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	<title>tgcom24, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>tgcom24, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Ci sono altri mondi</title>
		<link>https://noreporter.org/ci-sono-altri-mondi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altrove]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Intelligenza Artificiale ci aiuta a scoprirli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non li immagineremo mai tutti</p>



<p>Sono più di cento i pianeti esterni al Sistema solare la cui esistenza è stata confermata con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale, che ha passato in rassegna i dati raccolti dal telescopio spaziale Tess della Nasa. Dei nuovi pianeti fanno parte trentuno finora mai identificati.<br>La ricerca, condotta dall&#8217;Università britannica di Warwick, è pubblicata in tre articoli sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il cacciatore di mondi alieni Tess è specializzato nel registrare le oscillazioni che avvengono nella luminosità di una stella quando un pianeta transita contro il suo disco. Sono i dati relativi a queste osservazioni che i ricercatori hanno fatto analizzare al sistema di IA chiamato Raven: ne ha esaminate più di 2,2 milioni, raccolte nei primi quattro anni di vita operativa di Tess, focalizzandosi soprattutto sui pianeti che orbitano più vicino alla loro stella, percorrendo un&#8217;orbita in meno di sedici giorni.<br>&#8220;Utilizzando il sistema Raven siamo stati in grado di validare la scoperta di 118 esopianeti e di individuare oltre duemila candidati esopianeti, mille dei quali completamente nuovi&#8221;, dice la prima autrice di uno degli articoli, la spagnola Marina Lafarga Magro dell&#8217;Università di Warwick. &#8220;È uno dei campioni meglio caratterizzati di pianeti con un&#8217;orbita ravvicinata e in futuro ci aiuterà a identificare i sistemi più promettenti&#8221;, ha aggiunto.<br>I risultati dello studio Tra le informazioni più importanti ci sono quelle relative ai pianeti che orbitano attorno alle loro stelle in meno di ventiquattro ore, ai pianeti del cosiddetto &#8220;deserto neptuniano&#8221;, che si trovano cioè in una regione nella quale si ritiene che i pianeti simili a Nettuno dovrebbero essere molto rari, e ancora sistemi nei quali più pianeti sono su orbite vicine alla loro stella. Dall&#8217;analisi dei dati è emerso inoltre che circa il 10% delle stelle simili al Sole ospitano almeno un pianeta che percorre un&#8217;orbita ravvicinata e che i pianeti simili a Nettuno si trovano intorno ad appena lo 0,08% delle stelle simili al Sole.<br>In particolare, il sistema Raven aiuta a capire se l&#8217;attenuazione della luminosità di una stella sia effettivamente causata da un pianeta o da un&#8217;altra causa. &#8220;Abbiamo addestrato modelli di apprendimento automatico per identificare schemi nei dati che possono indicarci il tipo di evento rilevato&#8221;, osserva Andreas Hadjigeorghiou dell&#8217;Università di Warwick, che ha guidato lo sviluppo di Raven. Quello che l&#8217;IA ha permesso di ottenere non è una lista di pianeti, ma uno strumento &#8220;sufficientemente affidabile da poter essere utilizzato come campione per mappare la prevalenza di diversi tipi di pianeti attorno a stelle simili al Sole&#8221;, ha detto David Armstrond, coautore degli articoli.</p>



<p></p>
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		<title>Essa domina</title>
		<link>https://noreporter.org/essa-domina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 22:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regge malgrado la concorrenza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ancora </p>



