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Tempi Moderni
"+Favorisca il DNA"+ PDF Stampa E-mail
Scritto da Annarita Gili   
Lunedì 20 Settembre 2004 01:00

Parte nei Paesi Bassi "2B or not 2B", progetto pilota in materia di passaporti biometrici. Sei le città coinvolte, per un totale di circa 15.000 cittadini interessati. E il Grande Fratello continua la sua avanzata ...

Per realizzare il test, i Paesi Bassi hanno si sono rivolti a due fornitori canadesi, Bioscrypt e Biodentity. Il primo sviluppa la tecnologia di digitalizzazione delle impronte digitali, mentre Biodentity si occupa di riconoscimento facciale. Quest'ultimo è stato adottato, come standard biometrico, nel maggio 2003 dall'International Civil Aviation Organization per permettere l'identificazione dei passeggeri negli aeroporti. Ma nessuno l'ha ancora effettivamente utilizzato.

Nel settembre dello stesso anno, la Commissione europea ha raccomandato l'utilizzo dello scanner facciale come primo elemento d'identificazione biometrica per i richiedenti di visto e di permesso di soggiorno, cosa che non includeva, quindi, i cittadini dell'Unione. Nel febbraio scorso, la Commissione si è pronunciata a favore dell'inserimento di elementi di identificazione biometrica, questa volta per i cittadini europei, rispondendo, in questo modo, alle attese degli Stati Uniti.

Per entrare in territorio americano, infatti, a partire dal 26 ottobre 2005, i cittadini stranieri dovranno essere dotati di un passaporto biometrico, oltre che essere in possesso di visto.

da: www.apogeonline.com- 17 settembre 2004

 
Sorridi, sei su control camera! PDF Stampa E-mail
Scritto da Bernardo Parrella   
Lunedì 20 Settembre 2004 01:00

Un cittadino londinese, di media, viene ripreso 300 volte al giorno da telecamere di controllo ... In America città dopo città continua il controllo su tutto e su tutti. Privacy in cambio di sicurezza? Ne siamo davvero così sicuri??

Privacy a rischio, sorveglianza in aumento

Meno privacy e più sorveglianza, in cambio di una maggiore sicurezza. E ancora, meno privacy pur di avere servizi commerciali e condizioni d'acquisto migliorati. Equiparazioni divenute quasi la norma, soprattutto in quel mondo angloamericano che fino a poco tempo fa era campione della riservatezza personale. Ormai non ci stupisce più di nulla: la Database Nation è una realtà di fatto, come già riportato qui un paio di mesi addietro. Mentre, a parte una sparuta manciata di attivisti e nostalgici, tutti paiono accettare la diffusione di telecamere strategicamente disseminate nelle aree metropolitane. Stavolta tocca a Chicago, il cui sindaco ha appena annunciato implementazione di un cospicuo network di sorveglianza che ha come target i luoghi pubblici più frequentati. E non è che l'ultimo esempio di un trend in rampante ascesa.

Il progetto prevede l'installazione, entro la primavera 2006, di 2.000 telecamerine collegate a una rete che gira su un apposito software in grado di allertare prontamente le autorità in caso di attività sospette o situazioni d'emergenza. I responsabili cittadini si sono rifatti all'analoga iniziativa da tempo attivata tra hotel e casinò di Las Vegas. Anche l'area di Baltimora sta studiando qualcosa di simile, mentre svariate città USA vi ricorrono in occasione di grandi eventi che richiamano grandi folli in parchi e strade cittadine. Senza dimenticare il vasto network di sorveglianza da tempo operante a Londra: alcune stime riportano che il londinese medio viene controllato da 300 telecamere al giorno. Una serie di premesse che consentono al sindaco di Chicago di affermare: "Le telecamere sono l'equivalente di centinaia di paia di occhi. È la cosa più vicina ad avere poliziotti che stazionano ad ogni possibile angolo pericoloso."

