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	<title>adnkronos, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Neologismi che fanno fico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soprattutto se è in inglese</p>
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<p>assistente sembra penalizzante</p>



<p>Lo sport non si guarda più soltanto: ma si analizza e si modella legandosi a un mondo in continua evoluzione. Ed è proprio in questa direzione che anche il mondo del lavoro si sta aprendo a nuove figure professionali, altamente specializzate, come ad esempio quella dello sport trader. Un trend legato al mercato dei prediction-market che, come confermato anche sull’International Banker supererà i 10 miliardi di dollari entro il 2030, dagli attuali circa 2 miliardi di dollari annui (+400%). Nel corso del 2026 questa nuova frontiera dello sport sarà trainata dall’evoluzione delle piattaforme di previsione e dall’integrazione di strumenti finanziari sempre più sofisticati applicati agli eventi sportivi. Secondo un&#8217;analisi del Financial Times l&#8217;aumento del trading legato allo sport ha radicalmente rimodellato l&#8217;attività sui mercati pronosticativi, soprattutto dall&#8217;inizio della stagione Nfl (National football league) 2025. I dati da ottobre 2024 a gennaio 2026, riportati su Tribuna.com, hanno mostrato che l’attenzione al settore sportivo, nel filone dei prediction-market, ha superato di misura la politica e altre categorie, sia in termini di volume di scambi che di commissioni generate.</p>



<p>A conferma del fatto che il mercato dello sport trading registri numeri da capogiro ci ha pensato anche il quotidiano britannico The Guardian che ha riportato come il volume di scambi di Kalshi (piattaforma americana leader nel mercato dei pronostici) abbia superato un miliardo di dollari durante la domenica del Super Bowl. “Oggi non si tratta più di tifare o prevedere, ma di leggere dinamiche, gestire il rischio e prendere decisioni in contesti ad alta incertezza. Negli Stati Uniti questo approccio è già strutturato e integrato nei prediction market. In Europa siamo all’inizio di un percorso culturale prima ancora che professionale. E&#8217; un cambio di mentalità che riguarda il modo in cui si osserva lo sport e si interpreta il rischio”, ha sottolineato Davide Renna, sport trader professionista tra i massimi esperti in Europa.</p>



<p>Lo sport trader non è un semplice appassionato di sport, ma un professionista che opera sugli eventi sportivi con un approccio strutturato e orientato al processo. Lavora sull’interpretazione degli scenari, sulla gestione del rischio e sulla disciplina decisionale. Non si limita a prevedere un risultato, ma costruisce una strategia basata su metodo, controllo e responsabilità personale. E&#8217; una figura che unisce cultura sportiva e capacità di governo dell’incertezza.</p>



<p>Si tratta di una &#8216;professione nuova&#8217; che è già particolarmente attiva negli Stati Uniti e che sta arrivando anche in Europa e in Italia. L’attenzione per lo sport trading, infatti, è ormai un fenomeno in netta crescita come confermato anche dalle analisi di Google Trends che dimostrano come da inizio 2026 le ricerche sul web abbiano visto picchi di interesse considerevoli soprattutto in Lazio e Lombardia.</p>



<p>“In Italia &#8211; ha aggiunto Davide Renna &#8211; sta crescendo l’interesse perché le nuove generazioni sono sempre più interessate a leggere dati, probabilità e scenari. Lo sport trading intercetta questa evoluzione: unisce passione sportiva e cultura del processo decisionale. E’ molto più che mero intrattenimento, è analisi, metodo e responsabilità personale. L’attenzione aumenta soprattutto nelle regioni con maggiore dinamismo imprenditoriale e digitale. È un segnale di maturazione culturale prima ancora che di mercato”.</p>
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		<title>I consumi rallentano</title>
		<link>https://noreporter.org/i-consumi-rallentano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa più che logica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Segno allarmante</p>