<p>Per il sesto anno consecutivo,la Sapienza Università di Roma si conferma la migliore istituzione al mondo nel campo delle Lettere Classiche e della Storia Antica. Mentre altri prestigiosi atenei registrano oscillazioni — come Oxford, scivolata al quarto posto dietro i due colossi cinesi Fudan e Pechino — la Sapienza mantiene saldamente la vetta. È quanto emerge dai QS World University Rankings by Subject 2026, pubblicati di recente, che ogni anno confrontano le università globali in base alle singole discipline.<br>Più in generale, come fa notare un&#8217;analisi del report effettuata dal portale Skuola.net, tra i giganti statunitensi e la rapida ascesa degli atenei asiatici, l’Italia vanta ben 8 piazzamenti nella Top 10 mondiale e altri 8 nella Top 20.<br>Nel contesto dell&#8217;Unione Europea, la performance italiana è superata solo dall&#8217;Olanda (15 istituti in Top 10 e 35 in Top 20). Ma l’Italia precede grandi nazioni come la Francia (6 atenei in Top 10, nessun primato assoluto e 9 nella Top 20) e la Germania (2 atenei in Top 10 e 14 nella Top 20).<br>QS World University Rankings by Subject: i piazzamenti delle italiane<br>L’ateneo romano, oltre al primato nelle discipline classiche, eccelle in altre materie dell&#8217;area umanistica, posizionandosi al settimo posto globale sia in Storia dell’Arte che in Archeologia. Oltre alla Sapienza, altri tre atenei italiani figurano tra i primi dieci al mondo nelle rispettive categorie: il Politecnico di Milano (6° in Architettura e 7° in Art &amp; Design), l&#8217;Università Bocconi (9ª nel Marketing e 10ª in Business &amp; Management) e la Scuola Normale Superiore di Pisa (10ª negli Studi Classici).<br>Il Politecnico di Milano si distingue, inoltre, con tre corsi di area STEM nella Top 20 (Ingegneria Meccanica, Aeronautica e Civile al 14° posto; Ingegneria e Tecnologia al 20°) e altri sei nella Top 50: Data Science e AI, Ingegneria Chimica, Ingegneria Elettrica ed Elettronica, Scienza dei Materiali, Ingegneria Mineraria e Matematica.<br>Anche il Politecnico di Torino si posiziona tra i leader mondiali: 18° in Architettura, 19° in Ingegneria del Petrolio e con altri quattro corsi presenti nella Top 50. La Bocconi estende il proprio prestigio oltre i due piazzamenti in Top 10, classificandosi 18ª in Economia ed Econometria, 20ª in Accounting &amp; Finance e 48ª in Social Policy &amp; Administration. In ambito politico, la Luiss raggiunge il 23° posto in Politics &amp; International Studies, seguita dall&#8217;Istituto Universitario Europeo di Fiesole (31°).<br>L&#8217;Università di Bologna (Alma Mater) vanta 9 discipline tra le prime 50 al mondo, con l&#8217;Archeologia al 19° posto e Ingegneria del Petrolio al 24°, mentre la Sapienza ne conta 6 nella medesima fascia. Tra le altre performance di rilievo, l&#8217;Università di Padova si attesta al 48° posto in Psicologia e l&#8217;Università di Torino al 42° in Filosofia. Si segnala inoltre la NABA di Milano, che entra in classifica al 41° posto per Art &amp; Design.<br>Nell&#8217;area delle Lettere e della Storia dell&#8217;Arte, emergono le ottime performance dello IUAV di Venezia (14° in Storia dell&#8217;Arte), delle università di Firenze e Roma Tre (entrambe 26ª), dell&#8217;Università di Pisa (23ª in Lettere Classiche) e della veneziana Ca&#8217; Foscari (24ª nella medesima disciplina).<br>In totale, sono 60 gli atenei italiani citati (rispetto ai 56 del 2025) compaiono 769 volte nella classifica, di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. L&#8217;Italia è il settimo paese più rappresentato per atenei classificati.</p>
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		<title>Vergine cuccia</title>
		<link>https://noreporter.org/vergine-cuccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costavano meno i bagni di Poppea</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un&#8217;umanità alla deriva</p>



