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FINITO IL RESTAURO DEL DAVID, IL MONUMENTO E' SOTTO TUTELA PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
Lunedì 24 Maggio 2004 01:00

E' piu' luminoso il David di Michelangelo dopo la pulitura effettuata per i suoi 500 anni, ma le cure per la statua piu' ammirata del mondo non si fermano qui grazie al programma di controlli e manutenzione che e' stato annunciato nella presentazione dei risultati dell' intervento, alla Galleria dell' Accademia.

FIRENZE -

Sono le novita' - esito della pulitura e dei nuovi metodi di tutela della statua - illustrate oggi alla Galleria dell' Accademia di Firenze dove il David e' conservato e dove e' di nuovo visibile senza piu' essere circondato da impalcature.

''La superficie della scultura appare piu' ordinata ed equilibrata nei rapporti di luci ed ombre'', hanno spiegato il soprintendente al polo museale Antonio Paolucci, la direttrice della Galleria Franca Falletti e Cristina Acidini, soprintendente dell' Opificio delle pietre dure, illustrando l' intervento, iniziato il settembre scorso. ''In particolare - hanno fatto notare - il marmo ha recuperato la sua luminosita' nella parte anteriore del torso, lungo il fianco destro e in numerose altre zone dove il livello di degrado era minore''. Macchie a forma di gora, o strisce verticali sulla schiena davano un ''effetto riga'', cosi' chiamato anche dagli specialisti, che adesso e' stato attenuato.

La pulitura e' stata fatta dalla restauratrice Cinzia Parnigoni con impacchi di acqua distillata, con l' aggiunta di polpa di cellulosa e sepiolite, applicati tramite carta giapponese.

''Il colore del David non e' mutato - ha spiegato Paolucci - perche' e' stata una pulitura invisibile, leggera, direi minimalista, ispirata al principio del 'minimun facere' fatta con acqua distillata e carta giapponese, materiali con cui si potrebbe lavare la faccia ad un bambino''.

Alcune macchie hanno resistito ai trattamenti ma, viene spiegato, la loro presenza ''non risulta deturpante''. Tra i risultati c' e' quello di aver diminuito il gesso, residuo di interventi ottocenteschi e temibile per i danni che potrebbe provocare alla struttura. Questa sostanza, depositandosi col tempo nelle porosita', cristallizza con le variazioni di umidita' e preme i microgranuli di marmo con il rischio di sgretolarli danneggiando la struttura.

Per quanto riguarda il programma di ''cure'' a cui verra' sottoposta la statua, esso prevede indagini ambientali per verificare il grado di inquinamento intorno alla statua (finora la situazione non e' sfavorevole), controlli biennali sulla superficie (ingrigimento, presenza sostanze nocive, consunzione) ed otto interventi di controllo e spolveratura ogni anno.

Inoltre, grande attenzione - ma si e' ancora in una fase di studio tanto che il 9 giugno verra' organizzato un convegno promosso dal collegio degli ingegneri di Firenze - viene posta sulla stabilita' del David, a partire dai cretti delle caviglie che, pur conosciuti dall' 800, verranno accuratamente indagati usando perfino una specie di Tac. Il convegno addirittura prendera' in esame l' ipotesi ''estrema'' di come il David potrebbe resistere ad un forte terremoto.

Nel frattempo proseguono i preparativi per le celebrazioni dei 500 anni della scultura e in novembre sara' allestita una mostra dentro la Galleria con opere di artisti contemporanei quali George Baselitz, Luciano Fabro, Jannis Kounellis e Robert Morris, e le fotografie di Thomas Struth.

 
Il Titanic non resisterà a Di Caprio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Domenica 23 Maggio 2004 01:00

Il relitto minacciato da un ''circo'' di cacciatori di tesori, scienziati, turisti e persino registi da premio Oscar. Pare che anche a causa dell'interferenza umana, la nave sommersa si stia lentamente disintegrando.

