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	<title>sky news, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>sky news, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Debito-Pil ancora pressante</title>
		<link>https://noreporter.org/debito-pil-ancora-pressante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benché si vada meglio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è da lavorare</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emissioni di obbligazioni sovrane nei Paesi dell&#8217;Ocse hanno raggiunto cifre da record. I dati parlano chiaro: 17 mila miliardi di dollari nel 2025 contro i quasi 16 mila miliardi dell’anno precedente. Ma i numeri potrebbero continuare a salire nel 2026, quando secondo le previsioni si raggiungerà quota 18 mila miliardi di dollari. A dirlo è il rapporto sul Debito Globale 2026 pubblicato oggi dall&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. &#8220;In percentuale del Pil l&#8217;indebitamento lordo è diminuito di quasi 1 punto percentuale, al 23%, ma si prevede che aumenterà nuovamente al 24% nel 2026&#8221;, spiegano dall&#8217;organismo con sede a Parigi. Sempre secondo l&#8217;Ocse, il &#8220;fabbisogno di rifinanziamento ha raggiunto un nuovo massimo di circa 13.500 miliardi di dollari nel 2025, pari a quasi l&#8217;80% dell&#8217;indebitamento lordo&#8221;. Il netto invece, sottolinea l’organizzazione, “è rimasto stabile nel 2025, ma si prevede che salirà a quasi 4.000 miliardi di dollari nel 2026, il secondo livello più alto mai registrato&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rapporto debito/Pil Italia secondo più alto dell&#8217;area Ocse<br>Tra tutti i Paesi dell’area Ocse, l’Italia è al secondo posto per il rapporto debito/Pil più alto. Secondo i dati contenuti nel report, sono 27 gli Stati che hanno visto il rapporto debito/Pil aumentare nel 2025 rispetto all’anno precedente avvicinandosi o superando il livello raggiunto durante la pandemia da Covid nel 2020. Tra i Paesi del G7, precisa l&#8217;organizzazione internazionale, &#8220;il rapporto debito/Pil è rimasto invariato rispetto al 2020 in Canada, Stati Uniti e Regno Unito&#8221; aggiungendo che &#8220;in Francia e Germania è stato rispettivamente di 5 e 2 punti percentuali più alto. L&#8217;Italia ha il secondo rapporto debito/PIL più alto dell&#8217;area Ocse, ma nel 2025 il valore è stato di 11 punti inferiore al picco pandemico&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Tenemos una pica en Venezuela</title>
		<link>https://noreporter.org/tenemos-una-pica-en-venezuela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 22:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altro incasso del nostro governo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo Maduro</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro ha concesso licenze generali a Bp, Chevron, Eni, Repsol e Shell &#8220;autorizzando transazioni relative alle operazioni nel settore petrolifero o del gas in Venezuela&#8221;, a determinate condizioni<br>Sono cinque le grandi compagnie petrolifere autorizzate a operare in Venezuela, grazie alle licenze concesse dalle autorità statunitensi. L&#8217;amministrazione Trump punta a una crescita della produzione dopo aver estromesso e arrestato il presidente del Paese, Maduro. L&#8217;Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro ha concesso licenze generali a Bp, Chevron, Eni, Repsol e Shell &#8220;autorizzando transazioni relative alle operazioni nel settore petrolifero o del gas in Venezuela&#8221;, a determinate condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento<br>Nel documento si evidenzia che &#8220;qualsiasi contratto per transazioni con il Governo del Venezuela, PdVSA&#8221; debba specificare che il contratto sia regolato dalle leggi degli Stati Uniti cosi&#8217; come &#8220;qualsiasi risoluzione delle controversie relative al contratto avvenga negli Stati Uniti&#8221;. In secondo luogo, &#8220;qualsiasi pagamento monetario a una persona bloccata, esclusi i pagamenti per tasse locali, permessi o tasse, viene effettuato nei Fondi di deposito del governo estero, come specificato nell&#8217;Ordine esecutivo 14373 del 9 gennaio 2026, o in qualsiasi altro conto come indicato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti&#8221;. &#8220;Tutti i pagamenti di tasse o royalty su petrolio o gas al Governo del Venezuela, a PdVSA o a qualsiasi entita&#8217; PdVSA devono essere versati nei Fondi di deposito del governo estero o in qualsiasi altro conto secondo le istruzioni del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proton<br>Eni: &#8216;valutiamo opportunità licenza in dialogo costante e costruttivo con Usa&#8217;<br>&#8220;La licenza generale n.50 è stata appena emessa; prendiamo atto che Eni è esplicitamente inclusa e stiamo attualmente valutando le opportunità che essa apre nell’ambito di un dialogo costante e costruttivo con le Autorità statunitensi&#8221;. Ad affermarlo è un portavoce del gruppo energetico italiano dopo che le autorità statunitensi hanno autorizzato cinque grandi compagnie petrolifere, tra cui l&#8217;Eni, a operare in Venezuela. L&#8217;Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro ha concesso licenze generali a Bp, Chevron, Eni, Repsol e Shell, &#8220;autorizzando transazioni relative alle operazioni nel settore petrolifero e del gas in Venezuela&#8221;, a determinate condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bambine gonfiabili online</title>
