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Tempi Moderni
Ora spuntano anche i “malati di web”… PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Finlandia: niente militare per i "drogati del Web”. I giovani abituati a stare su Internet tutta la notte giudicati non idonei e rimandati a casa per tre anni a disintossicarsi. L’alienazione tecnologica dell’individuo post-moderno si accompagna alla svirilizzazione delle società europee. Andiamo verso un mondo di monadi cibernetiche.

HELSINKI - Niente servizio militare in Finlandia per i "drogati del Web". L'esercito ha rimandato a casa le giovani reclute che manifestavano vere e proprie "crisi di astinenza" da Internet. Sei mesi - tanto dura la leva nel paese scandinavo - senza il loro amato computer, senza navigare e chattare con gli amici per loro sono troppi. Un trauma.

I medici militari finlandesi hanno riconosciuto questa moderna malattia come un valido motivo per non adempiere al servizio di leva. "Per i giovani che giocano tutta la notte in Internet - ha detto il comandante dell'Ufficio di leva, Jyrki Kivela - e non hanno né amici né hobby, andare nell'esercito è uno shock troppo grande".

Così qualche giovane recluta dopo i primi giorni di militare ha cominciato a presentarsi dal medico per manifestare la sua insofferenza. I dottori hanno riconosciuto loro una "dipendenza da internet". Un caso del tutto nuovo, senza precedenti, ma gli ufficiali di leva hanno stabilito il comportamento da seguire in questa situazione: i giovani "drogati del Web" vengono rimandati a casa per tre anni. Per disintossicarsi. "Dopo - ha detto Kivela - quando devono tornare, noi gli chiediamo se sono a posto... Hanno avuto il tempo per crescere".

(3 agosto 2004)

 
Li vogliamo torturare ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Così sarebbero nate le sevizie nei carceri iracheni, per divertimento. Si apre il processo contro gli aguzzini: Lynddie England , la soldatessa delle foto di torture ha 21 anni ed è incinta. In teoria rischia 38 anni di carcere

I suoi avvocati: ad Abu Ghraib agì per ordini superiori. Ma il primo testimone: quelle foto erano un divertimento

Non porta la mimetica da deserto che aveva nelle foto, quando teneva al guinzaglio un prigioniero nudo ad Abu Ghraib. Non sorride come faceva davanti alla fotocamera digitale, mano «a pistola» verso i genitali dei detenuti. Un’altra Lynddie England è apparsa ieri di fronte a un tribunale militare di Fort Bragg, Nord Carolina. Divisa verde scuro, basco nero, il pancione di chi è incinta di sette mesi.
Più piccola dei suoi 158 centimetri, più silenziosa di quando, a maggio, dava interviste tv e giurava agli investigatori di aver agito per ordine dei superiori, «trascinando iracheni al guinzaglio per sei ore di seguito», «camminandoci» sopra ma senza far nulla di «estremo». Ieri ha pronunciato due parole, «No, madam», quando la presidente della corte, colonnello Denise Arn, le ha chiesto se voleva dire qualcosa prima della lettura dei 19 capi di imputazione. «No, signora». Non ancora. Era il primo giorno dell’«articolo 32», il grand jury chiamato a decidere se «la ragazza del guinzaglio» che sognava di fare la meteorologa finirà davanti alla Corte Marziale. Se potrà essere condannata a 38 anni di carcere.

Lynddie, 21 anni, è una dei sette riservisti incriminati per le torture ad Abu Ghraib. Cinque, tra cui il padre di suo figlio, caporale Charles Graner, aspettano la Corte Marziale in Iraq. Uno, Jeremy Sivits, reo-confesso, sconta un anno di carcere. Alla sentenza, il 19 maggio a Bagdad, ha pianto: «Chiedo scusa al popolo iracheno». Lynddie non si scusa. I suoi avvocati ripetono che ha eseguito gli ordini. I suoi cento commilitoni, i riservisti della 372ma Compagnia di Polizia Militare, sono tornati a casa l’altro giorno, dopo un anno e mezzo di Iraq. Una cerimonia privata alla base di Petersburg, le famiglie, la banda, il comandante Donald Reese (il generale Taguba lo ha fatto nero nel suo rapporto) che traccia un bilancio positivo, dicendo che i suoi ragazzi hanno fatto un sacco di «cose molto, molto buone».
Non è chiaro se Reese sfilerà tra i 25 testimoni che l’accusa vuole citare contro il soldato England. Il primo ha parlato ieri: Paul Arthur, investigatore dell’esercito ad Abu Ghraib, ha raccontato della notte del 13 gennaio, tre mesi prima che esplodesse lo scandalo, quando il soldato Joseph Darby bussò alla sua porta con un Cd pieno di foto, «quelle foto». «Andai subito a svegliare la England e i suoi compagni per interrogarli». Cosa le disse Lyddie? «Che avevano scattato quelle foto tanto per divertirsi un po’».
Nessuno gli parlò di ordini superiori. Ne parla, a suo modo, il generale Janis Karpinski, estromessa comandante delle prigioni irachene. Alla Bbc ha raccontato che ci fu un complotto per tenerla all’oscuro degli abusi. «Gente in alto che sapeva». Quanto in alto? Pentagono, Casa Bianca? Ha risposto: «E’ possibile».

