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	<title>Focus Archivi - NoReporter</title>
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	<title>Focus Archivi - NoReporter</title>
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		<title>Trentasei milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adnkronos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 22:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Glob]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendono davvero il volo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Meglio viaggiare con la ventiquattrore</p>



<p>Più di 36 milioni di valigie lo scorso anno sono state perse, danneggiate o consegnate in ritardo a chi si sposta in aereo. E così anche in Italia sempre più viaggiatori cercano di tutelarsi con una polizza viaggio. Secondo l’analisi di Facile.it, a giugno 2024 la richiesta di questi prodotti assicurativi è aumentata del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.</p>



<p>Cos&#8217;è l&#8217;assicurazione smarrimento bagagli<br>L’assicurazione smarrimento bagagli è una copertura normalmente proposta come estensione della tradizionale polizza viaggio e tutela sia in caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie da parte del vettore aereo, sia in caso di furto bagagli durante la vacanza. Nel caso di smarrimento definitivo o furto, la polizza rimborserà, nei limiti dei massimali, il valore dei beni perduti. Attenzione alle esclusioni: alcune assicurazioni, ad esempio, non coprono oggetti come smartphone, tablet, pc e fotocamere, altre, invece, applicano dei massimali ridotti.</p>



<p>Cosa non viene rimborsato<br>Beni come denaro contante, assegni e oggetti d’arte normalmente non vengono rimborsati. Se la valigia conteneva anche documenti come passaporto, carta di identità o patente, è bene sapere che nella maggior parte dei casi l’assicurazione viaggio fornisce un contributo economico per rifarli. Importante ricordare che se il sinistro è stato causato dal vettore e questi ci risarcisce, l’assicurato sarà indennizzato dalla propria società assicurativa solo dopo aver dedotto l’importo liquidato dalla compagnia aerea.</p>



<p>Nel caso di bagaglio consegnato in ritardo, invece, l’assicurazione rimborsa all’assicurato le spese sostenute per acquisti di beni di prima necessità. Attenzione perché la definizione di ritardo può variare da compagnia a compagnia, ma normalmente devono trascorrere almeno 12 ore dall’orario di arrivo previsto. Le polizze smarrimento bagagli non coprono mai i danni agevolati da dolo o colpa grave dell’assicurato, ovvero nel caso in cui gli oggetti vengano lasciati incustoditi in qualsiasi momento, in caso di dimenticanza, incuria o perdita da parte dell’assicurato. La garanzia è operante non solo per valigie e borse, ma anche, ad esempio, per carrozzine e passeggini.</p>



<p>I prezzi<br>Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi di Facile.it una polizza viaggio con garanzia smarrimento bagagli costa, in media, 45 euro per una settimana di viaggio in Europa. &#8220;Quando compriamo un biglietto aereo capita che il vettore stesso ci proponga la propria polizza viaggio; si tratta, a tutti gli effetti, di coperture offerte da compagnie assicurative e quindi, in termini di affidabilità, sono al pari delle soluzioni acquistabili direttamente sul mercato, ma attenzione perché spesso forniscono una copertura meno ampia, sia in termini di garanzie, sia in termini di personalizzazione sia di massimali &#8211; spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it &#8211; Il consiglio, prima di scegliere, è di capire quali sono le proprie esigenze e sulla base di queste confrontare l’offerta di diverse compagnie assicurative per identificare la soluzione più adatta&#8221;.</p>
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		<title>Singapore all&#8217;avanguardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 22:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta giocando alla grande la sua posizione strategica e la sua capacità tecnologica</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 2024 non servirà più il passaporto per volare nella città-stato Singapore. &#8220;Saremo uno dei primi Paesi al mondo a introdurre il controllo<br>automatizzato senza passaporto&#8221; ha annunciato la ministra delle Comunicazioni, Josephine Teo. Così facendo &#8220;ridurremo la necessità per i passeggeri di presentare ripetutamente i propri documenti di viaggio ai varchi di controllo e consentiremo un’elaborazione più fluida ed efficace&#8221; spiega l&#8217;esponente del governo.</p>