		<link>https://noreporter.org/bambine-gonfiabili-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Francia blocca il sito cinese</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un mondo sempre più edificante!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo ministro Sebastien Lecornu ha avviato una procedura di sospensione in Francia per il colosso dell&#8217;e-commerce asiatico Shein &#8220;finchè&#8221; l&#8217;azienda non si conformerà alla legge francese. &#8220;Su istruzione del primo ministro, il governo avvia la procedura di sospensione per Shein, per il tempo necessario affinchè la piattaforma dimostri alle autorità che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi alle nostre leggi e normative&#8221;, si legge in un comunicato. &#8220;Un primo rapporto sullo stato di avanzamento dei lavori sarà fornito dai ministri entro le prossime 48 ore&#8221;. Shein &#8221;prende atto&#8221; della decisione del governo e intende &#8221;avviare&#8221; rapidamente un dialogo con le autorità d&#8217;Oltralpe. &#8221;La sicurezza dei nostri clienti e l&#8217;integrità del nostro marketplace (luogo di vendita virtuale dove vengono messi in vendita prodotti da parte di terzi,ndr.) sono priorità assolute&#8221;, assicura in una nota il portavoce di Shein France, Quentin Ruffat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Piena collaborazione&#8221;<br>Shein si era impegnato a &#8220;collaborare pienamente&#8221; con le autorità giudiziarie dopo che la procura francese aveva aperto un&#8217;indagine sulla vendita di bambole sessuali con l&#8217;aspetto di bambine sulla piattaforma. &#8220;Coopereremo pienamente con le autorità giudiziarie&#8221;, ha dichiarato il portavoce di Shein in Francia, Quentin Ruffat, aggiungendo che l&#8217;azienda è pronta a condividere i nomi di coloro che hanno acquistato tali bambole. &#8220;Saremo completamente trasparenti con le autorità. Se ce lo chiederanno, ci adegueremo&#8221;, ha affermato. L’Alto Commissario francese per l’Infanzia, Sarah El-Hairy, ha annunciato che convocherà “tutte le principali piattaforme di e-commerce”, promettendo di risalire ai “fornitori” delle bambole fuorilegge. E mentre non accenna a placarsi la polemica, è notizia di oggi che il colosso asiatico dell’e-commerce è nuovamente nell’occhio del ciclone per la vendita online in libero accesso di machete, asce e tirapugni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso<br>La Direzione Generale per la Politica della Concorrenza, gli Affari dei Consumatori e la Repressione delle Frodi ha annunciato, sabato scorso, di aver segnalato alle autorità la vendita di “bambole sessuali infantili simili a bambine”, dopo averne scoperto la presenza sul sito di Shein. Il gigante asiatico dell’e-commerce ha assicurato di averle rimosse dalla sua piattaforma e il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha avvertito che avrebbe chiesto il divieto per Shein di operare in Francia se dovesse vendere nuovamente bambole gonfiabili pedopornografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intercettata bambola pedopornografica venduta, arrestato il destinatario<br>Una bambola sessuale dai tratti infantili venduta online dal gigante asiatico dell&#8217;e-commerce Shein è stata intercettata in un pacco lunedì nelle Bouches-du-Rhône, nel sud della Francia. E&#8217; quanto riferisce &#8216;Le Parisien&#8217; sottolineando che il destinatario, un uomo di 56 anni, già condannato per reati sessuali è stato arrestato. L&#8217;uomo dovrà comparire davanti al tribunale.<br>In un contesto di maggiore vigilanza da quando lo scandalo di queste bambole pedopornografiche è scoppiato la scorsa settimana in Francia, i dipendenti del deposito attraverso il quale transitava il pacco hanno segnalato un &#8220;pacco abbastanza pesante, ingombrante e parzialmente aperto&#8221;. All&#8217;interno, i dipendenti hanno scoperto una bambola di silicone, con l&#8217;immagine di una ragazza pre-adolescente che misurava 1 metro e 30 metri. Il pacco è stato segnalato alle forze dell&#8217;ordine e il destinatario, che abitava a Buc-Bel-Air, è stato fermato. Secondo &#8216;Le Parisien&#8217;, la bambola è stata sequestrata e la procura di Aix-en-Provence ha aperto un&#8217;indagine per &#8220;importazione, tentata acquisizione e tentato possesso dell&#8217;immagine di un minore di natura pornografica&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Machete, tirapugni e asce da campeggio<br>Dopo la bufera per la vendita delle bambole pedopornografiche, lo scorso fine settimana, ora spunta il caso delle armi liberamente accessibili denunciato dal deputato di Les Republicains (Lr), Antoine Vermorel-Marques, che ha presentato formale denuncia alla procura di Parigi in merito alla vendita di armi di categoria A sul sito del colosso cinese. In un post su X, Vermorel-Marques documenta con diverse foto la disponibilità online di machete, tirapugni e asce da campeggio: &#8220;Vengono venduti come bestseller su Shein, e persino in saldo per Natale&#8221;, ha scritto il deputato sottolineando che, in Francia, “la vendita di queste armi è punibile con 5 anni di reclusione e una multa di 75mila euro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Un bianco che immigra in Labrador</title>