 
Alla fiera dell’individualismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Lunedì 02 Agosto 2004 01:00

Succede anche questo, purtroppo sempre più di frequente. Gli sguardi ignobili e lascivi di esseri infimi continuano a vagare per internet per sfogare una libido insana su immagini di fanciulli.

Oscurati e sequestrati quattro portali web italiani che offrivano immagini di pedofilia. I siti sono stati bloccati dalla Polizia Postale su disposizione della Procura di Catania dopo una denuncia presentata dall'associazione Meter di don Fortunato Di Noto, impegnata nella tutela dell'infanzia. I portali erano tutti allocati presso un server milanese, ignaro del contenuto delle pagine. I volontari di Meter monitoravano dal 2003 i siti, che si camuffavano alterando la parola "child" (bambini) in "chill" (brivido). In rete c'erano foto erotiche con bambini e bambine "senza limiti di eta'". "Non abbasseremo mai la guardia e la vigilanza: per i nostri figli e per i figli che non hanno genitori e tutori, abbandonati a se stessi. Anche in estate tanti bambini, molti bambini, saranno abbandonati e sfruttati. I pedofili non vanno in vacanza, e devono sapere che neanche coloro che lottano contro il loro turpe crimine nei confronti dei bambini", ha commentato don Di Noto.

 
Non desiderare la donna d’altri PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Lunedì 02 Agosto 2004 01:00

Per affittartela il marito potrebbe chiederti una cifra cospicua, valutandola quanto una top model. Che esagerazione !

Il tradimento non è un reato, ma la tentata estorsione sì. E così da tradito si è trasformato in inquisito. Luigi Boccarossa, 54 anni, titolare ad Assago di una impresa di pompe funebri, invece di vendicarsi con le proprie mani, ha pensato di chiedere denaro, in tutto 3.500 euro, al presunto amante della moglie ed è così finito in carcere a San Vittore con l'accusa di estorsione.

LA VICENDA - A dire il vero Boccarossa ad Assago è conosciuto per teatrali proteste contro il Comune: in un'occasione ha minacciato di buttarsi da un traliccio dell'Enel, poi si è incatenato e ha annunciato uno sciopero della fame. Una richiesta quella di Boccarossa tutto sommato modesta rispetto a quella fatta da un odontotecnico di Pavia, arrestato qualche giorno fa per aver chiesto all'amante della moglie prima 55mila euro e poi la possibilità di incontrarsi con la moglie di quest'ultimo. Boccarossa non è arrivato a tanto. Sospettava che un quarantreenne di Assago, fosse l'amante della moglie, anzi ne era talmente convinto da chiedergli un risarcimento in piena regola. Così lo scorso sabato sera ha dato appuntamento all'uomo per avere la somma richiesta. Non pensava però che ad aspettarlo ci fossero anche i carabinieri di Corsico travestiti da giardinieri che lo hanno arrestato non appena ha ricevuto il denaro.

 
Zombies PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Lunedì 02 Agosto 2004 01:00

Un tempo l’uomo guardava il cielo e sognava. Oggi non ha più il tempo. Vampirizzato 24 ore su 24 potrà essere schiavo anche sopra le nuvole. Tra due anni I cellulari anche in volo.