<p>Negli Stati Uniti va a gonfie vele il business della toelettatura per animali domestici. Secondo quanto riferisce il New York Times, a Manhattan si spendono anche mille dollari per una sessione di dog grooming, e il benessere di fido è ormai diventato essenziale ed è equiparato a tutti gli effetti a quello di un essere umano.<br>Quello che una volta era considerato solo un trattamento igienico, finalizzato alla pulizia, ora ha invece varcato i confini del wellness diventando anche anti-invecchiamento. Inoltre, visto che molti americani si sentono sempre più soli e isolati, tendono a cercare conforto nei loro animali domestici e a considerali veri e propri membri familiari, non badando a spese quando si tratta del loro benessere fisico e mentale. Secondo un rapporto pubblicato da Future Market Insights, società specializzata in ricerca di marketing, quest&#8217;anno l&#8217;industria del pet grooming arriverà a 19,5 miliardi di dollari mentre entro il 2036 sfiorerà i 50 miliardi.<br>Aziende e investitori non stanno a guardare. L&#8217;anno scorso, Jane Lauder, erede della Estée Lauder Companies, ha abbandonato il mondo dei profumi e dei cosmetici ed ha dato vita a Taw Ventures, un fondo d&#8217;impresa il cui nome è un acronimo di Thaddeus Alistair Warsh, il suo goldendoodle (un incrocio tra Golden Retriever e un Barbone), il cui scopo è quello di focalizzarsi sul benessere e la longevità degli animali domestici. Non tutti possono tuttavia permettersi spese folli per il loro cane, e se alcuni sono ricorsi al fai da te imparando le tecniche di toelettatura, altri hanno persino varcato i confini americani. Come si legge sul New York Times, una donna, Nicole Eaton, approfittando delle vacanze in Serbia, spende solo venti dollari per la toelettatura del suo barboncino e cento per la pulizia dei denti con anestesia. In Messico, a Tijuana, la spesa media per un trattamento igienico completo è di quaranta dollari.</p>
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		<title>Veloce come un tomawok</title>
		<link>https://noreporter.org/veloce-come-un-tomawok/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 22:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non voleva lasciare l'ascia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al volante</p>



<p>È fuggito all&#8217;alt dei carabinieri a bordo di un&#8217;auto sulla cui aveva caricato un&#8217;ascia e, per di più, senza patente. Per questo, lo scorso 13 marzo, un 30enne tunisino è stato arrestato dai militari dell&#8217;Arma in provincia di Mantova. L&#8217;uomo, al volante di un&#8217;auto che non avrebbe potuto guidare, ha eluso il posto di blocco dei carabinieri dando vita a un inseguimento di circa dieci chilometri. Dopo aver bloccato il fuggiasco dopo una breve fuga a piedi, gli agenti hanno rinvenuto, nascosta sotto il sedile dell&#8217;auto, un&#8217;ascia. Oltre all&#8217;arresto, l&#8217;uomo è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti a offendere.</p>



<p>Le accuse Il 30enne è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e del nuovo reato introdotto dal decreto sicurezza appena entrato in vigore. Quest&#8217;ultimo prevede pene più severe per chi, non fermandosi all&#8217;alt delle forze dell&#8217;ordine, fugge mettendo in pericolo l&#8217;incolumità altrui. I carabinieri hanno infatti contestato al tunisino di aver causato, dandosi alla fuga, una serie di rischi per gli altri automobilisti e i pedoni &#8220;ignorando ogni regola del codice della strada&#8221;. Oltre all&#8217;arresto, il giovane è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti a offendere e sanzionato per la lunga serie di infrazioni al codice della strada. Il tribunale ha convalidato l&#8217;arresto e disposto l&#8217;obbligo di dimora in provincia di Mantova.</p>
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		<title>Stage nel futuro</title>
		<link>https://noreporter.org/stage-nel-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 22:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assume Bruxelles</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Neanche mal pagato</p>



<p>Uno stipendio da 1.538,16 euro al mese per cinque mesi per fare esperienza nella Commissione europea. È questa l&#8217;opportunità offerta dal programma di tirocinio Blue Book, che mette a disposizione circa mille posti per giovani laureati. Dunque, un&#8217;ottima possibilità per cominciare la propria carriera lavorativa, facendo esperienza in una delle istituzioni europee.<br>Le candidature possono essere inviate dal 16 marzo al 7 aprile e permettono di partecipare alla selezione per uno stage che si svolgerà dall&#8217;1 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027. Il programma è aperto ai cittadini dell’Unione europea, con un numero limitato di posti anche per cittadini di Paesi terzi, e non prevede limiti di età. Per partecipare è necessario aver conseguito almeno una laurea triennale, in qualsiasi indirizzo, conoscere almeno due lingue ufficiali dell&#8217;Ue e non aver già lavorato per più di sei settimane presso istituzioni od organi dell&#8217;Ue.</p>