<p>L&#8217;Istat lancia l&#8217;allarme. A marzo 2026, l’indicatore di fiducia dei consumatori cala da 97,4 a 92,6 mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale (da 97,4 a 97,3). A renderlo noto è proprio l&#8217;Istituto di statistica, segnalando che tra i consumatori “si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico cade da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2 e il clima corrente diminuisce da 100,7 a 98,0”.<br>Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia invece “aumenta in tutti i comparti indagati ad eccezione del commercio al dettaglio: nella manifattura e nelle costruzioni il clima sale, rispettivamente, da 88,5 a 88,8 e da 103,1 a 103,6, nei servizi di mercato aumenta da 102,1 a 102,7 e nel commercio al dettaglio cala da 104,9 a 100,6”.<br>Secondo l’Istat, il “marcato calo” della fiducia dei consumatori è “dovuto ad un peggioramento di tutte le componenti dell’indice, ad eccezione della variabile sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale” e segnala che le componenti che registrano il peggioramento più accentuato “sono i giudizi e soprattutto le attese sulla situazione economica generale”. La fiducia delle imprese invece sconta una riduzione solo “marginale” che sintetizza “opinioni complessivamente positive nel comparto dell’industria e dei servizi di mercato e un diffuso peggioramento delle valutazioni degli imprenditori che operano nel commercio al dettaglio”.</p>



<p>Il Codacons: &#8220;Tsunami su fiducia, segnale pericoloso&#8221;<br>“La crisi in Medio Oriente si abbatte come uno tsunami sulla fiducia dei consumatori, con l’indice che a marzo registra un crollo verticale in tutti i comparti”, ha scritto il Codacons commentando i dati dell’Istat.<br>“La delicata situazione geopolitica attuale, unitamente alle ricadute dirette in Italia sul fronte dei listini dei carburanti e dei prezzi dell’energia, hanno affossato la fiducia delle famiglie, che registra a marzo un crollo peggiore di ogni aspettativa&#8221;, ha spiegato il Codacons, &#8220;l’indice sul clima economico precipita infatti da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2”.<br>Si tratta “di segnali non solo estremamente negativi per la nostra economia, ma anche pericolosi: la minore fiducia dei consumatori si traduce in una più bassa propensione alla spesa delle famiglie, cui si aggiungerà anche l’effetto del caro-prezzi nei vari settori, a partire dagli alimentari, con un effetto depressivo sui consumi nazionali”, ha concluso il Codacons.</p>



<p></p>
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		<title>Quando si dice essere arrivati alla frutta</title>
		<link>https://noreporter.org/quando-si-dice-essere-arrivati-alla-frutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>può avere anche un altro significato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Magari più secca che fresca</p>



<p>Si chiama Mind ed è un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d&#8217;oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul &#8216;Journal of Neurology Neurosurgery &amp; Psychiatry&#8217;, seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento.<br>In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind è associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell&#8217;apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l&#8217;atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall&#8217;ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale.</p>



<p>Lo schema<br>Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era già stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all&#8217;età, associati a malattie neurodegenerative come l&#8217;Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza età e anziane (età media 60 anni all&#8217;inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell&#8217;apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima.<br>Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello più alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c&#8217;era maggiore probabilità di trovare donne e laureati, e minore probabilità che vi fossero fumatori o persone con obesità. Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell&#8217;ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensità della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi più elevati nella dieta Mind sono stati associati a una più lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti è stato associato a una perdita più lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all&#8217;età e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind è risultato associato a una più lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cm³/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell&#8217;8% e a un ritardo di 1 anno nell&#8217;invecchiamento cerebrale.</p>



<p>Il jolly dei frutti di bosco e la sorpresa in negativo dei cereali integrali<br>Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento più lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch&#8217;esso associato a un aumento più lento dei volumi ventricolari e a un declino più lento della materia grigia. D&#8217;altro canto, un maggiore consumo di dolci è stato associato a una più rapida espansione ventricolare e atrofia dell&#8217;ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell&#8217;ippocampo. &#8220;Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualità come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali&#8221;, suggeriscono i ricercatori. &#8220;Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all&#8217;infiammazione e ai danni vascolari&#8221;.<br>Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino più rapido della materia grigia e del volume dell&#8217;ippocampo, e una più rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio è risultato associato a riduzioni più lente della materia grigia e del volume dell&#8217;ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e più forti nei partecipanti più anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere più vantaggiosa per chi è a maggior rischio di invecchiamento cerebrale più rapido o presenta una maggiore variabilità nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori.<br>Sono state inoltre osservate associazioni più forti per le persone che erano più attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato &#8211; precisano &#8211; è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, &#8220;questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane&#8221;.</p>
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		<title>Il materialismo che vuole spiegare il divino</title>
		<link>https://noreporter.org/il-materialismo-che-vuole-piegare-il-divino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come se la materia non fosse a sua volta veicolo e strumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>storicang.it</p>