<p>Lo strumento<br>La tecnologia utilizzata sarà basata su dati biometrici. Verrà così creato un &#8220;token unico di autenticazione&#8221; da usare in vari punti di contatto automatizzati. Di fatto eliminerà la necessità di documenti di viaggio fisici come carte d&#8217;imbarco e passaporti. Non si tratta di una novità totale perché nell’aeroporto di Changi (Singapore) questo strumento era già stato sfruttato per le corsie con imbarco prioritario. Adesso verrà esteso a tutte le identificazioni dei passeggeri, al controllo bagagli e all&#8217;imbarco. I documenti però saranno richiesti solo a chi viaggia da e per Paesi che non offrono ancora l’autorizzazione senza passaporto.</p>



<p>L&#8217;obiettivo<br>Questa semplificazione delle procedure di sicurezza è resa possibile dalla modifica, da parte del governo, delle politiche nazionali sull&#8217;immigrazione, che entreranno in vigore all&#8217;inizio del 2024. L&#8217;aeroporto di Changi, spesso considerato uno dei migliori al mondo, sta cercando di tornare ai livelli pre-pandemici di traffico: il sistema biometrico è visto come un passo verso questo obiettivo,</p>
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		<title>L&#8217;altra Apocalisse</title>
		<link>https://noreporter.org/laltra-apocalisse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 23:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre noi tremiamo di Covid, Chernobyl&#8230; Risulta sempre più preoccupante la situazione degli incendi boschivi che, da oltre due settimane, stanno sconvolgendo le aree dell’Ucraina attorno al sito nucleare di Chernobyl, teatro del celebre disastro del 1986 e, da allora, fonte di preoccupazione per i rischi di una diffusione delle scorie radioattive legati a fenomeni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-14517" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2014/02/morte272.jpg" border="0" width="95" height="127" /><br />Mentre noi tremiamo di Covid, Chernobyl&#8230;</p>
<p><span id="more-21781"></span></p>
<p>Risulta sempre più preoccupante la situazione degli incendi boschivi che, da oltre due settimane, stanno sconvolgendo le aree dell’Ucraina attorno al sito nucleare di Chernobyl, teatro del celebre disastro del 1986 e, da allora, fonte di preoccupazione per i rischi di una diffusione delle scorie radioattive legati a fenomeni esogeni. Dal 4 aprile scorso, infatti, una serie di incendi boschivi ha lambito la zona intorno all’impianto nucleare dismesso, facendo aumentare i timori di una massiccia diffusione di materiale radioattivo e contaminato nell’atmosfera e nei cieli d’Europa.<br />La matrice dei roghi è, secondo le prime indagini, di natura dolosa. O perlomeno così sembrano indicare le confessioni di un uomo di 27 anni arrestato dalla polizia ucraina che, stando ai rapporti di Reuters, avrebbe confessato di aver appiccato l’incendio ai boschi “per divertimento”. Ma l’ampiezza del fronte degli incendi e i nuovi sviluppi aprono anche a possibili concause.<br />Come sottolinea GreenMe, sito di approfondimento molto aggiornato sulle problematiche ambientali, al momento “tre sono le sorgenti degli incendi: una situata a circa 70 chilometri a ovest della centrale di Chernobyl e che si estende per 25 chilometri. Un’altra è in un’area a circa 30 chilometri a ovest del centrale di Chernobyl ai margini della zona di esclusione e altri due camini più piccoli si trovano nella zona di esclusione molto vicino alla centrale elettrica (a circa 2 chilometri)”.</p>
<p>Arsen Avakov, ministro dell’Interno del governo ucraino, ha riportato che uno di questi ultimi due focolai sarebbe stato localizzato e messo in sicurezza: centinaia di pompieri lavorano da giorni fino all’esaurimento fisico e mentale per contenere un possibile disastro ambientale. L’avvicinamento delle fiamme al deposito di scorie radioattive e alla centrale stessa ha fatto temere un nuovo disastro paragonabile al fallout del 1986, ma secondo studi del centro francese Irsn nelle due settimane di incendi una nube radioattiva si sarebbe già mossa verso l’Europa, facendo sentire i suoi effetti soprattutto nella capitale ucraina Kiev.