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	<title>ANSA, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>ANSA, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Batman story</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 22:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A sorpresa</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per pochi </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una specie ritenuta vulnerabile in Italia e raramente monitorata in Abruzzo è stata scoperta nelle Grotte di Stiffe, nel territorio di San Demetrio ne&#8217; Vestini, in provincia dell&#8217;Aquila: si tratta del Rhinolophus euryale, noto come &#8216;pipistrello ferro di cavallo&#8217;.<br>Una colonia è stata individuata tra i circa 350 esemplari di pipistrello che popolano il complesso di grotte, uno dei siti carsici più visitati in Italia, situato nell&#8217;area del Parco regionale Sirente Velino e in prossimità del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ha coperto lo studio di Andrea Valeri, 24 anni, studente magistrale in Biologia Ambientale all&#8217;Università dell&#8217;Aquila, pubblicato sulla rivista Check List- The Journal of Biodiversity Data, nell&#8217;ambito di un progetto sulla chirotterofauna coordinato da Enrico Lunghi, del dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell&#8217;ambiente dello stesso ateneo.<br>&#8220;La specie è detta ferro di cavallo per la caratteristica foglia nasale, che consente l&#8217;emissione di ultrasuoni, a differenza di altre specie che utilizzano la bocca&#8221;, dice Valeri.<br>La presenza di questa specie in Abruzzo è scarsamente documentata, probabilmente a causa della mancanza di monitoraggi mirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo &#8220;l&#8217;osservazione sistematica nel tempo è fondamentale&#8221;, sottolinea Valeri. Secondo lo studioso, R. euryale è classificato come specie vulnerabile in Italia e la presenza di una colonia numerosa nelle Grotte di Stiffe conferisce al sito un rilevante valore conservazionistico a livello regionale.<br>&#8220;Non esistono dati completi sulla consistenza della popolazione in Italia, ma si ipotizza un declino dovuto all&#8217;impatto delle attività umane e alla perdita di habitat&#8221;, aggiunge Valeri. Tra i fattori di rischio vengono indicati l&#8217;agricoltura intensiva e l&#8217;uso di pesticidi e fertilizzanti. &#8220;La presenza di un rifugio come quello delle Grotte di Stiffe è quindi di grande rilievo, soprattutto in Abruzzo, dove la specie non era stata segnalata in modo significativo&#8221;, conclude Valeri. Lunghi osserva infine che &#8220;la conoscenza è la nostra arma migliore per proteggere la biodiversità&#8221; e che lo studio rappresenta un primo passo per salvaguardare questa specie e rafforzare le attività di monitoraggio e tutela della chirotterofauna nella regione. Nel complesso delle Grotte di Stiffe, con questa scoperta salgono a quattro le specie di pipistrelli presenti, su circa 24 segnalate in Abruzzo.</p>
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		<title>Dedicato ai Pink Floyd</title>
		<link>https://noreporter.org/dedicato-ai-pink-floyd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fan a otto zampe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aracnide</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dedicato ai Pink Floyd un nuovo ragno scoperto in Colombia: è lungo pochi millimetri ma è in grado di catturare prede fino a sei volte più grandi.<br>Il suo nome è Pikelinia floydmuraria, un chiaro riferimento sia all&#8217;habitat in cui vive, le fessure dei muri, sia al celebre album della band &#8216;The wall&#8217;.<br>L&#8217;identikit è pubblicato sulla rivista Zoosystematics and Evolution da un gruppo di ricerca sudamericano guidato dall&#8217;Istituto venezuelano di ricerche scientifiche.<br>Il nuovo ragno misura dai 3 ai 4 millimetri di lunghezza, ma nonostante le dimensioni contenute potrebbe svolgere un ruolo significativo nel controllo dei parassiti domestici. Analisi condotte su P. floydmuraria e su una popolazione affine indicano che la sua una dieta è composta principalmente da formiche, mosche, zanzare e coleotteri. I ricercatori hanno scoperto che i ragni Pikelinia catturano e consumano formiche fino a sei volte più grandi del proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori ipotizzano che, costruendo le loro tele vicino alle luci artificiali, i ragni abbiano sviluppato un adattamento strategico per intrappolare efficacemente gli insetti che sono attratti dalla luce.