		<link>https://noreporter.org/un-bianco-che-immigra-in-labrador/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 22:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per mare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il più grande mai visto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il più grande squalo bianco mai marcato da OCEARCH, è stato avvistato a largo delle acque canadesi del Labrador. Si chiama Contractor. Il &#8220;gigante dell&#8217;oceano&#8221;, è questo il soprannome dato dall&#8217;organizzazione no profit che si dedica alla ricerca scientifica e alla conservazione degli squali e degli oceani, è lungo più di 4 metri e ha un peso stimato di circa 750 chilogrammi. Tracciare lo spostamento dell&#8217;animale permette di accumulare dati sia sui siti di accoppiamento e riproduzione, sia sulle rotte migratorie di questa specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come funziona il tracciamento dello squalo<br>Il dispositivo installato su Contractor il 17 gennaio di quest&#8217;anno a largo delle coste della Florida, emmette un segnale ogni qualvolta la pinna dell&#8217;animale sfiora la superficie dell&#8217;acqua. In questo modo i ricercatori di OCEARCH possono raggiungere l&#8217;animale e seguire i suoi spostamenti. &#8220;Il tag SPOT installato su Contender fornirà preziosi dati in tempo reale per circa cinque anni, aiutandoci a tracciare i suoi movimenti e a comprendere i suoi schemi migratori&#8221; si legge sulla pagina ufficiale dell&#8217;organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perchè gli squali bianchi migrano?<br>Il gigante bianco, che si trova nel Golfo di San Lorenzo, migra per tre ragioni principali: cibo, necessità riproduttive e ricerca di adeguate temperature dell&#8217;acqua. &#8220;Pochissimi squali bianchi si sono spinti fin lì &#8211; commenta Chris Fisher, fondatore e capo spedizione dell&#8217;organizzazione -. Contractor si prepara all&#8217;inverno, caccia foche e accumula riserve di grasso in vista dell&#8217;abbassamento delle temperature prima di dirigersi di nuovo verso la Florida&#8221;. Seguire lo spostamento dell&#8217;animale è importante perchè sapere dove migra permette di studiare come gli squali bianchi interagiscono con l&#8217;intero ecosistema marino. Contractor, che si stima abbia tra i 30 e i 35 anni, percorre infatte migliaia di chilometri ogni anno. &#8220;Potremmo essere vicini a scoprire dove si riproducono gli squali bianchi&#8221;, ha detto Fischer che ha sottolineato anche l&#8217;importanza della migrazione dell&#8217;animale: &#8220;Il suo comportamento produce effetti ambientali positivi perchè quando gli squali bianchi si trovano vicino alle colonie di foche, loro mangiano un quarto di quello che mangerebbero e qundi contribuiscono a salvare una parte delle riserve di pesce&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Consentiamo che vengano mutilate e rese invalide</title>
		<link>https://noreporter.org/consentiamo-che-vengano-mutilate-e-rese-invalide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 22:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Relativismo culturale....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Però poi facciamo i femministi e i liberal del gender</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono state presentate a Milano le nuove stime relative alle mutilazioni genitali femminili (MGF) in Italia. Secondo uno studio condotto dall&#8217;Università di Milano Bicocca e Università di Bologna,in Italia sono presenti circa 88.500 donne che hanno subito le MGF. Un aumento del 1% rispetto alle stime pubblicate nel 2019, sempre da uno studio condotto dalla Bicocca. Le nuove stime sono state presentate il 23 ottobre, nella Sala Consiglio della Città Metropolitana di Milano, presso Palazzo Isimbardi. L&#8217;evento è stato promosso dai due atenei, in collaborazione con Amref Health Africa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo 230 milioni di donne hanno subito MGF<br>Le MGF sono una violazione dei diritti umani che colpisce almeno 230 milioni di donne, nel mondo. “In diversi Paesi si registrano riduzioni significative: le giovani subiscono le MGF meno frequentemente rispetto alle adulte” affermano Patrizia Farina, dell&#8217;Università Milano- Bicocca e Livia Ortensi, dell’Università di Bologna, che hanno curato la ricerca, insieme ad Alessio Menonna di Fondazione Ismu, all&#8217;interno del Progetto DORA. “Guardando all’Italia al 1° gennaio 2023 – continua Farina &#8211; si stima