Vent'anni dopo aver scoperto la tomba sottomarina del Titanic, l'esploratore Robert Ballard sta per tornare a visitare il relitto per constatare di persona i danni causati da ciò che lui definisce un ''circo'' di cacciatori di tesori, scienziati, turisti e persino registi da premio Oscar. Pare infatti che anche a causa dell'interferenza umana, la nave sommersa si stia lentamente disintegrando.

Il ritmo con cui sta cadendo a pezzi - scrive oggi la stampa britannica - è molto più rapido di quanto era stato previsto dagli esperti. Gran parte delle rifiniture interne in legno sono scomparse, i batteri stanno erodendo lo scafo metallico sempre più sottile ed il posto vedetta da cui Frederick Fleet urlò ''iceberg'' nella notte del 14 aprile 1912 e' stato ormai inghiottito dagli abissi.

Nel 2002 un gruppo di uomini a quanto pare ha tentato di penetrare nelle cabine di prima classe in cerca di un carico di diamanti causando danni sostanziali alla nave. Secondo alcuni però, la causa del disintegrarsi del relitto e' in gran parte naturale. Un'eccessiva pratica della pesca - dicono gli esperti - avrebbe sconvolto l'equilibrio della catena alimentare incrementando il numero di batteri che causano la ruggine.

Ballard visiterà il relitto a bordo di un mini-sottomarino in grado di portarlo a 4.000 metri di profondità L'esploratore sarà accompagnato da un team di esperti insieme ai quali fotograferà e mapperà la nave per paragonare i dati odierni con quelli ottenuti dalla sua ultima spedizione del 1986.

 
Le sorprese del film anti-Bush PDF Stampa E-mail
Scritto da Lietta Tornabuoni   
Martedì 18 Maggio 2004 01:00

CANNES Nella giornata più politica del festival del cinema, si vede finalmente «Fahrenheit 9/11», il film anti-Bush molto applaudito di Michael Moore, il documentarista americano tenace e polemico di «Bowling a Columbine». Rivelazioni, sorprese, scoop? Non proprio: il film condensa tutte le consuete critiche a Bush e qualcuna di più, dando però informazioni molto interessanti.

Una riguarda gli speciali rapporti tra la famiglia Bush e la famiglia di Osama Bin Laden, a suo tempo partner d'affari (Osama Bin Laden aveva investito in Texas nell'immobiliare e in altri settori). Subito dopo l'attentato dell'11 settembre 2001, su iniziativa della presidenza venne organizzato un volo speciale per allontanare dagli Stati Uniti una ventina di persone della famiglia di Osama Bin Laden che vi soggiornavano per studio, per salute, per lavoro. Con altrettanto zelo venne predisposta la protezione di talebani, di diplomatici e uomini d'affari dell’Arabia Saudita. Il contrasto tra simili gesti di premura, d'amicizia, e la condanna di Osama Bin Laden come Male Assoluto è piuttosto vistoso.

Ma, soprattutto, «Fahren- heit 9/11» mostra con sensibilità e rabbia quanto le televisioni nel mondo non fanno vedere mai: le facce delle madri disperate, i soldati avviliti e delusi, i reduci con le loro mutilazioni irrimediabili abbandonati negli ospedali, i bambini iracheni straziati, il dolore umano della guerra.
 
Walther Hoeck: pittore combattente PDF Stampa E-mail
Scritto da Harm   
Giovedì 13 Maggio 2004 01:00

"Eterno è il campo della Patria. Noi siamo i semi che vengono e vanno"