<p>I due tipi di tirocinio disponibili La Commissione Europea propone due percorsi di tirocinio. Il primo è quello amministrativo; il secondo è il tirocinio di traduzione, organizzato presso la Direzione generale della Traduzione (Dgt). I tirocinanti possono essere assegnati a strutture con sede soprattutto a Bruxelles, ma anche a Lussemburgo e in altre città dell&#8217;Unione europea.<br>Cosa fa un tirocinante e cosa si impara Durante i cinque mesi di stage i partecipanti vengono coinvolti direttamente nelle attività quotidiane degli uffici. Tra i vari compiti previsti ci sono organizzare e partecipare a riunioni, gruppi di lavoro e audizioni pubbliche; svolgere lavori di ricerca, redigere e revisionare documenti; rispondere alle domande dei cittadini e contribuire alla gestione di progetti. A seconda dell&#8217;ufficio di destinazione si può anche lavorare su traduzioni, revisione delle traduzioni o ricerche terminologiche. Con un&#8217;esperienza di questo tipo i neolaureati potranno mettersi alla prova con un lavoro di squadra, sviluppando competenze fondamentali in ogni ambito, come organizzazione e comunicazione, senza considerare che si troveranno in un ambiente internazionale, multiculturale e multilingue.</p>



<p></p>
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		<title>Mamme-nonne o quasi</title>
		<link>https://noreporter.org/mamme-nonne-o-quasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In meno di vent'anni l'età media è cresciuta di otto anni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia stiamo davvero mal messi in materia</p>



<p>È inseguendo nella vita una stabilità che sembra non arrivare mai, non solo a livello relazionale, che le italiane rimandano di anno in anno l&#8217;idea di diventare mamme. E procrastinano a tal punto che il primo figlio si ha, in media, a 31,9 anni. Un&#8217;età, questa, che le pone, statisticamente, sul podio delle mamme più anziane dell&#8217;Unione Europea. Lo certificano gli ultimi dati Eurostat, in cui viene denunciato un crollo generale della fertilità nei 27 Paesi Ue, compresi quegli Stati con welfare storicamente attento alle famiglie, come la Francia e la Scandinavia, a dimostrare che siamo nel bel mezzo di un &#8220;cambiamento culturale rilevante&#8221;. Nel merito del &#8220;primato&#8221; italiano, si può, però, parlare di un concorso di colpe. Ecco quali.</p>



<p>Perché le donne italiane rimandano la maternità? E&#8217; una combinazione di fattori economici, sociali e culturali, così strutturata, ormai, e, pertanto, dura a morire, a portare le italiane a essere, tecnicamente, delle primipare attempate, donne cioè al primo figlio con un&#8217;età sempre più vicina ai 35 anni.<br>In Italia l&#8217;età media al parto è passata dai 29,1 anni del 1991 ai 31,6 del 2023. Più di una donna su tre, ovvero il 35,5% di quelle in età fertile diventa mamma per la prima volta dopo i 35 anni e nel 2004 le mamme over 35 rappresentavano poco più del 27% (22% era, per esempio, il dato regionale lombardo).<br>Le principali motivazioni che possono spiegare questo quadro sono incluse in un contesto complesso, fatto di precarietà lavorativa, difficoltà di conciliare carriera e maternità, instabilità economica e desiderio di solidità finanziaria prima di avere figli. E la gravidanza più che un evento naturale è un appuntamento programmato, una scelta precisa e consapevole una volta trovati insieme il compagno di vita, il lavoro ideale e un livello soddisfacente di stabilità economica.</p>



<p>L&#8217;instabilità lavorativa e le difficoltà nel trovare un impiego stabile portano a rimandare la maternità specialmente nelle giovani. La difficoltà successiva si presenta nell&#8217;offerta dei servizi per l&#8217;infanzia (pochi posti negli asili nido) e nelle politiche di supporto alla famiglia: la gestione dei figli è difficile senza una sicurezza economica. Ed è qui che si inserisce anche l&#8217;attuale contesto culturale. Il desiderio di sicurezza abitativa ed economica prima di creare una famiglia è sempre più sentito in Italia e spinge a far slittare la pianificazione prettamente familiare.<br>Quasi un&#8217;utopia, dunque, che sembra venire confermata dai dati più recenti, diffusi da osservatori come Eurostat, Istat e Bankitalia: se è vero che cresce l&#8217;occupazione femminile (negli ultimi 10 anni in Italia si va dal 50,5% del terzo trimestre 2015 al 58,3% dello stesso periodo del 2025), per le italiane la maternità, quando arriva senza il rischio di perdere quel posto di lavoro, trova ancora un ostacolo, poi, nella poca possibilità di conciliare famiglia e lavoro. Fermo restando che continua a pesare il gender pay gap, il divario retributivo di genere, problema strutturale nel mondo del lavoro.</p>