Il sistema verrà collegato alle attuali 30 telecamere in dotazione ad altrettanti ufficiali dediti specificamente alla repressione dei crimini violenti, e agli oltre 1.000 apparati che operano già all'O'Hare International Airport, nei trasporti pubblici e in spazi pubblici quali scuole e complessi residenziali. Le telecamere non verranno tutte monitorate contemporaneamente, ma ci penserà il software a dare la sveglia nel caso di attività fuori dall'ordinario, tipo borse abbandonate nel metrò o autoveicoli che si fermano improvvisamente sulla tangenziale. I vari responsabili si metteranno così davanti al video e attiveranno le necessarie misure di intervento. L'ampiezza di questa inter-operabilità è qualcosa di mai tentato finora in USA: non a caso il progetto viene finanziato, per un preventivo superiore ai 5 milioni dollari, dalla Federal Homeland Security.

Problemi di privacy? Macchè, tagliano corto i responsabili: le telecamere verranno installate solo in aree pubbliche, dove sostanzialmente la polizia ha già il diritto a sorvegliare e intervenire se del caso. E fin qui potrebbe anche andare, almeno sulla carta. Peccato che poi si viene a sapere che anche delle aziende private avranno accesso alle immagini del network. Motivo? Per raggranellare qualche spicciolo, anzi, tanti, pur se ancora non si danno tariffe. La perfetta combinazione tra settore pubblico e privato per garantire il massimo della sicurezza. D'altronde è noto come oggi gli americani non ci pensino su due volte "ad andare in giro nudi" se ciò li fa sentire più sicuri, almeno nelle intenzioni e nei messaggi diffusi dal governo. È questa la tesi di un libro uscito qualche mese fa, intitolato proprio "The Naked Crowd" (La folla nuda), in cui Jeffrey Rosen spiega come, dopo l'11 settembre 2001, si sia disposti a tutto pur di

 
CINA: Fucilati due banchieri accusati di falso in bilancio PDF Stampa E-mail
Scritto da Libero   
Lunedì 20 Settembre 2004 01:00

Tempi grami per i banchieri cinesi. I top manager di due istituti sono stati fucilati martedì scorso dopo una condanna per frode. Le esecuzioni, di cui ha dato notizia l’agenzia di stampa governativa Xinhua, sono arrivate dopo un processo sbrigativo, che rientra nell’offensiva di Pechino contro la corruzione e la malagestione bancaria.

[ a. bar.] Le autorità monetarie di Pechino coltivano da anni il sogno di quotare in Borsa, a Hong Kong, i maggiori istituti di credito del Paese. Ma finora il progetto è rimasto nel congelatore per il macigno di cui sono gravati i loro bilanci. In pieno boom economico, con il Pil che continua a crescere al ritmo del 7% l’anno, le banche del gigante rosso hanno concesso una vagonata di prestiti a società che non riescono ad onorarli. Su 1.000 yuan di finanziamenti erogati si calcola che almeno 250 siano inesigibili. Finora Pechino ha messo mano al portafoglio pompando ingenti risorse pubbliche per risanare i bilanci anemici, ma da qualche mese le autorità monetarie rispondono picche alle richieste di aiuto. E il governo ha adottato la mano dura con i banchieri poco accorti nella gestione d’impresa. A finire davanti al plotone d’esecuzione sono stati Wang Liming, ex capo della tesoreria alla China Construction Bank, e Liang Shihan, direttore di una delle filiali più importanti della Bank of China. Entrambi erano accusati di truffa ai danni dei clienti e di frode in bilancio, avendo falsificato parecchi documenti contabili. Poco o nulla è filtrato sui processi. Guardacaso, però, i due condannati lavoravano per i due colossi del credito che Pechino ha salvato dal tracollo lo scorso mese di gennaio dal crak, con una maxi- iniezione di liquidità pari a 45 miliardi di dollari. E negli ambienti finanziari della capitale si sussurra che le esecuzioni siano più un avvertimento al sistema bancario nel suo insieme, piuttosto che delle esemplari misure antifrode.