<p>Delfi ostentava nell’antichità un grande potere simbolico, poiché lì, nel tempio di Apollo, si trovava la voce più ricercata del Mediterraneo antico. Parliamo della Pizia, sacerdotessa e oracolo, che emetteva risposte ambigue capaci di decidere tanto i destini personali quanto le guerre. La scena si ripete nelle fonti classiche. La sacerdotessa si sedeva su un tripode nell’adyton (la camera interna), respirava un pneuma (un vapore o soffio che emerge dalla terra) ed entrava in trance. La cosa straordinaria è che oggi, con i dati scientifici alla mano, quella descrizione risulta un’ipotesi più che plausibile.<br>Esiste una spiegazione geologica basata su emissioni naturali di idrocarburi &#8211; tra cui l’etilene &#8211; sotto il tempio, associate a faglie tettoniche e a una roccia calcarea porosa ricca di composti organici che suggerisce che la sacerdotessa probabilmente inalasse gas capaci di alterare il suo stato mentale, favorendo uno stato di trance che poi i sacerdoti interpretavano come messaggi divini e presagi del futuro.</p>



<p>Il pneuma e la scienza<br>In origine il racconto dei vapori “divinatori” fu scartato, poiché i primi scavi moderni (tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX) non trovarono la grande fessura che ci si aspettava sotto il tempio. E poiché a Delfi non ci sono vulcani, molti conclusero che non potesse esistere alcun gas capace di alterare la coscienza della sacerdotessa.<br>Ma la storia cambiò negli anni novanta quando il geologo Jelle Zeilinga de Boer e l’archeologo John R. Hale, insieme ad altri specialisti (chimici e tossicologi), proposero qualcosa di meno cinematografico e più geologicamente realistico. La loro ipotesi sosteneva che non fosse necessaria una grande frattura visibile, bastava una rete di microcanali in roccia porosa e l’intersezione di due faglie sotto il santuario per permettere a certi gas di risalire e influenzare chi li inalava.<br>Questo dettaglio si accorda proprio con gli scritti di autori antichi come Plutarco, sacerdote di Apollo a Delfi negli ultimi anni della sua vita. Nella sua epoca, infatti, il pneuma sembrava meno intenso rispetto al passato e l’oracolo perse prestigio con il tempo. Se il sistema di microcanali si fosse ostruito a causa di depositi minerali o per altri motivi naturali, il flusso di gas avrebbe potuto diminuire o persino estinguersi, spiegando così la perdita di influenza dell’oracolo ai tempi del maestro Plutarco.</p>



<p>Che cosa hanno trovato esattamente?<br>Lo studio dei campioni suggerisce che la roccia calcarea situata sotto il tempio è ricca di idrocarburi come metano, etano ed etilene; e l’etilene si distingue per una ragione molto specifica: ha un odore dolciastro ed è stato usato come anestetico nel XX secolo. Se si trova in concentrazioni elevate, può causare perdita di coscienza, ma, a dosi più basse, come potrebbe essere stato questo caso, derivante dall’accumulo in uno spazio poco ventilato a causa del fatto che la pietra sia porosa e permetta al gas di risalire, provoca uno stato alterato, maggiore emotività e amnesia parziale. Inoltre, l’etilene si associa perfettamente a quel carattere &#8220;profumato&#8221; che le fonti antiche descrivono.</p>