<p>L&#8217;inverno demografico e la scelta delle donne &#8220;Nessuna donna deve sacrificare la propria realizzazione professionale e la sua autonomia per la maternità eppure le culle restano vuote e la sfida demografica in Europa è un problema&#8221;, sottolinea la direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa), Diene Keita, partecipando alla Farnesina al convegno &#8220;Donne del mio tempo&#8221; in occasione della Giornata internazionale della Donna. &#8220;Se una donna rinuncia ai figli perché teme per il suo lavoro, quella non è una libera scelta: è una rinuncia forzata&#8221;, ha aggiunto sollecitando politiche concrete a sostegno della maternità che consentano anche ai padri di essere presenti nella cura della famiglia.</p>
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		<title>La mitica ruota di scorta</title>
		<link>https://noreporter.org/la-mitica-ruota-di-scorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 22:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse non ci sarà più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un giorno sarò solo un racconto lontano</p>



<p>Per decenni è stata un elemento immancabile nel bagagliaio. Oggi invece, aprendo il vano posteriore di molte auto nuove, al posto della ruota di scorta si trova spesso un semplice kit di riparazione. La sua scomparsa non è dovuta al caso ma è il risultato di cambiamenti tecnici, economici e progettuali che hanno trasformato il modo in cui vengono costruite le automobili.<br>Peso, consumi e progettazione<br>Uno dei motivi principali riguarda il peso. Una ruota completa, con cerchio e pneumatico, può pesare anche 15-20 kg. Eliminandola, i costruttori riducono la massa complessiva del veicolo, migliorando leggermente consumi ed emissioni. In un’epoca in cui le normative ambientali sono sempre più stringenti, anche pochi chilogrammi fanno la differenza nei calcoli ufficiali. Le piattaforme moderne devono ospitare componenti sempre più complessi, soprattutto sulle auto ibride ed elettriche. Batterie, sistemi elettronici e strutture di sicurezza occupano volume prezioso, e rinunciare alla ruota di scorta permette di avere bagagliai più capienti.<br>Tecnologia e nuovi sistemi anti-foratura<br>Il secondo fattore è l’evoluzione degli pneumatici e delle soluzioni di emergenza. Molti modelli oggi montano gomme rinforzate o pneumatici run-flat, che consentono di continuare a guidare per qualche chilometro anche dopo una foratura. In alternativa, le case forniscono un kit composto da compressore e liquido sigillante che permette una riparazione temporanea sufficiente a raggiungere un’officina. Il risultato è che la ruota di scorta tradizionale, un tempo simbolo di sicurezza e autonomia per gli automobilisti, è diventata un optional o è scomparsa del tutto da molti modelli moderni.</p>



<p></p>
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		<title>La fioritura</title>
		<link>https://noreporter.org/la-fioritura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 22:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Niente da invidiare all'Olanda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>in Veneto</p>



<p>Si avvicina uno dei momenti più belli per tutti gli appassionati di tulipani: quello della grande fioritura. Tra le tante località italiane ce n&#8217;è una in particolare, dove questo evento assume un fascino particolare, con migliaia di corolle colorate che tingono il verde di un manto erboso tenuto a perfetta regola d&#8217;arte.</p>



<p>Grande fioritura di tulipani: riapre il Parco Giardino Sigurtà<br>Si tratta indubbiamente di un autentico paradiso terrestre per gli amanti dei fiori: il Parco Giardino Sigurtà è noto per ospitare la più grande fioritura di tulipani d&#8217;Italia, che proprio in questo periodo ci regala uno spettacolo unico.<br>Il giardino botanico, che si trova a Valeggio sul Mincio (alle porte di Verona e a pochi chilometri dal Lago di Garda), come consuetudine, si prepara a riaprire al pubblico sabato 7 marzo in vista della fioritura più attesa dell&#8217;anno.<br>L&#8217;evento che di fatto celebra l&#8217;imminente arrivo della primavera astronomica (mentre quella meteorologica è già iniziata) è noto con il nome di &#8220;Tulipanomania 2026&#8221; e prenderà il via il prossimo 7 marzo, giorno in cui il parco riaprirà i suoi cancelli.<br>Dal primo weekend di marzo sarà così possibile fare un tuffo nella natura e nei colori e profumi che la nuova stagione ci riporta. Si tratterà indubbiamente di un modo diverso di trascorrere il fine settimana, soprattutto se le condizioni meteo ci regaleranno due giorni all&#8217;insegna del sole primaverile.</p>



