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	<title>tgcom24, Autore presso NoReporter</title>
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	<title>tgcom24, Autore presso NoReporter</title>
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		<title>Nicole e la morte</title>
		<link>https://noreporter.org/nicole-e-la-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Angelo nero</p>
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<p>Infermiera finale</p>



<p>Dopo la scomparsa della madre, avvenuta a settembre 2024, Nicole Kidman ha deciso di diventare una &#8220;doula della morte&#8221;. L&#8217;attrice lo ha rivelato nel corso di un recente incontro all&#8217;università di San Francisco, spiegando che con il lutto è arrivata anche la consapevolezza di voler fare qualcosa per le persone che potrebbero morire senza nessuno accanto. A differenza di una doula tradizionale, che assiste a livello morale e pratico le donne incinte, la doula della morte cerca di rendere meno spaventosi gli ultimi giorni di chi è prossimo alla morte.</p>



<p>Cos&#8217;è una doula? Quando si parla di doula, ci si riferisce a una figura di supporto che affianca la donna lungo tutto il percorso della maternità, dalla gravidanza fino al periodo successivo al parto. Il termine deriva dal greco “δούλα”, che significa “serva”, e richiama proprio l’idea di una presenza dedicata e attenta ai bisogni della futura madre.<br>La doula non è una professionista sanitaria: non fornisce cure mediche né interviene in ambito clinico. Si tratta piuttosto di una figura formata attraverso percorsi non medici, che offre un sostegno personalizzato, discreto e rispettoso delle scelte della donna. Il rapporto si costruisce già durante la gravidanza, quando si iniziano a condividere dubbi, aspettative e si pianificano le fasi che porteranno al travaglio e al parto.<br>Esistono principalmente due ambiti di intervento: quello legato al parto e quello al periodo successivo. Durante il travaglio, la doula resta accanto alla donna fornendo supporto emotivo e pratico, ad esempio attraverso tecniche di respirazione, massaggi e suggerimenti sulle posizioni da assumere. Può anche aiutare a orientarsi nelle decisioni legate al tipo di parto e, in caso di imprevisti come un cesareo non programmato, offrire una presenza rassicurante per contenere ansie e paure.<br>Diversi studi, evidenziano come la presenza di una doula sia associata a un minore ricorso agli interventi medici e a una maggiore soddisfazione dell’esperienza del parto. Resta però fondamentale chiarire che questa figura non sostituisce medici o ostetriche, non avendo una formazione sanitaria.<br>Dopo la nascita, la doula postpartum affianca la neomamma nel recupero fisico ed emotivo, offrendo aiuto nella gestione del neonato e supporto nell’allattamento. Il suo ruolo può estendersi anche alla vita domestica, soprattutto in presenza di altri figli, contribuendo a rendere più gestibile una fase spesso delicata e impegnativa.<br>Il ruolo di una doula della morte Proprio come quella tradizionale, anche la doula della morte non prescrive cure né somministra farmaci. Il suo contributo è di natura emotiva, spirituale e pratica, tanto da essere talvolta definita una sorta di &#8220;ostetrica dell&#8217;anima&#8221;. Il suo compito è affiancare la persona nel fine vita, aiutandola a organizzare gli ultimi giorni secondo i propri desideri, creando un ambiente il più possibile sereno e familiare e garantendo una presenza costante per ridurre il senso di solitudine.<br>Si tratta di un ruolo complesso, che richiede una preparazione specifica. Oltre a sostenere chi sta morendo, la doula del fine vita offre supporto anche ai familiari, aiutandoli ad affrontare il lutto e a gestire sia l&#8217;impatto emotivo sia gli aspetti pratici legati a questo momento delicato.<br>Grande attenzione viene dedicata anche all’ambiente: la doula della morte contribuisce a creare uno spazio intimo e rassicurante, che faccia sentire il morente “a casa”, anche in contesti diversi da quello domestico. Questo può avvenire, ad esempio, attraverso oggetti personali, fotografie o elementi che evocano legami affettivi. Allo stesso tempo, utilizza strumenti come musica, luci e profumi per stimolare i sensi e favorire uno stato di calma e rilassamento.<br>Un altro aspetto importante riguarda l’accompagnamento nel comprendere i cambiamenti fisici legati alla fase finale della vita, spiegando i segnali del corpo e aiutando a costruire rituali personalizzati per il momento del commiato.<br>Accanto al supporto emotivo, la doula si occupa anche di alcune incombenze pratiche, permettendo ai familiari di concentrarsi sul proprio vissuto senza essere sopraffatti dalle necessità organizzative. Il suo intervento, inoltre, non si conclude con la morte: spesso continua a mantenere un contatto con la famiglia anche nelle settimane successive, offrendo sostegno nel delicato processo del lutto.<br>Se la doula tradizionale accompagna l’inizio della vita, la doula della morte affianca la sua fase finale, offrendo un supporto emotivo e pratico in due momenti opposti ma altrettanto delicati dell’esistenza.<br>Questa figura sta iniziando a diffondersi anche in Italia: se negli Stati Uniti e nel Regno Unito è già una professione strutturata, nel nostro Paese stanno nascendo i primi percorsi formativi dedicati. Alla base di tutto c&#8217;è un principio semplice ma potente: garantire a ogni persona la possibilità di non affrontare da sola l&#8217;ultimo tratto della propria vita.<br>La morte della madre di Nicole Kidman Janelle Ann Kidman è morta mentre la figlia si trovava al Festival di Venezia per ricevere la Coppa Volpi. Per l&#8217;attrice è stato un colpo durissimo, soprattutto perché ha sempre visto nella madre un punto di riferimento. Nel corso degli anni è stata proprio Janelle a trasmetterle la passione per il mondo della recitazione e a darle il supporto necessario per affrontare a testa alta anche i momenti più difficili.<br>Durante gli ultimi momenti di vita della madre, Nicole Kidman ha sentito sulle proprie spalle tutto il peso delle sue responsabilità come attrice, che talvolta possono impedirle di stare al fianco delle persone che fanno parte della sua vita nel momento del bisogno. &#8220;Mentre mia madre si spegneva, si sentiva sola e c&#8217;era un limite a quel che la famiglia poteva fare per darle il supporto necessario&#8221;.</p>