<p>Poté l’etilene “creare” l’Oracolo?<br>Il mito dell’oracolo include urla, agitazione, esaurimento successivo dopo sessioni faticose e, in rari casi, collassi. Suona come un’intossicazione?Per alcuni tossicologi, sì, poiché tali schemi ricordano gli effetti di certi inalanti (che provocherebbero euforia intensa). Pur non convalidando la profezia dell’oracolo di Delfi, questo spiega il meccanismo che poteva creare uno stato mentale ideale affinché l’ambiente circostante (sia i sacerdoti sia i fedeli) lo interpretasse come un messaggio divino.<br>Tuttavia, non tutti gli studiosi sono convinti. Le concentrazioni misurate in campioni d’acqua (per esempio, 0,3 ppm in alcune analisi) potrebbero essere state troppo basse per indurre allucinazioni; e inoltre l’etilene è leggermente più leggero dell’aria, perciò accumularlo in uno spazio aperto o ben ventilato sarebbe difficile.<br>Significa questo che l’ipotesi è sbagliata? Non necessariamente. Significa che, come spesso accade in archeologia e scienza storica, il puzzle ha pezzi dai contorni sfumati. Bisognerebbe inoltre aggiungere la preparazione psicologica, il simbolismo, il rituale e il contesto sociale come elementi altrettanto decisivi per trasformare uno stato alterato in profezia.<br>Il fatto che il tempio di Delfi fosse così imponente in questo caso potrebbe dipendere dal fatto che la sua architettura favorisse l’accumulo di gas in una camera interna e, per questo, la Pizia inalasse gas naturali (possibilmente con etilene tra essi) che alteravano la sua coscienza e contribuivano al trance descritto dagli autori antichi.</p>
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		<title>Come ottenere uno sgravio</title>
		<link>https://noreporter.org/come-ottenere-uno-sgravio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal governo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>sulle bollette</p>



<p>Un bonus da 115 euro contro il caro bollette. Arrivato il via libera da Arera, che ha definito le modalità operative per l’erogazione del contributo straordinario previsto dal dl Bollette.</p>



<p>A chi spetta e come accedere al bonus<br>Il contributo riguarda i clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026, data di entrata in vigore del decreto stesso. I destinatari del provvedimento non dovranno presentare alcuna domanda; il contributo, infatti, sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e riceventi il bonus sociale per disagio economico.<br>Il contributo &#8211; spiega Arera &#8211; sarà riconosciuto direttamente in bolletta, nella prima fattura utile successiva all’adozione del presente provvedimento, con evidenza separata rispetto alle altre voci. L’erogazione avviene a cura del fornitore o dell&#8217;esercente la maggior tutela che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche qualora il cliente abbia successivamente cambiato fornitore. Qualora dalla medesima bolletta risulti un credito a favore del cliente, questo sarà contabilizzato nelle bollette successive. In caso di interruzione della fornitura, il credito sarà corrisposto secondo le modalità previste dalla deliberazione 63/2021/R/com.</p>



<p>Bonus cumulabile: come funziona, Isee massimo<br>Arera ricorda inoltre che il contributo straordinario è cumulabile con altri sconti, quindi va ad aggiungersi alle riduzioni già previste per i beneficiari del bonus sociale elettrico. Con successivo provvedimento, l’Autorità definirà le modalità di erogazione del contributo volontario previsto dall&#8217;articolo 1, comma 2 del medesimo decreto-legge, destinato ai nuclei familiari non titolari del bonus sociale con Isee annuale non superiore a 25.000 euro.</p>
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		<title>Penuria di farmaci</title>
		<link>https://noreporter.org/penuria-di-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 22:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra difficoltà di catene di distribuzione e scarsi guadagni delle case farmaceutiche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai va avanti da qualche anno</p>