che siano presenti circa 88.500 donne di età superiore ai 15 anni che hanno subito le MGF, la grande maggioranza delle quali nate all’estero (98%)&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La prevalenza più elevata si registra tra le donne over 50 – continuano Farina e Ortensi &#8211; e si riduce al diminuire dell’età”. Le comunità con numeri assoluti più alti sono egiziane, nigeriane ed etiopi. L’incidenza più alta si registra tra le donne somale (97,8%), sudanesi (90,8%) e guineane (91,5%), secondo l’indagine. Le bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio di MGF in Italia sono 16 mila. &#8220;Sempre più persone nella mia comunità si confrontano sulle MGF e promuovono il cambiamento&#8221; afferma Paola Crestani, Presidente di Amref Italia. &#8220;Quelle parole non sono mie – continua Crestani &#8211; sono di una delle tante ragazze e ragazzi con background migratorio che, in Italia, in questi anni ci hanno raccontato quanto hanno messo in moto con il progetto Y-ACT grazie ad incontri organizzati in bar, università, luoghi di ritrovo delle comunità, per rompere un tabù e dare voce al silenzio. Questa è la sola strada che conosciamo, insegnataci dall&#8217;Africa: il dialogo con le comunità e con tutti gli operatori coinvolti. Una sfida che, date le stime della ricerca, deve essere rafforzata, a tutti i livelli, ma che ci dà speranza, guardando alla diminuzione della pratica tra le nuove generazioni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Lunga vita ai sopravvissuti</title>
		<link>https://noreporter.org/lunga-vita-ai-sopravvissuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 22:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovamente a livelli prepandemici</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Anche al lockdown</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aspettativa di vita globale è tornata ai livelli pre-pandemici, a 76,3 anni per le donne e 71,5 anni per gli uomini, pari a oltre 20 anni in più rispetto al 1950. Il tasso di mortalità standardizzato per età nel 2023 è così diminuito del 67% rispetto al 1950, e tutti i Paesi e territori hanno registrato E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo studio &#8220;Global Burden of Disease&#8221; (Gbd) pubblicato su &#8216;The Lancet&#8217; e presentato al World Health Summit di Berlino. Nonostante questi miglioramenti, però il mondo si trova ad affrontare una crisi emergente. Si registrano infatti &#8220;tassi di mortalità più elevati tra gli adolescenti e i giovani adulti&#8221; in diverse aree geografiche. Il maggiore aumento dei decessi &#8220;è stato registrato tra i 20 e i 39 anni nel Nord America ad alto reddito dal 2011 al 2023, principalmente a causa di suicidi, overdose di droga e alti livelli di alcol. Nello stesso periodo, i decessi nella fascia d&#8217;età 5-19 anni sono aumentati nell&#8217;Europa orientale, nel Nord America ad alto reddito e nei Caraibi&#8221;. Permangono inoltre forti differenze geografiche, con un&#8217;aspettativa di vita che va da un massimo di 83 anni nelle regioni ad alto reddito a un minimo di 62 anni nell&#8217;Africa subsahariana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio Gbd 2023<br>Tra le tendenze, gli autori segnalano che le malattie non trasmissibili rappresentano ormai quasi due terzi della mortalità e morbilità totali a livello mondiale, con cardiopatia ischemica, ictus e diabete in testa. Nell&#8217;analisi, si stima anche che &#8220;quasi la metà di tutti i decessi e le disabilità potrebbero essere prevenuti modificando alcuni dei principali fattori di rischio&#8221;, come la riduzione di alti livelli di glicemia e di un elevato indice di massa corporea (Bmi).<br>Nuove sfide per la salute globale<br>&#8220;La rapida crescita dell&#8217;invecchiamento della popolazione mondiale e l&#8217;evoluzione dei fattori di rischio hanno inaugurato una nuova era di sfide per la salute globale&#8221;, sottolinea Christopher Murray, direttore dell&#8217;Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) all&#8217;University of Washington School of Medicine. &#8220;Le evidenze presentate nello studio sono un campanello d&#8217;allarme, che esorta i governi e i leader del settore sanitario a rispondere rapidamente e strategicamente alle tendenze preoccupanti che stanno rimodellando le esigenze di salute pubblica&#8221;. Il team di Murray e la rete del Gbd, composta da 16.500 scienziati e ricercatori, hanno raccolto e analizzato dati e prodotto stime per 375 malattie e infortuni e 88 fattori di rischio per età e sesso a livello globale, regionale e nazionale per 204 paesi e territori e 660 località subnazionali dal 1990 al 2023. Il che rende il Gbd la ricerca più completa che quantifica la perdita di salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una migliore alimentazione<br>Nell&#8217;intero periodo di studio, il numero di decessi infantili, quindi dei bimbi più piccoli, è diminuito più che in qualsiasi altra fascia d&#8217;età. Dal 2011 al 2023, l&#8217;Asia orientale ha registrato la maggiore diminuzione del tasso di mortalità