<p>La decisione La consapevolezza di quanto possa essere spaventosa la solitudine per chi sta per morire ha spinto Kidman a voler intraprendere un nuovo percorso. Senza rinunciare alla sua brillante carriera, l&#8217;attrice ha deciso di fare tutto il possibile per diventare in grado di stare vicino a chi sta soffrendo per rendere meno spaventoso il trapasso. Facendo sempre riferimento a sua madre, Kidman ha spiegato che lei e la sorella avrebbero voluto prendersi cura di lei, anche per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa del padre, ma i tanti impegni lavorativi e familiari hanno reso difficile farlo. E in quel momento la star di Hollywood ha pensato: &#8220;Vorrei che nel mondo ci fossero persone disposte a sedersi accanto a chi sta morendo per offrire conforto e assistenza&#8221;. Si è così avvicinata al mondo delle doula della morte, che ha definito una parte del suo &#8220;percorso di crescita&#8221;.</p>



<p></p>
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		<title>Nuvolari e il Vate</title>
		<link>https://noreporter.org/nuvolari-e-il-vate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 22:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un duo perfetto</p>
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<p>E la tartaruga come talismano</p>



<p>Nel 1932, Tazio Nuvolari era già una leggenda vivente, l&#8217;uomo che sfidava le leggi della fisica su quattro ruote. Gabriele D&#8217;Annunzio, confinato nel suo sontuoso esilio del Vittoriale degli Italiani, volle incontrare colui che incarnava l&#8217;eroismo moderno e la velocità pura.<br>Il più veloce<br>Il pilota mantovano si presentò a Gardone Riviera con la sua Alfa Romeo, accolto dal poeta con una solennità quasi religiosa. In quel clima sospeso tra storia e mito, D&#8217;Annunzio riconobbe in Nuvolari non solo un atleta, ma un artista del rischio, un uomo capace di &#8220;scrivere&#8221; la propria gloria sull&#8217;asfalto proprio come il Vate faceva sulla carta. Il momento culminante della visita fu la consegna di un piccolo oggetto prezioso: una tartaruga d&#8217;oro con il carapace tempestato di pietre.<br>Leggendario<br>Il dono era accompagnato da una dedica rimasta celebre che recitava: &#8220;All&#8217;uomo più veloce, l&#8217;animale più lento&#8221;. D&#8217;Annunzio voleva offrire a Nuvolari un amuleto che bilanciasse la sua frenesia, un simbolo di saggezza e longevità che lo proteggesse dai pericoli della corsa. Nuvolari, uomo di poche parole ma di grande intuito, fece di quel piccolo rettile il suo emblema personale, appuntandolo sulla divisa gialla e trasformandolo in uno dei portafortuna più famoso della storia dell&#8217;automobilismo.</p>
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		<title>Mens insana in corpore insano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disordine spirituale è anche psichico e fisico</p>
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<p>Il problema non sono i &#8220;vizi&#8221; è il resto della vita</p>