<p>C&#8217;è un alert in Europa per la carenza di oltre 600 farmaci. A lanciarlo è un nuovo report curato dal Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) e presentato al Parlamento europeo. Il lavoro di analisi è basato sui dati di 27 Paesi Ue e dell&#8217;Efta (European Free Trade Association). Dal rapporto emerge che &#8220;le carenze non sono più interruzioni episodiche, ma una caratteristica persistente del panorama farmaceutico europeo. Il 96% dei Paesi intervistati segnala carenze di medicinali e nel 70% la situazione è stagnante a un livello inaccettabilmente elevato. In oltre un terzo dei Paesi, oltre 600 medicinali sono attualmente carenti&#8221;. Le carenze &#8220;colpiscono sempre più le terapie clinicamente critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore del Glp-1 e farmaci per il sistema nervoso &#8211; si legge nel report pubblicato online &#8211; In diversi Stati una percentuale significativa delle carenze riguarda farmaci elencati come critici a livello Ue o nazionale, a dimostrazione del fatto che i farmaci critici non sono protetti dall&#8217;instabilità dell&#8217;approvvigionamento&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;impatto sui pazienti è significativo &#8211; secondo gli esperti &#8211; Tutti gli Stati membri dell&#8217;Ue che hanno risposto segnalano problemi e disagi per i pazienti, e quasi 9 su 10 segnalano interruzioni del trattamento. Per la prima volta la riduzione della fiducia dei pazienti emerge come la conseguenza più frequente delle carenze segnalate dai farmacisti, indicando un&#8217;erosione della fiducia nei farmaci e nel sistema sanitario stesso. Inoltre, i Paesi segnalano trattamenti non ottimali, aumento dei co-pagamenti, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all&#8217;altro e, in alcuni casi, eventi avversi&#8221;.</p>



<p>Secondo il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, &#8220;le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato. Non si tratta più di episodi isolati; rappresentano una pressione cronica per pazienti, farmacisti e sistemi sanitari. I farmacisti di comunità garantiscono la continuità delle cure ogni giorno, ma la resilienza non può basarsi sulla capacità dei professionisti in prima linea di assorbire le carenze sistemiche. Dobbiamo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti gli strumenti legali e operativi per agire rapidamente e in sicurezza&#8221;, ha esortato.</p>



<p>&#8220;Sebbene siano visibili alcuni miglioramenti nella governance (l&#8217;81% dei Paesi ha ora una definizione di carenza e il 74% dispone di sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti) &#8211; chiarisce il rapporto &#8211; permangono lacune significative. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri, la segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre possibile e raramente è integrata digitalmente, e la flessibilità giuridica per gestire le carenze varia notevolmente da Paese a Paese. Solo il 15% dei Paesi intervistati consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, limitando la loro capacità di garantire la continuità delle cure quando le alternative sono clinicamente appropriate&#8221;.</p>



<p>Per affrontare la crescente e sistemica natura delle carenze di medicinali, il Pgeu chiede: &#8220;Il rafforzamento del coordinamento e della resilienza dell&#8217;approvvigionamento a livello Ue; sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili; il conferimento di poteri giuridici ai farmacisti, ovvero ampliare e armonizzare i quadri di sostituzione secondo protocolli definiti, consentire risposte rapide e incentrate sul paziente durante le carenze; la tutela della fiducia dei pazienti e della sostenibilità delle farmacie, quindi riconoscere e compensare le farmacie per il tempo investito nella gestione delle carenze, ed evitare ulteriori oneri finanziari per i pazienti derivanti da sostituzioni dovute alla carenza&#8221;.</p>
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		<title>Prima di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupiamoci per il dopo!</p>
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<p>La tendenza è generale</p>



<p>Accelera l’inflazione a febbraio 2026. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo registra un aumento dell’1,6% su base annua, in crescita rispetto al +1,0% di gennaio. Su base mensile la variazione è pari a +0,8%.<br>A trainare la risalita sono soprattutto i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. In particolare, segnano un forte incremento i servizi di alloggio (+10,3%), i servizi relativi ai trasporti (+3,0%) e gli alimentari non lavorati (+3,6%).<br>Sale anche il cosiddetto ‘carrello della spesa’: la crescita su base annua passa a +2,2% (da +1,9% di gennaio). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, aumenta al +2,4% (dal +1,7%).</p>