<p>Tulipanomania 2026, un paradiso di biodiversità<br>Non ci sono dubbi sul fatto che i protagonisti di questo evento primaverile siano i tulipani, anche se non sono i soli a renderlo unico al mondo. In questo paradiso floreale di indubbia bellezza sono infatti presenti anche molti animali.</p>



<p>Passeggiando tra i vialetti del parco è possibile osservare la natura viva in ogni angolo: dagli scoiattoli a i coniglietti che attraversano veloci per andare a rifugiarsi tra gli alberi, ai cigni e le anatre che, con la loro tipica andatura, solcano le acque dei laghetti fino alle sinfonie di uccelli canori e germani reali.<br>Con l&#8217;arrivo della bella stagione poi, arrivano anche le farfalle e le api a danzare tra le corolle dei fiori, trasformando questo posto in parte di un piccolo ecosistema dove tutto, dalla flora alla fauna, racconta la meravigliosa bellezza di un mondo vivo e armonioso.<br>Parco Giardino Sigurtà: record di presenze nel 2025 (e quest&#8217;anno si replica)<br>Il parco, che occupa uno spazio verde di 60 ettari, l&#8217;anno scorso ha visto un record di presenze. Il Festival di Tulipanomania 2025 ha fatto registrare ben 450 mila ingressi e quest&#8217;anno le premesse per eguagliare (o addirittura superare) questo record ci sono davvero tutte.<br>D&#8217;altronde il giardino botanico, pur essendo famosissimo per la fioritura di tulipani, ospita anche molte altre varietà di fiori, e decidere di passare qualche ora al suo interno significa fare una full immersion nella natura e scoprire le rare bellezze che questa ci offre.<br>Narcisi, giacinti, forsizie e muscari fanno da cornice a oltre un milione di tulipani, colorando vialetti, aiuole e bordi dei tanti laghetti con mille tonalità, per tutta la durata dell&#8217;evento che si protrarrà fino ai primi giorni di maggio.</p>



<p>Tulipanomania, il festival pluripremiato<br>La manifestazione è ideata e curata da Giuseppe Sigurtà, Amministratore Delegato del giardino e diretto discendente del conte Enzo Inga Sigurtà, che per primo introdusse la coltivazione massiccia di tulipani in questa zona.<br>La manifestazione non rappresenta una semplice mostra botanica, ma piuttosto un evento che, nel corso degli anni, ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi. Nel 2022 ha ricevuto il titolo di Miglior Festival di Tulipani nel mondo, mentre nel 2024 è riuscita ad aggiudicarsi il World Tulip Innovation Award. Questi riconoscimenti non sanciscono solo l&#8217;abilità degli organizzatori di creare scenari unici con la fioritura dei tulipani, ma anche l&#8217;impegno che ogni anno mettono nel proporre un programma ricco per intrattenere il pubblico.<br>Tra gli eventi più attesi di questa edizione c&#8217;è lo Show Garden, un percorso di isole cromatiche che comprende oltre 200 varietà di tulipani e molte installazione poste sulla superficie, che creeranno stupendi giochi di luce, aiuole galleggianti e molto altro. Torneranno anche i celebri Sabato d&#8217;artista, con laboratori pensati per chi vuole immortalare la bellezza del luogo aiutandosi con pennarelli e pastelli.</p>



<p>Come visitare il Parco Giardino Sigurtà<br>Per accedere alle più belle fioriture d&#8217;Italia è necessaria la prenotazione. I biglietti si possono acquistare online direttamente sul sito ufficiale oppure direttamente alle casse poste all&#8217;ingresso del parco. Il giardino botanico è aperto tutti i giorni (compresi i festivi) dalle ore 9:00 alle 19:00, con ingresso fino alle 18:00.</p>
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		<title>Il nostro lato canino</title>
		<link>https://noreporter.org/il-nostro-lato-canino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 22:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pavlov </p>
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<p>Non solo nel senso dell&#8217;uso dei canini</p>



