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	<title>Francesco Torri, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>Francesco Torri, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Si combatta per</title>
		<link>https://noreporter.org/si-combatta-per/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una presa di coscienza</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Se quella che viviamo è la linea tracciata per il futuro, le previsioni sono tutto fuorché buone. C’è bisogno di una comune presa di coscienza.<br>Si combatta per la libertà della Palestina,e del suo popolo.<br>Si combatta per la Libertà dell’Ucraìna, e del suo popolo.<br>Si combatta per la libertà dell’Europa, avvilita dal tentacolismo a stelle e strisce, e da un sentore d’impotenza.<br>Si combatta per l’onore di tutti i popoli che non hanno chinato il capo dinanzi alla piovra del materialismo, dell’usurocrazia, delle politiche e delle guerre folli in nomi dell’uguaglianza e della sovvertiva Democrazia.<br>Si combatta affinché vengano riaffermati i puri valori.<br>Si combatta per instaurare un’aristocrazia spirituale.<br>Si combatta il Grande Fratello, ergo, il sionismo-americano e il neo-Grande Fratello Cinese.<br>Si combatta nel nome di Europa Nazione.<br>Si combatta per un’Europa che sia volontà di potenza, volontà d’essere.<br>Si combatta per un’ Europa che si fondi sul mito &#8211; da quello d’Europa, a quello di Roma e Berlino, da Enea ad Ulisse &#8211; e sulla cultura europea, culla di civiltà e tradizioni secolari.<br>Si combatta fortemente il mondo moderno.<br>Si combatta tale, come si fa con un cancro. (É di ciò che si tratta).<br>Si combattano i dis-valori quali soggettivismo e materialismo -imperativi della modernità-.<br>Si combatta l’uguaglianza formale, la quale col “1789”, e con lo Stato rifacentesi a quei principi, induce all’agonizzante controllo sul popolo, che diventa massa. Contrapponendosi nettamente ad un sistema gerarchico e spirituale. Il quale, indusse ad una concatenazione di autorità, volte al rispetto e alla nobilitazione dell’ uomo -e non del mero individuo e poi consumatore- facente parte del popolo e non della massa.<br>Si sia ardita avanguardia.<br>Si sia parte della Rivoluzione.</p>
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		<title>La sagra dell&#8217;inchino fuori porta</title>
		<link>https://noreporter.org/la-sagra-dellinchino-fuori-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 22:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani, tra rutti e lazzi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da quando si dette pubblica riconoscenza di una mistificata liberazione, da quel 25 aprile 1946 ad oggi, ogni anno vien’essa celebrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 aprile, rappresenta la caduta di tutti quegli ideali europei, di quella Rivoluzione, la quale, ebbe luogo in quella culla di civiltà, di cultura, (l’Europa), nella prima metà del ‘900, covata e voluta fortemente. Questa data porta con sé, lo svilimento di quei valori nazional-rivoluzionari, per quanto concerne la propria nazione, e in un’ottica europea, potrebbero essi esser definibili continental-rivoluzionari; “rei” essi, d’aver dato i natali ad un’Europa forte ed indipendente, che di lì in poi s’è vista passare il testimone ad un’Europa formalmente americanizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rapporti di forza sonosi tramutati in un rapporto di subalternità nei confronti dell’America, da parte dell’Europa. Una sudditanza, quella del vecchio continente –inteso ente politico- che ha incarnato congiunturalmente, sotto ogni qualsivoglia ambito i dogmi intrinsechi nella storia meta-politica americana, chiaramente quest’ultimi paradossali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">America quintessenza di una democrazia che porta con sé solo democratiche illusioni mistificatrici, che fa dunque, di democrazia, della dottrina liberale i capisaldi dei propri principi transnazionali; è la terra laddove, legamente vi si può far la spesa muniti d’armi da fuoco. È lo stesso ente politico che s’erge a liberatore, ma allo stesso tempo, fa, o fece, delle bombe strumento mediante cui appunto, decostituire i tedeschi, perché di ciò si tratta, uccidere i tedeschi, non “liberare” –se di liberazione s’intende- gli italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento americano allora riflette non altro che la volontà di lorsignori d’imporre i loro dettami in tutto il mondo. L’americano oggi, idealizzato in una concezione che scinde dal singolo