<p>Gli italiani sono un po&#8217; meno sedentari, ma sul fronte della salute si ritrovano con più di un tallone d&#8217;Achille. Più di 8 milioni di persone (il 15,1% di chi ha più di 11 anni) hanno almeno un comportamento a rischio legato all&#8217;uso di alcol. Non solo: il vizio del fumo riguarda il 18,6% del totale degli individui. A certificarlo è l&#8217;ultimo report dell&#8217;Istat relativo all&#8217;anno 2025.</p>



<p>Alcol e fumo, italiani bocciati negli stili di vita | Segnali negativi anche dai più giovani<br>Boom di binge drinking e sigarette elettroniche Il consumo abituale &#8220;eccedentario&#8221; di alcol riguarda l&#8217;8,3% della popolazione (11,4% degli uomini, 5,3% delle donne), mentre il binge drinking, il consumo smodato di alcolici, è praticato dall&#8217;8,2% dei connazionali (12,0% uomini, 4,6% donne). Allo stesso tempo, le quote più elevate di fumatori si osservano a partire dalla fascia dei giovani di 18-24 anni (22,9%), fino a raggiungere il livello più elevato tra le persone di 25-34 anni (27,4%). Quasi raddoppiato in quattro anni, inoltre, l&#8217;uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, che passa dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025.<br>Meno sedentarietà ma poca attività fisica Nell&#8217;analisi viene rilevato come, tra gli italiani, la sedentarietà sia in calo (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), nonostante la condizione di inattività fisica continui a interessare oltre il 30% della popolazione, con picchi tra le persone con basso titolo di studio (49,%) e nelle regioni del Mezzogiorno (al Sud non fa attività fisica il 41,2% delle persone, contro il 26% del Centro e il 20,3% del Nord).<br>È invece rimasta stabile, negli ultimi tre anni, la quota di adulti in eccesso di peso, che è pari al 46,4% (era del 46,3% nel 2023). Tra questi il 34,8% è in sovrappeso e l&#8217;11,6% in condizione di obesità (5 milioni e 750mila persone). Sebbene il dato sia pressoché invariato nel triennio, l&#8217;analisi degli ultimi dieci anni mette in evidenza un incremento di 1,3 punti percentuali, determinato dalla componente dell&#8217;indicatore relativa all&#8217;obesità, passata dal 9,8% all&#8217;11,6%. Anche in questo caso si assiste a un marcato divario Nord-Sud: nel 2025 la quota di persone adulte in eccesso di peso ha raggiunto il 49,3% nel Mezzogiorno (di cui il 37,0% in sovrappeso e il 12,3% con obesità), mentre nel Nord si registrano prevalenze più basse (32,1% e 10,6%, rispettivamente).</p>



<p>Sos ipertensione: un italiano su tre soffre di pressione alta (e non lo sa)<br>Il legame tra i fattori di rischio e le malattie croniche Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, i principali fattori di rischio, insieme alle condizioni ambientali e al contesto sociale, economico e culturale, sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili. &#8220;Sovrappeso e obesità sono fattori di rischio importante per le malattie cardiocircolatorie, ma anche per la comparsa di alcuni tumori. Il fumo resta uno dei principali fattori di rischio per diverse patologie, così come l&#8217;alcol, con effetti che aumentano in relazione alla quantità assunta&#8221;, spiega Giovanni Rezza, epidemiologo e già a capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute.<br>&#8220;La prevenzione delle malattie oncologiche deve iniziare da giovanissimi e viene ancora sottovalutato il ruolo positivo dello sport nell&#8217;evitare molte neoplasie. Il 20% degli adolescenti che vivono nel nostro Paese sono sedentari e anche altri comportamenti scorretti risultano molto diffusi. Abuso di alcol, tabagismo, eccesso ponderale o alimentazione scorretta interessano infatti sempre più bambini e adolescenti&#8221;, sottolinea Francesco Cognetti, presidente di Foce &#8211; Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi.</p>
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		<title>Aspiranti Gargantua</title>
		<link>https://noreporter.org/aspiranti-gargantua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si mangeranno la concorrenza?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;alimentazione</p>