<p>Inflazione eurozona a febbraio sale a 1,9%<br>L&#8217;inflazione annuale dell&#8217;eurozona per il mese di febbraio è attesa all&#8217;1,9% a febbraio 2026, in aumento rispetto all&#8217;1,7% registrato a gennaio, secondo una stima flash di Eurostat. Il dato supera l&#8217;aspettativa di un tasso all&#8217;1,7% ma segna un calo rispetto al 2,3% registrato a febbraio 2025. Per l&#8217;Italia, la stima per febbraio è dell&#8217;1,6%, in rialzo rispetto all&#8217;1% di gennaio 2026.</p>



<p>Escludendo energia, alimentari, alcolici e tabacco, il tasso di inflazione per il mese di febbraio 2026 è stimato al 2,4%, in aumento rispetto al 2,2% di gennaio ma in calo rispetto al 2,6% segnato a febbraio 2025. Guardando alle principali componenti dell&#8217;inflazione nell&#8217;area euro, Eurostat stima che i servizi dovrebbero registrare il tasso annuale più elevato (3,4% rispetto al 3,2% di gennaio), seguiti da alimentari, alcolici e tabacco (2,6%, stabile rispetto a gennaio), beni industriali non energetici (0,7%, rispetto allo 0,4% di gennaio) ed energia (-3,2%, rispetto al -4% di gennaio).</p>
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		<title>Come pioveva, come pioveva</title>
		<link>https://noreporter.org/come-pioveva-come-pioveva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 22:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anzi, come pioverà</p>
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<p>Trasformazioni</p>



<p>Temporali che si concentrano in pochi chilometri e in pochi minuti, capaci di mettere sotto pressione corsi d’acqua, pendii e reti di drenaggio: secondo un nuovo data-set di rianalisi meteorologica, le piogge estreme che scaricano molta acqua in un’ora stanno diventando sempre più frequenti in alcune zone d’Italia. È quanto emerge da una ricerca dell’Università degli Studi di Milano finanziata con fondi europei e realizzata in collaborazione con Consiglio nazionale delle Ricerche, il Norwegian Meteorological Institute e Rse Spa.</p>



<p>Dove e quando risultano più intense<br>Lo studio, pubblicato su Natural Hazards and Earth System Sciences, mostra che, in alcune zone della nostra penisola, gli eventi di pioggia oraria molto intensa sono quasi raddoppiati rispetto a 35 anni fa, in particolare in estate e autunno. In estate, l’incremento risulta particolarmente evidente nelle aree prealpine tra Piemonte e Valle d’Aosta, in Lombardia e in Alto Adige dove, considerando aree di circa 50×50 km, il numero medio di eventi estremi è passato da circa dieci all’anno negli anni ’90 a oltre venti nel periodo più recente. Lo stesso criterio mostra un aumento significativo anche in autunno in alcune aree costiere della Liguria, del mare Ionio e della Sardegna, dove i 2-3 episodi estremi annui tipici del passato superano oggi frequentemente la decina.</p>



<p>I ricercatori &#8211; spiega l&#8217;ateneo in una nota &#8211; hanno condotto un’analisi approfondita del periodo 1986-2022 utilizzando dati atmosferici ad alta risoluzione, chiamati rianalisi. Tali dati vengono ottenuti integrando osservazioni dirette e campi prodotti con modelli numerici basati sulle più avanzate conoscenze dei processi fisici, che permettono di ricostruire le condizioni atmosferiche passate con dettaglio orario e risoluzione spaziale di pochi chilometri. In particolare, i dati di precipitazione oraria sono stati impiegati per estrarre singoli eventi di precipitazione. In ciascuna area sono stati selezionati gli eventi estremi, ovvero quelli che superano la media nel tempo dei valori massimi di precipitazione oraria registrati ogni anno in tale area.</p>



<p>Infine, sono state identificate le zone in cui l’occorrenza degli eventi di pioggia estrema risulta in aumento rispetto ai decenni passati. Questo aumento è del resto presente in varie parti del pianeta per effetto del riscaldamento globale. Esso contribuisce a rendere i mari più caldi, aumentando l’evaporazione, e consente all’atmosfera di trattenere una maggiore quantità di vapore e di avere a disposizione più energia. Nel loro insieme, questi fattori possono indurre maggiori precipitazioni in tempi ridotti.</p>



