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Occupazioni Non Conformi: e cinque! |
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Scritto da ONC / OSA
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Domenica 18 Luglio 2004 01:00 |
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17 luglio. Nasce Casa d’Italia / Boccea. Altre dieci famiglie italiane trovano alloggio in uno stabile inabitato da ventiquattro anni. Continua (?)…  All’alba di sabato 17 luglio è nata Casa d’Italia/Boccea in uno stabile situato in Via di Boccea 498.
10 famiglie italiane hanno trovato un tetto in un immobile che appartiene al demanio, in seguito a confisca, ed era inabitato da ventiquattro anni.
Quinta Occupazione Non Conforme e, all’interno del fenomeno, terza Occupazione a Scopo Abitativo. L’attivismo realista ha dato la soluzione a più di una famiglia del nostro Popolo, costrette a vivere sui marciapiedi per permettere alle banche di lucrare su stabili vuoti. Contro l’usura. |
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Teneva gli Usa sotto scacco |
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Scritto da France Presse
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Domenica 18 Luglio 2004 01:00 |
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L’ex campione del mondo di scacchi, Bob Fischer era ricercato per aver violato l’embargo anti-serbo ed essersi recato a Belgrado quando la campagna terroristica americana aveva avuto inizio. Era latitante da oltre dieci anni.
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Sei politicamente scorretto ? E io mi frego i tuoi soldi ! |
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Scritto da www.bnp.org.uk
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Domenica 18 Luglio 2004 01:00 |
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Bloccati tutti i conti in banca del British National Party. La Barclay’s bank avrebbe paura di manifestazioni ostili davanti agli sportelli. Siamo nel pieno delle discriminazioni ideo/razziali, pardon, dello “scontro di civiltà” La Barclays Bank ha bloccato tutti i conti del British National Party. La decisione, senza precedenti, è stata presa perché degli oppositori del BNP avrebbero minacciato di manifestare davanti alle sedi della Barclays rea di aver aperto i conti ad un partito politicamente scorretto. Questa folle prepotenza sarebbe avvenuta, secondo la versione del leader del BNP, Nick Griffin, a causa del successo elettorale di giugno scorso che ha registrato ben 808.000 suffragi per la lista nazionalista. Una denuncia alla Barclays per discriminazione e per alimentazione di odio è prevista nei prossimi giorni. |
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Cambogia: come Badoglio,solo un pò bolscevico |
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Scritto da Swiss.info
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Venerdì 16 Luglio 2004 01:00 |
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PHNOM PENH - L'assemblea nazionale della Cambogia ha rieletto oggi primo ministro Hun Sen accordando la fiducia a un nuovo governo di coalizione e mettendo fine a una crisi politica che si trascinava da quasi un anno, seguita alle elezioni del 27 luglio 2003. Il re Norodom Sihanouk aveva approvato ieri il decreto di nomina del leader del CPP, il Partito del Popolo Cambogiano.
Il Parlamento ha anche deciso la riconferma di Norodom Ranariddh a suo presidente. Il partito di opposizione Sam Rainsy ha boicottato la riunione sostenendo l'illegalità dell'emendamento costituzionale che ha consentito il voto simultaneo per Sen e Ranariddh.
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Scritto da Dagospia
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Venerdì 16 Luglio 2004 01:00 |
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.... In verità è l’Udc la questione morale del Mezzogiorno. Per dimostrarlo, vi proponiamo un breve viaggio nelle viscere sudiste di quel partito.  ABRUZZO. Iniziamo proprio da Catone, che alle elezioni europee del 13 giugno ha ottenuto 44.213 voti, 2.868 voti in più del capolista Buttiglione, ma non è stato eletto. Il politico abruzzese, che è anche direttore del quotidiano “La Discussione”, fu arrestato il 9 maggio del 2001 insieme a suo fratello Massimo, allora candidato del Ccd, per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.
L’inchiesta del pm romano Salvatore Vitello riguardava 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto del ministero dell’Industria ottenuti tra il 1995 e il 1999 dalle società di Catone. Secondo la Procura di Roma, il denaro pubblico fu ottenuto attraverso atti e perizie falsi che consentirono all’organizzazione di cui Catone faceva parte di ricevere più volte lo stesso contributo per un’industria tessile mai esistita.
A Catone i giudici contestarono anche due bancarotte fraudolente per 25 miliardi di lire. I magistrati romani ritenevano che le circa 50 società italiane ed estere che facevano capo a Catone fossero solo delle scatole cinesi all’interno delle quali si verificarono movimenti finanziari economicamente irragionevoli, che avevano il solo fine di mettere in atto delle truffe.
Catone, inoltre, il 13 dicembre 2003 è stato rinviato a giudizio dal gip del Tribunale di Chieti per bancarotta fraudolenta per il fallimento della Abatec, un’azienda di Chieti Scalo che produceva macchinari per fabbricare pannolini e di cui Catone era stato amministratore. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1988 e il 1996.