Walther Hoeck nasce a Holzminden il 13 giugno 1885. Nel 1902 frequenta la Städtischen Kunstschule di Monaco e, dal 1903 al 1908 studia all’Accademia di Berlino con Lovis Corinth. Dal 1907 al 1909 frequenta l’Accademia di Monaco ed ha come insegnante lo scultore Adolf von Hildebrandt. Dal 1911 al 1914 studia all’Accademia di Berlino con Waldschmidt e Friedrich Kallmorgen. Vive per molti anni a Matrei in Tirolo in una casa di montagna costruita secondo un suo progetto e si trasferisce nel 1920 a Braunschweig in cui rimarrà fino al 1955 esercitando la professione di artista . Pittore e scultore vicino ai circoli völkisch specializzato in tematiche contadine e soggetti rurali. L’inizio della sua carriera è caratterizzato dalla scelta di dipingere gli affascinanti paesaggi delle Alpi. Questa è la tematica che contraddistingue i suoi lavori degli anni venti e a cui tornerà con profitto anche dopo il 1945. Si serve della sua casa alpina di Matrei, l’Holderhof, specialmente nei mesi estivi in cui utilizza anche un rifugio di montagna appositamente approntato per permettergli di rimanere più a lungo in mezzo alle montagne fonte della sua ispirazione artistica. Le cime appaiono sempre nella loro assoluta ed incontaminata purezza. Nonostante l’inizio del turismo alpino di massa, l’occhio dell’artista percepisce solo paesaggi senza traccia umana. Le cime delle montagne sono lontane ed inviolate spesso ritratte di notte sotto il cielo stellato: tutta la sua pittura paesaggistica trasmette un incantato senso di eternità. Serve al fronte durante la guerra dal 1914 al 1919 come comandate di batteria e più tardi come ufficiale della riserva. Realizza nel 1924 una serie di quattro pitture murali dedicate alla prima guerra mondiale per la sala delle conferenze della Camera di Commercio di Braunschweig. Nel gennaio del 1932 entra nel NSDAP. Dal 1933 al 1934 presiede il Reichkartells delle Arti Figurative del Gau Bassa Sassonia distretto di Braunschweig. Dal 1935 fiduciario per Braunschweig della camera del Reich per le arti figurative. Dal 1935 consigliere della città di Braunschweig. Nello stesso anno concepisce due delle sue opere murali più famose ed imponenti: “Ehremal für die Gefallenen des Kriges” (Monumento ai caduti della Guerra) (1) che decora con la sua imponente mole 380 cm. per 600 cm. le pareti dello zuccherificio (oggi ditta AMINO Gmbh) di Frellstedt, un piccolo villaggio vicino Helmstedt. Su richiesta del direttore Erich Langen, il 13 febbraio del 1936 Hoeck arriva a Frellstedt per realizzare il monumento. Il quadro, inaugurato per il cinquantenario dello zuccherificio, è concepito in due parti. In quella inferiore sono mostrati i corpi allineati di quattro soldati caduti della grande guerra, in quello superiore viene rappresentato un contadino nell’atto di guidare un aratro tirato da due cavalli e una donna con un bimbo in braccio ed un altro figlio che osserva il lavoro del padre. Il contrasto ma anche la continuità oscura tra la morte dei martiri sconosciuti e la nuova vita risorgente dalla terra doppiamente fecondata dal contadino con le piante e la prole. Tra le due parti dell’opera sulla cornice lignea è incisa l’eloquente frase: “Ewig ist der Acker der Heimat.

 
Io che ho qualcosa da insegnare.. PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

Proseguono le apparizioni televisive del Signor/a Aldo Busi, in qualità di docente (?) presso la scuola di vita artistica (?) della signora De Filippi. Incuriosisce il fatto che gli autori del programma televisivo consentano al sopracitato personaggio di esporre le proprie teorie di natura ontologica ed estetica...

Ipse dixit:

“Tutti i preti sono culattoni! – Ma se un adulto fa una sega ad un ragazzino di 13 anni chi se ne frega! Ma dov’è il male sociale?...Io ho vissuto l’infanzia con nonni, zii, padri che sollevavano bambini di 2 o tre anni nudi, dal bagnetto e poi si infilavano il pisellino in bocca. E’ una cosa che si faceva normalmente…..”

«... E adesso, dopo questa campagna scriteriata contro la pedofilia confusa con la criminalità e l'aberrazione umana, cosa accadrà? Accadrà che anche il più blando dei pedofili, il nonnino del quartiere di imperitura memoria, che prima attirava i bambini nel sottoscala con una mela, gli dava una palpatina e poi li lasciava andare felici e contenti, adesso, prima ancora di attirarli penserà a come e a dove nasconderne il cadavere ...»