<p>“I risultati di questa ricerca contribuiscono alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme in Italia e forniscono informazioni utili per le politiche di protezione civile, per la resilienza delle infrastrutture esistenti e la pianificazione di quelle future”, ha commentato Francesco Cavalleri, dottore di ricerca in Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e primo autore.</p>



<p>“Il lavoro prodotto ha anche evidenziato l’importanza di integrare dati osservativi tradizionali e nuove forme di dati meteo-climatici, come le rianalisi, sfruttandone le potenzialità e valutandone attentamente le possibili limitazioni. Un utilizzo più diffuso di questi strumenti è di grande importanza perché permette di migliorare notevolmente la valutazione dei rischi legati a frane, alluvioni e altri fenomeni idrogeologici estremi”, ha concluso Maurizio Maugeri, professore del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore della ricerca per l’Università degli Studi di Milano.</p>



<p></p>
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		<title>Viva la pappa pappa col po po po po pomodoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma che pomodoro d'Egitto!</p>
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<p>Derby mediterraneo</p>



<p>Dopo quelli cinesi, ecco arrivare sulle tavole degli italiani i pomodori egiziani. La recente e massiccia espansione delle importazioni di derivati del pomodoro dall&#8217;Egitto verso il mercato europeo (+88% nell&#8217;ultimo semestre 2025), oltre che come fenomeno economico o geopolitico, secondo l&#8217;esperto va analizzato anche sotto la lente della sicurezza alimentare e della prevenzione clinica.</p>



<p>Aspetti critici<br>&#8220;Il punto più critico della questione risiede nell&#8217;impiego di molecole chimiche bandite dal regolamento comunitario per la loro accertata tossicità sull&#8217;uomo. Mentre l&#8217;agricoltura italiana opera in regime di &#8216;tolleranza zero&#8217; o limiti minimi precauzionali, le analisi sui prodotti extra-Ue rivelano spesso residui di sostanze tutt&#8217;altro che tranquillizzanti. Figurano tra queste il mancozeb e il chlorpyrifos&#8221;, dice il punto per l&#8217;Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all&#8217;università Lum Giuseppe Degennaro.</p>



<p>&#8220;Il primo (mancozeb) &#8211; spiega &#8211; è un fungicida classificato come un potente interferente endocrino. La letteratura scientifica evidenzia la sua capacità di alterare la funzionalità tiroidea e interferire con il metabolismo ormonale. L’esposizione cronica, anche a bassi dosaggi, è associata, in forza di un effetto accumulo, a rischi teratogeni. Il secondo (chlorpyrifos) è invece un insetticida organofosforico la cui pericolosità per lo sviluppo neurologico, specialmente nell&#8217;infanzia, ha portato al suo bando totale in Ue nel 2020. Agisce inibendo l’acetilcolinesterasi, con potenziali danni permanenti alle funzioni cognitive e comportamentali. ​L&#8217;importazione di prodotti coltivati con queste sostanze configura un vero e proprio &#8216;dumping sanitario&#8217;, dove il risparmio alla cassa si traduce in un rischio tossicologico silente per l&#8217;organismo&#8221;.</p>



<p>​&#8221;​Difendere la filiera italiana non significa solo escludere il rischio, ma garantire un beneficio&#8221;, precisa Minelli. &#8220;Il pomodoro italiano &#8211; rimarca &#8211; non è un semplice ingrediente, ma un concentrato di molecole bioattive. Grazie alle varietà selezionate (come il San Marzano) e all&#8217;esposizione solare ottimale dei nostri territori, il contenuto di licopene è ai vertici mondiali. Questo carotenoide è un potentissimo antiossidante che protegge il sistema cardiovascolare e riduce lo stress ossidativo cellulare. La trasformazione industriale italiana (passate, concentrati) ottimizza la biodisponibilità di questa molecola, rendendola più facilmente assimilabile rispetto al prodotto crudo. I suoli italiani, spesso di origine vulcanica o ricchi di microelementi, favoriscono una sintesi superiore di vitamina C, polifenoli e flavonoidi. Questi agiscono in sinergia con il licopene, potenziando le difese immunitarie e contrastando l&#8217;infiammazione sistemica di basso grado&#8221;.</p>



