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	<title>RaiNews, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>RaiNews, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Quando uno ama fare il delatore&#8230;</title>
		<link>https://noreporter.org/quando-uno-ama-fare-il-delatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver fatto liberare Ilaria Salis...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ecco di cosa si vana Bonelli</p>



<p>È stata arrestata a Roma Carla Zambelli, la deputata brasiliana di origini italiane ricercata dall&#8217;Interpol per una condanna a dieci anni di carcere in Brasile.<br>Zambelli (in foto), membro del partito dell&#8217;ex presidente Jair Bolsonaro, ha la cittadinanza italiana. Era fuggita dal Brasile dopo che nel maggio scorso era stata condannata con l&#8217;accusa di aver partecipato a un attacco hacker al sistema giudiziario nazionale.</p>



<p>La Corte suprema verde-oro aveva richiesto, a giugno, la sua estradizione in Brasile ma, secondo quanto riporta il sito del quotidiano Folha de São Paulo, non dovrebbe tornare immediatamente nel suo paese. Prima la giustizia italiana dovrà esaminare la richiesta del Brasile e decidere se soddisfa i requisiti dei trattati firmati tra i due paesi. La richiesta di estradizione brasiliana è stata fatta dal giudice della Corte suprema, Alexandre de Moraes, che ha disposto la detenzione definitiva di Zambelli, oltre alla perdita del mandato parlamentare, impegnandosi tuttavia a non sottoporre la parlamentare a condizioni degradanti, come riporta la giornalista Mônica Bergamo della Folhade São Paulo.</p>



<p>Dopo il suo arrivo in Italia, il 5 giugno scorso, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra aveva scritto sui social: &#8220;Carla Zambelli è in una casa a Roma. Ho comunicato alla polizia l&#8217;indirizzo ed in questo momento la polizia ha identificato Zambelli&#8221;. In un&#8217;intervista a Repubblica la deputata aveva ribadito la sua innocenza: &#8220;Non c&#8217;è nessuna prova contro di me. Sono stata incastrata. Io sono la più votata in Brasile, ho preso un milione di voti. Sono una perseguitata politica. Il giudice che mi ha condannato è un dittatore&#8221;.</p>
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		<title>Terap IA</title>
		<link>https://noreporter.org/terap-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 22:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evoluzione scontata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci governeranno gli algoritmi</p>



<p>Produrre vaccini precisi in tempi record grazie anche all&#8217;Ia. E&#8217; la promessa della Reverse Vaccinology 3.0, tecnologia al descritta su &#8216;Nature Reviews Microbiology&#8217; in un articolo firmato da Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Emanuele Andreano, responsabile del Laboratorio di Sierologia della stessa Fondazione, insieme a Jason McLellan dell&#8217;università del Texas, Usa. &#8220;Negli ultimi 25 anni abbiamo visto evolvere profondamente il modo di sviluppare i vaccini &#8211; spiega Rappuoli &#8211; Con la Reverse Vaccinology 3.0 integriamo genomica, immunologia e intelligenza artificiale per identificare antigeni e progettare vaccini in modo molto più rapido e razionale. L&#8217;Ia ci permette di analizzare grandi quantità di dati biologici e di individuare nuovi bersagli vaccinali in tempi che fino a pochi anni fa erano impensabili. E&#8217; un cambiamento profondo nel modo in cui possiamo studiare i patogeni e sviluppare nuove strategie di prevenzione&#8221;.</p>