 
Arte: bimbi impiccati, indagato l'uomo che li ha staccati PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

E' stato iscritto nel registro degli indagati l'uomo che ha staccato dall'albero i fantocci di bambini dell'artista Cattelan a Milano. L'accusa e' di di danneggiamento aggravato.

MILANO, 10 MAG - L'uomo, Franco De Benedetto, era salito giovedi' sull'albero dove Maurizio Cattelan aveva appeso i fantocci di bambini impiccati, l'ultima delle sue opere-choc. Ad iscrivere l'uomo nel registro degli indagati e' stato il pm Stefano Civardi.
2004-05-10 - 10:38:00 Ansa
 
Opera choc di Cattelan, polemica su bimbi impiccati PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Tragico epilogo, dopo le polemiche sull'ultima opera choc di Catellan, tre manichini raffiguranti dei bambini, "impiccati" ad un albero in piazza XXIV Maggio a Milano. Un uomo di 42 anni è precipitato dall'albero sul quale era salito per staccare i fantocci.

Trasportato subito all'ospedale Fatebenefratelli, non sarebbe in pericolo di vita, anche se i medici attendono la risposta dei primi esami per sciogliere la prognosi. L'uomo che ha tolto due dei tre manichini, si chiama Franco e ha 42 anni: ha agito da solo con l'ausilio di una scala e di un seghetto.

Secondo quanto ha raccontato la guardia giurata, che era stata messa a sorvegliare l'opera d'arte di Maurizio Cattelan, l'uomo si è presentato intenzionato a tirar giù l'installazione. "Più volte ho cercato di fermarlo - ha raccontato il vigilante - ma ogni volta ritornava alla carica, fino a quando è riuscito ad appoggiare la scala e a salire sull' albero. Lì ha estratto un seghetto e, in equilibrio precario, ha tagliato le corde che tenevano due manichini".

Ma quando ha cercato di fare lo stesso con il terzo bambino di plastica ha perso le forze ed è rimasto in bilico sul ramo per alcuni minuti, sotto gli occhi di una piccola folla che si era nel frattempo radunata. A un certo punto si è lasciato penzolare dal ramo tenendosi con le braccia, fin quando ha perso la presa ed è caduto a terra, con un volo di alcuni metri.

L'urto è stato ancora più violento perchè l'uomo è caduto sulla sbarra di ferro che delimita l'aiuola della quercia. L'ambulanza è arrivata subito: il medico e gli infermieri hanno effettuato sul posto i primi soccorsi e poi l'uomo è stato portato all'ospedale Fatebenefratelli. Si ignorano per ora le sue condizioni, ma al momento di essere caricato sull'ambulanza respirava, seppure a fatica. I Vigili del Fuoco, con l'ausilio di una scala, hanno rimosso anche il terzo bimbo-manichino dopo che gli altri due erano caduti a terra, uno sull'altro.

In giornata tutti, o quasi tutti, avevano gridato contro la scultura choc. Alla gente che grida "tirateli giù" e che comincia a fare accostamenti con certe immagini di torture che le tv rilanciano da Baghdad non era venuto proprio da pensare che questa potrebbe essere arte, perchè opera di un riconosciuto artista. Hanno gridato anche i politici, dall'opposizione ma anche da dentro la maggioranza, e si sentono parole come "orrore" e "scempio" .

Ma il sindaco Gabriele Albertini, chiamato direttamente in causa da tanta polemica, lui che una foto mostra sorridente ieri all'inaugurazione dell'opera, non ha rinnegato la scelta fatta dalla giunta, non è tornato sui suoi passi, anzi si è mostrato compiaciuto del fatto che l'espressione artistica susciti discussione.

Albertini ha sottolineato che il padovano Cattelan è "artista conosciuto in tutto il mondo", che la sua è "un'espressione artistica e come tale suscita opinioni discordanti. Si può apprezzare o criticare - afferma il sindaco -, senza dimenticare tuttavia che la libera espressione del pensiero e della creatività è fondamento della nostra civilta"'. "Com'era prevedibile - conclude Albertini - un'opera così provocatoria farà discutere. Ebbene, si discuta. Non c'è nulla di scandaloso nella contrapposizione tra consenso e dissenso, anzi questi elementi sono indispensabili alla dialettica culturale di una società evoluta".