<p>Legame tra etica del lavoro e sicurezza alimentare<br>Secondo l&#8217;immunologo-nutrizionista, poi, &#8220;esiste un legame indissolubile tra etica del lavoro e sicurezza alimentare. Le segnalazioni di sfruttamento del lavoro minorile e di precarie condizioni igienico-sanitarie nelle aree di raccolta del Delta del Nilo aumentano esponenzialmente il rischio di contaminazioni microbiologiche crociate. Al contrario, la filiera italiana garantisce tracciabilità e protocolli di sterilità industriale che blindano il prodotto finito, proteggendo il consumatore da patogeni che potrebbero resistere a processi di trasformazione meno rigorosi&#8221;.</p>



<p>​In conclusione, rispetto all&#8217;arrivo di pomodoro dalle Piramidi alla Penisola, &#8220;​in un&#8217;epoca in cui la medicina moderna si sposta sempre più verso la personalizzazione e la prevenzione, la scelta dei nutrienti diventa un atto clinico &#8211; avverte Minelli &#8211; Sostituire l&#8221;oro rosso&#8217; italiano con derivati provenienti da mercati deregolamentati significa esporre la popolazione a un &#8216;effetto cocktail&#8217; di pesticidi e, contemporaneamente, privarla di quegli apporti protettivi fondamentali della dieta mediterranea. ​La tutela del pomodoro italiano, con i suoi 4 miliardi di fatturato e i suoi rigorosi controlli, non è una battaglia di parte: è una misura di prevenzione primaria necessaria per la salvaguardia della salute pubblica e del nostro patrimonio biologico&#8221;.</p>
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		<title>La caduta</title>
		<link>https://noreporter.org/la-caduta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 22:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>No quella</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se non ti tieni in forma</p>



<p>Secondo gli ultimi dati della sorveglianza Passi d&#8217;Argento dell&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), circa 1 anziano su 5 (20-21%) over 65 cade almeno 1 volta all&#8217;anno, con una frequenza che aumenta con l&#8217;età e tocca il 50% tra gli ultra 80enni. Ora una scarpa &#8216;intelligente&#8217; potrebbe aiutare gli anziani a evitare molte di queste cadute. Per ora questa calzatura è solo un prototipo, sviluppato dall&#8217;ingegnere Jiayang Li dell&#8217;università di Bristol nel Regno Unito, ma presto potrebbe essere prodotta in serie.</p>



<p>Come nasce e come funziona questa invenzione<br>La storia dietro questa invenzione &#8211; racconta &#8216;The Independent&#8217; &#8211; è legata al rapporto tra Jiayang Li e il suo anziano mentore, oggi 89enne, che non riusciva più a camminare bene. Così Jiayang Li ha promesso che l&#8217;avrebbe aiutato a superare questo problema. Il punto di partenza è una suoletta interna hi-tech con centinaia di minuscoli sensori che forniscono dati in tempo reale, con la qualità di laboratorio, sull&#8217;andatura di chi la indossa. Questo flusso di dati è visualizzabile su un tablet o su un telefono cellulare. &#8220;Ho pensato che la tecnologia dei semiconduttore, che stiamo studiando, potesse effettivamente essere d&#8217;aiuto&#8221;, ha spiegato l&#8217;ingegnere.</p>



<p>&#8220;Mappare in dettaglio i movimenti delle gambe potrebbe rilevare il rischio di cadute, aiutando le persone anziane a camminare con maggiore sicurezza e al contempo a mantenere la propria indipendenza a casa&#8221;, ha proseguito Jiayang Li. I dati raccolti dai sensori vengono utilizzati per generare immagini del piede della persona, evidenziando i punti di pressione e valutando se sta camminando in modo equilibrato o se rischia di cadere. Secondo l&#8217;ingegnere, &#8220;la prevenzione delle cadute è una sfida enorme per le popolazioni anziane, quindi la possibilità di anticipare ed evitare che ciò accada grazie alla nostra invenzione è davvero entusiasmante&#8221;.</p>



<p></p>
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