<p>Da un quarto di secolo a oggi, ricostruisce lo scienziato, &#8220;la vaccinologia ha vissuto tre grandi rivoluzioni. La prima è stata la Reverse Vaccinology introdotta nel 2000, che ha utilizzato l&#8217;analisi genomica per individuare antigeni protettivi dei patogeni. La seconda fase ha sfruttato lo studio degli anticorpi monoclonali umani per comprendere quali parti del virus o del batterio siano davvero responsabili della protezione immunitaria. La Reverse Vaccinology 3.0 aggiunge a questi strumenti la potenza dell&#8217;intelligenza artificiale e della modellistica strutturale. I dati sugli anticorpi e sugli antigeni possono essere analizzati con modelli computazionali avanzati, riducendo drasticamente i tempi necessari per identificare nuovi bersagli vaccinali e allo stesso tempo aumentando la qualità, sicurezza e stabilità dei prodotti che vengono disdegnati. Il metodo è stato applicato allo studio del virus Mpox, consentendo di identificare un nuovo antigene neutralizzante, denominato OPG153, attraverso modelli di previsione strutturale basati su AlphaFold e successivamente confermato con tecniche di microscopia strutturale&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;integrazione tra biologia e IA potrebbe aprire una nuova fase nella progettazione di vaccini, anticorpi, e terapie immunologiche&#8221;, prospetta il Biotecnopolo. &#8220;Questo approccio rappresenta un campo ancora emergente, ma con un grande potenziale per il futuro della medicina. Le stesse tecnologie potrebbero essere applicate anche ad altri ambiti della ricerca biomedica, dalla progettazione di anticorpi terapeutici fino allo sviluppo di nuove strategie contro tumori e malattie autoimmuni. La pubblicazione su Nature Reviews Microbiology &#8211; si legge in una nota &#8211; conferma il contributo della Fondazione alla ricerca internazionale sulle nuove tecnologie vaccinali e sull&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale nella biomedicina&#8221;.</p>
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		<title>Fortunatamente non c&#8217;era la Sharia</title>
		<link>https://noreporter.org/fortunatamente-non-cera-la-sharia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 22:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una porca fortuna!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Esperimento cinese</p>



<p>Un uomo di 56 anni con grave insufficienza epatica è rimasto quasi 3 giorni collegato chirurgicamente a un fegato di maiale in attesa di un trapianto di fegato da donatore sano.<br>La procedura senza precedenti (detta di perfusione extracorporea) non è stata ancora oggetto di una pubblicazione scientifica ma è anticipata sul sito della rivista Nature.</p>



<p>I chirurghi hanno collegato l&#8217;uomo a un fegato di maiale esterno al suo corpo, in modo che potesse filtrare i prodotti di scarto nocivi del sangue. Scollegato dal sistema, il paziente ha poi ricevuto un fegato umano e si sta riprendendo bene, afferma Lin Wang, uno dei chirurghi che hanno guidato l&#8217;intervento svolto a gennaio presso l&#8217;Ospedale Xijing dell&#8217;Università Medica dell&#8217;Aeronautica Militare di Xi&#8217;an, in Cina.<br>La procedura di perfusione è una terapia ponte salvavita, che consente al paziente di aspettare un organo da un donatore umano. Finora questo tipo di procedura era stata tentata sperimentalmente solo su pazienti in coma irreversibile.<br>Il ricevente in Cina soffriva di epatite B cronica, una grave malattia epatica e il suo fegato presentava danni causati dall&#8217;alcol, con conseguente e improvvisa insufficienza epatica.<br>Era stato ricoverato a Shanghai per un mese prima che l&#8217;équipe di Wang lo curasse. In assenza di un organo da donatore disponibile, i chirurghi hanno deciso, con il consenso dell&#8217;uomo e della sua famiglia, di testare se un fegato di maiale potesse sostituire le funzioni del suo fegato in difficoltà.<br>Il fegato di maiale conteneva sei modificazioni genetiche per renderlo compatibile e quindi ridurre il rischio di reazioni di rigetto, ed è stato fornito dall&#8217;azienda ClonOrgan Biotechnology di Chengdu. Per collegarlo al corpo del paziente i chirurghi hanno &#8216;collegato&#8217; dei tubi a una vena della gamba dell&#8217;uomo. Il suo sangue è stato deviato attraverso il fegato di maiale per rimuovere i prodotti di scarto nocivi che si accumulano a causa dell&#8217;insufficienza epatica. I medici hanno affermato che non vi erano segni di rigetto dell&#8217;organo e che la funzionalità epatica dell&#8217;uomo aveva iniziato a migliorare.<br>Naturalmente, si legge su Nature, bisognerà aspettare di conoscere i dettagli della sperimentazione per capire se la procedura è sicura e riproducibile.</p>
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		<title>Saltare la burocrazia</title>
		<link>https://noreporter.org/saltare-la-burocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 22:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È dunque vero che sabbiamo cambiato marcia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi la UE prova a imporlo</p>



<p>Costituzione di una società entro 48 ore con un costo massimo di 100 euro, procedure completamente digitali e un piano europeo di azionariato per i dipendenti che consentirà alle imprese di offrire stock option con un unico schema valido in tutta l&#8217;Ue. Sono i pilastri della EU Inc., il nuovo quadro societario che la Commissione europea si appresta a svelare il 18 marzo con la proposta sul 28esimoregime.</p>



