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Conflitti
In onda le torture inflitte agli iracheni PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Venerdì 30 Aprile 2004 01:00

La rete americana CBS ha diffuso le immagini dell'abominio causando una forte reazione nell'opinione pubblica.

Soldati iracheni regolari, catturati in divisa durante le battaglie del 2003, vengono continuamente torturati dagli americani. I prigionieri di guerra sono denudati, torturati, appesi per i polsi alle pareti. Su di loro si simulano atti osceni di natura pornografica. La rete americana che ha filmato alcune di queste scene raccapriccianti le ha rese pubbliche causando una reazione di rabbia e di disgusto nell'opinione pubblica che si sta chiedendo cosa voglia dire esattamente la formula usata dal pentagono di "scontro di civiltà".

 
Gli americani impantanati a Fallujah PDF Stampa E-mail
Scritto da fonti di agenzia   
Giovedì 29 Aprile 2004 01:00

Benchè annuncino l'avvio di trattative di pace, le truppe statunitensi sono impegnate contro una resistenza accanita.

Sono ripresi i bombardamenti americani a Fallujah.. I caccia F/A-18 hanno sganciato tre bombe sulla città a sostegno delle operazioni sul terreno svolte dai marines.

I jet sono partiti dalla portaerei Geroge Washington ed hanno continuato a sorvolare la zona anche dopo il bombardamento.
Fonti del Pentagono, intanto, smentiscono che si sia raggiunto un accordo per la fine dell'assedio a Fallujah.

 
Powell conferma: Usa seguono il piano di Sharon PDF Stampa E-mail
Scritto da agenzia EFE   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Il segretario di stato Usa, Colin Powell, in una conferenza stampa tenuta insieme al ministro degli esteri del Qatar, Hamad bin Jasem al Thani, ha ribadito che Washington appoggia il piano israeliano di ritiro parziale dei territori occupati.

Il segretario di stato Usa, Colin Powell, in una conferenza stampa tenuta insieme al ministro degli esteri del Qatar, Hamad bin Jasem al Thani, ha ribadito che Washington appoggia il piano israeliano di ritiro parziale dei

territori occupati. Powell ha aggiunto che "il presidente Bush non si è allontanato di un palmo dalla sua concezione di due stati, Israele e Palestina, che dovranno vivere in pace all'interno di frontiere sicure nell'anno 2005".

Il segretario di stato ha soggiunto che "la Casa Bianca non ha rilasciato un

assegno in bianco a Israele". Tuttavia il giorno 14 il presidente Bush aveva appoggiato il piano stilato dal primo ministro israeliano Sharon per l'evacuazione di Gaza e di parte della Cisgiordania. Questo piano prevede l'annessione di alcuni territori palestinesi che hanno al loro interno degli insediamenti ebraici. Bush si è detto anche favorevole ad impedire il ritorno in Israele dei cittadini di origine palestinese che ne siano fuoriusciti ed ha approvato la costruzione del muro di separazione. Con queste prospettive i toni ottimistici di Powell sembrano come minimo impropri.

 
Iraq: la pesante mano del padrone PDF Stampa E-mail
Scritto da ASCA   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Durissimi scontri tra le truppe Usa e i miliziani iracheni che si battono contro le truppe straniere in Iraq.

''Quarantatre miliziani appartenenti alle forze anti-coalizione sono stati uccisi grazie anche all'uso di un Ac-130 che ci ha consentito di ditruggere le postazioni anti-aeree'', ha spiegato il portavoce dell'esercito Usa. Gli scontri sono avvenuti nella citta meridionale di Kufa a circa 10 km dalla citta' santa di Najaf roccaforte del leader sciita Motqada Sadr. ''Si tratta di una provocazione Usa, ma la linea rossa non e' stata ancora superata. Se le truppe Usa entrano a Najaf, un luogo santo dei musulmani sunniti e sciiti, noi siamo ben organizzati e coordinati per combatterli'', ha spiegato Qais al-Khazaali, rappresentante delle milizie sciite che difendono Motqada Sadr.

 
Romania, ucciso studente italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Si trovava nell'est europa nell'ambito del progetto "Erasmus"

Uno studente universitario leccese di 23 anni, Daniele Caiaffa, e' stato ucciso a coltellate in Romania per aver reagito ai pesanti apprezzamenti rivolti da un gruppo di romeni a due ragazze italiane che erano con lui. Il giovane si trovava in una localita' in provincia di Timisoara per un viaggio nell'ambito del progetto 'Erasmus' organizzato dall' Universita' di Lecce, dove era iscritto alla facolta' di Giurisprudenza.

 
Siria, Damasco sotto attacco PDF Stampa E-mail
Scritto da tgcom.it   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Damasco è stata teatro di un "attacco terroristico". Nella zona delle ambasciate si sono udite varie esplosioni nel giro di pochi minuti, provocate da un lanciarazzi.

