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	<title>ANSA, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>ANSA, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Sono quasi umani</title>
		<link>https://noreporter.org/sono-quasi-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Darwin aveva torto</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/sono-quasi-umani/">Sono quasi umani</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
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<p>Evoluzione?</p>



<p>Documentato il primo caso di &#8216;guerra civile&#8217; tra scimpanzé, che ha portato alla scissione della più grande comunità conosciuta al mondo in due gruppi rivali: un evento rarissimo che, secondo studi genetici, si verificherebbe in media ogni 500 anni.<br>Il conflitto, segnato anche dall’uccisione di esemplari adulti e cuccioli, è stato ricostruito grazie a trent’anni di osservazioni sul campo nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda. I risultati dello studio, che offrono nuove chiavi di lettura per comprendere le dinamiche dei conflitti anche tra gli esseri umani, sono pubblicati su Science da un gruppo di ricerca guidato dall&#8217;antropologo Aaron Sandel dell&#8217;Università del Texas a Austin.</p>



<p>La comunità di scimpanzé di Ngogo si è dimostrata coesa per i primi vent&#8217;anni dello studio. Nel 2015, però, sono emersi i primi segnali di polarizzazione: i gruppi occidentale e centrale hanno iniziato a evitarsi sempre più. Questo cambiamento ha coinciso con una riorganizzazione della gerarchia di dominanza maschile ed è avvenuto un anno dopo la morte di diversi maschi adulti, che probabilmente fungevano da &#8216;ponti&#8217; mantenendo coesa la comunità più ampia. La scissione si è completata nel 2018, quando gli scimpanzé hanno dato vita a due gruppi distinti (occidentale e centrale) con territori separati. A quel punto è seguita una serie di attacchi mortali da parte del gruppo occidentale contro membri di quello centrale. Tra il 2018 e il 2024, i ricercatori hanno osservato direttamente, o ricostruito con alto grado di certezza, sette attacchi contro maschi adulti e 17 contro cuccioli. &#8220;Ciò che colpisce particolarmente &#8211; sottolinea Sandel &#8211; è che gli scimpanzé stanno uccidendo ex membri del proprio gruppo. Le nuove identità di gruppo stanno prevalendo su relazioni cooperative che esistevano da anni&#8221;.</p>



<p>In molte specie di primati, i grandi gruppi si dividono regolarmente in gruppi più piccoli, spesso riducendo la competizione per le risorse. Ma negli scimpanzé, le scissioni permanenti sono molto rare. L&#8217;unico caso precedentemente segnalato risale agli anni Settanta a Gombe, in Tanzania, durante il lungo studio di Jane Goodall. Ma quel caso è rimasto oggetto di dibattito, in parte perché gli scimpanzé venivano nutriti dai ricercatori.<br>&#8220;Se le dinamiche relazionali da sole possono generare polarizzazione e conflitti letali negli scimpanzé, senza linguaggio, etnia o ideologia, allora negli esseri umani questi marcatori culturali potrebbero essere secondari rispetto a qualcosa di più fondamentale&#8221;, afferma Sandel. &#8220;Se ciò fosse vero, potremmo avere la possibilità di ridurre i conflitti sociali nelle nostre vite personali&#8221;.</p>



<p></p>
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		<title>Imagine</title>
		<link>https://noreporter.org/imagine-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I wonder if you can</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è solo cervello</p>