<p>Lo schema, secondo una bozza visionata dall&#8217;ANSA, sarà opzionale e prevede una società europea a responsabilità limitata con regole armonizzate per rafforzare la competitività di startup e scale-up.<br>La proposta non modifica il fisco né le leggi sul lavoro ma mira a superare la frammentazione burocratica, uno dei maggiori ostacoli alla competitività dei 27.</p>
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		<title>Nasce un mito</title>
		<link>https://noreporter.org/nasce-un-mito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 22:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra eroismo e romanticismo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 22 marzo 1831 viene istituita la Legione straniera francese.</p>
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		<title>Il futuro è dottoressa</title>
		<link>https://noreporter.org/il-futuro-e-dottoressa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 22:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Forse anche il presente</p>



<p>Tra cinque anni sei medici su dieci, tra quelli in attività, saranno donne. È quanto emerge da una proiezione sui dati della demografia medica elaborati, come ogni anno, dal Ceo e della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in occasione dell’8 marzo.</p>



<p>“Due sono i risultati che saltano all’occhio guardando i numeri – spiega il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – il primo è che abbiamo raggiunto l’apice della cosiddetta ‘gobba pensionistica’, siamo cioè nel pieno dell’ondata di pensionamenti, anzi la curva ha già iniziato a scendere. Sono infatti ben 52563 i colleghi, uomini e donne, nella fascia di età tra i 65 e i 69 anni, il 12% dei medici italiani. Addirittura, quelli nella fascia di età tra i 70 e 74 anni, che sono andati in pensione da poco o hanno scelto, a vario titolo, di prolungare la loro attività sono il 14%. È in queste fasce che gli uomini sono la maggioranza. Già oggi, tra i medici con meno di 65 anni, le colleghe costituiscono quasi il 59%. Se a questi dati aggiungiamo la considerazione che gli iscritti a medicina sono in maggioranza donne, possiamo prevedere, nei prossimi anni, una Professione medica sempre più declinata al femminile”.</p>



<p>“Nel nostro Servizio sanitario nazionale le colleghe sono comunque già da anni la maggioranza – aggiunge Anelli – soprattutto nelle fasce di età dove va costruita la carriera e in cui aumentano le responsabilità professionali e quelle familiari. I modelli organizzativi, gli orari di lavoro devono sempre più tener conto di questa realtà, valorizzando le professioniste e i professionisti, prevedendo modelli organizzativi che permettano a donne e uomini di conciliare i tempi di lavoro con quelli della vita privata e della famiglia e che tengano in debito conto, non facendole pesare sugli organici già ridotti, le possibili assenze per maternità. Occorre, poi, investire sulla sicurezza. Il 12 marzo, a Perugia, celebreremo la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari e continueremo con il sostegno e la richiesta di politiche di prevenzione e di rafforzamento della sicurezza”.</p>



<p>Guardando al totale dei medici italiani, 431.150, sono ancora gli uomini la maggioranza, anche se si sta andando verso la parità: costituiscono infatti il 52,5%, mezzo punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno. Se però guardiamo ai medici ancora sicuramente in attività, con meno di 70 anni, sono le donne a detenere la maggioranza, con il 55%: solo lo scorso anno erano il 53%. L’onda rosa, dunque avanza: tra i medici con meno di 60 anni le dottoresse sono il 59%, il 58,7% se guardiamo tra gli under 65. La forbice si amplia nelle fasce tra i 40 e 50 anni, dove le donne medico costituiscono il 63%, raggiungendo quasi il 64% tra i 45 e i 49 anni. La situazione si appiana un po’ nelle fasce tra i 30 e i 39 anni, con percentuali tra il 56 e il 57%, ma il gap aumenta tra gli under 30, dove le donne medico tornano a essere il 60%.</p>



<p>La tendenza si inverte nelle fasce di età più alta: se tra i 55 e i 59 anni le donne sono il 53%, tra i 60 e i 64 anni la stessa maggioranza è detenuta, in maniera speculare, dagli uomini. Tra i 65 e i 69 anni sono invece gli uomini a essere la maggioranza con il 59%, percentuale che sale al 66% tra i 70 e i 74 anni e, addirittura, all’81% tra gli over 75 che rimangono iscritti agli albi.</p>