 
Toh, Hitler era un essere umano! PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere.it   
Venerdì 17 Settembre 2004 01:00

Esce in Germania il primo film su Adolf Hitler che cerca di ristabilire un minimo di verità storica sul personaggio. In un cinema ancora fermo al “Grande Dittatore” di Chaplin, un film certamente non filo-nazista ma comunque desideroso di obbiettività genera inquietudini: “e se dipingendo Hitler come un essere umano lo si rendesse meno repellente?”. Evidentemente per qualcuno la libera ricerca storica deve sottostare ai dogmi della teologia del Male Assoluto.

BERLINO - Nel fetido bunker della cancelleria, pochi giorni prima di far avvelenare i suoi sette figli e uccidersi insieme alla moglie Magda, Joseph Goebbels ebbe un lampo di lucidissima follia: «Signori - disse il capo della propaganda nazista, rivolto a un gruppo di ufficiali ormai prossimi alla disperazione - fra cento anni sarà girata una bella pellicola a colori sulle terribili ore che stiamo vivendo: non volete recitare una parte in questo film?». Era il 17 aprile 1945. Sono stati sufficienti meno di sessant’anni, perché la profezia di Goebbels si avverasse. Anche se, per fortuna, l’opera che l’ha realizzata non è la glorificazione che l’ex Gauleiter di Berlino aveva sognato.

E’ uscito ieri, sugli schermi tedeschi, Der Untergang, La Caduta, il film prodotto da Bernd Eichinger e diretto da Oliver Hirschbiegels, che ricostruisce con accuratezza storica e dettagli perfino maniacali gli ultimi dodici giorni di Hitler e del nazismo, quelli wagneriani e mortiferi consumati nel ventre di Berlino, ormai soverchiata dall’Armata Rossa. E’ la prima volta che cineasti tedeschi portano sullo schermo la figura del Führer, mettendola a fuoco da vicino, dandogli una voce normale, cogliendone anche una dimensione intima e personale, che nella Germania del Dopoguerra era stata tabù.

Scelta coraggiosa e controversa, che ha innescato discussioni e polemiche senza fine nella comunità intellettuale e nell’opinione pubblica, tormentati dal dubbio se fosse lecito o meno raccontare Hitler, l’incarnazione del male assoluto, anche nella sua banalità di essere umano, capace di gesti cortesi e attenzioni paterne.
Costato quasi 14 milioni di euro, una delle cifre più alte nella storia del cinema tedesco, Der Untergang è basato sulle memorie di Traudl Junge, la segretaria del Führer che lasciò il bunker solo dopo il suo suicidio, e sulle testimonianze di alcuni protagonisti, rielaborate dallo storico Joachim Fest, in un libro dallo stesso titolo. Fest, biografo di Hitler e sicuramente il massimo esperto vivente del nazismo, ha anche pr
 
La peggio gioventù PDF Stampa E-mail
Scritto da Repubblica.it   
Venerdì 17 Settembre 2004 01:00

Mtv traccia il profilo della gioventù odierna che essa stessa ha contribuito a creare. E c’è da mettersi le mani nei capelli. Idee confuse sulla politica e sulla religione, pochissimi gli avventurosi, quasi assenti gli idealisti e gli impegnati nel sociale, molti sarebbero pronti alla prostituzione o al tradimento se bisognosi di soldi. Cercansi urgentemente idee rivoluzionarie che diano senso ad una generazione!



ROMA - Non hanno né sogni né ideali, se non quello di un quieto benessere materiale, e se avessero bisogno di soldi sarebbero pronti a prostituirsi, tradire un amico, il paese, persino vendere un organo. Sono i 'ragazzi perbene', 1000 giovani tra i 14 e i 34 anni, di cui 800 tra i 18 e i 24 anni, intervistati da Mtv Lab, l'osservatorio del canale musicale, e dall'istituto Baba.

La particolarità dell'indagine riguarda sia il metodo, una settimana passata insieme a 50 intervistati, sia la scelta del gruppo da monitorare, quello dei giovani di classe media, nocciolo duro di Mtv. Dall'inchiesta si è delineato un panorama per certi versi tipico dell'adolescenza, ma con grosse novità, prima tra tutte "la carenza di spirito ideale".

