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Scritto da insideover.com   
Martedì 24 Gennaio 2023 00:59


Il rilancio strategico di Tokyo

Il Giappone ha iniziato a costruire una nuova base militare delle Forze di autodifesa (Japan Self-Defense Forces) sull’isola di Mageshima, precisamente a Nishinoomote, nella prefettura sud-occidentale di Kagoshima.
I lavori di costruzione dovrebbero durare quattro anni e prevedono l’installazione di due piste, una torre di controllo e un deposito di esplosivi. Il sito sarà inoltre utilizzato come hub di rifornimento e manutenzione per la difesa delle isole sud-occidentali di Nansei.
Il progetto punta, da un lato, a rafforzare le difese del Paese nelle vicine isole Ryukyu, ma anche nella sopra citata Nansei, e dall’altro a fornire una base aerea di riserva nel caso in cui un attacco nemico dovesse colpire Okinawa, hanno sottolineato i media giapponesi.
Secondo il quotidiano Asahi Shimbun, inoltre, le operazioni rientrerebbero in un piano controverso per trasferire sull’isola un sito di addestramento di aerei militari statunitensi. Non è un caso che l’asse tra Washington e Tokyo, in primis in chiave anti cinese, si sia recentemente consolidato in seguito all’incontro tra il presidente statunitense Joe Biden e il primo ministro giapponese Fumio Kishida.
A causa della sua posizione strategica, l’isola di Mageshima è diventata un luogo candidato per il trasferimento delle pratiche di atterraggio delle portaerei militari statunitensi – attualmente condotte sull’isola di Iwoto, nota anche come Iwojima – nel 2011, nel corso di una riunione dei capi degli affari esteri e della difesa del Giappone e degli Stati Uniti.

L’importanza strategica della nuova base del Giappone
Mageshima, un’isola disabitata di otto chilometri quadrati situata a 12 chilometri dall’isola abitata di Tanegashima, è stata dunque scelta come candidata per il trasferimento delle pratiche di atterraggio delle portaerei statunitensi.
L’importanza strategica dell’isola di Mageshima è fondamentale in quanto, come ha sottolineato Asia Times, questo piccolo territorio può giocare un “effetto risucchio” sulle grandi potenze della regione. In altre parole, l’isola può fungere da punto di sosta logistico, barriera protettiva, base operativa avanzata e pure indicatore geografico per estendere le rivendicazioni marittime.
In particolare, Mageshima si trova a nord-est delle isole Ryukyu, che le navi militari cinesi devono attraversare per raggiungere l’Oceano Pacifico. È anche un isolotto disabitato, il che riduce le preoccupazioni per il rumore e la sicurezza degli aerei, e offre un terreno pianeggiante, un vantaggio da non sottovalutare per la costruzione di un aeroporto.
La nuova base di Mageshima, infine, consentirà al Giappone e agli Stati Uniti di condurre un’azione difensiva ancora più approfondita contro la Cina.

Il piano di Tokyo
Il governo giapponese ha acquistato l’isola nel 2019 al costo di 16 miliardi di yen (circa 120 milioni di dollari) principalmente per rendere l’isola una “portaerei inaffondabile“.
In tutto questo, non è da escludere che gli Stati Uniti possano cercare di posizionare i loro missili a lungo raggio proprio su quest’isola, data la loro intenzione di costruire un “muro missilistico” nella prima e nella seconda catena di isole.
Dato il rafforzamento militare di Cina e Corea del Nord, inoltre, per Washington è fondamentale rafforzare le proprie strutture contro eventuali attacchi nemici, disperdere e distribuire le forze su un’area più ampia, oltre che migliorare le loro capacità di difesa missilistica.
Non mancano tuttavia alcune ombre. Vari attivisti sostengono che i lavori di costruzione della base avranno un impatto significativo sulla qualità dell’acqua, sulla vita marina e sulla pesca nell’area, a seconda che il progetto implichi o meno la bonifica del territorio.

 

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