individuo, viene malcompreso dalla pubblica opinione, da un lato vien’esso mitizzato come liberatore, dall’altro viene riconosciuto come protagonista, o meglio antagonista, di quel processo di globalizzazione –oggi multipolarismo- e capitalismo, è tale il più puerile dei qualunquismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera occupazione, quella non visibile ai più, a coloro i quali vivono con la bende sugl’occhi, è iniziato proprio quel 25 aprile; l’Italia, l’Europa, sono da allora succubi dell’imposizione a stelle e strisce. Il concetto di democrazia, è oltremaniera schizzato all’estrema ratio; è propriamente più corretto parlare di democratura, più che di democrazia. Con suddetto termine, s’intende –stando a Treccani- “un regime politico improntato alle regole formali della democrazia, ma ispirato nei comportamenti a un autoritarismo sostanziale”, in tal caso, concettuale. È un paese l’italia, ove oramai: anti-fascismo, anti-razzismo, anti-capitalismo –condivisibili o meno &#8211; sono considerati valori imprescindibili; viene in tal modo meno, il concetto alla base di democrazia; ciò perché, aggiungendo a talune categorie il prefisso “anti”, si implica subordinatamente ed implicitamente, che una categoria, quale essa che sia, sia di per sé errata, e qundi, idealmente da ghettizzare, privandone di conseguenza un potenziale confronto politico e sociale.</p>
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		<title>Spettatori non paganti</title>
		<link>https://noreporter.org/spettatori-non-paganti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 22:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A proposito di sistema</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In questo marasma ideologico, si sente spesso tirato in causa il tanto demonizzato “sistema”. L’uomo-massa orizzontale, lobotomizzato da pubblicità e velati indottrinamenti, non trovando alcuna via risolutiva al suo stato (incosciente) d’essere, s’aggrappa al termine “sistema”, non essendo neppur pienamente conscio di cosa realmente significhi.<br>Per carpire a fondo l’eziologia del termine, scindendo dalla terminologia dei dizionari, mi viene incontro, in ambito meta-letterario, il ‘Big Brother’ orwelliano.<br>Il sistema è tutto ciò che inconsapevolmente ci circonda, plasmando le nostre esistenze, questo perché; tale non si limita a tentacolizzare futili diatribe politiche, bensì lo fa anche con i social, con lo sport, con l’abbigliamento tendenziale e su tutti con l’influenza di pensiero volta all’omogenizzazione delle menti.<br>Ad ogni modo, il perché di ciò, è chiaro, il fine ultimo del sistema, come precedentemente asserito, sussiste nel renderci dei completi automi omogeneizzati, privi di identità e incapaci di ragionare fuori dagli schemi del pensiero corretto.<br>La decomposizione sovrastrutturale di massa non è dunque colpa del sistema, come comunemente si sente sostenere, dagli stessi automi assoggettati da esso, bensì é la loro indifferenza nei confronti di quest’ultimo.<br>In quanto facenti parte di un mondo permeato da disfunzionalità sociale, siamo spettatori non paganti di un mutamento antropologico che vede la sana cultura a carattere nazional- identitaria rovesciata dalla cultura panmixista, definibile come la trasposizione di ciò che é il cosmopolitismo, in sostanza é quella pratica di mescolanza culturale. Emerge,in quei pochi consci del disfattismo contemporaneo,la necessità di imboccare una via oppositiva agli imperativi del nostro tempo, un sano differenzialismo idealista, slegato dalla logica material-consumistica, teorizzata da Junger, come passaggio al bosco.</p>
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		<title>Udine: che pagliacciata!</title>
		<link>https://noreporter.org/udine-che-pagliacciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 22:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il chiasso assurdo dovuto al gesto di Maignan</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla bolla mediatica venutasi a creare in seguito alla partita tra Udinese e Milan-tanto in voga da occupare più spazio di argomento che trovo francamente più importanti, come ad esempio: il conflitto sul fronte ucraìno, piuttosto che quello palestinese, o la situazione nel Mar rosso o gli altri svariati problemi che affliggono il nostro paese &#8211; si può chiaramente dire che è oltremodo assurda.<br>Durante la partita disputatasi domenica scorsa, vinta all’ultimo istante dalla compagine rossonera, parte della tifoseria friulana si è resa protagonista di cori razzisti, rivolti all’estremo difensore ospite; non fosse mai successo!