La mancanza di sogni. Secondo la responsabile del progetto, Fulvia Micoli, dalle interviste è emersa una preoccupante "assenza di antagonismo che dovrebbe essere proprio di questa fase e che invece latita perché questi ragazzi non sono 'contro' niente, anzi, desiderano normalità, omologazione, sognano una famiglia uguale a quella dei genitori, anche se poi magari non parlano con mamma e papà".

Una generazione di giovani-vecchi. I teenager, in primo luogo, sentono il bisogno di stabilità e perciò Mtv li ha etichettati come "ragazzi perbene", un po' borghesi, non del tutto privi di inquietudini, ma molto ristrette alla sfera del privato, dove gli amici contano più dei genitori, della fidanzata, del calcio.

Maniaci dell'immagine. Sono giovani, dice la ricerca, preda di iperattivismo, ansiosi di colmare ogni attimo della giornata, spaventati dalla solitudine, insicuri del proprio aspetto fisico, anche se mangiano troppo e male, dilaniati dalla paura di non piacere, di non essere omologati e accettati, tanto che una delle intervistate, che colleziona etichette di vestiti, sentenzia "se non sei firmato non conti nulla". Per essere bisogna prima avere. Il 7% di loro vorrebbe fare un intervento di chirurgia estetica, il 17,2 % ha un tatuaggio, il 13% un piercing e il 21% ha problemi di peso ed è in imbarazzo di fronte al proprio corpo nudo.
Confusi sulla politica e sulla religione. I giovani hanno anche idee confuse e superficiali sulla politica e sulla religione. Per esempio, il 77,9 % dice di credere in Dio (Budda, Allah), ma lo stesso numero di intervistati si dichiara fatalista e crede nel destino. Del mondo esterno poi non si interessano, non leggono né libri né quotidiani, non si informano, si chiudono nella loro cameretta (l'82% vive ancora con i genitori).

Pochissimi gli avventurosi. Tutt'altro che attenti al sociale, il 38,3% trova abbastanza difficile essere solidali con le persone che vivono per strada. L'86% poi non ha mai trascorso un periodo di studio o lavoro all'estero. L'indifferenza e l'apatia sembrano dominare su tutto.

(16 settembre 2004)

 
Lassù qualcuno ti ... spia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Minelli   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

La Gran Bretagna è, da luglio 2004, la prima nazione europea ad attivare test di pedinamento e rintracciamento via satellite dei movimenti di pregiudicati sotto sorveglianza. Altro che Grande Fratello ... come al solito la realtà supera la fantasia. Dovremmo inoltre riflettere su quanto non ci è dato sapere ...

www.apogeonline.com- 16 settembre 2004

 
La leggina Sofri PDF Stampa E-mail
Scritto da Rinascita   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

La lobby “Sofri libero” ha da tempo ottenuto il consenso del Palazzo, con l’esclusione merito­ria del ministro Castelli, ostaco­lo finora costituzionalmente insuperabile.

Così, proprio in quello spiri­to bipartisan che da qualche tempo anima centrodes fra e cen­trosinistra, hanno trovato “la soluzione”.

Tra le pieghe della riforma della Costituzione è stato inseri­to un emendamento al disegno di legge, presentato dalla Casa delle Libertà, che prevede l’abrogazione della dizione “mini­stro proponente” sostituendola con quella di “ministro compe­tente”. Il significato di questa modifica, solo apparentemente irrilevante, è il diverso valore che si vuol dare alla “controfir­ma” da parte del ministro Guardasigilli. Se questa parte della riforma sarà approvata non sarà più determinante per la concessione della grazia, assu­mendo solo un carattere “notari­le”. L ‘ex leader di Lotta conti­nua, condannato a 22 anni di carcere (che sta scontando a Pisa) per l’omicidio del commis­sario Calabresi, potrebbe così ottenere rapidamente quella gra­zia che non ha mai chiesto poi­ché l’esclusivo potere di decisio­ne al Quirinale eliminerebbe “l ‘ostacolo Castelli “.