<br />Gli uomini dei servizi antincendio combattono strenuamente. Nel frattempo cresce la conta dei danni al patrimonio umano e naturalistico dell’area. Diverse strutture alberghiere, impianti di accoglienza ai turisti e abitazioni sono andati distrutti. Al contempo, è stata messa a repentaglio la rinascita naturalistica che la regione di Chernobyl aveva conosciuto negli ultimi trentaquattro anni. In fiamme è andata larga parte della celebre Foresta rossa, che prende il nome dal colore di numerosi pini, abeti, pioppi e betulle che su un’area di 4,1 chilometri quadrati furono completamente investiti dal fallout dell’esplosione della centrale e si contaminarono, per poi morire, assumendo la caratteristica pigmentazione.<br />I vigili del fuoco ucraini hanno lavorato per spegnere due incendi nella zona intorno alla centrale nucleare di Chernobyl, che è stata evacuata a causa della contaminazione radioattiva dopo l&#8217;esplosione del 1986 ( AP Foto/Yaroslav Yemelianenko)<br />Nella pineta, colpita duramente, sopravvisse però una flora sufficiente a consentire, data la cessazione dell’attività umana nell’area, il graduale ritorno della natura. Alci, lupi, lontre, cinghiali, aquile, gufi e cicogne sono stati avvistati nell’area contaminata e poi gradualmente abbandonata dall’uomo: una “riconquista” di una natura devastata che ha il suo paragone solo nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree. Un patrimonio di biodiversità e un esempio di rinascita di un ecosistema che ora rischia di essere del tutto compromesso.</p>
<p>A Chernobyl gli incendi boschivi si dimostrano, una volta di più, un problema di matrice globale. Negli ultimi dodici mesi abbiamo assistito ai roghi in Amazzonia, alla devastazione dell’altro grande “polmone verde” del pianeta in Siberia, a un’analoga e spesso dimenticata tragedia in Indonesia e ai devastanti incendi australiani, in corso da giugno 2019 senza interruzione. Ora si aggiunge Chernobyl: nel contesto odierno, anche i roghi di origine dolosa rischiano di essere sempre più difficili da fronteggiare per l’indebolimento degli argini naturali, per la fragilità degli ecosistemi boschivi e per le innaturali condizioni di precipitazione e temperatura atmosferica legate al cambiamento climatico.<br />In Ucraina, il fallout radioattivo aggiunge un nuovo fattore di rischio: la resistenza dei pompieri ucraini è, in questo momento, una prima linea per l’intera Europa.</p>
<p></p>
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		<title>Nel trentacinquesimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 11:29:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che non si vergognino di noi! Dapprima l&#8217;assassinio di Franco e Francesco ad opera di forze del disordine armate di una skorpio fornita loro dalle forze dell&#8217;ordine, poi quello di Stefano direttamente ad opera di queste ultime. I fascisti &#8211; che uccidere non era un reato &#8211; vennero allora sacrificati in una vasta operazione terroristica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/accalarentia11.jpg" /><br />
	Che non si vergognino di noi!</p>
<p><span id="more-12014"></span></p>
<p>
	Dapprima l&rsquo;assassinio di Franco e Francesco ad opera di forze del disordine armate di una skorpio fornita loro dalle forze dell&rsquo;ordine, poi quello di Stefano direttamente ad opera di queste ultime.<br />
	I fascisti &ndash; che uccidere non era un reato &ndash; vennero allora sacrificati in una vasta operazione terroristica di potere che, coinvolgendo le Brigate Rosse, vedeva schierati i servizi segreti francesi, israeliani, tedesco-orientali, italiani, inglesi, russi ed americani in una sanguinosissima partita fatta di doppi e tripli giochi che aveva come poste il controllo del Mediterraneo e quello delle nostre istituzioni.<br />
	Serviva che si alzasse il tiro, che una cortina fumogena consentisse ai brigatisti eterodiretti di realizzare l&rsquo;intera operazione-Moro e che gli opposti estremismi andassero in collisione armata.<br />
	Tutti questi obiettivi furono conseguiti senza alcun problema dai burattinai.<br />
	A distanza di tanto tempo la verità &ndash; che le istituzioni conoscono da sempre e che da sempre custodiscono gelosamente nel cassetto &ndash; sta venendo alla luce anche nei dettagli grazie a  Valerio Cutonilli e Luca Valentinotti. E di questo dobbiamo esser contenti, ma forse è l&rsquo;unico motivo di soddisfazione.</p>
<p>
	I Caduti ed il rito del sangue sono qualcosa che ha da sempre caratterizzato il fascismo in tutte le sue forme e che i brillanti analisti di ogni colore si sono spiegati costantemente in modo inadeguato (tanatofilia, religione della morte ecc).<br />