<br>Tale gesto dei friulani ha smosso particolarmente gli animi e sembra aver colpito a fondo nel cuore di molte persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che però, ai più sfugge, è che lo stadio, più precisamente la curva (quel settore centralizzante il cuore del tifo di ogni città), è per tradizione un luogo, anzi, tende ad assumere caratteri tali per definirlo non luogo; all’interno del quale lo sfottò rivolto ad opposta fazione ed avversari è pane per i denti per una tifoseria.<br>Ancora, ciò che chi si sente particolarmente toccato non comprende, sta nel fatto che la tifoseria opera per il bene della sua squadra, quindi attraverso: cori, fomento o ciocchesia aiuta, o quantomeno tenta di portare alla vittoria la sua squadra; ciò passa in seconda analisi dalla destabilizzazione dell’avversario, sono dunque una serie di fattori volti a disturbarlo, in questo caso Maignan, portiere di colore a risentirne. L’insulto però, non è un un insulto razzista in quanto tale, perché vi vuole essere volontariamente razzista, quanto più un insulto volto a destabilizzare, e così è stato.<br>Per spiegare meglio, se in porta ci fosse stato un portiere, per fare un esempio, basso, l’insulto sarebbe stato certamente rivolto alla sua bassa statura. Ciò è la dimostrazione logica, che gli insulti rivolti agli avversari non mirano alla demonizzazione dell’essenza di esso stesso, quanto più esclusivamente alla sua destabilizzazione per una volontà maggiore, la vittoria della propria squadra. Non è il primo caso di fenomeno razzista all’interno di uno stadio, e c’è da starne certi, non sarà l’ultimo; certo è che però, in passato calciatori oggetti di razzismo, hanno semplicemente ignorato il fatto, andando avanti e stando al gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gesto del portiere del Milan, invece è insignificante, anche perché, se avesse realmente voluto lanciare un messaggio schietto e preciso, che lo giustificasse, avrebbe dovuto quantomeno non rientrare in campo. Ciò sì, avrebbe almeno dimostrato la sua fermezza, invece ha fatto prontamente rientro nel terreno di gioco.<br>Contribuendo così, ad una strumentalizzazione di uno dei pochi apparati sociali (la curva) che mantiene ancora salda la sua purezza, ancora non intaccata dalla demogogia del pensiero unico e corretto!</p>
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		<item>
		<title>Massa e potenze</title>
		<link>https://noreporter.org/massa-e-potenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo che muta</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/massa-e-potenze/">Massa e potenze</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La società è in costante movimento verso la più estrema piattezza, nella quale risulta oggi&nbsp; necessario omologarsi per non incombere nel rischio di trovarsi emarginato. È interessante analizzare come l’essere umano, il piu raffinato vivente che la terra abbia ospitato, possa non accorgersi di questo quadro terrorizzante.<br>Bisogna partire però a ritroso, dai secoli passati, per cercare di dare una spiegazione pressoché plausibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Negli ultimi decenni del ‘800</strong> grazie ad una serie di riforme attuate che porteranno poi all’ urbanizzazione, all’ industrializzazione, vengono a delinearsi i contorni che rendono attuabile la definizione di società di massa. Suddetto sistema, in quegli anni incombe nella popolazione come  una sorta di provvidenza, siccome l’uomo acquisisce centralità, muta la sua essenza, intraprende relazioni sociali in agglomerati eterogenei. Egli viene a contatto con una serie di mezzi a lui sconosciuti, che siano di trasporto, informazione o comunicazione, che senza ombra di dubbio si  pongono come cardini della civiltà futura(ergo, la nostra), mostrandosi al passato presente come una mano santa dal cielo. Questo grande passo verso il futuro, pone le radici per una inimmaginabile crisi identitaria in atto oggi, e che allora non era neppure nei presupposta, gli uomini si trovavano in una condizione nella quella erano totalmente soggiogati e sedotti  istituzioni nazionali, apparati statali, i quali esercitavano una mascherata pressione sempre più impattatante su di essi, arrivandone a plasmare addirittura le scelte. Eccoosi definiti i contorni di quella che oggi è definita società di massa, e che si rispecchia nella definizione di aggregato eterogeneo di persone viste per lo più come mero consumatore, privo di autocoscienza, di identità culturale e