La CdL non perde quindi il vizio delle leggi “ad personam”, il fatto è che questa volta la sini­stra non fa girotondi, non lamen­ta conflitti di interesse.

L ‘amnistia, quella per tutti i detenuti “qualsiasi” è invece ancora in alto mare.

 
«PRONTO, sono il Mullah Omar». PDF Stampa E-mail
Scritto da MAURIZIO PICCIRILLI - Il Tempo   
Giovedì 16 Settembre 2004 01:00

Il capo supremo dei taleban appena due giorni dopo il lancio di missili contro l’Afghanistan, il 20 agosto 1998, chiamò il Dipartimento di Stato americano su una linea riservata.

«Non so assolutamente cosa faccia Osama Bin Laden tantomeno se abbia mai pianificato azioni terroristiche durante la permanenza in Afghanistan», tuonò al telefono il Mullah. Tutto questo avveniva il 22 agosto dopo che i Cruise Usa avevano colpito due centri di addestramento di Al Qaeda attraverso una linea telefonica preferenziale attivata dal Dipartimento di Stato Usa direttamente con il leader supremo dei talebanL’organizzazione di Bin Laden il 7 agosto 1998 aveva attaccato contemporaneamente le ambasciate Usa in Tanzania e Kenya causando oltre 260 vittime. La reazione americana si fece attendere solo 13 giorni. Ora grazie a documenti declassificati dal governo degli Stati Uniti si possono ricostruire i rapporti tra Washington e Kabul tra il 1998 e il 2001. Si scopre così che per ben 30 volte Mullah Omar ebbe contatti con l’Amministrazione Clinton e tre volte con quella Bush.Il Mullah Omar ha conquistato potere e carisma perchè avvolto con il «mantello di Maometto» che era conservato nella moschea di Kandahar, si presentò al cospetto dei combattenti taleban prima della conquista di Kabul nel 1996. Un occhio perso durante la guerra contro i sovietici e poi la fuga in motocicletta durante l’avanzata delle milizie dell’Alleanza del Nord nell’ottobre 2001. La mitologia intorno al Mullah vuole che sia sposato con una figlia di Osama. Mesi orsono è sfuggito nuovamente alla cattura passando sotto il naso degli americani camuffato da «pellegrino». Il Mullah e la sua scorta si trovavano in una moschea quando questa fu circondata da soldati americani. Nascoste le armi nel tempio, uscirono in fila pregando senza che nessun li fermasse.I documenti resi pubblici adesso rivelano quanto e per quanto tempo sia Clinton che Bush trattarono con il capo dei taleban. Il Dipartimento di Stato americano era riuscito ad avere un contatto diretto con il Mullah Omar nel tentativo di ottenere l’estradizione di Osama Bin Laden. Un numero di telefono che conosceva solo il leader degli «studenti del corano». Il responsabile del Dipartimento di Stato p

 
Levategli il whisky! PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Mercoledì 15 Settembre 2004 01:00

USA: simpatizzante democratico un po' alticcio crea il panico discutendo con una fan di Bush. Il problema è che entrambi erano a bordo di un aereo e che l’apparecchio è dovuto atterrare per placare l’ira del beone pro-Kerry, che, tra l’altro, con il vizio che ha, si troverebbe forse più a suo agio tra i fans dell’ex-alcolizzato texano.

WASHINGTON - Non c'è solo la polemica sul passato militare di John Kerry ad infiammare il clima elettorale negli Stati Uniti. Gli animi si scaldano anche per molto meno, com'è successo a diecimila metri di quota, nei cieli del Canada, dove due passeggeri di un volo della Northwest Airlines, uno pro-Kerry ed uno pro-Bush, hanno imbastito una discussione degenerata in qualcosa di peggio. Tanto da costringere il pilota ad un atterraggio imprevisto pur di sedare le escandescenze dei due passeggeri.

"Ne ho abbastanza di George W. Bush, voterò per Kerry". Tutto è iniziato così. Quando Michael Husar, pensionato del Veteran Hospital di Northport, in viaggio da Minneapolis, Minnesota, ad Anchorage, Alaska, bicchiere di whisky in mano, ha informato la propria vicina di posto di aver appena letto un libro, piuttosto critico nei confronti dell'attuale presidente americano.