	In effetti si tratta di un sentimento di unità impersonale che, tramite il sangue inteso come spirito, rimanda al di là delle dimensioni superficiali, creando una comunione totemica che si fa tragedia metafisica e trasfigurante, che fa dei Caduti al contempo gli Eroi e i Lari che riconducono all&rsquo;essenza e all&rsquo;eternità.<br />
	Questa forza sacra e impersonale, percepita naturalmente da ogni singolo militante, questo grande richiamo ad altre dimensioni e all&rsquo;annullamento dell&rsquo;ego nella comunità guerriera, perde di valore ogni  volta che qualcuno prova a far intervenire categorie razionalistiche e motivazioni egoistiche.<br />
	Quando ci si lascia andare nel vittimismo sdolcinato e si pretende di asciugare la lacrimuccia si commette sacrilegio nei confronti di chi non va  pianto ma imitato.<br />
	La perdita della dimensione tragica, che è propria di oggi, ha comportato come conseguenza inevitabile l&rsquo;adozione di un modello politico/esistenziale cui rifarsi che purtroppo però  attualmente è estetico o razionale ma appunto non tragico e formante.</p>
<p>
	Senza la percezione del tragico e del metafisico, senza la formazione profonda che da quella percezione procede e che è totalizzante, avviene  quell&rsquo;implosione che conosciamo, con i Presente! divisi, staccati, separati, che fanno da corollario alla  suddivisione dei singoli Caduti tra le varie comunità politiche e geografiche che si sentono padrone assolute della memoria di questo o di quello e ne fanno icone e trofei.<br />
	Quando prevalgono queste devianze si finisce con l&rsquo;offrire, come lo scorso anno, degli esempi indecorosi, offensivi nei confronti proprio di chi si pretende di onorare.</p>
<p>
	E&rsquo; impensabile oggi sperare che si possa realizzare una pur dovuta unità nella sacralità e nel rito, ma qualcosa la si può  pretendere: che ciascuno di noi si faccia prendere dalle forze evocatrici, profonde, impersonali, sacrificali del Rito del sangue, abbandonandovisi con piena e olimpica consapevolezza. Che ognuno di noi riesca a togliersi dalla testa e dall&rsquo;anima, almeno per un momento, tutte quelle categorie del pensiero condizionato che scaturiscono dall&rsquo;egotismo, individuale come di gruppo, che poi è la viscerale libidine di ricondurre il mondo al proprio ombelico.<br />
	Uniti non si può essere per motivazioni oggettive, ma si può raggiungere un&rsquo;oggettiva unità impersonale, trasfigurante e sacrale se ci si offre a quel Rito con lo spirito giusto, cancellandovi ogni traccia dell&rsquo;io.<br />
	Cerchiamo di non doverci vergognare più davanti ai nostri Caduti.</p>
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		<title>Se non fai la spia&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 20:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli chiesero di perdere e vinse 4-0 ma lo tenne per sè. La società lo invita a patteggiare sulla responsabilità omissiva   Roma. Antonio Conte verso il patteggiamento a 3 mesi di squalifica e una consistente ammenda. A quanto si apprende, i legali dell&#8217;allenatore della Juventus &#8211; deferito per omessa denuncia di presunte combine su Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<span class="parag-title"><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="alt" height="380" src="https://noreporter.org/images/conte.jpg" style="width: 211px; height: 125px;" width="680" />Gli chiesero di perdere e vinse 4-0 ma lo tenne per sè. La società lo invita a patteggiare sulla responsabilità omissiva</span></p>
<p><span id="more-10984"></span></p>
<p>
	<span class="parag-title"> </span></p>
<p>
	<span class="parag-title">Roma. Antonio Conte verso il patteggiamento a 3 mesi di squalifica e una consistente ammenda. A quanto si apprende, i legali dell&#8217;allenatore della Juventus &#8211; deferito per omessa denuncia di presunte combine su Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena della stagione 2010/11 &#8211; avrebbero trovato un accordo di massima con la Procura federale.</span></p>
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		<title>Quelli che confidavano in Hollande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 23:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Francia a breve nei gorghi più scuri   &#8221;I prossimi mesi saranno terribili&#8221;: lo ha detto, &#8216;off the record&#8217;, il premier francese, Jean-Marc Ayrault, parlando della crisi economica con i suoi più fedeli collaboratori, secondo quanto riporta il settimanale satirico Le Canard Enchaine&#8217;. &#8221;La disoccupazione volerà a causa del doppio effetto dei piani di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/hollande73.jpg" /><br />