<p>Sono donne, però, le due iscritte più longeve d’Italia, entrambe classe 1922. A detenere il primato è Isabella Picciotto, nata ad aprile, iscritta all’Ordine di Messina dal 1947, dove ha esercitato come Odontoiatra. La segue a ruota Natalia Prada, di ottobre dello stesso anno, pediatra e neonatologa, iscritta all’Ordine di Como dal 1949 e autrice di diversi libri di poesie.</p>



<p>Sino a pochi giorni fa, era Perugia a vantare l’iscritta più anziana d’Italia, sempre donna: Maria Antonietta Caterini era infatti nata il 6 dicembre del 1921 e avrebbe festeggiato quest’anno gli ottant’anni di laurea ma purtroppo è recentemente scomparsa e verrà cancellata dall’Albo il 9 marzo, nella prossima riunione del Consiglio Direttivo. Verena De Angelis, Presidente dell’OMCeO di Perugia, la ricorda come “un grande medico, che ha operato anche durante la Seconda Guerra mondiale, affrontando scenari per certi versi simili a quelli della pandemia”. Ci ha lasciati a settembre 2025 anche Leonardo Cappa, il medico nato “per caso” in Francia ma albese da sempre, che, nato il 13 aprile del 1921, deteneva lo scettro sino allo scorso anno, rimanendo iscritto all’Ordine di Cuneo e informandosi, fino all’ultimo, su riviste mediche e scientifiche per mantenersi aggiornato.</p>



<p>Sono due donne e un uomo i medici più giovani d’Italia, tutti nati nel 2002: tra loro, la dottoressa Douaa Kachtouli, nata a Dubai il 7 settembre 2002 e iscritta dal luglio dello scorso anno all’Ordine dei Medici di Milano.<br>Discorso diverso per gli odontoiatri, che sono per il 69% uomini, contando anche i doppi iscritti – all’albo dei medici e a quello, appunto, degli odontoiatri – tra i quali la percentuale sale all’84%. Numeri in ogni caso in calo di un punto percentuale ogni anno: erano il 70% nel 2025, il 71% l’anno precedente. Questo perché, se il gap è evidente nelle fasce di età più mature, tra i più giovani c’è una sostanziale parità: tra i 30 e 34 anni gli uomini sono il 52%. Tra i 25 e 29 anni, invece, prevalgono le colleghe donne, 1712 contro 1538.</p>
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		<title>Gli algoritmi di Giordano Bruno</title>
		<link>https://noreporter.org/gli-algoritmi-di-giordano-bruno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 22:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Federico II</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;IA ricalca i solchi della nostra antichità</p>



<p>Il progetto “Cosmi Algoritmici”, ideato e coordinato dal Prof. Aniello Murano, Ordinario di Intelligenza Artificiale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, rappresenta una delle iniziative più ambiziose nel panorama europeo delle Digital Humanities: tradurre il pensiero speculativo di Giordano Bruno in un framework logico-matematico alimentato in Artificiale. Non si tratta di una semplice digitalizzazione dei testi bruniani, ma della costruzione di un vero e proprio “DNA speculativo” computazionale, capace di simulare il metodo di ragionamento del filosofo nolano. Il progetto, che ha ottenuto il massimo punteggio dalla Commissione Europea nel bando Horizon CL2 2025-01-Heritage 05, coinvolge sette nazioni, università e aziende tech e integra tecnologie di frontiera — Knowledge Graph, Digital Mentor con AI generativa, gamification in Unreal Engine 5.4 e turismo culturale digitale — in un ecosistema replicabile a qualsiasi personaggio storico. Con Antonino Caffo, giornalista esperto di IA, analizziamo la portata tecnica, i limiti e le implicazioni culturali di questa rivoluzione nelle scienze umane digitali.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Codificare il DNA speculativo di Bruno: dalla digitalizzazione all’ontologia computazionale<br>In questo progetto si parla di “codificare il DNA speculativo” di Giordano Bruno, non semplicemente di digitalizzarne i testi. Da esperto di AI, qual è la reale portata tecnica di tradurre un sistema filosofico rinascimentale in un framework logico-matematico?<br>Tradurre il pensiero di Giordano Bruno in un framework logico-matematico rappresenta una sfida che va ben oltre il Natural Language Processing tradizionale. La portata tecnica risiede nel passaggio da una “rappresentazione testuale” a una “rappresentazione ontologica”. Mentre la digitalizzazione si limita a rendere i testi ricercabili, la codifica del DNA speculativo implica la costruzione di un’architettura di relazioni logiche, dove i concetti di Bruno (come l’infinità dell’universo o l’animismo universale) vengono trasformati in parametri e vincoli operativi. Tecnicamente, ciò significa mappare le sue tesi come nodi e archi in una struttura vettoriale che rifletta la gerarchia semantica del filosofo. Questo processo permette alla macchina non solo di citare Bruno, ma di simulare il suo metodo di associazione mentale, rendendo il sistema capace di elaborare nuove informazioni secondo le regole del suo specifico sistema di pensiero, trasformando la filosofia in un algoritmo generativo.<br></li>