La signora, che si è subito dichiarata favorevole alla rielezione di Bush, ha risposto alle provocazioni con una strenua resistenza dialettica. Al grido di "Mi sembra chiaro che lei è repubblicana", la discussione si è infiammata, e la donna ha lasciato il proprio posto. Ed è andata da una assistente di volo, lamentandosi dello stato di ubriachezza molesta di Husar, che "mi tocca insistentemente su un braccio e su una gamba" per ribadire il suo punto di vista.

La hostess, a quel punto, ha chiesto all'uomo di calmarsi. E, non l'avesse mai fatto, lo ha pregato di consegnarle il bicchiere di whisky. Ma alla richiesta il passeggero è esploso in un attacco d'ira, ha iniziato a urlare e ad inveire contro la donna e contro la hostess. A poco è servito l'intervento di un "maresciallo dell'aria". Per precauzione, il pilota ha deciso di interrompere il volo: ha scaricato diecimila dollari di carburante, e ha fatto rotta verso l'aeroporto più vicino.


Dopo l'atterraggio a Winnipeg, Canada, Michael Husar è stato arrestato, e incriminato per aver causato problemi ad un volo aereo e violato la legge canadese. "Aveva ignorato gli ordini dell'equipaggio", si è limitato a commentare un portavoce della compagnia aerea Northwest Airlines, spiegando che l'uomo aveva messo il pilota nelle condizioni di non poter proseguire regolarmente il volo.

(15 settembre 2004)

 
Legionari romani in marcia PDF Stampa E-mail
Scritto da l'Adige   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

12 studenti dell'Università di Regensburg hanno voluto ripercorrere un'antica strada romana fino a Trento. Vestiti ed attrezzati come i legionari di 2000 anni fa. 600 km a piedi per essere snobbati dal Comune di Trento ...

"l'Adige" - 9 settembre 2004

TRENTO NON FESTEGGIA I LEGIONARI ROMANI. PARTITI IN 12, A PIEDI, DA REGENSBURG, ARRIVERANNO QUI SABATO, DOPO 600 KM.

«chiediamo solo un prato dove piantare le tende». ma un contatto col comune non ha dato esito. ben più ospitali le altre città di tappa.
l´iniziativa è dell´università tedesca che ha vestito i 12 proprio come gli antichi romani. tutto è iniziato con una vecchia imbarcazione...