	La Francia a breve nei gorghi più scuri</p>
<p><span id="more-10889"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8221;I prossimi mesi saranno terribili&#8221;: lo ha detto, &#8216;off the record&#8217;, il premier francese, Jean-Marc Ayrault, parlando della crisi economica con i suoi più fedeli collaboratori, secondo quanto riporta il settimanale satirico Le Canard Enchaine&#8217;.<br />
	&#8221;La disoccupazione volerà a causa del doppio effetto dei piani di tagli rinviati (dalle aziende, ndr) e del peggioramento della congiuntura&#8221;, ha spiegato: &#8221;Bisogna far capire ai francesi che la crisi non è ancora arrivata al suo apice&#8221;.</p>
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		<title>Ripulire il distintivo</title>
		<link>https://noreporter.org/ripulire-il-distintivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2012 10:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Aldrovandi]]></category>
		<category><![CDATA[g8]]></category>
		<category><![CDATA[Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[Sandri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Operazione salva immagine con la madre di Aldrovandi   (ANSA) &#8211; FERRARA, 7 LUG &#8211; Il capo della polizia Antonio Manganelli ha scritto una lettera a Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi.&#8217;E&#8217; giunto il momento di farvi avere le nostre scuse e quando e se vorra&#8217; sarei felice di incontrarla nuovamente&#8217;,e&#8217; una frase riportata da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/ripulire-il-distintivo/">Ripulire il distintivo</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" height="477" src="https://noreporter.org/images/poliziotto.jpg" style="width: 222px; height: 176px;" width="490" /> Operazione salva immagine con la madre di Aldrovandi</p>
<p><span id="more-10875"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	(ANSA) &#8211; FERRARA, 7 LUG &#8211; Il capo della polizia Antonio Manganelli ha scritto una lettera a Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi.&#8217;E&#8217; giunto il momento di farvi avere le nostre scuse e quando e se vorra&#8217; sarei felice di incontrarla nuovamente&#8217;,e&#8217; una frase riportata da alcune testate sul web che hanno diffuso in serata la notizia.Anche il ministro dell&#8217;Interno Anna Maria Cancellieri si era detta disponibile a incontrare la donna, che risponde:&#8217;sarei felicissima di parlare con entrambi,meglio se insieme</p>
<p>
	<strong><em>Una seria riflessione e scuse pubbliche non basterebbero ma servirebbero&#8230;nei confronti di tutti però (iniziando, limitandoci ai casi più recenti, da Gabriele Sandri e giungendo a Giuseppe Uva e passando per le centinaia di vittime sconosciute). Ma così dovrebbe cambiare un modus operandi che a quanto pare si vuol mantenere </em></strong></p>
<p>
	 </p>
<p>
	<br />
	 </p>
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		<title>Finiremo tutti quanti allo zoo comunale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 09:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E mentre l&#8217;Italia festeggia la sconfitta calcistica con la Spagna, Finmeccanica è attaccata su tutti i fronti, da pm e media &#8220;italiani&#8221;, e per alcuni non è ancora abbastanza&#8230;   Finmeccanica, Tremonti sentito dai pm Un &#8220;sistema&#8221; proteggeva i manager NAPOLI &#8211; Una conversazione «informale», «quasi scherzosa». Ha minimizzato, l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, quando ieri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" height="1147" src="https://noreporter.org/images/finmeccanica.jpg" style="width: 242px; height: 169px;" width="1600" />E mentre l&#8217;Italia festeggia la sconfitta calcistica con la Spagna, Finmeccanica è attaccata su tutti i fronti, da pm e media &#8220;italiani&#8221;, e per alcuni non è ancora abbastanza&#8230;</p>
<p><span id="more-10872"></span></p>
<p>
	 </p>
<h1 class="titoloart">
	Finmeccanica, Tremonti sentito dai pm<br />
	Un &#8220;sistema&#8221; proteggeva i manager</h1>
<p>