<br>La scoperta di P. floydmuraria rappresenta la seconda specie del genere Pikelinia registrata in Colombia. I ricercatori auspicano ulteriori analisi molecolari e dietetiche basate sul Dna per ricostruire la storia evolutiva del ragno, determinarne con certezza l&#8217;origine biogeografica e quantificarne appieno il potenziale come regolatore naturale dei parassiti urbani.</p>
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		<title>Prendersi cura</title>
		<link>https://noreporter.org/prendersi-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 22:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è mai detta l'ultima parola</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">altra eccellenza italiana</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel settore farmaceutico, la quota di brevetti detenuta dall&#8217;Unione Europea è passata dal 31% nel 2010 al 20% attuale, mentre gli Stati Uniti registrano un incremento dal 31% al 34%.<br>Ancora più marcata la crescita della Cina, che passa dal 17% al 28% (Fonte World Intellectual Patent Organization), confermando una forte accelerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo.<br>&#8220;Nonostante questo scenario, l&#8217;Italia mostra segnali positivi nel campo delle Scienze della Vita. Nel periodo 2021-2025 rispetto al quinquennio precedente (fonte European Patent Office), si registra un incremento medio del 22% delle domande di brevetto, con una crescita ancora più significativa nell&#8217;industria farmaceutica, pari al 26%, superiore sia alla media dei principali Stati europei (+10%) sia ad altri settori industriali nazionali (+11%)&#8221;. A sottolinearlo in occasione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, è il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto geopolitico difficile come quello attuale &#8220;è quanto mai acceso il dibattito sul ruolo strategico dei brevetti come indicatore chiave della capacità innovativa e competitiva dei sistemi economici. I dati più recenti evidenziano un cambiamento negli equilibri globali, con una crescita significativa negli Stati Uniti e in Cina e un calo della quota europea. L&#8217;Europa, che sta proseguendo nel portare avanti politiche antistoriche che riducono la proprietà intellettuale laddove altre Nazioni la aumentano, rischia di perdere ancora terreno in un ambito strategico come quello farmaceutico. È necessario rafforzare gli investimenti in ricerca, semplificare i processi e valorizzare la proprietà intellettuale come leva di sviluppo e competitività&#8221;, ha dichiarato Cattani.<br>&#8220;L&#8217;Italia dimostra che, quando si investe nelle Scienze della Vita, i risultati arrivano. Dobbiamo consolidare questa traiettoria positiva, sostenendo il trasferimento tecnologico, incentivando la ricerca e assicurando un quadro normativo competitivo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sono quasi umani</title>
		<link>https://noreporter.org/sono-quasi-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Darwin aveva torto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Evoluzione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Documentato il primo caso di &#8216;guerra civile&#8217; tra scimpanzé, che ha portato alla scissione della più grande comunità conosciuta al mondo in due gruppi rivali: un evento rarissimo che, secondo studi genetici, si verificherebbe in media ogni 500 anni.