<p>Unilever e McCormick hanno annunciato la firma dell’accordo per la fusione della divisione Foods di Unilever con McCormick. L’unione darà vita a un &#8220;colosso globale nel settore, riunendo due aziende alimentari leader&#8221; per un valore complessivo stimato in 65,8 miliardi di dollari (debiti inclusi). Nel dettaglio, l&#8217;operazione stima Unilever Foods 44,8 miliardi di dollari e prevede un incasso di 15,7 miliardi.<br>Dettagli finanziari La transazione prevede che Unilever e i suoi azionisti ricevano una combinazione proporzionale di azioni ordinarie McCormick con e senza diritto di voto, pari al 65% del capitale sociale della società combinata a piena diluizione, corrispondente a 25,24 miliardi di euro (29,1 miliardi di dollari). Unilever riceverà inoltre 13,62 miliardi di euro (15,7 miliardi di dollari) in contanti. L’operazione rappresenta uno dei più importanti accordi nel settore alimentare degli ultimi anni.<br><br>Impatto sul mercato <br>L’alleanza tra i due gruppi dovrebbe rafforzare la presenza globale, integrando portafogli di prodotti e canali distributivi. Gli analisti sottolineano come la fusione possa ridefinire la competizione nel settore food a livello internazionale.<br>Marchi iconici Tra i brand di Unilever ceduti a McCormick ci sono Knorr, famoso per brodi e condimenti; Hellmann’s e Calvé, icone delle maionese e salse; Carte D’Or e Maille, noti per gelati e condimenti gourmet; Maizena, amido di mais versatile; e Pfanni, specialista di patate pronte e puree. Questi marchi sono una presenza iconica e senza tempo di tutti i supermercati internazionali.</p>



<p></p>
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		<title>La nascita dei pianeti</title>
		<link>https://noreporter.org/la-nascita-dei-pianeti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altrove]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi, contemporanei, cinque miliardi di anni fa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Possiamo riconoscerci in quel sistema</p>



<p>Osservata la nascita di due pianeti intorno a una stella molto giovane, distante quattrocento anni luce e chiamata Wispit 2. La scoperta, pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, si deve al gruppo di ricerca guidato da Chloe Lawlor, dell&#8217;Università di Galway in Irlanda, che ha utilizzato il Very Large Telescope dell&#8217;Osservatorio Europeo Australe in Cile.<br>&#8220;A oggi Wispit 2 è la migliore visione mai ottenuta del nostro passato&#8221;, ha detto Lawlor presentando lo studio. Il sistema planetario nascente è infatti simile a come probabilmente appariva il nostro Sistema solare neonato circa cinque miliardi di anni fa, quando il Sole era ancora circondato da un disco di gas e polveri e prendevano forma i primi pianeti.<br>Com&#8217;è fatto il sistema solare Wispit 2 Dopo Pds 70 scoperto nel 2018, Wispit 2 è solo il secondo sistema planetario conosciuto catturato nella sua fase iniziale, ma a differenza del precedente ha una struttura più articolata, fatta da anelli di spazi vuoti ben riconoscibili. Il primo dei pianeti in orbita attorno a Wispit 2 era stato scoperto nel 2025, con una massa quasi cinque volte superiore a quella di Giove e in orbita a una distanza dalla stella pari a circa sessanta volte quella tra la Terra e il Sole. Il nuovo pianeta invece è quattro volte più vicino e una massa doppia. Entrambi sono stati osservati all&#8217;interno di spazi vuoti ben definiti nel disco di polvere e gas che circonda la giovane stella. Dei veri e propri &#8220;solchi&#8221; che sono il risultato del graduale sviluppo di ciascun pianeta che lentamente attirano a sé, grazie alla loro attrazione gravitazionale, materiali fino a &#8220;ripulire&#8221; la regione in cui orbitano. Oltre a questi due pianeti le immagini hanno anche identificato un terzo solco vuoto, indice della presenza di un ulteriore pianeta che però al momento non è stato ancora osservato direttamente.</p>
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		<title>Il cervello con le valigie</title>
		<link>https://noreporter.org/il-cervello-con-le-valigie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 22:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie a Prodi i nostri salari sono molto bassi</p>
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<p>E non solo il cervello</p>



<p>C&#8217;è un&#8217;Italia, anche numericamente molto sostanziosa, che studia, si laurea e poi fa le valigie. Parliamo, ormai, di più della metà dei quasi 200 mila ragazzi fuggiti all&#8217;estero negli ultimi anni. E i motivi di questa emorragia sono drammaticamente chiari: un tasso di occupazione per gli under 25 che si ferma sotto il 20%, solo due terzi dei giovani che trovano lavoro entro tre anni dal titolo (contro oltre l&#8217;80% della media europea) e un divario occupazionale tra Nord e Sud che tocca i 27 punti percentuali. Le prospettive lavorative pesano, dunque, sulla &#8220;fuga&#8221; dei cervelli laureati.<br>L&#8217;ingresso nel mondo del lavoro è ritardato, le prospettive di carriera sono fragili e gli stipendi non reggono il confronto con l&#8217;Europa. Per questo dopo la laurea si lascia l&#8217;Italia. A lanciare l’allarme su questo trend è il &#8220;Rapporto di previsione Primavera 2026&#8221; del Centro Studi Confindustria, basato su rielaborazioni di dati Istat ed Eurostat. Ulteriormente approfondito dal portale Skuola.net, che ha cercato di mettere in luce i passaggi cruciali del capitolo del report dedicato proprio alla condizione giovanile, evidenziando il paradosso di un Paese che invecchia ma che non riesce a trattenere i suoi profili più brillanti.<br>I numeri della &#8220;fuga dei cervelli&#8221;: la metà ha la laurea<br>Tra il 2019 e il 2023, intervallo preso in esame dallo studio di Confindustria, oltre 190mila giovani hanno deciso di lasciare l&#8217;Italia per cercare fortuna oltre confine. Ma il dato che preoccupa maggiormente non è solo quantitativo, bensì qualitativo: una fetta enorme di chi emigra possiede un&#8217;alta formazione. Un trend che, peraltro, ha registrato una costante e inesorabile crescita in tempi più recenti: se nel 2019 i laureati rappresentavano il 38,7% degli emigrati, dal 2020 questa quota ha sfondato la soglia psicologica della metà, toccando il 50,9% nel 2023.</p>