<li>Deduzioni mai scritte: coerenza dell’AI e confine tra pensiero originale e macchina<br>Il Digital Mentor di Bruno sarebbe in grado di “dedurre conclusioni mai scritte” dal filosofo. Come si valuta, dal punto di vista dell’intelligenza artificiale, la coerenza di queste deduzioni? Dove finisce il pensiero originale e dove inizia la macchina?<br>La valutazione della coerenza in un sistema del genere si basa su metriche di allineamento semantico e probabilità logica all’interno dello spazio latente del modello. Quando l’AI deduce conclusioni mai scritte, opera tramite un processo di interpolazione: essa naviga tra i concetti esistenti seguendo le traiettorie logiche stabilite nel corpus originale. La coerenza viene misurata attraverso test di validazione incrociata, dove la “nuova” conclusione viene messa a confronto con i princìpi cardine del sistema bruniano per verificare che non vi siano contraddizioni logiche. Il confine tra il pensiero originale e quello della macchina si trova nel passaggio dalla “verità storica” alla “verosimiglianza speculativa”. Il pensiero originale è il set di dati che definisce i confini del mondo possibile di Bruno, mentre la macchina inizia laddove il modello estrapola una risposta a un contesto contemporaneo che Bruno non avrebbe potuto conoscere, agendo come una proiezione probabilistica della sua identità intellettuale.<br></li>



<li>Il Palazzo della Memoria come Knowledge Graph: corrispondenza tecnica o suggestione narrativa?<br>Il “Palazzo della Memoria” di Bruno viene trasformato in un Knowledge Graph, e le sue ruote mnemoniche paragonate agli antenati dei database grafici. Quanto c’è di corrispondenza tecnica reale e quanto di suggestione narrativa in questo parallelismo?<br>Esiste una corrispondenza tecnica sorprendentemente solida dietro questa suggestione narrativa. Le ruote mnemoniche di Bruno, descritte in opere come “De Umbris Idearum”, funzionavano come sistemi combinatori progettati per generare infinite relazioni tra concetti attraverso la rotazione di cerchi concentrici. Questo è, a tutti gli effetti, un antenato concettuale dei moderni Knowledge Graph, dove l’informazione non è statica ma definita dalla sua posizione relativa e dai suoi collegamenti con altri nodi. Entrambi i sistemi rifiutano la gerarchia lineare a favore di una rete multidimensionale. La suggestione narrativa risiede nel fatto che le ruote di Bruno erano strumenti per la mente umana potenziata dall’immaginazione, mentre il Knowledge Graph è un’architettura di dati per la macchina; tuttavia, la struttura logica sottostante — ovvero l’idea che la conoscenza sia un’architettura dinamica di connessioni — è tecnicamente identica.<br></li>



<li>Gamification e filosofia: Unreal Engine 5.4 e il Remote Debate nelle scuole<br>Il progetto integra un videogioco in Unreal Engine 5.4 e un “Remote Debate” che ricostruisce il processo a Bruno nelle scuole. La gamification può davvero rendere accessibile un pensiero filosofico così complesso senza banalizzarlo?<br>La gamification, se supportata da un motore grafico avanzato e da un’architettura narrativa rigorosa, non banalizza il pensiero ma lo rende esperienziale. La complessità di Bruno risiede spesso nella natura astratta e visuale delle sue cosmologie; l’utilizzo di Unreal Engine 5.4 permette di tradurre queste astrazioni in ambienti immersivi dove lo studente non legge una lezione, ma “abita” il sistema di pensiero del filosofo. Il “Remote Debate” trasforma l’apprendimento passivo in un esercizio di dialettica attiva, costringendo l’utente a comprendere i presupposti filosofici per poter sostenere un confronto critico. Il rischio della banalizzazione viene evitato mantenendo l’AI del Digital Mentor ancorata al corpus testuale originale: il gioco funge da interfaccia di accesso, ma il contenuto rimane di alta fedeltà accademica, permettendo una stratificazione della conoscenza che va dal coinvolgimento visivo all’approfondimento ontologico.<br></li>