Finora aveva invaso «solo» quasi tutti gli angoli della terra, dagli autobus agli uffici, passando indebitamente per chiese, cinema e teatri. Tra breve conquisterà anche i cieli: il cellulare sarà autorizzato nelle cabine degli aerei dal 2006. Per riuscire a violare anche quest'ultima oasi di pace a costi accessibili, sfida importante per le compagnie aeree, è appena stata costituita un'apposita società. Ne fanno parte il consorzio europeo Airbus, la Società internazionale di telecomunicazioni aeronautiche (Sita) e l'americana Tenzing, primo fornitore di Sms e d'accesso a Internet a bordo di aerei di linea. Obiettivo: battere sul tempo le parallele ricerche del grande concorrente d'Airbus a stelle e strisce, Boeing.
L'OGGI - La creazione di questa società «è una tappa preliminare, ma - specifica il consorzio Airbus - non c'è ancora una data definita per una futura entrata in funzione», che non potrà comunque essere prima di due anni. Se al momento il telefonino è proibito (almeno) in volo a causa del rischio di interferenze con gli strumenti di navigazione del velivolo, ci vorrà infatti ancora un po' di tempo per arrivare a un indebolimento tale del segnale telefonico da scongiurare qualunque tipo di disturbo.
PIONIERI - In realtà, su alcune compagnie di volo (come Cathay Pacific, Emirates, Iberia e Lufthansa) è già possibile ricevere email e messaggini, ma la grande rivoluzione sarà poter comunicare dal proprio cellulare. E farlo a prezzi non irrisori ma nemmeno proibitivi: per servizi già nati come la posta elettronica, Tenzing fissa un tetto massimo di 8,30 euro sulle tratte interne agli Stati Uniti e tra 8,30 e 16,60 per quelle internazionali, mentre l'inflazionato Sms dovrebbe costare 2 euro. Ai viaggiatori che non possono resistere il tempo di un volo senza cornetta o senza computer, il servizio verrà fatturato dal loro operatore telefonico o dal loro fornitore d'accesso a Internet, secondo la griglia tariffaria in vigore per le chiamate internazionali.

 
Sorridi: qualcuno ti sta spiando PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Domenica 01 Agosto 2004 01:00

Il Garante della privacy lancia l’allarme: siamo tutti pedinati! “Viviamo in una società sempre più sorvegliata. Le telecamere per strada, il telepass, il web, la scia del cellulare, le tracce che lasciano le carte di credito... Siamo tutti costantemente seguiti, pedinati, osservati...” Benvenuti nel regno del Grande Fratello.

Spaventato? «Sì. Sono spaventato. Viviamo in una società sempre più sorvegliata. Le telecamere per strada, il telepass, il web, la scia del cellulare, le tracce che lasciano le carte di credito... Siamo tutti costantemente seguiti, pedinati, osservati...». Con quei suoi modi cerimoniosi da antico gentiluomo meridionale e quel passato di studioso marcato da saggi tipo Le fonti di integrazione del contratto o Proprietà e industria: variazioni intorno alla responsabilità civile , il Garante per la Privacy Stefano Rodotà è mille miglia lontano dal paranoico Gene Hackman di Nemico pubblico . Eppure... Eppure, come il protagonista del film di Tony Scott che da ex agente della National Security Agency vede dappertutto microfoni e cimici e tele-spie contro cui combatte una ipertecnologica guerra di sopravvivenza, è piuttosto preoccupato: «Oggi tutto ciò che si vede in quel film, che pareva fantascienza, è possibile.

Con la tecnologia satellitare puoi davvero seguire uno dall’alto senza che possa accorgersene. E dieci giorni fa il Procuratore generale fiscale del Messico e 160 dipendenti si son fatti mettere sottopelle un chip per controllare l’accesso a un centro delicato di raccolta dati ed essere localizzati in caso di rapimento. Ma è compatibile con la dignità della persona? Siamo oltre "Nemico pubblico". Ogni giorno spuntano nuovi strumenti, nuovi apparecchi, nuove diavolerie che imporrebbero una stretta vigilanza a custodia del primo dei diritti delle persone. E invece...».

Invece?

«E invece, sul più bello che c’è più bisogno di attenzione, ci tagliano i fondi. Lei ha presente i virus?».

I virus?