personale facilmente manipolabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo nuovo sistema cambia radicalmente stile di vita</strong>, l’uomo del XXI sembra indossare un paraocchi, che lo “difenda” dal suo perenne stato d’incoscienza. Da un lato è impressionante come la circolazione di notizie passi da un polo all’estremo opposto infrangendo qualsiasi unità spazio-temporale, esso porta poi alla creazione del cosiddetto “villaggio globale”, ossia una privazione di confine, dove la massa è l’intero globo, é il mondo dove è possibile riscontrare il medesimo servizio sia se ci si trova in un paesino dislocato dai grandi nuclei centralizzati, sia in uno di essi stessi. Il panorama sociale è pervaso da un pietoso stato di astrazione, dove la concretezza dei fatti ,fatica a trovare spazio, anzi è del tutto aliena, in netta contrapposizione con il modus operandi dell’uomo nuovo, interessato esclusivamente all’apparire piuttosto che all’essere; curante solo della logica odierna valorizzante like, commenti,tag, seguente la logica del dover esserci, seppur mediaticamente, si intende quindi il bisogno di appartenere a questo mondo fittizio virtuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tornando all’analisi </strong>della società e ai fattori che portano a ciò; è evidente che ci sia stato oggi un’avanzamento dell’ imperialismo globale(globalizzazione), ne consegue una mutazione antropologica- sociologica della popolazione occidentale in Europa e in America alquanto pressante, questo porta nei pochi “immuni”, oggi posti in una posizione radicalmente reazionaria ed identitaria, ad uno stato di di angoscia, per il passato ed inquietudine per un mondo nel quale non ci si rispecchia, per citare i latini, possiamo porre l’esempio di Virgilio, il quale nelle Bucoliche, rappresentava un passato glorioso, ormai lontano. Oppure Foscolo, il quale nel sonetto Alla Sera andava ricordando il passato e quindi la sua terra, nella quale non vi farà più ritorno. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ragion per cui ad oggi, nasce la necessità della creazione di un terzo polo indipendente </strong>dall’egemonia dell’imperialismo americo-cinese , le attuali potenze extraeuropee che operano sulla società, questo terzo polo è l’Europa, autonoma e autocentrata, la logica autonoma si pone oggi come unica ancora di salvataggio per coloro che rifiutano il compromesso sociale , per il presente, ma con un occhio alla generazione a noi prossima. Tuttavia le nazioni europee ad oggi sembrino non essere attrezzate per attuare in sistema economico politico pari a quello americano e cinese.<br>Perché l’Europa si risvegli.</p>
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		<title>Risvegliare una forza addormentata</title>
		<link>https://noreporter.org/risvegliare-una-forza-addormentata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Torri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricollegarsi alle idee</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Viviamo il tempo della non identità, dell’atrofia intellettuale . Per identità s’intende&nbsp; non altro che il complesso di ciò che nelle branche sociali delle scienze, viene definito come concezione che una persona ha di sé stessa sul piano individuale e su quello sociale, sostanzialmente definiamo identità l&#8217;insieme di caratteristiche specifiche che rendono l&#8217;individuo unico e inconfondibile, l’insieme di queste caratteristiche, garantiscono o quantomeno dovrebbero garantire la possibilità di riconoscersi in un qualcosa di superiore .<br>Il tempo che viviamo oggi è volto alla rimozione di ogni barriera, di ogni confine; è chiaramente in atto una snaturalizzazione identitaria, globalizzazione ed atlantismo sono 2 dei fattori impattanti dell’odierna società .</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hegel<br></strong>In questo mondialismo, l’unico modo per rimarcare la propria identità e non quello che la società di massa( frutto di quel processo industriale portato allo stremo)  porta a definire l’individuo privo di essa, visto come mero consumatore privo quindi di personalità; é nutrire intellettualmente il proprio Io, sviluppando alché la forza delle idee. Quest’ultima slegata va, dal concetto di ideologia ; poiché taluno ci dice Marx,  sussiste nel sistema concettuale e interpretativo che costituisce la base politica di un movimento, di un partito o di uno stato; nella stessa linea d’onda nella concezione borghese tale concetto sta nel complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società o di un gruppo