Più di un passante oggi ha promesso, e uno ci ha anche provato in mattinata, a raggiungerli e a tirarli giù. Una cinquantina di anni prima era successo ad uno statista,fino a poche ore prima idolatrato dalle folle,finire appeso in una piazza non molto lontana. Al contrario dei tre fanciulli plastificati furono in pochi a reclamarne una civile sepoltura. Anzi,qualche anno dopo, andò di moda uno slogan gandhiano ,"Piazzale Loreto continuerà",molto amato dalla critica e dall'intellighentia di sinistra.

 
Alle radici del pensiero völkisch: il “Turnvater” Friedrich Jahn PDF Stampa E-mail
Scritto da Harm   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Armin Mohler nella sua celebre opera “La Rivoluzione Conservatrice” (Ed. Akropolis, 1990, pag. 150) scrive: “Il padre spirituale dei Völkischen è Friedrich Ludwig Jahn, che col suo barbone e il portamento da antico tedesco ben si differenziava da Metternich, e con ciò mostrava determinate peculiarità dei Völkischen. Jahn riuscì a dare una certa risonanza alle sue dottrine, da un lato attraverso il movimento da lui fondato e detto ginnico, roccaforte dei Völkischen, che ebbe anche sviluppi positivi, dall’altro attraverso i suoi scritti , in cui coniò il concetto di carattere nazionale (Volkstum).”

“Turnvater Jahn, uno dei più efficaci protagonisti del processo socioculturale di nazionalizzazione delle masse, poteva additare alla gioventù patriottica il suo slogan ginnico - nazionalistico: Frisch, Frei, Frölich, Fromm (fresco, libero, allegro, devoto) ”. ( Marino Freschi “La letteratura nel Terzo Reich” Ed. Riuniti, 1997, pag. 103)

Jahn è stato anche il padre della ginnastica moderna. I suoi contributi furono immensi tanto nella teoria quanto nell’organizzazione di questo sport. Nella primavera del 1811 all’Hansenheide, vicino Berlino, Friedrich Ludwig Jahn istituì il primo Turnplatz, uno spiazzo aperto per la pratica degli esercizi ginnici. Questo evento assunse una particolare importanza perché segnò l’inizio di un'attività sportiva, basata sui suoi ideali patriottici, che raggiunse una grandissima diffusione e trovò moltissimi proseliti. Jahn fu spinto ad accelerare la messa in pratica delle sue teorie dalle contingenze storiche. Napoleone aveva asservito politicamente la Germania riducendola in uno stato d’umiliazione servile. Attraverso la promozione dell’esercizio fisico e degli ideali patriottici nei suoi studenti Jahn sperava di fornire al paese di un corpo di giovani patrioti determinati alla riconquista della libertà e, in caso di guerra, risoluti a combattere per la liberazione della Prussia e di tutta la Germania. Dopo la disastrosa battaglia di Jena del 14 ottobre del 1806 non era solo il pugno di ferro del dominio imposto dal dittatore francese a prostrare la nazione. Anche i più accesi patrioti erano consapevoli che i principi tedeschi si erano messi al servizio di Napoleone e stavano soppesando l’eventualità di dichiarare guerra ai loro stessi compatrioti per ingraziarsi i favori dell’imperatore francese e guadagnarsi qualche pezzo di terra a discapito dei tedeschi che ancora si opponevano al nuovo dominio. I giovani entusiasti che erano stati preparati da Jahn alla guerra di liberazione portavano la speranza e alimentavano la fiducia riposta in loro. Quando risuonò la chiamata alle armi, Jahn ed i suoi ginnasti si unirono a quanti erano ancora determinati a battersi per salvare la loro libertà. In ogni luogo dove fosse presente un Turnen, i giovani accorsero per il loro entusiasmo per lottare contro la tirannia straniera.