<li>Scalabilità del modello: limiti e potenzialità per altri personaggi storici<br>“Cosmi Algoritmici” si presenta come un modello replicabile a qualsiasi personalità storica. Ma non tutti i pensatori hanno lasciato un corpus così strutturato. Quali sono, a tuo avviso, i limiti reali di questa promessa di scalabilità?<br>I limiti della scalabilità risiedono principalmente nella densità e nella coerenza dei dati di addestramento. Giordano Bruno è un candidato ideale perché la sua filosofia è intrinsecamente geometrica, combinatoria e sistematica, rendendo più agevole la traduzione in codice. La promessa di scalabilità incontra ostacoli significativi con pensatori i cui scritti sono frammentari, aforistici o volutamente contraddittori. In assenza di un corpus strutturato, l’AI rischia di colmare i vuoti con allucinazioni o con un “appiattimento” della personalità basato su pregiudizi linguistici del modello di base. Inoltre, per molti personaggi storici mancano i dati necessari per mappare quello che potremmo definire il loro “stile di ragionamento”, rendendo la replica meno un’operazione di precisione e più una caricatura sintetica. La scalabilità è dunque possibile per sistemi di pensiero chiusi, ma diventa problematica per figure storiche la cui eredità è più biografica che dottrinale.<br></li>



<li>Sette nazioni e il massimo punteggio europeo: le priorità di Bruxelles nelle Digital Humanities<br>Sette nazioni, università e aziende tech unite in un progetto che fonde filosofia, AI, game design e turismo culturale: cosa rende questa formula così convincente da ottenere il massimo punteggio dalla Commissione Europea, e cosa ci dice sulle priorità di Bruxelles nelle Digital Humanities?<br>La formula è vincente perché risponde perfettamente all’esigenza europea di coniugare la conservazione del patrimonio culturale con l’innovazione tecnologica d’avanguardia, creando un ecosistema economicamente sostenibile. Il massimo punteggio riflette l’apprezzamento per l’interdisciplinarità estrema, dove la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per riattualizzare l’identità culturale europea. Bruxelles sta chiaramente privilegiando progetti che dimostrino come l’AI possa essere “antropocentrica” e “etica”, trasformando l’alta cultura in un asset per il turismo digitale e l’istruzione moderna. Questo approccio suggerisce che la priorità delle Digital Humanities non sia più solo l’archiviazione del passato, ma la sua trasformazione in un’esperienza interattiva e scalabile che possa generare valore sociale e industriale, posizionando l’Europa come leader in una “terza via” tecnologica che non rinuncia alle sue radici umanistiche.</li>
</ol>
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		<title>Il trapianto a specchio</title>
		<link>https://noreporter.org/il-trapianto-a-specchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un miracolo italiano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Clamoroso!</p>



<p>Un trapianto cuore-fegato “a specchio”, cioè con gli organi invertiti. Sono riusciti a portarlo a termine con successo i professionisti dell&#8217;ospedale Molinette di Torino. Un intervento senza precedenti su un paziente di 32 anni nato con una rarissima condizione anatomica, il “situs viscerum inversus”, in cui gli organi interni sono disposti in modo speculare rispetto alla posizione normale.<br>Il ragazzo, originario della Campania, era affetto fin dalla nascita da una grave cardiopatia congenita che aveva richiesto tre interventi a cuore aperto durante l’infanzia e l’adolescenza. Sebbene questi interventi gli avessero permesso di raggiungere l’età adulta, nel tempo avevano provocato un progressivo deterioramento del fegato, evoluto in cirrosi. Nell’ultimo anno la situazione si era ulteriormente aggravata con la comparsa di un carcinoma epatico. Terapie interventistiche locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo aveva reso urgente un trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilità di salvezza.</p>