<p>Perché si parte? Il lavoro c&#8217;è, ma meno che in Europa<br>La narrazione di questa fuga di massa si intreccia inevitabilmente con le motivazioni che spingono migliaia di under 35 a espatriare. La ragione principale è, molto semplicemente, la mancanza di un accesso rapido e solido al mercato del lavoro.<br>Sebbene in Italia l’istruzione, specialmente se di alto livello, continui a rappresentare un vantaggio competitivo &#8211; il tasso di occupazione dei laureati è al 74,3% contro il 59,3% dei diplomati &#8211; questo &#8220;premio&#8221; per gli studi è decisamente minore rispetto a quello garantito negli altri Paesi europei.<br>Le statistiche, relative in questo caso all’anno 2024, sono inequivocabili: solo il 67,6% dei giovani italiani (tra i 20 e i 34 anni) trova un&#8217;occupazione entro tre anni dal conseguimento del titolo di studio. Un abisso se confrontato con l’81% della media dell’Eurozona e, ancor di più, con l’oltre 90% registrato in Germania.<br>Stipendi e carriere: i profili tecnici i più invogliati ad andare via<br>Non c’è solo, però, una difficoltà nel trovarlo il lavoro. Perché, anche quando si riesce a ottenerlo, spesso le “regole d’ingaggio” sono deludenti. E l&#8217;emigrazione riflette in pieno proprio la ricerca di maggiori opportunità lavorative, salari più alti e migliori traiettorie professionali.<br>Non è un caso che tra i giovani più propensi ad andare all’estero figurino ingegneri e informatici, esattamente gli stessi profili per i quali le imprese italiane segnalano le maggiori difficoltà di reperimento, non potendo garantire gli stessi vantaggi, in termini di stipendi e prospettive di carriera, rintracciabili altrove.<br>Più in generale, le retribuzioni di ingresso nel nostro mercato del lavoro, pur avendo registrato una timida crescita (+7% dal 2022), restano relativamente contenute nel confronto internazionale. Questa debolezza salariale non è casuale, ma secondo Confindustria riflette le caratteristiche strutturali del sistema produttivo italiano, dominato da imprese mediamente più piccole, da una più bassa dinamica della produttività e da percorsi di carriera decisamente meno strutturati.<br>Il paradosso dell&#8217;Italia: studi troppo lunghi e ingresso ritardato nel mercato<br>Tutte queste evidenze si inseriscono, poi, nel quadro di un ritardo cronico con cui ci si presenta alle porte del mercato del lavoro. Il problema dell&#8217;Italia, infatti, non è solo quanti giovani lavorano, ma quando iniziano a farlo. Nel 2024, il tasso di occupazione giovanile nella fascia tra i 15 e i 24 anni si attesta a un misero 19,7%, ben al di sotto della media europea (31,5%).<br>La situazione migliora fisiologicamente con l&#8217;età: il tasso sale al 63,1% nella fascia 25-29 anni, per poi raggiungere il 73,9% tra i 30 e i 34 anni. Tuttavia, come certificano i dati, solo nelle regioni del Nord Italia il tasso di occupazione dei trentenni (all&#8217;83,3%) riesce finalmente ad allinearsi agli standard delle principali economie europee.</p>