Tra le accuse contestate figuravano l’aumento del capitale sociale dell’Abatec, da 96 a 450 milioni di lire, deliberato con l’attribuzione di nuove quote societarie prima ancora che fossero sottoscritte le prime. Inoltre, tramite altre società e operazioni finanziarie all’estero, sarebbero state emesse fatture per operazioni parzialmente inesistenti.
MOLISE. Dall’Abruzzo spostiamoci in Molise, a Termoli. Il 12 maggio scorso il capogruppo Udc alla Camera Luca Volontè e il deputato Udc Remo Di Giandomenico, sindaco di Termoli, in una conferenza stampa, anticipando il contenuto di una interrogazione parlamentare, attaccavano i carabinieri della cittadina adriatica accusandoli di fare tutto tranne il proprio mestiere, cioè reprimere la criminalità.
E il giorno dopo il sindaco Di Giandomenico annunciava addirittura lo sfratto per morosità dei carabinieri dalla loro caserma di proprietà del Comune. Una strana vicenda, se solo si considera che il 4 dicembre 2003 il sindaco aveva consegnato ai militari un attestato di benemerenza.
La sparata del sindaco arrivava cinque giorni dopo un’operazione condotta dagli stessi carabinieri che aveva portato al sequestro, in un ambulatorio privato della moglie del sindaco, Patrizia De Palma, di un ecografo del valore di 100 mila euro risultato rubato dal reparto di Ostetricia dell’Ospedale San Timoteo di Termoli, reparto di cui è primario proprio la moglie del sindaco. “Anche a me capita di portare delle carte dall’ufficio a casa”, ha minimizzato il deputato dell’Udc a Repubblica.
Ma non è la prima volta che la De Palma, che per questa vicenda ha ricevuto un avviso di garanzia, ha problemi con la giustizia: risulta infatti condannata in via definitiva per alterazione di stato civile, avendo falsamente attribuito la paternità di una bambina nata nel suo reparto a un suo amico. Poi Di Giandomenico ci ha ripensato, |
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La rinomata Sez. "Arte Funeraria" del Mossad ancora in azione |
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Scritto da BRC - Corsera
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Venerdì 16 Luglio 2004 01:00 |
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16 lug 07:48 Nuova Zelanda: svastiche nel cimitero ebraico 
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WELLINGTON (Nuova Zelanda) - Atti di vandalismo antisemita nel cimitero ebraico di Wellington, capitale della Nuova Zelanda. Ignoti hanno danneggiato le lapidi e disegnato una svastica sull'erba. Lo hanno reso noto le autorita' neozelandesi. Il presidente del Consiglio ebraico neozelandese, David Zwartz, ritiene che la vicenda sia collegata all'arresto, avvenuto poche ore prima, di due cittadini israeliani sotto processo per essere stati trovati in possesso di passaporti falsi e accusati dalla Nuova Zelanda di essere agenti dei servizi segreti di Israele. (Agr) | |
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Non ci sono i soldi per ammalarsi |
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Scritto da Agi
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Venerdì 16 Luglio 2004 01:00 |
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Più o meno questa è la morale del consuntivo della Corte dei Conti che considera “preoccupante” l’andamento della spesa sanitaria che grava sul bilancio pubblico. Continua a crescere l'impatto delle Regioni sul fabbisogno del settore statale. Nel 2003, segnala la Corte dei Conti, l'incremento e' stato dell'11,6%, pari a 10,779 miliardi, quasi tutto attribuibile (8,392 miliardi) alle Regioni a statuto ordinario. A preoccupare e' soprattutto l'andamento della spesa sanitaria, che neanche il Patto di stabilita' interno e' riuscito a tenere sotto controllo. I magistrati contabili, in una relazione inviata al Parlamento, segnalano il permanere nella finanza regionale di "una crisi liquidita' che trova le sue cause principali nella lievitazione dei costi del settore sanitario, nel blocco della fiscalita' regionale, nell'aumento delle competenze amministrative senza adeguato finanziamento". Con effetti dirompenti sul debito delle Regioni, che a fine 2003 risultava pari a 28,958 miliardi (di cui 12,965 miliardi a carico del bilancio dello Stato), piu' che doppio rispetto ai livelli del 1999. Quanto alla sanita', la Corte rileva che gli ultimi dati "pongono seri interrogativi sulle stime e sulla praticabilita' di percorso alla volta degli obiettivi di stabilita' perseguiti con l'accordo Governo-Regioni dell'agosto 2001". Il disavanzo 2003, pari a 2,2 miliardi, segna solo una "flessione apparente" rispetto al 2001 e al 2002, quando fu toccata rispettivamente quota 4,9 e 4 miliardi. La cifra non comprende infatti gli oneri per il rinnovo del contratto del personale del comparto, pari a 2,5 miliardi nel biennio. Un importo "destinato a pesare sui costi del prossimo anno, riguardo al quale le Regioni gia' paventano un deficit di circa 5 miliardi di euro". Anche la spesa farmaceutica continua a rimanere su livelli superiori a quelli fissati con l'accordo dell'8 agosto 2001, nonostante un certo rallentamento della crescita. Nel 2003 ha raggiunto gli 11,163 miliardi di euro, pari al 13,8% dell'intera spesa sanitaria. Il costo della spesa, e' salito del 2,3%. Un buon risultato, pagato pero' dai cittadini, con la quota di copertura a carico del servizio sanitario nazionale in discesa dal 66,5% del 2002 al 61,6% dell'anno scorso. |