<br>Il conflitto, segnato anche dall’uccisione di esemplari adulti e cuccioli, è stato ricostruito grazie a trent’anni di osservazioni sul campo nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda. I risultati dello studio, che offrono nuove chiavi di lettura per comprendere le dinamiche dei conflitti anche tra gli esseri umani, sono pubblicati su Science da un gruppo di ricerca guidato dall&#8217;antropologo Aaron Sandel dell&#8217;Università del Texas a Austin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità di scimpanzé di Ngogo si è dimostrata coesa per i primi vent&#8217;anni dello studio. Nel 2015, però, sono emersi i primi segnali di polarizzazione: i gruppi occidentale e centrale hanno iniziato a evitarsi sempre più. Questo cambiamento ha coinciso con una riorganizzazione della gerarchia di dominanza maschile ed è avvenuto un anno dopo la morte di diversi maschi adulti, che probabilmente fungevano da &#8216;ponti&#8217; mantenendo coesa la comunità più ampia. La scissione si è completata nel 2018, quando gli scimpanzé hanno dato vita a due gruppi distinti (occidentale e centrale) con territori separati. A quel punto è seguita una serie di attacchi mortali da parte del gruppo occidentale contro membri di quello centrale. Tra il 2018 e il 2024, i ricercatori hanno osservato direttamente, o ricostruito con alto grado di certezza, sette attacchi contro maschi adulti e 17 contro cuccioli. &#8220;Ciò che colpisce particolarmente &#8211; sottolinea Sandel &#8211; è che gli scimpanzé stanno uccidendo ex membri del proprio gruppo. Le nuove identità di gruppo stanno prevalendo su relazioni cooperative che esistevano da anni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte specie di primati, i grandi gruppi si dividono regolarmente in gruppi più piccoli, spesso riducendo la competizione per le risorse. Ma negli scimpanzé, le scissioni permanenti sono molto rare. L&#8217;unico caso precedentemente segnalato risale agli anni Settanta a Gombe, in Tanzania, durante il lungo studio di Jane Goodall. Ma quel caso è rimasto oggetto di dibattito, in parte perché gli scimpanzé venivano nutriti dai ricercatori.<br>&#8220;Se le dinamiche relazionali da sole possono generare polarizzazione e conflitti letali negli scimpanzé, senza linguaggio, etnia o ideologia, allora negli esseri umani questi marcatori culturali potrebbero essere secondari rispetto a qualcosa di più fondamentale&#8221;, afferma Sandel. &#8220;Se ciò fosse vero, potremmo avere la possibilità di ridurre i conflitti sociali nelle nostre vite personali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Imagine</title>
		<link>https://noreporter.org/imagine-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I wonder if you can</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non è solo cervello</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immaginazione non è la mera riproduzione nel cervello di determinate percezioni sensoriali, bensì un’attività più complessa che coinvolge funzioni cognitive di livello superiore che ci aiutano a imparare, pianificare ed evitare pericoli senza doverne necessariamente fare esperienza diretta.<br>Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Neuron dai ricercatori della Nothwestern University negli Stati Uniti.<br>&#8220;Quando si chiede a qualcuno di immaginare il suono di una festa di compleanno per bambini, non si limita a sentirlo, ma visualizza automaticamente anche la scena&#8221;, osserva il neurologo Rodrigo Braga, coordinatore dello studio. &#8220;È logico che l&#8217;immaginazione operi in questo spazio olistico di livello superiore, dato che la usiamo per pianificare, comprendere e ipotizzare&#8221;.<br>+<br>I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver sottoposto otto volontari alla risonanza magnetica funzionale per valutare l&#8217;attività del loro del cervello mentre immaginavano diversi scenari. Per ciascun partecipante sono state mappate le reti sensoriali e associative nel cervello, confrontando poi l&#8217;attività cerebrale durante l&#8217;immaginazione con l&#8217;attività durante la percezione effettiva. Si è così scoperto che l&#8217;attività cerebrale correlata all&#8217;immaginazione e quella legata alla percezione si sovrappongono nelle aree associative di livello superiore, non nelle aree sensoriali primarie. &#8220;<br>Quando le persone immaginano scene complesse o un dialogo interiore, la maggiore sovrapposizione con la percezione si verifica nelle fasi successive, dove la sensazione è già stata trasformata in significato&#8221;, sottolinea Braga. &#8220;Queste aree associative sono particolarmente interessanti perché sono notevolmente più estese nel cervello umano rispetto ai nostri antenati evolutivi più prossimi; inoltre permettono agli esseri umani di fare cose in cui siamo particolarmente avanzati, come comunicare usando il linguaggio&#8221;.<br>I partecipanti allo studio hanno riferito di percepire immagini mentali molto più vivide durante l’immaginazione di scene e sensazioni uditive altrettanto realistiche quando pensavano a discorsi o parole.</p>