<p>L&#8217;immaginazione non è la mera riproduzione nel cervello di determinate percezioni sensoriali, bensì un’attività più complessa che coinvolge funzioni cognitive di livello superiore che ci aiutano a imparare, pianificare ed evitare pericoli senza doverne necessariamente fare esperienza diretta.<br>Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Neuron dai ricercatori della Nothwestern University negli Stati Uniti.<br>&#8220;Quando si chiede a qualcuno di immaginare il suono di una festa di compleanno per bambini, non si limita a sentirlo, ma visualizza automaticamente anche la scena&#8221;, osserva il neurologo Rodrigo Braga, coordinatore dello studio. &#8220;È logico che l&#8217;immaginazione operi in questo spazio olistico di livello superiore, dato che la usiamo per pianificare, comprendere e ipotizzare&#8221;.<br>+<br>I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver sottoposto otto volontari alla risonanza magnetica funzionale per valutare l&#8217;attività del loro del cervello mentre immaginavano diversi scenari. Per ciascun partecipante sono state mappate le reti sensoriali e associative nel cervello, confrontando poi l&#8217;attività cerebrale durante l&#8217;immaginazione con l&#8217;attività durante la percezione effettiva. Si è così scoperto che l&#8217;attività cerebrale correlata all&#8217;immaginazione e quella legata alla percezione si sovrappongono nelle aree associative di livello superiore, non nelle aree sensoriali primarie. &#8220;<br>Quando le persone immaginano scene complesse o un dialogo interiore, la maggiore sovrapposizione con la percezione si verifica nelle fasi successive, dove la sensazione è già stata trasformata in significato&#8221;, sottolinea Braga. &#8220;Queste aree associative sono particolarmente interessanti perché sono notevolmente più estese nel cervello umano rispetto ai nostri antenati evolutivi più prossimi; inoltre permettono agli esseri umani di fare cose in cui siamo particolarmente avanzati, come comunicare usando il linguaggio&#8221;.<br>I partecipanti allo studio hanno riferito di percepire immagini mentali molto più vivide durante l’immaginazione di scene e sensazioni uditive altrettanto realistiche quando pensavano a discorsi o parole.</p>
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		<title>Quelle case evacuate</title>
		<link>https://noreporter.org/quelle-case-evacuate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto il ponte di Genova</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuova destinazione</p>



<p>Le case degli sfollati dal crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto 2018 diventano alloggi di student e social housing.<br>Saranno pubblicati oggi sul sito della partecipata comunale Spim spa due bandi per l&#8217;assegnazione di venti alloggi in via Porro 5 destinati allo student housing e di altri 20 per il social housing.<br>&#8220;Il diritto alla casa è al centro del nostro programma di governo della città &#8211; commenta l&#8217;assessore comunale alle Politiche della casa Davide Patrone &#8211; nonostante i tagli del governo a questo importante capitolo di finanza pubblica, come amministrazione stiamo investendo sulle politiche della casa, sul social housing e student housing: gli alloggi che andiamo a mettere a bando implementano l&#8217;offerta destinata non solo a studenti, ma anche a nuclei familiari che necessitano di un supporto concreto, un welfare abitativo innovativo che può contribuire anche alla rigenerazione sociale di un quartiere particolarmente colpito dal post crollo del viadotto Morandi&#8221;.<br>Tra gli immobili messi a bando da Spim nella zona tra via Porro e Campasso, 66 nuovi posti letto saranno destinati agli studenti, 28 gli alloggi per over 65, 18 per giovani coppie under 35 e altrettanti per single under 35, 21 per famiglie numerose e 12 per categorie speciali e assistenza alle persone.</p>



<p></p>
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		<title>Il Duce si diverte</title>
		<link>https://noreporter.org/il-duce-si-diverte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 22:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era la vigilia del pesce d'aprile</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In anticipo</p>



<p>Nell&#8217;aula del Senato dove il 31 marzo si è tenuta la riunione col Commissario Ue per il Clima Wopke Hoekstra per accedere alla Wi-Fi bisognava digitare una password contenente la parola &#8216;Dux&#8217;. Omaggiare il Duce &#8211; anche se lo si fa per scherzo, cosa peraltro tutto da dimostrare &#8211; denota cattivo gusto ragguardevole e scarso rispetto delle istituzioni.<br>Siamo sicuri che anche il presidente del Senato La Russa la pensa come noi e diamo per scontato che si sia già adoperato per evitare che una simile ridicolaggine si ripeta&#8221;.<br>Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.<br>Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama, le password dei sistemi wifi al Senato sono generate in maniera automatica da un software che assembla caratteri e numeri in maniera del tutto casuale.</p>
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		<title>La nostra donna pilota</title>
		<link>https://noreporter.org/la-nostra-donna-pilota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 22:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poco più che bambina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giovanissima</p>



<p>Ritrovare la mia faccia in tv o sui giornali mi fa un po’ effetto, però ne sono fiera”, dice con un pizzico di imbarazzo Linda Calistri che, a 24 anni, ha ricevuto il premio “Fiorenza de Bernardi”, come la più giovane ad aver conseguito la licenza di pilota di linea.<br>Un traguardo che arriva al termine di una formazione iniziata presto, quando ancora adolescente aveva deciso che il volo sarebbe stato il suo futuro. La passione nasce in famiglia. “Mio padre voleva fare il pilota, quindi è sempre stato un lavoro ‘ideale’ di cui si parlava a casa”, racconta all&#8217;ANSA.<br>Poi la scoperta personale: “Mi piaceva guidare, lo skateboard, la moto, la bici, ma soprattutto avere una visione dall’alto. Da lì ho capito che volevo fare questo”.</p>