di renzo m. grosselli
sabato mattina, verso le 11, dodici legionari romani faranno il loro ingresso a trento, dopo 600 chilometri di cammino. ma trento non vuole fare loro festa, superba città che si dice «barbara». ma la cosa è ancora più complicata. perché anche loro, i legionari romani, in realtà sono dei «barbari», cioè dei germanici. complicato? vediamo di spiegarci.
l´università tedesca di regensburg, o meglio la sua facoltà di storia, ha ricostruito con il massimo di fedeltà e sulla base di un relitto ritrovato a kassel, una nave «lusoria», cioè una nave da guerra romana. di quelle che servivano a navigare sul danubio per controllare i confini dell´impero. imbarcazione dal corpo snello, con 36 posti remo. l´operazione è durata un anno, a partire dal giugno 2003. tutto ad opera di volontari, studenti ma anche artigiani che che hanno riprodotto nei minimi particolari una storica nave romana. alla fine è stato dato alle stampe anche un bel libro illustrato. e l´imbarcazione è stata battezzata regina (castra regina era il nome romano di regensburg). regina è stata messa in acqua sul danubio ed è stata fatta navigare più di una volta, dando prova della sua funzionalità.
nel frattempo, un´altra iniziativa è stata messa in cantiere. se la nave doveva servire a capire come i romani difendevano i confini, c´era da dimostrare quanto fosse agevole per loro raggiungere il cuore dell´impero partendo dalla città tedesca. si è deciso quindi che 12 studenti, equipaggiati esattamente come gli antichi romani (uno di loro sulla cosa preparerà alla fine la sua tesi) partissero a piedi alla volta di roma. ovvero, a piedi sino a trento e poi in treno sino a roma. cioè 600 chilometri camminando, in tappe di 25-30 chilometri al giorno.
i baldi legionari dai capelli biondi sono partiti da regensburg il 15 agosto ed ora si trovano nei pressi di bolzano. sabato è previsto l´arrivo a trento. «questa gente - dice hermann goss direttore della weltenburger kloster, la più vecchia birreria-monastero del mondo, dell´anno 1050, che sponsorizza l´impresa - è vestita esattamente come i romani. abiti e «calzari» sono stati ricostruiti sulla base di una messe di dati storici. solo per dirle, uno dei ragazzi già al terzo giorno di cammino aveva le piaghe sui piedi». anche le tende in cui dormono la notte sono come quelle usate dai militari romani.
e il cibo? «volevano mangiare alla romana - dice goss - ma poi è stato impossibile. ogni giorno va a finire che sono ospiti di qualcuno, vista la simpatia con cui i legionari sono accolti nelle varie località in cui fanno tappa».
in tutte meno trento. «la birreria - dice il manager tedesco - ha tentato di contattare a suo tempo il comune di trento ma questo, con un fax, ci aveva risposto di non potere fare nulla». «c´è comunque in città un ostello della gioventù, oppure avete la possibilità di rivolgervi all´apt» era il succo della risposta. probabilmente, i trentini che ospitali lo sono, non avevano capito bene i contenuti dell´iniziativa.
ora però la cosa suona strana. per quasi 25 giorni dodici studenti germanici hanno camminato, sotto il sole e sotto la pioggia. vestiti da romani. e sul loro cammino hanno trovato gente pronta a dare loro uno spazio per piantare le tende ma anche un piatto caldo e un bicchiere pieno. e la loro meta, a piedi, è proprio la nostra città. in cui arriveranno sabato, probabilmente verso le 11 e quasi certamente da via brennero. ma qui, purtroppo, nessuno ha ancora indicato loro un prato su cui poter far giacere le st

 
La Pietra dello Scandalo e’ rossa e nera! PDF Stampa E-mail
Scritto da Giampaolo   
Martedì 14 Settembre 2004 01:00

Giunto ad oltre 2500 copie vendute (cifra inimmaginabile per una software house italiana) il videogioco “Il Rosso e il Nero” ispirato alla Guerra Civile Italiana (1943-1945) della Black Sheep Studios e’ divenuto la pietra dello scandalo. I suoi autori , secondo il benpensantismo antifascista, sarebbero rei di aver messo sullo stesso piano repubblichini e partigiani.

“Il Rosso e il Nero” , un videogioco fuori dal comune, lontano dagli schemi per diversi motivi: perche’ completamente italiano , perche’ non finanziato dalle solite multinazionali e soprattutto perche’ ispirato a fatti che non abbiamo quasi mai trovato sui nostri libri di storia. Per la prima volta e’ stato possibile impersonare un partigiano della brigata Garibaldi o un combattente delle SS italiane, tutto in perfetto stile “Medal of Honour”. Autori di tale creazione sono un gruppo di giovani programmatori italiani riunitisi sotto il vessillo della “Black Sheep Studios”, software house tricolore nata di recente. Arrivati alle 2500 copie vendute (probabilmente nessuno se lo aspettava, men che meno gli autori) il gioco ha iniziato a infastidire, o meglio a “ledere la sensibilita’ antifascista e storiograficamente omologata” del benpensantismo intellettualoide che ha accusato gli ignari programmatori del gioco di aver messo sullo stesso piano repubblichini ed SS Italiane. Forse il fastidio maggiore l’ha dato il fatto che tramite questo gioco e’ possibile rendersi conto di quale sia stata la vera dimensione di una guerra fratricida come quella che segui’ l’8 Settembre ’43, durante la quale si affrontarono molto spesso ragazzi nati nelle stessa famiglia , ma divisi dalle proprie scelte e dalle proprie convinzioni.

 
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