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		<title>Quelle case evacuate</title>
		<link>https://noreporter.org/quelle-case-evacuate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto il ponte di Genova</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuova destinazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le case degli sfollati dal crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto 2018 diventano alloggi di student e social housing.<br>Saranno pubblicati oggi sul sito della partecipata comunale Spim spa due bandi per l&#8217;assegnazione di venti alloggi in via Porro 5 destinati allo student housing e di altri 20 per il social housing.<br>&#8220;Il diritto alla casa è al centro del nostro programma di governo della città &#8211; commenta l&#8217;assessore comunale alle Politiche della casa Davide Patrone &#8211; nonostante i tagli del governo a questo importante capitolo di finanza pubblica, come amministrazione stiamo investendo sulle politiche della casa, sul social housing e student housing: gli alloggi che andiamo a mettere a bando implementano l&#8217;offerta destinata non solo a studenti, ma anche a nuclei familiari che necessitano di un supporto concreto, un welfare abitativo innovativo che può contribuire anche alla rigenerazione sociale di un quartiere particolarmente colpito dal post crollo del viadotto Morandi&#8221;.<br>Tra gli immobili messi a bando da Spim nella zona tra via Porro e Campasso, 66 nuovi posti letto saranno destinati agli studenti, 28 gli alloggi per over 65, 18 per giovani coppie under 35 e altrettanti per single under 35, 21 per famiglie numerose e 12 per categorie speciali e assistenza alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il Duce si diverte</title>
		<link>https://noreporter.org/il-duce-si-diverte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 22:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era la vigilia del pesce d'aprile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In anticipo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;aula del Senato dove il 31 marzo si è tenuta la riunione col Commissario Ue per il Clima Wopke Hoekstra per accedere alla Wi-Fi bisognava digitare una password contenente la parola &#8216;Dux&#8217;. Omaggiare il Duce &#8211; anche se lo si fa per scherzo, cosa peraltro tutto da dimostrare &#8211; denota cattivo gusto ragguardevole e scarso rispetto delle istituzioni.<br>Siamo sicuri che anche il presidente del Senato La Russa la pensa come noi e diamo per scontato che si sia già adoperato per evitare che una simile ridicolaggine si ripeta&#8221;.<br>Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.<br>Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama, le password dei sistemi wifi al Senato sono generate in maniera automatica da un software che assembla caratteri e numeri in maniera del tutto casuale.</p>
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		<title>La nostra donna pilota</title>
		<link>https://noreporter.org/la-nostra-donna-pilota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 22:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poco più che bambina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Giovanissima</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ritrovare la mia faccia in tv o sui giornali mi fa un po’ effetto, però ne sono fiera”, dice con un pizzico di imbarazzo Linda Calistri che, a 24 anni, ha ricevuto il premio “Fiorenza de Bernardi”, come la più giovane ad aver conseguito la licenza di pilota di linea.<br>Un traguardo che arriva al termine di una formazione iniziata presto, quando ancora adolescente aveva deciso che il volo sarebbe stato il suo futuro. La passione nasce in famiglia. “Mio padre voleva fare il pilota, quindi è sempre stato un lavoro ‘ideale’ di cui si parlava a casa”, racconta all&#8217;ANSA.<br>Poi la scoperta personale: “Mi piaceva guidare, lo skateboard, la moto, la bici, ma soprattutto avere una visione dall’alto. Da lì ho capito che volevo fare questo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il liceo scientifico, la scelta di una scuola di volo e il trasferimento a 18 anni a Forlì. Un ambiente prevalentemente maschile – “ero l’unica ragazza in classe” – che però non ha mai rappresentato un ostacolo. “Le donne pilota sono circa il 5% nel mondo, ma non credo sia una questione di genere, se ti piace lo fai”.