<p>Dopo il liceo scientifico, la scelta di una scuola di volo e il trasferimento a 18 anni a Forlì. Un ambiente prevalentemente maschile – “ero l’unica ragazza in classe” – che però non ha mai rappresentato un ostacolo. “Le donne pilota sono circa il 5% nel mondo, ma non credo sia una questione di genere, se ti piace lo fai”.<br>Il primo volo di linea, nel maggio 2023 sulla tratta Roma-Atene: “Mi vergognavo tantissimo di parlare in pubblico. Il comandante mi aveva scritto l’annuncio e io dovevo solo leggerlo”. Oggi a quella timidezza si unisce anche tanta consapevolezza del ruolo: “Ti rendi conto che sei tu a portare 180 persone a destinazione”. Una quotidianità fatta di turni irregolari, sveglie all’alba e giorni che “non hanno più un nome né un numero”, come perdere la bussola del proprio tempo.</p>



<p>“Nonostante cambino sempre le condizioni, il vento, le rotte, è proprio questo che mi piace del lavoro”. La giovane età invece non sempre è stata condizione positiva, soprattutto da parte dei passeggeri, “non conoscono il percorso che c’è dietro, ma se sei lì è perché hai studiato e sei pronta”, dice con fermezza. Adesso Linda guarda al futuro e tra i prossimi obiettivi il lungo raggio e nuovi aeroporti in cui atterrare: “Mi piacerebbe andare verso nord, attraversare l&#8217;Atlantico”.</p>
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		<title>The answer my friend</title>
		<link>https://noreporter.org/the-answer-my-friend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 22:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>is blowing the wind</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;11 aprile 1961: Bob Dylan debutta a New York.</p>
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		<title>D&#8217;Artagnan</title>
		<link>https://noreporter.org/dartagnan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritrovati i suoi resti?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che fu Maresciallo sotto il Re Sole</p>



<p>I resti di Charles de Batz de Castelmore &#8211; ovvero il quarto moschettiere d&#8217;Artagnan &#8211; potrebbero essere stati finalmente ritrovati in una chiesa nei pressi di Maastricht, provando così la teoria della storica francese Odile Bordaz.<br>Lo riportano diversi media olandesi, come DutchNews.</p>



<p>La studiosa ha infatti ipotizzato nel 2008 che d&#8217;Artagnan potesse essere stato sepolto &#8220;in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra&#8221;, nella chiesa adiacente all&#8217;accampamento militare francese di Wolder. D&#8217;Artagnan, capo del corpo d&#8217;élite dei gentiluomini del re Luigi XIV, morì in battaglia nel 1673 durante l&#8217;assedio francese di Maastricht, probabilmente a causa di una ferita provocata da un proiettile di moschetto. La sepoltura non fu registrata negli archivi della chiesa e non fu mai stata trovata alcuna altra prova. Ma a febbraio il pavimento della chiesa è crollato, portando alla luce uno scheletro, con ciò che restava di un proiettile di moschetto all&#8217;altezza del petto e una moneta francese.</p>



<p>&#8220;Il corpo è stato trovato dove un tempo si trovava l&#8217;altare&#8221;, ha detto il diacono Jos Valke a L1Nieuws.<br>&#8220;Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango&#8221;, ha aggiunto. Il Dna prelevato dai denti dello scheletro è attualmente in fase di confronto con quello di un discendente di un membro della famiglia De Batz. D&#8217;Artagnan era il braccio destro di Luigi XIV per questioni di spionaggio, missioni segrete e protezione personale. Quando la notizia della sua morte giunse al re, disse alla moglie Maria Teresa: &#8220;Ho perso d&#8217;Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto&#8221;.</p>