	NAPOLI &#8211; Una conversazione «informale», «quasi scherzosa». Ha minimizzato, l&rsquo;ex ministro dell&rsquo;Economia, Giulio Tremonti, quando ieri mattina i pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock lo hanno convocato nella caserma del Noe per chiedergli conto della conversazione telefonica intercettata con l&rsquo;amministratore delegato della Fata, Ignazio Moncada, sentito subito dopo e perquisito due giorni fa. (Il Messaggero)</p>
<h2>
	Finmeccanica aiutava il tiranno</h2>
<p>
	<em class="em1">di Stefania Maurizi</em></p>
<p class="p1">
	Dai nuovi file segreti di WikiLeaks emerge che il colosso italiano ha fornito un sistema di comunicazioni al regime siriano impegnato nella repressione. E l&#8217;assistenza dall&#8217;Italia arrivava anche durante gli scontri (L&#8217;Espresso)</p>
<p class="p1">
	 </p>
<p>
	Con Finmeccanica + Syria, Google News restituisce quasi un migliaio di risultati, la versione in italiano qualche decina di articoli, tra i quali quello de L&rsquo;Espresso e alcuni trafiletti tra i maggiori quotidiani.<br />
	 <br />
	Centinaia di testate in decine di paesi accusano Finmeccanica di complicità con il regime di Assad, ma oggi &ndash; nessuno &ndash; tra i direttori dei giornali italiani ha concesso alla notizia l&rsquo;onore e l&rsquo;evidenza della prima pagina. Probabilmente aspetteranno domani per dare più evidenza alla smentita di Finmeccanica, inutile in quanto si limita a negare l&rsquo;evidenza documentale, ma sicuramente più gradita di uno scandalo che chiama in causa il governo italiano.</p>
<p>
	Il solito vecchio espediente di ritardare la pubblicazione di una notizia sgradita fino a che non si trova qualcosa con la quale &ldquo;bilanciarla&rdquo; o mininimizzarla, ma che quando è usato in maniera tanto massiccia parla di un&rsquo;evidente autocensura da parte dei quotidiani italiani, disposti a ignorare una notizia di tale rivelanza per motivi che nulla hanno a che vedere con l&rsquo;informazione dei cittadini di questo paese. (<a href="http://mazzetta.wordpress.com">http://mazzetta.wordpress.com</a>)</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Pigmei d&#8217;Europa</p>
<p>
	Se continuiamo a discutere solo di spread, di titoli pubblici e di bail out dalla mattina alla sera, la UE non farà un solo passo avanti. Gli incontri tra i cosiddetti leader sembrano revisioni contabili organizzate dalla BCE con la partecipazione delle agenzie di rating. Si parla solo di strumenti finanziari per evitare la crisi. I focolai, sempre più frequenti, sono gestiti con l&#8217;ottica del qui e ora, del &#8220;<em>doman non v&#8217;è certezza</em>&#8220;. Ieri il maxi prestito alle banche di mille miliardi di euro per l&#8217;acquisto dei titoli pubblici di Italia e Spagna. Oggi l&#8217;anti spread, che assomiglia a un nuovo prodotto antiparassitario, un DDT finanziario. Domani, forse l&#8217;eurobond e la perdita di ulteriore sovranità nazionale dei Pigs. E&#8217; un pestare l&#8217;acqua nel mortaio. Reali politiche di sviluppo comuni e integrate europee non vengono messe in agenda. Eppure sono, insieme a una convergenza politica, l&#8217;unico motivo dello stare insieme. L&#8217;euro dovrebbe essere una conseguenza dell&#8217;esistenza della UE.<br />
	A livello mondiale si può competere solo con investimenti mostruosi sull&#8217;innovazione, impossibili per ogni singolo Stato europeo, forse anche per la stessa Germania che prospera anche per le esportazioni sul mercato interno europeo, ma che potrebbe essere travolta dalla crisi dell&#8217;euro. Si discute fino alla noia degli effetti della crisi, ma non delle cause. Se la Apple, un&#8217;azienda, vale da sola il PIL di alcuni Paesi europei qualcosa vorrà pur dire. Non ci poniamo la domanda del perché Amazon, Google, IBM, Microsoft sono tutte aziende americane, dei motivi per cui 17 tra le prime 25 società mondiali con il miglior brand, alle quali vengono riconosciuti sia diffusione globale che qualità, sono tecnologiche. E perché tra le prime dieci, ben nove sono statunitensi (primo posto Apple, secondo Google&#8230;) e una è cinese. L&#8217;Europa esporta capitali e debito pubblico, ma a livello di competizione mondiale è una somma di pigmei contro dei giganti. Rischiamo di diventare un mercato di consumatori con forza di lavoro a basso costo a disposizione di multinazionali extra europee. Discutiamo di sviluppo, di futuro, di sinergie, di fusioni e integrazione delle migliori aziende d&#8217;Europa, a iniziare dalle telecomunicazioni, dall&#8217;informatica, dalle biotecnologie o finiremo ultimi, superati anche dall&#8217;Africa. (dal <a href="http://www.beppegrillo.it">www.beppegrillo.it</a>)<br />
