in una fornace. la sua volontà di proseguire gli stud

 
La Passione di Cristo salva la Chiesa PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter.org   
Lunedì 19 Aprile 2004 01:00

Attori,cantori, comunisti, radical chic, ebrei, protestanti e perbenisti... tutti daccordo. Ma stavolta la Chiesa di Roma non si è allineata al fronte della critica al Film di Mel Gibson.

Mi piace pensare che un giorno si parlerà di quest'opera sulla Passione di Cristo in maniera tale da poter consegnare all'autore del Film tutti i riconoscimenti che merita..

A tal proposito, mi domando cosa sarebbe successo se tutti i signori e signorotti che tacciano di eccessiva violenza e di antisemitismo il film "la Passione" del regista Mel Gibson, avessero avuto tra le mani,durante l'adolescenza,un vangelo con illustrazioni e disegni sulla vita del cristo? Sarebbero davvero cresciuti dei filonazisti"disturbati" dalla visione delle immagini sulla Passione?

disturbati più di più di così è difficile pensarlo, ea tal propositotra gli altri vi segnalo:

- La comunità ebraica di Milano che attraverso il suo portavoce si dice indignato per la mancanza nel Film di riferimenti alla Pasqua Cristiana(!!!)

- Unogruppo di Cristiano Evangelici che accusa di eresia Mel Gibson (!!!)

- Dustin Hoffman che organizza riunioni diffamatorie nei confronti di Gibson in circoli esclusivi di Hollywood.

- Unesponente del movimento Gay che si appella alla grandezza della memoria di Pasolini per contrastare Gibson (grandezza.. di cosa???)

- Ettore Scola che dice che piuttosto avrebbe preferito vedere un western (e noi anche, caro Ettore, in mille momenti davanti ai tuoifilm)

Questi e molti, moltissimi, tristissimialtri.

E la Chiesa di Roma? Certo è che nelle affermazioni di alcuni suoi esponenti eccellentissimi è stata quantomeno contraddittoria, e non esce sicuramentea testa alta dalla querelle, tuttavia dobbiamo riconoscere che tra tutti, è stata forse l'unica a non darsi alla disperata caccia alle tracce di antisemitismo nel film.

Non è molto... e non è un gran merito...è sufficienteleggersiil Vangelo.

Ma di questi tempi...

 
Rieti, la montagna del Duce è un monumento da restaurare PDF Stampa E-mail
Scritto da Repubblica   
Domenica 18 Aprile 2004 01:00

Ad Antrodoco, sul monte Giano "resiste" una scritta grazie a un bosco piantato nel ventennio.

Un omaggio a Mussolini sul fianco di una montagna, fatto all'epoca del Ventennio, diventa un monumento da restaurare. Vicino ad Antrodoco, un comune in provincia di Rieti, sul Monte Giano campeggia la scritta "dux", ottenuta con l'impianto ad arte di alberi. La scritta è ben visibile dalla strada statale 4, che collega Rieti alle Marche, e c'è chi si lamenta per questa apologia, temendo che si tratti di un tributo recente.

L'omaggio al duce risale agli anni tra il 1938 e il 1939 e fu fatto con un rimboschimento dalla locale sezione del Corpo forestale dello Stato. Nel comune del reatino quel dux arboreo è ormai parte integrante del paesaggio, tanto che è un bene da preservare. "Non abbiamo alcuna intenzione di far sparire la scritta - spiega l'assessore al turismo di Antrodoco, Clarice Serani - Per noi è un simbolo, non legato al significato del regime, anzi, stiamo provvedendo al restauro".

Le proteste su un presunto reato di apologia ci sono state, anche da fonti istituzionali, ma Antrodoco ha vinto la sua battaglia. "Il restauro è stato bloccato per anni - spiega l'assessore - perché qualcuno estraneo al paese voleva dare alla scritta un significato ideologico. Adesso però abbiamo ottenuto i finanziamenti dalla Regione Lazio".

 
Donna Rachele spiava per i nazisti PDF Stampa E-mail
Scritto da La Repubblica   
Giovedì 15 Aprile 2004 01:00

Il comandante Mauri e la storia della fuga

Una ricerca dello storico Carlo Gentile sul servizio di sicurezza delle SS
Con la deposizione del duce arrivarono in Italia una cinquantina di agenti, tra i "reclutati" anche Julius Evola
Spie nell´Asse: questo il tema della monografia dedicata dallo storico italo-tedesco Carlo Gentile alle operazioni segrete del SD (Sicherheitsdienst des Reichsfuhrers SS: Servizio di sicurezza del capo supremo delle SS Heinrich Himmler): Intelligence e repressione politica: storia del servizio d´informazioni SD in Italia dal 1940 al 1945. Un titolo «freddo» per una materia incandescente, investendo la rete segreta nazista nella penisola dalla fase dell´alleanza a quella dell´occupazione.
Gentile affianca all´esame del materiale tedesco la documentazione «declassificata» (cioè resa consultabile) dalla CIA, contenente gli interrogatori cui furono sottoposti gli ufficiali del SD dopo la loro cattura. Lo spionaggio in un paese amico comporta gravi rischi, poiché in caso di scoperta fa esplodere spinosi problemi politico-diplomatici. Hitler e il capo dell´Ufficio centrale di sicurezza del Terzo Reich, Reinhard Heydrich, vietarono al SD ogni operazione in Italia; nel febbraio 1940 la sospensione del divieto coincise con l´infiltrazione e il reclutamento di elementi fidati negli ambienti romani, in Vaticano, e nelle maggiori città centro-settentrionali. Nei primi tre anni di guerra la rete informativa raccolse soprattutto notizie di carattere economico e militare; ma segnalò all´ambasciata tedesca anche i preparativi di un attentato contro Mussolini. Dal 25 luglio 1943, con la deposizione del duce, il SD avviò un´azione in grande stile: nel giro di pochi giorni giunsero in Italia una cinquantina di emissari, intruppati nella divisione corazzata «SS Leibstandarte Adolf Hitler», reduce dal fronte russo e dislocata nella pianura padana. Questi agenti si dispersero alla spicciolata nel Nord Italia, dedicandosi prioritariamente al recupero delle liste di ebrei preparate a suo tempo dalle autorità fasciste. Il comando centrale del SD, localizzato a Verona, dipendeva dal generale Wilhelm Harster, che affidò il reclutamento al dottor Martin Sandberger, un giovane giurista che aveva impiantato la rete del SD in Estonia. Furono ingaggiati diversi altoatesini, in grado di parlare la nostra lingua; ad essi si aggiunsero, in veste di informatori, elementi filohitleriani tra i quali spicca il filosofo Julius Evola, tra i primi ad essere agganciato dal servizio segreto nazista a Roma. Doppiogiochista di alto livello fu il segretario personale del ministro Buffarini Guidi, Coriolano Pagnozzi. La lista degli informatori è fitta di nomi e apre scenari inediti su operazioni sinora avvolte nel mistero. A detta dell´interprete di Kappler, Aldo Franz, la spiata all´origine della cattura di Bruno Buozzi, dirigente sindacale socialista trucidato dai tedeschi al momento della ritirata da Roma, sarebbe arrivata dal vicequestore in pensione

 
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