<p>Figura storica poco conosciuta, divenne famoso in tutto il mondo solo in seguito alla pubblicazione dell&#8217;opera di Alexandre Dumas, &#8216;I tre moschettieri&#8217;, nel 1844. Il libro &#8211; poco attinente alla realtà &#8211; inquadra D&#8217;Artagnan come il quarto moschettiere, insieme ad Aramis, Porthos e Athos e lo ha reso davvero immortale: a Maastricht, ad esempio, c&#8217;è una sua statua che lo ritrae in quanto simbolo di &#8220;coraggio e amicizia&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;egocerebro</title>
		<link>https://noreporter.org/legocerebro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'utilitarista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quello che non ti fa essere generoso</p>



<p>Individuata la regione del cervello dove nasce l&#8217;incoerenza morale di chi predica bene e razzola male: si tratta della corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC), che ha il compito di integrare le informazioni pesando onestà e tornaconto personale per guidare le nostre azioni.<br>Il risultato, che potrebbe avere importanti implicazioni per l&#8217;istruzione e l&#8217;intelligenza artificiale, è pubblicato sulla rivista Cell Reports dai ricercatori dell&#8217;Università della scienza e della tecnologia della Cina.<br>&#8220;La coerenza morale è un processo biologico attivo&#8221;, osserva il ricercatore Xiaochu Zhang. &#8220;Essere una &#8216;persona morale&#8217; richiede che il cervello integri la conoscenza morale nel comportamento quotidiano, un processo che può fallire anche in persone che conoscono perfettamente il principio morale&#8221;.</p>



<p>Per identificare le regioni cerebrali associate all&#8217;incoerenza morale, i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per scansionare il cervello di alcuni volontari durante un compito che richiedeva loro di valutare l&#8217;onestà e il profitto. I partecipanti potevano guadagnare più denaro essendo disonesti, ma dovevano anche valutare il proprio comportamento su una scala da 1 a 10 che andava da &#8216;estremamente immorale&#8217; a &#8216;estremamente morale&#8217;. Il team ha poi monitorato l&#8217;attività cerebrale dei partecipanti mentre giudicavano la moralità di altre persone impegnate nello stesso compito.</p>



<p>Nelle persone moralmente coerenti, ovvero che giudicavano se stesse e gli altri secondo gli stessi standard morali, la corteccia vmPFC si attivava in modo simile sia durante il compito comportamentale che durante quello di giudizio. Tuttavia, nei partecipanti moralmente incoerenti (coloro che giudicavano immorale l&#8217;imbroglio altrui ma valutavano il proprio in modo più indulgente) la vmPFC risultava meno attiva durante il compito comportamentale e meno connessa alle regioni cerebrali coinvolte nel processo decisionale e nella moralità. Per scoprire se l&#8217;attività della vmPFC avesse un ruolo causale, i ricercatori l&#8217;hanno stimolata in alcuni partecipanti, tramite un metodo non invasivo chiamato stimolazione transcranica a interferenza temporale, prima che questi eseguissero compiti comportamentali e di giudizio. I risultati hanno dimostrato che la stimolazione della vmPFC ha portato a livelli più elevati di incoerenza morale.<br>&#8220;Gli individui che mostrano incoerenza morale &#8211; sottolinea Zhan &#8211; non sono necessariamente ciechi ai propri principi morali; semplicemente, a livello biologico, non riescono a considerarli e applicarli nel proprio comportamento morale&#8221;.</p>
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		<title>Napul&#8217;è</title>
		<link>https://noreporter.org/napule/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Non per niente lì hanno fatto fallire la Banca Rothschild</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è sempre un&#8217;idea geniale</p>



<p>È nata e cresciuta a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, ed ora lavora alla Apple Academy che proprio nel Polo della Federico II decise di aprire la sua sede italiana nel 2016.<br>Roberta Napolitano è oggi una product owner, responsabile di prodotto, e, insieme a tanti altri, festeggia i dieci anni del Polo federiciano.</p>



<p>&#8220;Io sono cresciuta qui, la mia famiglia vive a San Giovanni da quattro generazioni e la nostra casa è a pochi minuti da questa struttura &#8211; racconta &#8211; ricordo che quando ero piccola mio nonno aspettava la realizzazione del campus e diceva sempre che si doveva investire in questo territorio perché sarebbe arrivata l&#8217;università&#8221;. La famiglia di Roberta gestiva il bar della zona, il bar che era il riferimento per i tanti lavoratori della fabbrica conserviera Cirio, poi dismessa.</p>