	 </p>
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		<title>Ruba in chiesa</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 23:06:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>e non viene perdonato Aveva escogitato un meccanismo a yo-yo per pescare i soldi dall&#8217;offertorio della chiesa di Santo Stefano, frazione alle porte di Ravenna. Un trucco che un uomo di 57 anni, originario di Bologna ma residente nel Ravennate, aveva già utilizzato in altre chiese. Questa volta, però, i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/ladro34.jpg" /><br />
	e non viene perdonato</p>
<p><span id="more-10834"></span></p>
<p>
	Aveva escogitato un meccanismo a yo-yo per pescare i soldi dall&#8217;offertorio della chiesa di Santo Stefano, frazione alle porte di Ravenna. Un trucco che un uomo di 57 anni, originario di Bologna ma residente nel Ravennate, aveva già utilizzato in altre chiese. Questa volta, però, i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima lo hanno arrestato in flagranza per furto aggravato. Il denaro rubato, un&#8217;ottantina di euro, è stato restituito al parroco.</p>
<p>
	 </p>
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		<title>Se tanto ci dà tanto&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:26:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro ed i giudici lasciano ben poche speranze   &#8220;Dopo la paura la speranza&#8221;. L&#8217;hanno intitolato così l&#8217;incontro tra gli studenti brindisini e il ministro per la Cooperazione internazionale e per la gioventù, Andrea Riccardi. Ad oltre due settimane dall&#8217;attentato di Brindisi, che ha causato la morte di una studentessa e il ferimento di altre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" height="436" src="https://noreporter.org/images/bri_01_672-458_resize.jpg" style="width: 256px; height: 221px;" width="672" />Il ministro ed i giudici lasciano ben poche speranze</p>
<p><span id="more-10744"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	&ldquo;Dopo la paura la speranza&rdquo;. L&rsquo;hanno intitolato così l&rsquo;incontro tra gli studenti brindisini e il ministro per la Cooperazione internazionale e per la gioventù, Andrea Riccardi. Ad oltre due settimane dall&rsquo;attentato di Brindisi, che ha causato la morte di una studentessa e il ferimento di altre cinque compagne di scuola, il ministro ha incontrato i ragazzi che frequentano le quinte di tutte le scuole brindisine e ha poi visitato le famiglie delle vittime dell&rsquo;attentato. &ldquo;In una società in cui i canali della comunicazione sono entrati in crisi &ndash; ha detto il ministro &ndash; ascoltare per me è fondamentale. Credo infatti che anche il governo tecnico debba ascoltare la gente&rdquo;.<br />
	 All&rsquo;incontro ha partecipato anche il sindaco dlla città, Mimmo Consales, che ha confermato di voler istituzionalizzare il 19 maggio, data della strage, come la giornata della memoria per Brindisi ed il ministro ha confermato l&rsquo;impegno a questa istituzione &ldquo;sia o non sia in carica questo governo&rdquo;. Riccardi, poi, ha sottolineato il ruolo di Brindisi come città &ldquo;che non si chiude, ma anzi ha una notevole capacità di accoglienza&rdquo;. Sul fronte delle indagini ha poi detto: &ldquo;Bisogna avere pazienza. Ho parlato con il prefetto di Brindisi e si sta lavorando in maniera alacre e molto convinta, le piste sono varie e bisogna lavorare in modo serio&rdquo;.<br />
	 </p>
<p>
	<strong>Sempre oggi il procuratore che si sta occupando del caso ha detto che non ci sono novità e che è<u> soddisfatto del lavoro svolto da carabinieri, magistratura e polizia </u>(sic!). </strong></p>
<p>
	<strong>Insomma, lo dicono chiaro fin d&#8217;ora che ci possiamo rassegnare: <u>i veri</u> colpevoli della tentata strage di Brindisi non li conosceremo mai. Ma se pur non possiamo conoscere la verità, dobbiamo partecipare allo psicodramma.</strong></p>
<p>
	<strong>Tutto lascia presagire il peggio. E se un domani le Brindisi diverranno due, tre o chissà quante altre, come novelli Winston Smith avremo già pronta la nostra giornata dell&#8217;Odio per sfogarci contro il nostro misteriosissimo, inafferrabile, ma colpevolissimo Goldstein </strong></p>
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