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Oggi niente telefonino per due ore |
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Scritto da Beowulf
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Giovedì 15 Luglio 2004 01:00 |
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Questo l'invito di Intesa Consumatori,
associazione che riunisce in un'unica sigla ADOC, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori per prostestare contro tariffe incomprensibili e balzelli infiniti. centesimi di euro l?uno mentre in Francia il loro prezzo è sceso a 9 cent), servizi inutili, promozioni truffaldine, chiamate ai telefoni fissi a prezzi da capogiro [...] Vi è anche la vergogna del roaming internazionale, con tariffe misteriose e assenza di trasparenza sui costi a carico degli utenti italiani [...] Enormi difficoltà per conoscere il gestore a cui appartiene un numero da chiamare". Questi i punti principali per cui è stato indetto lo sciopero. Intesa Consumatori fornisce anche alcune cifre, per dimostrare l'inequità di trattamento degli utenti: 0,15 euro il costo di un SMS all'utente quando il gestore spende appena 0,001 euro; tra i 4 e i 5 euro al giorno, in media, la spesa di un italiano per il telefonino, ma di questi solo 1,5 - 2 euro sarebbero soldi effettivamente spesi per secondi reali di telefonate. |
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Ecco i nuovi padroni del calcio |
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Scritto da www.disinformazione.it
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Giovedì 15 Luglio 2004 01:00 |
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Bankitalia, quella lobby di affaristi che ha espropriato e avvilito la Lazio, in una radiografia di Giuseppe Altamore
Nella tabella mancano ancora i nomi dei rimanenti 5,83%: chi saranno costoro?
- GRUPPO CAPITALIA 11,15 % - GRUPPO UNICREDITO 10,97 % - ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 % - INPS 5,0 % - BANCA CARIGE 3,96 % - BNL 2,83 % - MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 % - CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 % - RAS 1,33 % - GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 % - GRUPPO PREMAFIN 2,0 %
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Casa Italia: scricchiola il muro del silenzio |
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Scritto da Corriere della sera
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Giovedì 15 Luglio 2004 01:00 |
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La grande stampa, malgrado la censura della sinistra, s’interessa infine all’occupazione fascista popolare in Parioli. “Nella casa occupata gli immigrati sventolano il tricolore” scrive il Corsera ma sbaglia. Nella ONC ci sono solo nostri connazionali i cui padri spesso hanno versato il sangue per l’Italia Sono arrivate sabato scorso fra lo stupore degli abitanti di via Lima, ai Parioli, ormai abituati a convivere con quel palazzo abbandonato da anni all’angolo con via Panama, ma non alle occupazioni. Quasi in silenzio, venticinque famiglie di senza casa si sono insediate al civico 51, un tempo sede di importanti aziende private, poi dell’Inps e infine della società che ha gestito la metropolitana romana fino agli anni Novanta. Un’occupazione morbida, «non conforme», come l’hanno definita i responsabili di Casa Pound, militanti di destra per il diritto alla casa, che hanno subito ribattezzato Casa Italia il palazzo di via Lima, ricoperto di bandiere tricolori appese alle finestre e ai balconi. All’interno, per ora senza luce né acqua, si sono sistemate circa settanta persone, compresi anziani e bambini: famiglie italiane, peruviane, eritree e somale. Alcuni provengono perfino dagli edifici occupati dai rivali (di sinistra) di Action, che hanno lasciato per mancanza di spazio. «Aspettiamo che vengano ad allacciare l’acqua e l’energia elettrica - spiega Aldo, uno degli occupanti - siamo stati costretti a prendere possesso di questo palazzo perché non sappiamo dove andare a vivere. Le liste d’attesa per le case popolari sono interminabili e qui c’è gente che dorme da mesi in macchina con i bambini». Al secondo piano una famiglia peruviana ha steso sul pavimento quattro materassi coperti dalle lenzuola dove un bimbo di 2 anni gioca con un trenino. Nell’ampio cortile che si affaccia sul parco di via Panama, invece, quattro uomini si danno il turno davanti al cancello, chiuso con una catena. «Temiamo che ci sgombrino, questo palazzo è di un privato che ne rivendicherà la proprietà». Ed è proprio questa la battaglia che Casa Pound si appresta a combattere. «Lo stabile è di una holding bancaria di Brescia - spiega Simone Di Stefano - chiediamo però che Regione e Comune si facciano avanti per acquistarlo e metterlo a disposizione di chi non ha un alloggio». |
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