<p>L&#8217;abisso occupazionale del Mezzogiorno<br>A rallentare la competitività del Paese, come spesso accade, ci pensa la storica frattura territoriale, che divide l&#8217;Italia (anche giovanile) in due mondi separati. Se il Nord regge il passo dell&#8217;Europa, l&#8217;abisso occupazionale del Sud resta una ferita aperta: il divario tra Mezzogiorno e Settentrione arriva a circa 27 punti percentuali per l&#8217;occupazione dei giovani adulti. Nonostante una ripresa post-pandemia, al Sud l’occupazione giovanile è semplicemente tornata ai livelli di vent’anni fa, faticando a compiere uno scatto reale in avanti.<br>NEET: le cose migliorano, ma non basta per sorridere<br>L&#8217;ultimo tassello dell&#8217;indagine e ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la platea dei cosiddetti NEET, i giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. La curva tracciata dal grafico del Centro Studi Confindustria su dati Eurostat mostra un andamento in netto miglioramento nel tempo: dal drammatico picco del 26,2% raggiunto nel 2014, la quota è progressivamente scesa fino a toccare il 15,2% nel 2024, il livello più basso degli ultimi vent&#8217;anni. Eppure, l&#8217;ottimismo deve essere cauto. La percentuale di &#8220;giovani sospesi&#8221; in Italia resta ancora strutturalmente al di sopra della media dell&#8217;Eurozona, confermando che il nostro Paese lascia ancora una fetta troppo grande della sua generazione migliore ai margini del sistema produttivo.</p>
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		<title>Paul evergreen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 22:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Beatles, come eravamo</p>
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<p>Un disco interessante</p>



<p>Paul McCartney è pronto a fare il suo grande ritorno a quasi sei anni dall&#8217;ultimo disco. L&#8217;ex Beatle, 83 anni, ha annunciato &#8220;The Boys of Dungeon Lane&#8221;, il suo diciannovesimo album solista, in uscita il 29 maggio su MPL/Capitol Records. Insieme all&#8217;annuncio è arrivato il singolo &#8220;Days We Left Behind&#8221;, presentato in anteprima su BBC Radio Merseyside.<br>Un disco nato per caso, cresciuto in cinque anni Tutto è partito nel 2021, durante un incontro con il produttore Andrew Watt, quando McCartney ha strimpellato un accordo di chitarra inedito. Da lì è cominciato un lavoro portato avanti tra Los Angeles e il Sussex nei ritagli tra un tour e l&#8217;altro, senza fretta né scadenze. Watt è lo stesso produttore di &#8220;Hackney Diamonds&#8221; dei Rolling Stones e di &#8220;Mayhem&#8221; di Lady Gaga.<br>Dungeon Lane: dove tutto è cominciato Il titolo rimanda a una stradina di Speke, sobborgo operaio di Liverpool dove McCartney è cresciuto a pochi passi dall&#8217;amico George Harrison. Il disco è descritto come il più introspettivo della sua carriera: 14 brani che raccontano l&#8217;infanzia nel dopoguerra, la forza dei genitori e le prime avventure con Harrison e John Lennon, molto prima che in tutto il mondo esplodesse la &#8220;Beatlemania&#8221;.</p>



<p>&#8220;Sono tanti ricordi di Liverpool. C&#8217;è una parte su John e su Forthlin Road, la via dove vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo a Speke, un posto piuttosto popolare. Non avevamo molto, ma non importava perché la gente era fantastica&#8221;, ha raccontato McCartney a proposito del singolo, che ha definito una &#8220;canzone della memoria&#8221;.<br>Rock, armonie e intimità: la tracklist completa L&#8217;album promette grande varietà: rock in stile Wings, armonie alla Beatles, groove tipicamente McCartneyani e momenti di intimità raccolta. I 14 brani in scaletta sono: &#8220;As You Lie There&#8221;, &#8220;Lost Horizon&#8221;, &#8220;Days We Left Behind&#8221;, &#8220;Ripples in a Pond&#8221;, &#8220;Mountain Top&#8221;, &#8220;Down South&#8221;, &#8220;We Two&#8221;, &#8220;Come Inside&#8221;, &#8220;Never Know&#8221;, &#8220;Home to Us&#8221;, &#8220;Life Can Be Hard&#8221;, &#8220;First Star of the Night&#8221;, &#8220;Salesman Saint&#8221; e &#8220;Momma Gets By&#8221;.<br>Per celebrare il ritorno, McCartney suonerà il 27 e 28 marzo al Fonda Theatre di Hollywood — i suoi primi concerti dal termine del Got Back Tour nel novembre 2025 — in una sala da 1.200 posti, già sold out. A 83 anni, &#8220;Sir Paul&#8221; dimostra che la storia prima dei Beatles è ancora tutta da raccontare.</p>



<p></p>
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		<title>Ci sono altri mondi</title>
		<link>https://noreporter.org/ci-sono-altri-mondi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altrove]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Intelligenza Artificiale ci aiuta a scoprirli</p>
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<p>Non li immagineremo mai tutti</p>



