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È morto un nemico PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 01 Aprile 2022 10:57


Partigiano antifascista in Ucraìna

 

A contraddistinguere la genia alla quale appartengo da tutte le altre è il rispetto per i combattenti, soprattutto se volontari. È quindi con rispetto che voglio accompagnare la notizia della morte di questo compagno antifascista italiano che da sette anni combatteva nelle fila degli imperialisti russi contro il popolo ucraìno. Militava in quell'unità internazionale antifascista inquadrata dall'esercito russo (a capo un generale putiniano) che ebbe per portavoce Achille Lollo, l'autore del rogo di Primavalle in cui arsero vivi i Fratelli Mattei. Del resto le repubbliche separatiste del Donbass - che in questo primo aprile, anniversario della Vittoria in Spagna viene spontaneo accostare ai separatismi massonico/comunisti/repubblicani di allora - si definiscono Sovietiche.
Di lui possiamo dire che ha saputo scegliere il suo campo con coerenza e con determinazione e non è stato preda di una controinformazione settoriale affidata dal Cremlino per i populisti occidentali, evidentemente considerati imbecilli, alla struttura dell'oligarca Malofeev cui fa capo (a questa e non direttamente al Cremlino) anche quel Dugin di cui si straparla. A differenza di questi ultimi, il combattente caduto, aveva il senso del reale, riconosceva il suo campo da quelli altrui ed è morto con coerenza. Una virtù oggi rara da riscontrare tra i vivi, specie tra quelli che per ragioni sentimentali o di tatuaggio o di puro marginalismo psicologico continuano a credersi di una certa area mentre sono al servizio di quelli che hanno masscarato, incriminato, perseguitato, stuprato e annientato chi ha combattuto per la civiltà. Questo compagno, più di tante parole, è la dimostrazione chiara e tangibile di cotanto sbandamento.
https://www.adnkronos.com/chi-era-edy-ongaro-litaliano-ucciso-in-donbass_7o7QGixetrqYe0iyBJ6kSb

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Aprile 2022 11:04
 

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