nella fascia d&#8217;età inferiore ai 5 anni, pari al 68%, grazie a una migliore alimentazione, ai vaccini e a sistemi sanitari più solidi. E&#8217; emerso poi che la mortalità nei bambini di 5-14 anni in Africa subsahariana dal 1950 al 2021 è stata superiore a quanto stimato in precedenza, un aumento dovuto agli alti tassi di infezioni respiratorie e tubercolosi, altre malattie infettive e lesioni accidentali. Nuovi calcoli hanno anche mostrato che la mortalità nelle giovani donne adulte di età compresa tra 15 e 29 anni nell&#8217;Africa subsahariana è stata superiore del 61% rispetto a quanto stimato in precedenza, principalmente per mortalità materna, incidenti stradali e meningite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cardiopatia ischemica, ictus e diabete<br>L&#8217;altra tendenza è lo spostamento delle cause di morte dalle malattie infettive a quelle non trasmissibili. Per esempio il Covid, dopo essere stato la principale causa di morte nel 2021, è precipitato al 20esimo posto nel 2023, riportando la cardiopatia ischemica e l&#8217;ictus al vertice della classifica, seguiti dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva, dalle infezioni delle basse vie respiratorie e dalle patologie neonatali. Dal 1990, i tassi di mortalità per cardiopatia ischemica e ictus sono diminuiti, così come le malattie diarroiche, la tubercolosi, il cancro allo stomaco e il morbillo. Al contrario, nello stesso periodo il tasso di mortalità è aumentato per diabete, malattie renali croniche, morbo di Alzheimer e Hiv/Aids.</p>



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		<title>Mangeremo meno Nutella?</title>
		<link>https://noreporter.org/mangeremo-meno-nutella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produzione in netto calo</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Continua a dir male</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora un&#8217;annata nera per la produzione che crolla del 60% per l&#8217;impatto del climate change&#8221;, ha evidenziato Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani. Un trend che porterà ad un aumento del prezzo di vendita, che potrebbe essere doppio rispetto all&#8217;anno scorso<br>Continua la crisi del settore delle nocciole. A dare l&#8217;allarme, Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani. &#8220;Ancora un’annata nera per la produzione che crolla del 60% per l’impatto del climate change&#8221;, ha sottolineanto. Nel 2023 la produzione nazionale era scesa a 102mila tonnellate, con ulteriore ribasso a 85mila l’anno scorso. Ora, la nuova stagione conferma la grave crisi per il prodotto principe della frutta in guscio, ingrediente indispensabile per moltissime produzioni dell’industria dolciaria Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Previsto un aumento dei prezzi<br>Il crollo della produzione delle nocciole porterà a un aumento del prezzo di vendita, che potrebbe essere doppio rispetto all’anno scorso. L’emergenza secondo Cia è legata ai cambi climatici: un inverno troppo mite, piogge primaverili violente insieme alle alte temperature e alla siccità di giugno, che hanno messo in ginocchio 95mila ettari di noccioleti, presenti nel Lazio e in Campania, ma concentrati soprattutto in Piemonte. &#8220;A luglio abbiamo cominciato a veder cadere le nocciole vuote a terra e rispetto a una resa normale di 20 quintali a ettaro, la raccolta è ferma a 5&#8221;, dichiara la produttrice Cia, Daniela Ferrando, dalla provincia di Alessandria, mentre sono in arrivo campioni di nocciole dal Cile o dall’Oregon che potrebbero fare concorrenza in futuro alla produzione nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presidente agricoltori Cia: &#8220;Serve tavolo di filiera nazionale&#8221;<br>“Riteniamo indispensabile la convocazione di un tavolo di filiera nazionale dedicato&#8221;, ha aggiunge sempre Fini &#8211; per affrontare in modo organico le criticità attuali e rafforzare gli investimenti mirati alla ricerca e all’innovazione aziendali, strumenti importanti per restituire competitività e prospettiva al comparto. La drammaticità dell’annata in corso, con gravi perdite produttive e forti difficoltà per le aziende agricole, rende questa richiesta ancora più urgente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Tecnologie ecologiche</title>
		<link>https://noreporter.org/tecnologie-ecologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 22:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella decarbonizzazione</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Costruire in ogni caso</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le leve identificate dall&#8217;industria del cemento per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni entro il 2050: lo sviluppo di tecnologie volte a catturare e stoccare CO₂, la sostituzione dei combustibili fossili tradizionali con combustibili alternativi e adeguati investimenti sull&#8217;efficienza dei processi produttivi ed energetici<br>Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, ha presentato nella sala stampa della Camera dei Deputati