Nel mirino la zona della ambasciate dove è stato distrutto un palazzo un tempo dell'Onu. Dopo l'attacco è seguita una sparatoria tra terroristi e agenti nella quale, secondo il governo siriano, sono morti due attentatori, un poliziotto e una passante.

Dapprima si era ipotizzato che le esplosioni fossero state provocate da autobombe. Invece, "Un gruppo di quattro persone ha piazzato una carica sotto una vettura in sosta, martedì a inizio di serata. La carica è esplosa, provocando danni a un edificio disabitato a Mazzeh (nella zona ovest della capitale)", ha detto un responsabile del ministero dell'Interno siriano, citato dall'agenzia ufficiale Sana. "E' seguito uno scontro tra le forze dell'ordine e il gruppo terroristico, cheè fuggito a bordo di una seconda vettura, lanciando bombe a mano contro le forze di sicurezza", ha aggiunto la fonte. Due dei quattro assalitori sono morti e due sono rimasti feriti in modo grave. Un poliziottoè stato ucciso nell'adempimento del dovere - ha proseguito il responsabile del ministero - edè morta anche una donna trovatasi sul posto.

L'attacco a ex-palazzo Onu
Gliuomini armatiavrebbero fatto esplodere un dispositivo nella sedeche tempo fa era delleNazioni unite a Damasco incendiando l'edificio.

Secondo quanto riferito dalle autorità siriane, le forze di sicurezza dopo essersi scontrate con il gruppo armato nella zona residenziale della città, hanno preso il controllo della situazione.La tv Al Arabiya aveva detto in precedenza che le esplosioni erano state sentite da un zona che ospita edifici appartenenti a Canada, Gran Bretagna e Iran.

La tv israeliana ha riferito di cinque scoppi e ha detto che anche l'ambasciata saudita era tra gli obiettivi.

 
15000 Mercenari in Iraq PDF Stampa E-mail
Scritto da Islamonline.net   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

I mercenari sono la seconda più grande forza in Iraq, superando anche il più grosso alleato degli Stati Uniti la Gran Bretagna.

Circa 15.000 uomini appartenenti ad imprese private militari sono all'opera in Iraq, secondo la stima di Peter Singer, autore di "I guerrieri della corporazione: La salita dell'industria privatizzata militare". La resistenza irachena si trova a combattere contro gruppi di ex-militari armati con fucili M4 appartenenti alla forza di "appalto" privata, molti dei quali sono affittati dall'autorità di occupazione americana. E' quanto affermato da Peter Singer, che aggiunge: tra le compagnie la Erinys è incaricata di sorvegliare i campi petroliferi, mentre la Northrop Grumman con le collegate Vinnell, MPRI e Nour USA si occupano dell'addestramento e dell'equipaggiamento del nuovo esercito iracheno. Claude Salhani, editore dell'United Press International (UPI), spiega che il termine appaltatore civile non è nient'altro che una parola che sta per

 
Fabrizio Quattrocchi: La questione non è più politica ma esistenziale PDF Stampa E-mail
Scritto da gabrieleadinolfi.it   
Lunedì 26 Aprile 2004 01:00

Quel che sostengo scontenterà molti, forse tutti, ma tant’è. Prendendo spunto dall’uccisione di Fabrizio Quattrocchi affermo che il modo di porsi nei confronti delle tragedie atlantiche e di quelle fondamentaliste da oltre una anno è in genere assai pue

Da una parte troviamo i soliti “difensori dell’Occidente” – gli stessi che trent’anni fa avrebbero fatto le guardie bianche alla Scala di Milano quando gli studenti l’attaccarono a colpi di uova marce - dall’altra quelli che, nel nome della libertà dei popoli, sono pronti a gioire delle tragedie umane se queste riguardano gli occidentali, dunque i colpevoli “oggettivamente”.
Quanto stupidi e pericolosi siano i primi non val neppure la pena di riaffermarlo. In quanto ai secondi, a quelli che sostengono incondizionatamente la guerra degli oppressi, ho vari appunti da muovere loro. Innanzitutto mi ricordano i marxisti di qualche decennio fa, quelli per i quali i proletari avevano sempre ragione e i borghesi sempre torto.
Il che può anche essere parzialmente vero e rispondere ad una realtà strutturale, ma non è “sistematicamente” vero. Se è lecito non mettere sullo stesso piano le atrocità dei forti (in questo caso gli atlantici) con quelle dei deboli (nella fattispecie gli iracheni) neppure è lecito non vedere ogni atto ANCHE nel suo contesto specifico.
.
Inoltre, preda di questo sentimento di tifo accecante, essi non riescono a discernere tra i ribelli quelli che sono funzionali proprio al terrore atlantico e li sostengono sempre, indiscriminatamente. Da cui scaturisce l’idealizzazione di ogni sorta di lotta armata e di gruppo terroristico che poi è esattamente quello che la dialettica del terrore/spettacolo vuole
In questa morsa speculare (occidentalisti da una parte e tifosi di ogni distruzione all’estremo opposto) la realtà, la verità nuda, il buon senso stesso finiscono con l’essere sacrificati recando seco l’equilibrio mentale, valoriale ed affettivo di chi accetta questo schema duale.
.
Prova ne è proprio la tragedia di Quattrocchi. Per alcuni essa è la prova della barbarie di banditi senza scrupoli, la comprova di un ineluttabile “scontro di civiltà”. Per altri invece l’esecuzione sarebbe giustificata perché gli uccisori hanno prima subito da noi ogni sorta di vessazione, e poi perché Quattrocchi era in missione (servizi segreti mormorano alcuni) e pertanto rappresentava l’Occidente invasore, affamatore ed assassino.
Siamo di fronte a distorsioni quando non a veri e propri deliri.
Che l’Iraq sia stato aggredito, mutilato, violentato, non ci piove. Che gli atlantici, dunque gli occidentali, abbiano torto, lo negano solo i diretti interessati o chi è in palese mala fede.
Va aggiunto che la situazione si è incancrenita ed è sprofondata in un clima di guerra civile, di guerra religiosa, d’inasprimento delle tensioni, ch
 