<p>Sono più di cento i pianeti esterni al Sistema solare la cui esistenza è stata confermata con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale, che ha passato in rassegna i dati raccolti dal telescopio spaziale Tess della Nasa. Dei nuovi pianeti fanno parte trentuno finora mai identificati.<br>La ricerca, condotta dall&#8217;Università britannica di Warwick, è pubblicata in tre articoli sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il cacciatore di mondi alieni Tess è specializzato nel registrare le oscillazioni che avvengono nella luminosità di una stella quando un pianeta transita contro il suo disco. Sono i dati relativi a queste osservazioni che i ricercatori hanno fatto analizzare al sistema di IA chiamato Raven: ne ha esaminate più di 2,2 milioni, raccolte nei primi quattro anni di vita operativa di Tess, focalizzandosi soprattutto sui pianeti che orbitano più vicino alla loro stella, percorrendo un&#8217;orbita in meno di sedici giorni.<br>&#8220;Utilizzando il sistema Raven siamo stati in grado di validare la scoperta di 118 esopianeti e di individuare oltre duemila candidati esopianeti, mille dei quali completamente nuovi&#8221;, dice la prima autrice di uno degli articoli, la spagnola Marina Lafarga Magro dell&#8217;Università di Warwick. &#8220;È uno dei campioni meglio caratterizzati di pianeti con un&#8217;orbita ravvicinata e in futuro ci aiuterà a identificare i sistemi più promettenti&#8221;, ha aggiunto.<br>I risultati dello studio Tra le informazioni più importanti ci sono quelle relative ai pianeti che orbitano attorno alle loro stelle in meno di ventiquattro ore, ai pianeti del cosiddetto &#8220;deserto neptuniano&#8221;, che si trovano cioè in una regione nella quale si ritiene che i pianeti simili a Nettuno dovrebbero essere molto rari, e ancora sistemi nei quali più pianeti sono su orbite vicine alla loro stella. Dall&#8217;analisi dei dati è emerso inoltre che circa il 10% delle stelle simili al Sole ospitano almeno un pianeta che percorre un&#8217;orbita ravvicinata e che i pianeti simili a Nettuno si trovano intorno ad appena lo 0,08% delle stelle simili al Sole.<br>In particolare, il sistema Raven aiuta a capire se l&#8217;attenuazione della luminosità di una stella sia effettivamente causata da un pianeta o da un&#8217;altra causa. &#8220;Abbiamo addestrato modelli di apprendimento automatico per identificare schemi nei dati che possono indicarci il tipo di evento rilevato&#8221;, osserva Andreas Hadjigeorghiou dell&#8217;Università di Warwick, che ha guidato lo sviluppo di Raven. Quello che l&#8217;IA ha permesso di ottenere non è una lista di pianeti, ma uno strumento &#8220;sufficientemente affidabile da poter essere utilizzato come campione per mappare la prevalenza di diversi tipi di pianeti attorno a stelle simili al Sole&#8221;, ha detto David Armstrond, coautore degli articoli.</p>



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		<title>Essa domina</title>
		<link>https://noreporter.org/essa-domina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 22:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Note]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regge malgrado la concorrenza</p>
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<p>Ancora </p>