sociale in un determinato periodo storico. È chiaro come la visione sociale e politica filo marxista rispetto alla visione borghese siano chiaramente in antitesi, tuttavia entrambi presentano un quadro ideologico, seppur con piccole ed ovvie variazioni , aventi alla base lo stesso concetto; ecco come l’ideologia rischia d’essere un’ingessatura delle idee, una generalizzazione . É dunque necessario risalire alla base della storia dell’umanità, spiegata da Hegel tramite quelli che lui definisce circoli dialettici. Alla base della storia umane v’é infatti la netta contrapposizione fra tesi, ossia IDEA in sé, confutata in un secondo momento da un’antitesi , IDEA fuori di sé, che fa esperienza del mondo, dal confronto di tali poli opposti si arriva alla formulazione , nel momento della sintesi, di IDEA che ritorna in sé. Partente dunque da un’argomentazione iniziale, migliorata da una confutazione ed infine elaborata. Hegel mi è utile per chiarire che, bisogna risalire ai punti fermi, ai principi chiave dell’ umanità, che oggi sembrano esser soppiantati dall’ estremizzazione generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Risvegliare</strong><br>Il voler imporre il pensiero , e dunque l’ideologia, sono i motivi per cui è bene slegare il concetto di idea a quello di ideologia , é il più ricorrente problema che persiste nei nostri giorni . <br>Tale processo avviene sistematicamente in ogni  ambito, dalla televisione , dalle leggi ( fortunatamente respinte) e quant’altro. In tale marasma, bisogna dunque risvegliare una forza addormentata- e questo va bene agli occhi del grande sistema -, intrisa dentro ognuno di noi , ovvero, il coraggio delle posizioni scomode, stimolare la  scintilla che arde e fuoriesce dal nostro interno dalla contrapposizione di visioni del mondo diametralmente opposte; non aver dunque paura del confronto , dell’ esser definito  anormale , seppur nella tua normalità.<br>È necessario, come diceva Evola, nei suoi Orientamenti, possedere il lusso di avere un carattere, sviluppare l intransigenza di un’idea; ed ecco perché l’idea si pone spiritualmente in un gradino superiore rispetto all’ideologia, questo può esser lucidamente analizzato nella crisi ideologica della società, quello che accade è un’ imposizione ideologica da parte di quelle fazioni dominanti facenti parte della nuova classe borghese, basti vedere all’impatto mediatico che negli ultimi anni hanno riscontrato la tematiche gender, woke, femminista, la questione eco ambientale, e chi più ne ha più ne metta .<br>Fattore principale per il quale oggi sentiamo ripetutamente ribadire “l’ideologia é morta”, non mi sento di confermare, bensì sono convinto che essa sia tutt’al più anestetizzata, succede ciò perché privata della propria  libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Situazione paradossale<br></strong>La più grande vittoria, per i più, ottenuta dopo il secondo conflitto mondiale, o altri eventi come la Rivoluzione francese , è la conquista della democrazia, secondo la quale ognuno è libero di professare la propria, sempre che non si sfoci nell’opposto contrario. É chiaro come però tale sistema viene applicato quando fa comodo. Come scriveva Orwell, nella Fattoria degli Animali, Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono uguali più altri , metaforicamente ad oggi questo concetto lo si può applicare all’idea. Mi spiego, ci sono idee, quelle innocue che vengono accettate, al contempo, l’idea diversa non va bene , ed è bene che ciò venga compreso dal popolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Partire dai punti fermi e andare oltre<br></strong>In conclusione, tornando alla fisionomia morale ed intellettuale dell’ uomo anti-borghese, egli per definirsi tale deve far altro che partire dai punti fermi, dal mito, il quale contraddistingue la cultura europea, vedi il mito di Iliade, di Ulisse , di Roma, di Berlino, e da taluni trarne insegnamento ( ad esempio il mos maiorum) apprenderne e comprenderne il significato ed escogitare metodi per rendere essi attuabili nella propria persona, nella speranza di sviluppare un’idea trasversale e verticale, anziché  orizzontale e piatta. <br>Questa risulta esser ad oggi l’unica strada percorribile per uscire da un vortice omologante , nel quale è impossibile mantenere  salda la questione identitaria. Tali mie espresse posizioni, e non solo mie, ritenute dalla massa, come estremamente radicali, si pongono in quella che è la società odierna , in realtà come ardita avanguardia impopolare.</p>
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