Israele: l' ex-ministro trafficante PDF Stampa E-mail
Scritto da Der Spiegel   
Lunedì 26 Aprile 2004 01:00

L’ex-Ministro dell’Energia di Israele, Gonen Segev, è stato colto in flagranti cercando di contrabbandare droga.

La polizia olandese ha arrestato l’uomo all’aeroporto internazionale di Amsterdam.

Secondo la radio israeliana, Gonen Segev avrebbe cercato di portare con se in Isreale circa 25 000 pillole ecstasy ricoperte di cioccolato. Quando la polizia olandese presso l’aeroporto di Schiphol voleva perquisirlo, Gonen Segev avrebbe presentato un passaporto diplomatico scaduto e riportante una data falsificata. In seguito ad un ammonimento, avrebbe rinchiuso la valigia contente le droghe in uno scomparto di sicurezza presso l’aeroporto e si sarebbe imbarcato per Israele.

In seguito, la polizia olandese ha aperto lo scomparto trovando la droga. Al suo arrivo in Israele, l’ex-Ministro fu arrestato. Gli avvocati di Segev sostengono che egli avrebbe avuto il plico in dono da un amico e avrebbe creduto si trattasse di dolci.

 
Sudafricani in Iraq. Il profumo dei soldi PDF Stampa E-mail
Scritto da S.Sartori   
Lunedì 26 Aprile 2004 01:00

Più di millecinquecento soldati privati sudafricani sarebbero in Iraq al soldo di diverse agenzie che si autodefiniscono "per la sicurezza".

Ne abbiamo parlato con Henrie Boshoff,un analista di problemi militari dell'Institute for Security Studies in Sudafrica.

21 aprile 2004 - Francois Strydom, sudafricano, è stato ucciso a gennaio da una bomba, scoppiata davanti al suo hotel a Baghdad in Iraq. Con lui c'erano altri sudafricani tra cui Deon Gouws, rimasto gravemente ferito. Che cosa faceva questo gruppo di sudafricani a Baghdad? Erano in Iraq per conto di un'agenzia internazionale, la Erinys, che si occupa formalmente di proteggere siti petroliferi.
Erinys ha filiali in tutto il mondo e una anche in
 
Iraq, agli Usa saltano i nervi PDF Stampa E-mail
Scritto da rai.it   
Lunedì 26 Aprile 2004 01:00

Denuncia delle Ong presenti: "cecchini americani sui tetti delle case".

Avrebbero messo da parte le tattiche imparate nei corsi di
addestramento. Alcune notizie che trapelano dalle organizzazioni non governative operanti in Iraq parlano di utilizzo di armi e azioni 'non convenzionali' da parte dell'esercito Usa, piegato dalla guerriglia
urbana che quotidianamente mette in ginocchio con continue perdite la 'macchina da guerra' di Washington caduta nel 'pantano polveroso' di un Paese che non e' piu' in grado di gestire.

Il coordinamento per l'emergenza dell'Ncci, organismo che coordina 90 organizzazioni non governative di tutto il mondo operanti in Iraq (tra cui le italiane Un Ponte per.., Ics, Intersos e Terre des Hommes), denuncia "la violazione delle convenzioni internazionali che regolano i conflitti armati, in particolare i tentativi di ostacolare la protezione e il soccorso dei feriti".

Fa rabbrividire l'elenco delle violazioni: "operazioni militari a danno
dei civili iracheni, occupazione da parte delle forze della coalizione
del principale ospedale universitario di Najaf e dell'ospedale generale
di Falluja (sono stati sfollati i pazienti e l'ospedale è stato 

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