una nuova strategia per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione entro il 2050. Il piano è stato discusso durante l&#8217;evento, promosso dall’Onorevole Massimo Milani della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia di Federbeton: &#8220;I costi operativi per l&#8217;industria aumenteranno di un miliardo di euro all&#8217;anno&#8221;<br>In vista degli obiettivi europei di neutralità climatica del 2030 e del 2050, l’impegno economico del settore da qui a 30 anni è di grande rilevanza. I costi operativi per l’industria, infatti, aumenteranno di circa 1 miliardo di euro all’anno e sarà necessario un investimento di circa 5 miliardi per implementare le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂, la digitalizzazione, l&#8217;adeguamento degli impianti all’adozione delle leve, l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili e per potenziare l’efficienza dei processi produttivi. &#8220;Il cemento è un materiale strategico per l’Italia ed è essenziale per lo sviluppo del Paese. Gli interventi che stiamo attuando &#8211; però -, non devono impattare sulla competitività dell’industria italiana, oggi messa a rischio dalla concorrenza delle produzioni extra-UE, che non condividono le stesse ambizioni ambientali e i relativi investimenti&#8221; ha sottolineato durante l&#8217;evento Stefano Gallini, Presidente di Federbeton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le leve individuate per raggiungere la neutralità climatica<br>Il piano presentato dalla Federazione propone di far leva sulla sostituzione dei combustibili fossili tradizionali &#8211; con combustibili alternativi fra cui i CSS (Combustibili Solidi Secondari) – sulla riduzione del rapporto clinker-cemento, per arrivare allo sviluppo di tecnologie breakthrough come quelle per la cattura e stoccaggio della CO₂ e sull’efficientamento dei processi produttivi ed energetici. &#8220;Tra gli obiettivi di governo &#8211; ha evidenziato l&#8217;Onorevole Milani &#8211; quello legato alla semplificazione dell&#8217;utilizzo del CSS&#8221; è di primaria importanza. &#8220;Sul cemento si basa l&#8217;industria delle costruzioni e delle infrastrutture, settori trainanti per l&#8217;economia nazionale. Per questo la semplificazione dell&#8217;utilizzo del combustibile secondario prodotto dai rifiuti raccolti e non convogliabili in altre filiere di riciclo nel processo produttivo del cemento, è un obiettivo importante che il governo sta perseguendo&#8221; ha concluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Federbeton, il confronto con le istituzioni<br>All&#8217;evento promosso dall’Onorevole Milani nella Sala Stampa delle Camera dei Deputati, hanno preso parte, oltre a Stefano Gallini, Presidente di Federbeton Confindustria, anche Fabrizio Capaccioli, Presidente Green Building Council Italia, Paolo Casalino, Direttore Generale Politica industriale, Riconversione e crisi industriale, Innovazione, PMI e Made in Italy del MIMIT e Agime Gerbeti, Senior Advisor del Direttore Generale Mercati e Infrastrutture Energetiche MASE.<br>Durante il confronto è stata sottolineata l&#8217;importanza di una stretta collaborazione con le istituzioni. L&#8217;impegno assunto dall’industria del cemento è necessario infatti che vada di pari passo con la definizione di un contesto normativo, economico e culturale favorevole che consenta alle imprese di attuare queste misure. In quest&#8217;ottica, l&#8217;evento è stato un importante momento di confronto tra la Federazione e le istituzioni per definire un percorso comune verso il 2050, una sfida non solo tecnologica ma anche sociale ed economica. L’industria del cemento chiede infatti di evitare ritardi nell’applicazione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), che deve includere al 100% anche le emissioni indirette, e di introdurre controlli doganali efficaci come già avviene in altri Paesi europei. Centrale anche la richiesta di premialità nei bandi pubblici per favorire materiali a basse emissioni, in linea con i criteri della tassonomia europea, e di valorizzare la provenienza europea fino alla piena applicazione del CBAM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Federbeton: &#8220;Semplificare il quadro normativo&#8221;<br>Dal punto di vista regolatorio, Federbeton sollecita un quadro chiaro e semplificato, con iter autorizzativi omogenei a livello nazionale per l’uso di combustibili alternativi, indicazioni chiare per l’applicazione del DL Semplificazioni 77/2021 e tempi di autorizzazione più rapidi per l’autoconsumo di energia rinnovabile.<br>&#8220;Con la nuova strategia di decarbonizzazione confermiamo la volontà di investire in innovazione e sostenibilità, ma chiediamo che alle imprese italiane sia garantito un quadro normativo chiaro e stabile, affinché il settore possa competere ad armi pari con i produttori internazionali&#8221; ha precisato Stefano Gallini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Perdere peso è troppo peso</title>