<p>Per il sesto anno consecutivo,la Sapienza Università di Roma si conferma la migliore istituzione al mondo nel campo delle Lettere Classiche e della Storia Antica. Mentre altri prestigiosi atenei registrano oscillazioni — come Oxford, scivolata al quarto posto dietro i due colossi cinesi Fudan e Pechino — la Sapienza mantiene saldamente la vetta. È quanto emerge dai QS World University Rankings by Subject 2026, pubblicati di recente, che ogni anno confrontano le università globali in base alle singole discipline.<br>Più in generale, come fa notare un&#8217;analisi del report effettuata dal portale Skuola.net, tra i giganti statunitensi e la rapida ascesa degli atenei asiatici, l’Italia vanta ben 8 piazzamenti nella Top 10 mondiale e altri 8 nella Top 20.<br>Nel contesto dell&#8217;Unione Europea, la performance italiana è superata solo dall&#8217;Olanda (15 istituti in Top 10 e 35 in Top 20). Ma l’Italia precede grandi nazioni come la Francia (6 atenei in Top 10, nessun primato assoluto e 9 nella Top 20) e la Germania (2 atenei in Top 10 e 14 nella Top 20).<br>QS World University Rankings by Subject: i piazzamenti delle italiane<br>L’ateneo romano, oltre al primato nelle discipline classiche, eccelle in altre materie dell&#8217;area umanistica, posizionandosi al settimo posto globale sia in Storia dell’Arte che in Archeologia. Oltre alla Sapienza, altri tre atenei italiani figurano tra i primi dieci al mondo nelle rispettive categorie: il Politecnico di Milano (6° in Architettura e 7° in Art &amp; Design), l&#8217;Università Bocconi (9ª nel Marketing e 10ª in Business &amp; Management) e la Scuola Normale Superiore di Pisa (10ª negli Studi Classici).<br>Il Politecnico di Milano si distingue, inoltre, con tre corsi di area STEM nella Top 20 (Ingegneria Meccanica, Aeronautica e Civile al 14° posto; Ingegneria e Tecnologia al 20°) e altri sei nella Top 50: Data Science e AI, Ingegneria Chimica, Ingegneria Elettrica ed Elettronica, Scienza dei Materiali, Ingegneria Mineraria e Matematica.<br>Anche il Politecnico di Torino si posiziona tra i leader mondiali: 18° in Architettura, 19° in Ingegneria del Petrolio e con altri quattro corsi presenti nella Top 50. La Bocconi estende il proprio prestigio oltre i due piazzamenti in Top 10, classificandosi 18ª in Economia ed Econometria, 20ª in Accounting &amp; Finance e 48ª in Social Policy &amp; Administration. In ambito politico, la Luiss raggiunge il 23° posto in Politics &amp; International Studies, seguita dall&#8217;Istituto Universitario Europeo di Fiesole (31°).<br>L&#8217;Università di Bologna (Alma Mater) vanta 9 discipline tra le prime 50 al mondo, con l&#8217;Archeologia al 19° posto e Ingegneria del Petrolio al 24°, mentre la Sapienza ne conta 6 nella medesima fascia. Tra le altre performance di rilievo, l&#8217;Università di Padova si attesta al 48° posto in Psicologia e l&#8217;Università di Torino al 42° in Filosofia. Si segnala inoltre la NABA di Milano, che entra in classifica al 41° posto per Art &amp; Design.<br>Nell&#8217;area delle Lettere e della Storia dell&#8217;Arte, emergono le ottime performance dello IUAV di Venezia (14° in Storia dell&#8217;Arte), delle università di Firenze e Roma Tre (entrambe 26ª), dell&#8217;Università di Pisa (23ª in Lettere Classiche) e della veneziana Ca&#8217; Foscari (24ª nella medesima disciplina).<br>In totale, sono 60 gli atenei italiani citati (rispetto ai 56 del 2025) compaiono 769 volte nella classifica, di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. L&#8217;Italia è il settimo paese più rappresentato per atenei classificati.</p>
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		<title>Vergine cuccia</title>
		<link>https://noreporter.org/vergine-cuccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costavano meno i bagni di Poppea</p>
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<p>Un&#8217;umanità alla deriva</p>



<p>Negli Stati Uniti va a gonfie vele il business della toelettatura per animali domestici. Secondo quanto riferisce il New York Times, a Manhattan si spendono anche mille dollari per una sessione di dog grooming, e il benessere di fido è ormai diventato essenziale ed è equiparato a tutti gli effetti a quello di un essere umano.<br>Quello che una volta era considerato solo un trattamento igienico, finalizzato alla pulizia, ora ha invece varcato i confini del wellness diventando anche anti-invecchiamento. Inoltre, visto che molti americani si sentono sempre più soli e isolati, tendono a cercare conforto nei loro animali domestici e a considerali veri e propri membri familiari, non badando a spese quando si tratta del loro benessere fisico e mentale. Secondo un rapporto pubblicato da Future Market Insights, società specializzata in ricerca di marketing, quest&#8217;anno l&#8217;industria del pet grooming arriverà a 19,5 miliardi di dollari mentre entro il 2036 sfiorerà i 50 miliardi.<br>Aziende e investitori non stanno a guardare. L&#8217;anno scorso, Jane Lauder, erede della Estée Lauder Companies, ha abbandonato il mondo dei profumi e dei cosmetici ed ha dato vita a Taw Ventures, un fondo d&#8217;impresa il cui nome è un acronimo di Thaddeus Alistair Warsh, il suo goldendoodle (un incrocio tra Golden Retriever e un Barbone), il cui scopo è quello di focalizzarsi sul benessere e la longevità degli animali domestici. Non tutti possono tuttavia permettersi spese folli per il loro cane, e se alcuni sono ricorsi al fai da te imparando le tecniche di toelettatura, altri hanno persino varcato i confini americani. Come si legge sul New York Times, una donna, Nicole Eaton, approfittando delle vacanze in Serbia, spende solo venti dollari per la toelettatura del suo barboncino e cento per la pulizia dei denti con anestesia. In Messico, a Tijuana, la spesa media per un trattamento igienico completo è di quaranta dollari.</p>
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