<p>&#8220;Quando la fabbrica chiuse &#8211; ricorda Roberta &#8211; si percepì subito il vuoto, un vuoto che è stato colmato dalla Federico II grazie alla quale il quartiere è rinato e tutto questo mi scalda il cuore perché qui ora si vede il futuro e questo cambiamento lo si percepisce anche nelle interazioni quotidiane: la gente del posto, che ad esempio gestisce attività commerciali, come i bar, le trattorie, prova a parlare inglese per confrontarsi con i tanti studenti anche stranieri che frequentano le Academy del Polo di San Giovanni&#8221;.</p>



<p>E così l&#8217;area ex Cirio da fabbrica abbandonata  (in foto) si è trasformata in fabbrica dei saperi considerata &#8216;best practice&#8217; a livello europeo, che ospita anche uno dei computer quantistici più potenti a livello internazionale. In quei corridoi dove nel &#8216;900 si lavorava il pomodoro oggi si sviluppano applicazioni, si realizza il futuro. E proprio in quei corridoi si muove Roberta che qui è entrata nell&#8217;anno accademico 2018-2019. &#8220;Ho imparato tutto da zero, ho scoperto un mondo completamente diverso che mi ha fatto capire come la tecnologia risolva problematiche molto umane&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/napule/">Napul&#8217;è</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
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		<title>Fronte della nostalgia</title>
		<link>https://noreporter.org/fronte-della-nostalgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 22:08:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci compravamo i giornalini e le figurine</p>
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<p>Un&#8217;iniziativa in Abruzzo</p>



<p>Contro una crisi che sembra non avere fine, un piccolo comune abruzzese corre ai ripari e si schiera a difesa delle edicole, ultimo baluardo dell&#8217;informazione tradizionale, fatta di carta e persone, di incontro e socialità.<br>Fossacesia, paese della costiera adriatica, &#8216;salva&#8217; i giornalai e vara il provvedimento che esenta i gestori dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico.</p>



<p>Un&#8217;iniziativa proposta dal sindaco Enrico Di Giuseppantonio &#8211; e approvata nei giorni scorsi all&#8217;unanimità dal consiglio comunale &#8211; che diventa &#8220;un esempio da seguire&#8221; e che è valsa al comune sulla costa dei Trabocchi, 6.400 abitanti, il plauso del sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri con delega all&#8217;informazione e all&#8217;editoria, Alberto Barachini. Il senatore ha telefonato al primo cittadino per esprimere il proprio apprezzamento. &#8220;Un aiuto concreto dal territorio per sostenere un comparto ancora decisivo per il sistema dell&#8217;informazione &#8211; le parole del senatore -. L&#8217;auspicio è che altri Comuni seguano questo esempio, mentre a livello nazionale prosegue il lavoro a sostegno delle edicole e dell&#8217;intero settore editoriale&#8221;.</p>



<p>Il provvedimento arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, segnato da un calo delle vendite e da numerose chiusure di edicole in tutto il Paese. &#8220;Ho molto gradito la telefonata e le parole di stima del sottosegretario Barachini &#8211; la replica del sindaco Di Giuseppantonio -, ma ho apprezzato soprattutto il gesto istituzionale di un rappresentante del governo che chiama uno dei tanti sindaci italiani per riconoscere una scelta compiuta nell&#8217;interesse della propria città e dell&#8217;Italia. È stato un confronto lungo e significativo, nel quale abbiamo condiviso la consapevolezza di quanto le edicole rappresentino ancora oggi un presidio fondamentale di informazione, pluralismo e coesione sociale. La nostra decisione nasce dalla volontà di sostenere concretamente questi punti di riferimento per i cittadini, in una fase di grande difficoltà per l&#8217;intero comparto&#8221;.</p>



<p>Commentando il provvedimento subito dopo l&#8217;approvazione, Di Giuseppantonio ha parlato di segnale chiaro e forte evidenziando che &#8220;i comuni devono fare la loro parte per sostenere le edicole, che rappresentano un presidio fondamentale di informazione e di socialità. Offrire l&#8217;occupazione di suolo pubblico a costo zero significa creare un&#8217;opportunità concreta per chi intende investire e contribuire a mantenere vivo il centro cittadino. È un atto di responsabilità verso il commercio locale e verso il diritto dei cittadini ad avere punti di accesso all&#8217;informazione&#8221;.</p>
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