		<link>https://noreporter.org/perdere-peso-e-troppo-peso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 22:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per tasche e portafoglio</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non reggono</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova classe di farmaci anti-obesità, gli agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1RA), si sta dimostrando straordinariamente efficace nell&#8217;aiutare le persone a perdere peso. Tuttavia, un nuovo studio su un&#8217;ampia popolazione, presentato al congresso annuale dell&#8217;Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) di quest&#8217;anno, a Vienna (15-19 settembre), rileva che metà degli adulti senza diabete che iniziano ad assumere il farmaco dimagrante semaglutide in Danimarca interrompe iltrattamento entro un anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio danese<br>&#8220;Questo livello di calo è preoccupante perché questi farmaci non sono pensati per essere una soluzione temporanea e rapida &#8211; ha spiegato l&#8217;autore principale, il Professor Reimar W. Thomsen del Dipartimento di Epidemiologia Clinica dell&#8217;Università di Aarhus e dell&#8217;Ospedale Universitario di Aarhus, Danimarca &#8211; affinché funzionino efficacemente, devono essere assunti a lungo termine. Tutti gli effetti benefici sul controllo dell&#8217;appetito si perdono se il farmaco viene interrotto&#8221;. Originariamente sviluppati per il diabete, i recettori del GLP-1 si sono dimostrati promettenti nel promuovere la perdita di peso riducendo l&#8217;appetito e aumentando i segnali di sazietà dall&#8217;intestino al cervello. Tuttavia, i recettori del GLP-1 sono costosi e possono potenzialmente ampliare le disparità di salute, poiché l&#8217;obesità colpisce in modo sproporzionato le comunità emarginate di razza, etnia e socioeconomiche. Inoltre, il recupero di peso è comune una volta interrotta la terapia farmacologica, il che indica che potrebbe essere necessario continuare a prendere questi farmaci per non riprendere peso. Tuttavia, cresce la preoccupazione che molte persone possano interrompere la terapia farmacologica antiobesità poco dopo averla iniziata, ma i dati basati sulla popolazione rimangono scarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati<br>Per fornire ulteriori prove, i ricercatori hanno utilizzato i dati dei registri sanitari nazionali per esaminare la probabilità e le ragioni dell&#8217;interruzione dell&#8217;uso di semaglutide per la perdita di peso in tutti gli adulti (di età pari o superiore a 18 anni) senza diabete che hanno iniziato il trattamento tra la data di lancio del farmaco in Danimarca (1 dicembre 2022) e il 1 ottobre 2023. Dei 77.310 pazienti identificati che assumevano per la prima volta semaglutide per la perdita di peso, oltre la metà (40.262; età media 50 anni, 72% donne) non lo assumeva più dopo un anno, con il 18%, il 31% e il 42% che interrompevano il trattamento rispettivamente entro 3, 6 e 9 mesi. Perché così tante persone interrompono l&#8217;assunzione del farmaco? L&#8217;analisi ha rilevato che il fattore più comune che influenza la probabilità di interruzione del trattamento è l&#8217;età: i pazienti più giovani di età compresa tra 18 e 29 anni hanno il 48% di probabilità in più di interrompere il trattamento entro il primo anno rispetto a quelli di età compresa tra 45 e 59 anni, dopo aver controllato le differenze di genere. Analogamente, i pazienti residenti in aree a basso reddito hanno il 14% di probabilità in più di interrompere il trattamento entro il primo anno rispetto a quelli residenti in aree ad alto reddito. Entrambi questi fattori evidenziano il probabile impatto degli elevati costi di questi farmaci (2000 euro all&#8217;anno per la dose più bassa di semaglutide a giugno 2025), che rappresentano un importante ostacolo al trattamento per molte persone. Inoltre, le persone che avevano precedentemente assunto farmaci gastrointestinali (il che potrebbe indicare una maggiore vulnerabilità ai comuni effetti collaterali gastrointestinali avversi segnalati dagli utilizzatori di GLP1-RA, come nausea, vomito e diarrea) avevano il 9% di probabilità in più di interrompere l&#8217;assunzione di semaglutide entro il primo anno. Allo stesso modo, le persone con una storia di assunzione di farmaci psichiatrici avevano il 12% di probabilità in più di interrompere il trattamento entro il primo anno, mentre coloro che convivono con malattie cardiovascolari o altre patologie croniche avevano circa il 10% di probabilità in più di interrompere precocemente il trattamento, il che suggerisce anche una maggiore probabilità di sperimentare effetti avversi. &#8220;Questo è particolarmente preoccupante, dato che le persone con comorbilità legate all&#8217;obesità possono trarre i maggiori benefici dal trattamento&#8221;, ha affermato il professor Thomsen. Lo studio ha inoltre rilevato che gli uomini avevano il 12% di probabilità in più di interrompere il trattamento entro un anno rispetto alle donne, il che potrebbe riflettere una perdita di peso insoddisfacente, dati i migliori risultati di perdita di peso generalmente osservati nelle donne che assumevano