<p>L’ostacolo dell’anatomia “a specchio”<br>Il situs viscerum inversus rappresentava una sfida enorme: la disposizione invertita degli organi rendeva difficilissimo l’impianto di organi donati con anatomia normale. Per questo motivo, i medici campani hanno indirizzato il paziente alla Città della Salute di Torino.<br>Qui, un’équipe composta dai cardiochirurghi Carlo Pace Napoleone, Mauro Rinaldi e Massimo Boffini, dall’epatologa Silvia Martini e dal chirurgo epatico Renato Romagnoli ha pianificato una strategia innovativa: inserire il paziente in lista per un trapianto cuore-fegato “in blocco”.</p>



<p>Una corsa contro il tempo<br>Il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte ha segnalato la disponibilità di un donatore compatibile. Mentre il paziente veniva preparato nella sala operatoria, l’équipe ha prelevato il blocco cuore-fegato dall’ospedale del donatore, mantenendo costante comunicazione con Torino.<br>All’arrivo degli organi, la sala operatoria era pronta per l’impianto. Sotto la supervisione di Mauro Rinaldi, i cardiochirurghi hanno eseguito l’impianto del cuore mantenuto in continuità con il fegato, mentre l’équipe epatica ha posizionato il fegato nella sua sede fisiologica.<br>L’intervento è durato complessivamente diciassette ore, di cui oltre dodici di chirurgia effettiva. L’anatomia invertita ha imposto soluzioni creative: nuove connessioni vascolari, utilizzo di segmenti di vasi del donatore e percorsi tecnici mai sperimentati prima. Alla fine, il blocco cuore-fegato ha ripreso a funzionare correttamente.</p>



<p>Il decorso post-operatorio<br>Il paziente, ora ricoverato nell’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato, ha affrontato un decorso post-operatorio complesso ma gestito con successo dall’équipe di Cardio-Rianimazione, con il supporto di infettivologi, nefrologi e chirurghi vascolari. La riabilitazione procede positivamente.<br>“I nostri professionisti sanitari hanno reso possibile ciò che sembrava impossibile», ha commentato il direttore generale della Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida. «Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia”.<br>L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha aggiunto: “Il Sistema Trapianti del Piemonte si conferma ai vertici italiani ed europei. Questo intervento apre una nuova frontiera nei trapianti combinati, grazie all’abilità e alla dedizione dei nostri professionisti”.</p>



<p></p>
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		<title>Mai farsi mancare le caramelle!</title>
		<link>https://noreporter.org/mai-farsi-mancare-le-caramelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 22:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E non sono consigli per i pedofili</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Incredibile quanto tirino</p>



<p>Nella borsa o nello zainetto degli italiani non mancano mai le caramelle. Ben 7 italiani su 10 (68%), infatti, dichiarano di averle quasi sempre con loro e la quasi totalità (95%) le porta con sé almeno occasionalmente. E se vengono dimenticate 1 italiano su 2 (49%) torna a casa a prenderle o le ricompra. La fotografia emerge da un’indagine commissionata ad AstraRicerche da Unione Italiana Food, in occasione del Caramella Day dell’11 febbraio, la festa che celebra uno dei prodotti alimentari più amati e condivisi dagli italiani di ogni generazione.<br>La ricerca ha messo in luce cosa c’è nella borsa o nello zainetto degli italiani quando escono di casa, fotografando in particolare la presenza, il ruolo e il consumo delle caramelle .</p>



<p>Per più della metà degli intervistati (55%) sono il comfort food preferito superando, tra i prodotti alimentari presenti nella propria borsa, cioccolatini (34%), frutta secca (28%), barrette (28%), liquirizie (23%) e snack salati (21%).</p>



<p>Il pack più diffuso è la scatola di cartoncino<br>Il formato di caramelle maggiormente presente nella borsa degli italiani è la scatolina in cartoncino, indicata dal 43% del campione, in particolare dai Baby Boomers tra i 60 e i 75 anni e dalla Generazione X dai 45 ai 59 anni. A seguire troviamo il portacaramelle, utilizzato da 1 italiano su 4 (23,5%): un pack evergreen che permette di contenere diverse tipologie di caramelle, adatte a ogni momento. A seguire, troviamo le bustine e i tubetti, entrambi con il 17%.</p>