Friedrich Ludwig Jahn nacque l’11 agosto 1778 nel piccolo villaggio Lanz, vicino Lenzen nel Prignitz, provincia prussiana del Brandeburgo, figlio del pastore protestante della comunità. Sua madre gli impartì le prime lezioni di lettura e scrittura e suo padre lo educò durante le scuole elementari. Al ragazzo fu così possibile condurre una vita libera e salubre che lo condusse a primeggiare fin dalla giovinezza nei diversi campi delle attività ginnico sportive. All’età di 13 anni fu iscritto al ginnasio di Salzwedel, e nel 1794 giunse a Berlino per continuare i suoi studi nel Ginnasio “zum Graven Kloster”. E’ importante notare come fosse difficile per un ragazzo del suo temperamento, abituato alla vita libera e al movimento, adattarsi alla rigida disciplina delle scuole del tempo. Qualche anno dopo, lasciando segretamente Berlino per contrasti col padre per il suo non eccellente comportamento scolastico, arrivò a Halle con il proposito di dedicarsi al

 
Carl Larsson: il pittore dell’anima nordica PDF Stampa E-mail
Scritto da Léopold Kessler   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Cantore della natura, della patria, della tradizione contadina dunque pagana, Carl Larsson fu probabilmente il pittore più popolare della Svezia. Raramente un artista è riuscito a descrivere così fedelmente l’anima di un popolo. Per tutte queste ragioni vogliamo rendergli omaggio con questo scritto sperando di renderlo più popolare al pubblico italiano che non lo conosce.

Carl Larson nacque a Stoccolma il 28 maggio 1853. Di umili origini, cresce nei quartieri bassi i più poveri e malfamati della città. Fu ammesso a 13 anni ad un corso preparatorio all’Accademia delle Belle Arti a cui s’iscrisse tre anni più tardi. I suoi disegni di studente lo portano ad essere assunto come illustratore di Kasper, il più importante giornale satirico svedese. Diventa disegnatore reporter itinerante in Svezia e col suo guadagno mantiene la famiglia. Nel 1877 si installa a Parigi lasciando un salario sicuro e soddisfacente per dedicarsi completamente alla pittura alternando i soggiorni presso la colonia degli artisti svedesi di Parigi ai reportages disegnati in Svezia. Prova a cimentarsi con l’arte decorativa, realizzando la su prima pittura murale, le illustrazioni per libri, specialmente quelli dei racconti di Andersen. Difficoltà economiche lo portano a Grez en Seine-et-Marne, villaggio rifugio degli artisti. La incontra Karin Bergöö con cui si sposerà ed avrà sei figli. L’arte di Larsson si trasforma: “ Improvvisamente tolsi le scaglie che mi avevano coperto gli occhi, una atmosfera si era rotta. Io vedevo per la prima volta la natura. Ero stato nelle bizzarrie della lordura e l’acqua mi estraniava scombinando le idee. Quelle restavano. Non avevo aperto le mie braccia alla natura, ma semplicemente era entrata. La terra calda, la terra che genera sarà ormai l’oggetto della mia pittura”.

Una pittura di plein air

Questo fu per Carl Larsson il suo primo periodo di successo. La sua arte rispondeva all’ideale artistico dell’epoca, che acclamava questa pittura che respirava la gran salute e la bellezza della natura. Quello che caratterizza la “ pittura di plein air”è l’armonia tra l’uomo e la natura. I motivi folkloristici sono onnipresenti nella sua pittura che cercava di ritrarre i contadini nel loro ambiente naturale. Il suo successo al salone di Parigi e le vendite di opere allo stato francese e a quello svedese migliorano la sua situazione finanziaria ed egli decide nel 1885 di far ritorno al paese natale per scoprire e dipingere la natura svedese. Ma dopo qualche tempo egli sceglie altre fonti di ispirazione: la pittura monumentale e le immagini d’interni familiari. Contemporaneamente si impegna fortemente nella rivolta contro gli insegnamenti dell’Accademia delle Belle Arti e la politica delle acquisizioni di stato. I giovani artisti svedesi in rivolta organizzano le loro esposizioni e formano un sindacato, l’Associazione degli artisti, sul modello dei sindacati socialisti. Larsson lascerà l’organizzazione nel 1891 per protestare contro la sua politicizzazione: “questo stato di sciopero generale ha dato un bel colpo al mio vecchio liberalismo. Io credo ormai che i grandi ed i potenti debbano restare al di sopra, in una frase, credo che la forza superi il diritto! (…) Il dispotismo illuminato, questo è, in questo momento, il mio ideale politico”.