GLP-1RA rispetto agli uomini. &#8220;Questi risultati sono nuovi e gettano luce sulle ragioni degli alti tassi di interruzione precoce del semaglutide per la perdita di peso in un contesto reale &#8211; ha spiegato Thomsen – con oltre la metà degli adulti in Europa che convive con sovrappeso o obesità, capire chi può trarre i maggiori benefici da interventi che incoraggiano l&#8217;aderenza al trattamento è essenziale per migliorare l&#8217;uso del trattamento e i conseguenti risultati di salute e qualità della vita&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante gli importanti risultati, gli autori riconoscono diversi limiti dello studio, tra cui il fatto che misure antropometriche come l&#8217;IMC esatto non sono generalmente disponibili nei registri sanitari danesi e che non è stato possibile valutare il reddito individuale, la copertura assicurativa o la retribuzione personale, il che potrebbe in parte influenzare le conclusioni. Osservano inoltre che effetti collaterali più lievi, come disturbi gastrointestinali e altre potenziali cause di interruzione del trattamento, non possono essere rilevati completamente nei registri e sono stati probabilmente sottostimati. Infine, i ricercatori non disponevano di informazioni sull&#8217;entità della perdita di peso ottenuta dopo l&#8217;inizio della terapia con semaglutide.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Un po&#8217; meno trasandati</title>
		<link>https://noreporter.org/un-po-meno-trasandati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sky news]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 22:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo trasandato e privo di stile</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ma riuscirà?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A stabilirlo sono alcune circolari scolastiche emanate in diversi istituti italiani che, con l&#8217;inizio del nuovo anno accademico, impongono nuove regole stringenti sull&#8217;abbigliamento degli studenti. Niente abiti scollati e attillati, shorts, minigonne, bermuda, top, unghie lunghe e ciabatte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stop a pantaloncini, minigonne, bermuda e unghie lunghe a scuola<br>A stabilirlo sono alcune circolari scolastiche emanate in diversi istituti italiani che, con l&#8217;inizio del nuovo anno accademico, impongono regole più stringenti sul dress code degli studenti. Come riporta Orizzonte Scuola, le circolari definiscono nuovi divieti agli alunni, invitandoli ad “adottare un abbigliamento sobrio, decoroso, pulito e ordinato”. Niente “abiti scollati o eccessivamente sbracciati, pantaloni a vita bassa, minigonne, abiti attillati o trasparenti, short, pantaloncini”, si legge in una circolare di un istituto di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Basta anche ad “abiti che evochino tenute estive, o anche balneari: bermuda, canottiere, ciabatte”, riferisce invece una nota di una scuola superiore di Conversano (Lecce).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri divieti<br>Divieto assoluto, in un istituto di Pisa, per “ogni tipo di pantaloncino e top di qualsiasi lunghezza e misura”, pena l&#8217;allontanamento dalla scuola. Come riporta ancora Orizzonte Scuola, in una scuola superiore di Trezzano sul Naviglio (Milano) il divieto si estende anche alle “unghie estremamente lunghe e appuntite”. E ancora, in un istituto di Bisceglie (Bari) gli studenti non potranno indossare “bermuda, shorts, canotte, top scollati, hot pants, gonne succinte, vestiario da spiaggia”. L&#8217;obiettivo, stando alle motivazioni espresse dagli istituti che hanno aderito alle ordinanze, è quello di garantire “rispetto e decoro”, “sicurezza e igiene”, “rispetto reciproco”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sondaggio<br>Secondo un recente sondaggio di Skuola.net, su un campione di quasi 3mila studenti, circa 3 alunni su 10 devono prestare attenzione al dress code. E un ulteriore 55% è &#8220;invitato a presentarsi in classe in modo adeguato al contesto&#8221;. Stando ai risultati dell&#8217;indagine, inoltre, solo uno studente su 5 ha carta bianca sull&#8217;abbigliamento. Nel mirino, spesso e volentieri, finiscono soprattutto le ragazze: i divieti più frequenti riportati dagli intervistati riguardano infatti top e canottiere troppo &#8220;minimal&#8221;, magliette con spalle e pancia &#8220;scoperte&#8221;, abiti scollati, gonne e pantaloni troppo corti. Tra i divieti anche quello del cappello o il cappuccio della felpa durante le lezioni. Ci sono, poi, istituti che utilizzano formule generiche, mettendo al bando gli outfit definiti &#8220;sgarbati&#8221; o in grado di &#8220;distrarre&#8221; gli altri studenti. Tante le scuole che vietano alle studentesse di avere unghie finte &#8211; spesso giustificando il divieto con la loro potenziale &#8220;pericolosità&#8221; &#8211; trucchi appariscenti, capelli colorati, accessori vistosi, piercing. Per i ragazzi, invece, attenzione alla barba, che non deve essere né lunga né incolta.</p>
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