<br>Il primo volo di linea, nel maggio 2023 sulla tratta Roma-Atene: “Mi vergognavo tantissimo di parlare in pubblico. Il comandante mi aveva scritto l’annuncio e io dovevo solo leggerlo”. Oggi a quella timidezza si unisce anche tanta consapevolezza del ruolo: “Ti rendi conto che sei tu a portare 180 persone a destinazione”. Una quotidianità fatta di turni irregolari, sveglie all’alba e giorni che “non hanno più un nome né un numero”, come perdere la bussola del proprio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nonostante cambino sempre le condizioni, il vento, le rotte, è proprio questo che mi piace del lavoro”. La giovane età invece non sempre è stata condizione positiva, soprattutto da parte dei passeggeri, “non conoscono il percorso che c’è dietro, ma se sei lì è perché hai studiato e sei pronta”, dice con fermezza. Adesso Linda guarda al futuro e tra i prossimi obiettivi il lungo raggio e nuovi aeroporti in cui atterrare: “Mi piacerebbe andare verso nord, attraversare l&#8217;Atlantico”.</p>
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		<title>The answer my friend</title>
		<link>https://noreporter.org/the-answer-my-friend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 22:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>is blowing the wind</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;11 aprile 1961: Bob Dylan debutta a New York.</p>
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		<title>D&#8217;Artagnan</title>
		<link>https://noreporter.org/dartagnan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritrovati i suoi resti?</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Che fu Maresciallo sotto il Re Sole</p>



<p class="wp-block-paragraph">I resti di Charles de Batz de Castelmore &#8211; ovvero il quarto moschettiere d&#8217;Artagnan &#8211; potrebbero essere stati finalmente ritrovati in una chiesa nei pressi di Maastricht, provando così la teoria della storica francese Odile Bordaz.<br>Lo riportano diversi media olandesi, come DutchNews.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La studiosa ha infatti ipotizzato nel 2008 che d&#8217;Artagnan potesse essere stato sepolto &#8220;in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra&#8221;, nella chiesa adiacente all&#8217;accampamento militare francese di Wolder. D&#8217;Artagnan, capo del corpo d&#8217;élite dei gentiluomini del re Luigi XIV, morì in battaglia nel 1673 durante l&#8217;assedio francese di Maastricht, probabilmente a causa di una ferita provocata da un proiettile di moschetto. La sepoltura non fu registrata negli archivi della chiesa e non fu mai stata trovata alcuna altra prova. Ma a febbraio il pavimento della chiesa è crollato, portando alla luce uno scheletro, con ciò che restava di un proiettile di moschetto all&#8217;altezza del petto e una moneta francese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il corpo è stato trovato dove un tempo si trovava l&#8217;altare&#8221;, ha detto il diacono Jos Valke a L1Nieuws.<br>&#8220;Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango&#8221;, ha aggiunto. Il Dna prelevato dai denti dello scheletro è attualmente in fase di confronto con quello di un discendente di un membro della famiglia De Batz. D&#8217;Artagnan era il braccio destro di Luigi XIV per questioni di spionaggio, missioni segrete e protezione personale. Quando la notizia della sua morte giunse al re, disse alla moglie Maria Teresa: &#8220;Ho perso d&#8217;Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura storica poco conosciuta, divenne famoso in tutto il mondo solo in seguito alla pubblicazione dell&#8217;opera di Alexandre Dumas, &#8216;I tre moschettieri&#8217;, nel 1844. Il libro &#8211; poco attinente alla realtà &#8211; inquadra D&#8217;Artagnan come il quarto moschettiere, insieme ad Aramis, Porthos e Athos e lo ha reso davvero immortale: a Maastricht, ad esempio, c&#8217;è una sua statua che lo ritrae in quanto simbolo di &#8220;coraggio e amicizia&#8221;</p>
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