<p>Il frigorifero è chiuso, la cena è finita da poco. Eppure basta il rumore di una confezione che si apre per riaccendere l&#8217;appetito. Non è solo questione di gola o di mancanza di forza di volontà. Non è lo stomaco a chiederlo, ma il cervello, sedotto dalla promessa di gratificazione immediata, a spingerci verso l&#8217;ennesimo snack. A spiegare perché troviamo sempre spazio per il dolce anche quando siamo sazi, è lo studio pubblicato sulla rivista Appetite e guidato dall&#8217;Università britannica dell&#8217;East Anglia.<br>Perché continuiamo a mangiare anche se siamo sazi? Il senso di pienezza nasce da segnali che partono dallo stomaco e dall&#8217;intestino e arrivano al cervello per dirci che abbiamo assunto abbastanza energia. Ma questi segnali possono essere scavalcati quando entrano in gioco cibi particolarmente gratificanti. Secondo gli autori della ricerca, questo meccanismo potrebbe spiegare perché tante persone fanno fatica a non mangiare in quantità eccessive rispetto al proprio fabbisogno, soprattutto in un mondo nel quale sono costantemente esposte a pubblicità allettanti e alla facile disponibilità di qualsiasi cibo.<br>Gli snack ricchi di zuccheri, grassi e sale stimolano, infatti, i circuiti della ricompensa, gli stessi coinvolti nelle esperienze piacevoli. Quando questi percorsi si attivano, la motivazione a mangiare non dipende più dalla fame fisiologica, ma dal desiderio di provare ancora quella sensazione di piacere.</p>



<p>Il digiuno intermittente potrebbe fare bene al cervello<br>Cosa succede nel cervello davanti a un cibo appetitoso? Davanti a un alimento molto palatabile si attivano aree cerebrali legate alla dopamina, il neurotrasmettitore associato alla gratificazione. È come se il cervello registrasse quell&#8217;esperienza come qualcosa di altamente desiderabile, spingendoci a ripeterla. Questo meccanismo può prevalere sui segnali di sazietà. Anche se il corpo non ha bisogno di altre calorie, la mente vuole continuare. È un impulso che non nasce dalla necessità energetica, ma dall&#8217;aspettativa di piacere.</p>



<p>Junk food, perché vietare pubblicità del &#8220;cibo spazzatura&#8221; è anche una scelta etica<br>Perché alcuni faticano più di altri a fermarsi? Non tutti reagiscono allo stesso modo. Fattori genetici, abitudini alimentari, stress e qualità del sonno possono influenzare la sensibilità ai cibi gratificanti. In alcune persone il sistema della ricompensa risponde in modo più intenso, rendendo più difficile interrompere il consumo. Anche l&#8217;ambiente gioca un ruolo chiave: confezioni grandi, pubblicità accattivanti, disponibilità continua di snack aumentano le occasioni di mangiare senza fame.<br>Cosa ha rivelato lo studio? I ricercatori guidati da Thomas Sambrook hanno monitorato tramite encefalogramma (Eeg) il cervello di 76 volontari mentre facevano un gioco nel quale la ricompensa consisteva in cioccolato, dolci, patatine e popcorn. A metà dell&#8217;esperimento veniva offerto loro un pasto a base di uno di questi alimenti finché non si dichiaravano completamente sazi. Il loro cervello, però, sembrava non essere d&#8217;accordo con lo stomaco: l&#8217;attività elettrica nelle aree cerebrali associate alla ricompensa continuava a rispondere con la stessa intensità di prima alle immagini di cibo del quale lo stomaco era sazio.</p>
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		<title>Arte anche culinaria</title>
		<link>https://noreporter.org/arte-anche-culinaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si mangia al museo</p>
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<p>Specie da noi</p>