 

Atene: un attentato in chiave olimpica PDF Stampa E-mail
Scritto da www.noreporter.org   
Giovedì 06 Maggio 2004 01:00

Prove generali per usufruire del supporto mediatico olimpico ?

Tre bombe sono esplose ad Atene nei pressi di un commissariato di polizia del quartiere Kallithea. Le esplosioni non hanno provocato feriti perché l'edificio era stato evacuato.

La polizia sospetta che l'azione sia opera di gruppi anarchici che si oppongono alle Olimpiadi. L'attentato è destinato ad aumentare il timore di attacchi terroristici durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici.

Lo Spettacolo del Terrore si propaga a macchia d’olio

 
MANIFESTO FUTURISTA DELLA LUSSURIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Harm   
Giovedì 06 Maggio 2004 01:00

Parigi 11 gennaio 1913, Valentine de Saint-Point

Risposta ai giornalisti disonesti che mutilano le frasi per render ridicola l'Idea;alle donne che pensano quello che ho osato dire;

a coloro pei quali la Lussuria non è ancora altro che peccato;a tutti coloro che nella Lussuria raggiungono solo il Vizio,come nell'Orgoglio raggiungono solo la Vanità.

La Lussuria,concepita fuori di ogni concetto morale e come elemento essenziale del dinamismo della vita,è una forza.

Per una razza forte,la Lussuria non è,più che non lo sia l'orgoglio,un peccato capitale.

Come l'orgoglio,la Lussuria è una virtù incitatrice,un focolare al quale si alimentano le energie.

La Lussuria è l'espressione di un essere proiettato al di là di sé stesso;è la gioia dolorosa di una carne compita,il dolore gaudioso di uno sbocciare;è l'unione carnale,quali siano i segreti che uniscono gli esseri;è la sintesi sensoria e sensuale di un essere per la maggior liberazione del proprio spirito;è la comunione di una particella dell'umanità con tutta la sensualità della terra;è il brivido pànico di una particella della terra.

La Lussuria è la ricerca carnale dell'ignoto,come la Cerebralità ne è la ricerca spirituale.

La Lussuria è il gesto di creare,ed è la Creazione.La carne crea come lo spirito crea.La loro creazione di fronte all'Universo è uguale.L'una non è superiore all'altra,e la creazione spirituale dipende dalla creazione carnale.

Noi abbiamo un corpo e uno spirito.Restringere l'uno per moltiplicare l'altro è una prova di debolezza e un errore.

Un essere forte deve realizzare tutte le sue possibilità carnali e spirituali.La Lussuria è pei conquistatori un tributo che loro è dovuto.Dopo una battaglia nella quale sono morti degli uomini,è normale che i vincitori,selezionati dalla guerra,giungano fino allo stupro,nel paese conquistato per ricreare della vita.Dopo le battaglie i soldati amano le voluttà,in cui si snodano,per rinnovarsi,le loro energie incessantemente assaltanti.L'eroe moderno,eroe di qualsiasi dominio,ha lo steso desiderio e lo stesso piacere.L'artista,questo grande medium universale,ha lo stesso bisogno.Anche l'esaltazione degli illuminati di religioni abbastanza nuove perché ciò che contengono d'ignoto sia tentatore,non è altro che una sensualità sviata,spiritualmente,verso un'immagine femminile sacra.

L'Arte e la Guerra sono le grandi manifestazioni della sensualità;la Lussuria è il loro fiore.

 
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