«Le nuove tecnologie sono come i virus: mutano e s’aggiornano continuamente. Noi dovremmo, man mano che arrivano i nuovi, trovare gli antivirus. Invece ci troviamo nelle condizioni degli istituti di ricerca. Dove si taglia per primo, in Italia, quando servono soldi? Nella ricerca. E questo sta succedendo. Io non posso fare a meno di pagare 30 milioni l’anno per avere accesso, attraverso una banca dati americana, a tutto lo scibile giuridico e scientifico che ci interessa. Sennò...».

I virus della società spiata si propagano.

«Nel 2001 potevamo spendere quasi 11 milioni e mezzo di euro, oggi siamo a poco più di 10, con un taglio del 12 per cento. E questo senza tener conto dell’inflazione, sennò il taglio sarebbe poco sotto il 20 per cento. O noi riusciamo a interrompere questo progressivo taglio delle risorse o rischiamo seriamente di andare in crisi. In un momento che dopo l’11 settembre (anche se da noi abbiamo patito meno la svolta restrittiva che c’è stata in America o in Ingh
 
Cronache mongole PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Domenica 01 Agosto 2004 01:00

Dopo l’uccisione di Liboni scatta la caccia alla fotografia accanto alle macchie di sangue sul selciato. Le nuove frontiere della demenza contemporanea

DOPO LA TRAGEDIA

Al Circo Massimo tanti cittadini per la foto ricordo

Non appena si è diffusa la notizia del ferimento, della cattura e poi della morte del bandito, decine di romani si sono riversate al Circo Massimo, teatro della sparatoria per una foto ricordo davanti al sangue di Luciano Liboni.
 
Alla fiera dell’individualismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Sabato 31 Luglio 2004 01:00

Succede, di nuovo, anche questo. Ragazzini si divertono a cercare di assassinare gli automobilisti tirando sassi dai viadotti

Tre ragazzini di 11 anni sono stati sorpresi dalla Polizia Stradale a lanciare sassi sull' autostrada A7 Genova-Milano.Tre auto erano state colpite ed avevano avuto il parabrezza sfondato. I ragazzini, risultati autori di un analogo lancio avvenuto ieri, saranno segnalati alla Procura della repubblica presso il tribunale dei minorenni. E' accaduto nel pomeriggio, quando al centro operativo autostradale sono giunte le segnalazioni telefoniche degli automobilisti colpiti.

In questo mondo di ladri

 
Alla fiera dell’individualismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Sabato 31 Luglio 2004 01:00

Succede anche questo. Compravendita di neonati dall’est in Italia: un traffico fiorente che ben si sposa con la morale vigente e con l’ultima frontiera della dignità umana

Scoperto dalla polizia un traffico di neonati, comprati e venduti, tra la Bulgaria e l'Italia per cifre fra i 5.000 e i 17.000 euro. Fra gli arrestati anche una delle mamme dei bambini, bloccata all'atto delle dimissioni del figlio dall'ospedale dove era nato pochi giorni prima. Secondo la Polizia le donne venivano contattate dall'organizzazione in Bulgaria e, convinte a vendere i figli ad acquirenti italiani, giungevano in Italia con un visto turistico pochi giorni prima del parto.

 
La guerra tra culture si stimola anche con l’accademismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Fadi - Rinascita   
Sabato 31 Luglio 2004 01:00

Terrorizzare con notizie false; modificare, amplificare, distorcere... in ogni modo. È il fine ultimo dei potenti del nostro tempo, del nostro mondo. L'ultima "trovata" per convincere gli europei della necessità di opporsi all'Islam e sposare appieno la "guerra al terrorismo" made in Usa è arrivata proprio ieri.(28 Luglio 2004 - Ndr)

"L'Europa diventerà a maggioranza musulmana entro la fine del secolo". Ad affermarlo è stato lo storico Bernard Lewis, professore emerito di studi mediorientali alla Princeton University e autore di numerosi saggi sull'Islam contemporaneo. In un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt, Lewis ha sottolineato come le attuali tendenze demografiche e migratorie porteranno a un incremento significativo degli abitanti di fede musulmana nel Vecchio Continente. "In base ai dati attuali, l'Europa avrà una maggioranza musulmana al massimo entro la fine del 21esimo secolo", ha spiegato Lewis. Tra i fattori principali di questo cambiamento: la tendenza degli europei a non fare figli, o a farli tardi, e gli altissimi tassi di natalità che si registrano invece fra le comunità di immigrati. Attualmente in Germania, il più popoloso paese dell'Unione Europea, vivono oltre 3 milioni di musulmani su una popolazione totale di 82 milioni. A dicembre , tra l'altro,l'Ue deciderà se avviare o meno i negoziati di adesione con la Turchia, dove vivono circa 70 milioni di musulmani. In ogni caso - ha proseguito Lewis - l'Europa diventerà una parte dell'occidente arabo, una parte del Maghreb e non potrà competere con Stati Uniti, Cina, India e, eventualmente, con la Russia sulla scena geopolitica dei prossimi decenni".