<p>Tra le tipologie di caramelle più apprezzate da portare con sé, gli italiani mettono al primo posto le morbide/gommose (47%), seguite dalle dure (43,5%), mentre sul terzo gradino del podio troviamo le pastiglie e le tavolette (30,5%). Subito dietro, in questa speciale classifica, le ripiene (24%), le gelée (21%), le mou e le toffé (18%) e le lecca lecca (10%).<br>In media i nostri connazionali consumano quasi 3 caramelle (2,7) ogni volta che escono di casa, con il campione che si divide tra chi ne mangia 1-2 (56%) e chi tre o più (44%).</p>



<p>Viaggi, passeggiate e spostamenti per lavoro: mai senza<br>Tra le occasioni in cui le caramelle sono irrinunciabili ci sono soprattutto i viaggi personali (47%), le passeggiate (45%) e gli spostamenti per un viaggio di lavoro in treno, in aereo o in macchina (38%). Ma sono presenti in maniera rilevante anche nei momenti di convivialità, quando si esce in compagnia degli amici (36%), per andare al cinema, al teatro, ai concerti, agli eventi sportivi o ad altri tipi di eventi e quando si esce a fare shopping (34%).</p>



<p>Gli oggetti che non mancano mai nella borsa? Smartphone, chiavi, portafoglio e fazzoletti<br>In generale, che sia per andare a fare sport, per una passeggiata o per andare a lavorare, sono quattro gli oggetti che gli italiani portano sempre con loro: in testa il cellulare (87%), seguito dalle chiavi (84%), dal portafoglio (79%) e dai fazzoletti (78%). Seguono, indicati da più di 1 italiano su 2, gli occhiali da vista, da sole o le lenti a contatto con il 56%, e l&#8217;acqua con il 50%. Sopra il 40% troviamo il cavo per ricaricare il cellulare o il Power Bank col 45%, il disinfettante per le mani 44%, gli auricolari 42%.</p>



<p>Cosa significa per gli italiani avere una caramella sempre con sé<br>La passione verso le caramelle ha significati molteplici: prima di tutto il senso di sicurezza di avere con sé qualcosa di buono che rinfresca la bocca (36%), poi il fatto di avere un prodotto che aiuta a ricaricare le energie (34%), seguito a brevissima distanza dalla possibilità di soddisfare il desiderio di mangiare qualcosa (33,5%).</p>



<p>Subito dopo troviamo il fatto di rappresentare una coccola che aiuta ad affrontare meglio la giornata (32%). Ma è anche vero che per più di un quarto dei rispondenti la caramella fa apprezzare un momento di pausa e di stacco o comunque aiuta ad averla nei momenti di attesa e durante gli spostamenti.</p>



<p></p>
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		<title>Chi ha detto che l&#8217;acqua è insapore?</title>
		<link>https://noreporter.org/chi-ha-detto-che-lacqua-e-insapore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RaiNews]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 22:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E che fa sempre bene</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tuscia</p>



<p>Scorre verso l’interconnessione idrica tra Sabina e Tuscia la soluzione al problema dell&#8217;arsenico nell’acqua dei rubinetti del viterbese. L’assemblea dei sindaci della provincia di Viterbo ha dato il via libera alla presentazione, attraverso la regione Lazio, al Ministero delle infrastrutture, del progetto da circa 300 milioni di euro per il finanziamento dell’opera, da inserire nel Piano nazionale degli interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico.</p>



<p>Il piano, suddiviso in cinque lotti funzionali, prevede l’allacciamento, attraverso un rinnovato sistema idrico, con l’acquedotto del Peschiera, all’altezza del comune di Salisano, nel reatino. Saranno dismesse buona parte delle attuali fonti di approvvigionamento nel viterbese. In programma la realizzazione, di 120 chilometri di nuove condutture. La dismissione di 54 dearsenificatori produrrà un risparmio di oltre 9 milioni di euro l’anno. Tra i sette e gli otto anni, i tempi stimati di realizzazione.</p>



<p>Il tema del metallo pesante, negli acquedotti pubblici, è particolarmente sentito nella Tuscia. Spesso i sindaci, devono emettere ordinanze di non potabilità dell’acqua pubblica a causa dello sforamento dei valori consentiti. A metà dicembre scorso, è accaduto a Civita Castellana e Monterosi.</p>
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