<p>Passo lento, silenzio quasi religioso, occhi che si perdono nella meraviglia dell’arte. C’è stato un tempo in cui al museo si andava solo per ammirare la cultura. Oggi le cose invece sono un po’ cambiate. Il museo è diventato un luogo da vivere, da attraversare senza fretta. E sempre più spesso, anche da assaporare. Perché il cibo è diventato parte dell’esperienza: un’estensione del percorso espositivo, un modo diverso di restare dentro l’atmosfera del luogo. Mangiare al museo significa prendersi una pausa che non spezza l’incanto, ma lo prolunga. Sedersi a tavola con ancora negli occhi un quadro, una scultura, un’installazione. E scoprire che anche il piatto, in fondo, può essere una forma di racconto.</p>



<p>Ecco cinque indirizzi dove l’arte non finisce all’uscita della mostra, ma continua a tavola.</p>



<p>Enrico Bartolini al MUDEC, Milano<br>È il caso più emblematico in Italia: un ristorante tre stelle Michelin dentro un museo. Al MUDEC, il Museo delle Culture, Enrico Bartolini ha costruito un’esperienza unica. Qui la cucina dialoga con lo spirito del luogo: apertura al mondo, contaminazioni, eleganza contemporanea. La sala è luminosa, affacciata sull’architettura del museo e il menù è un percorso gastronomico che richiede tempo e attenzione, proprio come una mostra importante. Non è solo una destinazione per gourmet: è la dimostrazione che oggi alta cucina e alta cultura possono condividere lo stesso spazio e lo stesso pubblico.</p>



<p>Bar Luce e Ristorante Torre, Fondazione Prada, Milano<br>Alla Fondazione Prada il cibo è parte del progetto culturale, non un semplice contorno. Il Bar Luce, disegnato da Wes Anderson, è diventato un’icona: un set cinematografico anni Sessanta dove fermarsi per un caffè, una fetta di torta o un pranzo informale, circondati da un’estetica che sembra uscita da un film. In alto alla Fondazione Prada, al sesto piano, svetta invece il Ristorante Torre, che aggiunge un altro livello all’esperienza: vista sulla città, cucina curata, atmosfera sospesa tra design e arte contemporanea. Qui la pausa diventa parte della visita, quasi una sala in più del museo, solo con i piatti al posto delle opere.</p>



<p>Da Giacomo Arengario, Museo del Novecento, Milano<br>Mangiare con il Duomo davanti agli occhi è già di per sé un’esperienza. Farlo dentro uno dei musei simbolo della città lo rende ancora più speciale. Da Giacomo Arengario è il posto giusto per chi ama l’idea di un pranzo lento dopo una visita al Museo del Novecento. Qui la cucina italiana è riconoscibile, l’atmosfera elegante ma rassicurante e c’è la sensazione di essere sospesi tra la Milano storica e quella culturale. Il museo quindi non è solo un contesto, ma una cornice che amplifica il piacere della pausa.</p>



<p>The Modern al MoMA, New York (in foto)<br>Se c’è un luogo che ha reso naturale l’incontro tra arte contemporanea e alta cucina, è il MoMA. The Modern, il ristorante del museo, è una destinazione gastronomica a tutti gli effetti, con due stelle Michelin e una vista privilegiata sul giardino delle sculture. Qui si viene anche senza visitare le mostre, ma l’esperienza migliore resta quella completa: prima le sale del museo, poi il tavolo, con piatti che riflettono la stessa idea di contemporaneità, ricerca e precisione. È uno di quei posti che dimostrano come il confine tra esperienza culturale ed esperienza gastronomica sia ormai sempre più sottile.</p>



<p>Nerua al Guggenheim di Bilbao<br>Dentro l’architettura spettacolare firmata Frank Gehry, Nerua, una stella Michelin, è un esempio perfetto di come cucina e spazio possano dialogare. Il ristorante, guidato dallo chef Josean Alija, propone una cucina essenziale, pulita, profondamente legata al territorio basco. L’idea è la stessa del museo che lo ospita: sorprendere senza gridare, emozionare attraverso la forma e la sostanza. Qui mangiare diventa un’estensione naturale della visita al Guggenheim, un altro modo per esplorare la creatività, questa volta nel piatto.</p>



<p>Perché, in fondo, il successo dei ristoranti nei musei racconta qualcosa di più ampio: il nostro modo di vivere la cultura è cambiato. Non vogliamo più solo “vedere”, ma restare, attraversare gli spazi, farli nostri. E il cibo, con la sua capacità di creare tempo, relazione e memoria, è diventato uno degli strumenti più potenti per farlo.</p>



<p></p>
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