Dati e parole sicuramente nate da una "conoscenza dell'argomento". La cosa che però non convince troppo è il fatto che l'autorevole professore parli di Islam ed Europa in questo modo e soprattutto in questo momento. Sicuramente la questione immigrazione nel Vecchio continente, per non parlare della diminuzione drastica delle nascite nei Paesi Ue, sono problemi da affrontare al più presto, però... c'è sempre un però. Non sembra che il signor Lewis sia veramente interessato al problema demografico europeo quanto invece a proseguire, dietro la "facciata accademica", la caccia alle streghe scatenata da Washington contro l'intero mondo islamico.

L'analisi del signor Lewis infatti sembra tanto un tentativo di istigare gli europei contro il mondo islamico; un tentativo per convincere il mondo benpensante europeo che la "guerra", ovvero l'aggressione in Iraq e nel resto dei paesi islamici è e sarà necessaria. Concludendo la sua "analisi" il professore della Princeton University ha sentito "l'irrefrenabile necessità" (viste le sue origini ebraiche) di parlare di Palestina.

Parlando della crisi in seno all'Autorità nazionale palestinese, Lewis ha affermato di "augurarsi che l'era di Arafat si sia chiusa", ma ha ricordato che il leader dell'Anp ha un "forte istinto alla sopravvivenza e che sono in molti, soprattutto in Europa, a volerlo aiutare".

Una "velata critica" alla politica europea. Una delle tante che quotidianamente giungono da Tel Aviv all'indirizzo di Bruxelles. Anche in questo caso "l'accademismo" del signor Lewis sembra essere una pura copertura per un ben altro intento.

Lewis come i potenti del nostro pianeta dovrebbero capire che palesando i propri intenti si fa più bella figura!

 
A CATANIA GIUNTA CENTRODESTRA PATROCINA INIZIATIVA GAY PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter   
Sabato 31 Luglio 2004 01:00

AL VIA PRIMO GAY MEDITERRANEAN EXPO. SE NON CI SONO SOLDI DI MEZZO, ALLORA AN APPOGGIA.

''Andare oltre, anche per evitare di consegnare fette di societa' aprioristicamente alla sinistra''. Cosi' l' assessore comunale alla Cultura, il parlamentare nazionale di An Nino Strano, spiega perche' Catania ''e' la prima citta' con un' amministrazione di centro destra a patrocinare una manifestazione di omosessuali''.

Lo fa alla presentazione del primo Gay Mediterranean Expo, che si terra' a Catania da domani al 12 agosto, al quale parteciperanno anche rappresentanze Usa e israeliana. Ci saranno incontri culturali, musica e spettacoli. Ma ''con grande riservatezza e senza esibizioni''.

''Alleanza nazionale - sostiene Strano - deve parlare con fette di societa' con le quali magari non condivide alcuni valori, come con i radicali per la droga e gli omosessuali sui temi della famiglia. Possiamo stare con gente che la pensa diversamente da noi ma che aspetta con ansia che dal centro destra nascano messaggi di grande solidarieta'''.

Secondo Strano ''Alleanza nazionale non deve andare contro ma oltre, come diceva Tatarella molti anni fa e come continua a dire Ignazio La Russa''. ''Noi dobbiamo aggregare - aggiunge - persone per bene, diverse ma che sappiano rispettare le regole''.

L'iniziativa e' patrocinata dal Comune di Catania, ma, sottolinea l' assessore 'a costo zero'. ''Abbiamo deciso di patrocinarla - osserva - perche' e' un'iniziativa priva di ostentazione, senza fenomeni da baraccone come i Gay Pride. Ci sono delle persone serie che hanno chiesto il nostro appoggio senza domandarci soldi''. Secondo il parlamentare di An ''la manifestazione non creera' problemi'' e ''non ci saranno scandali''
 
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