Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Luglio 2021  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
262728293031 

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Rosso antico PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Domenica 14 Marzo 2021 00:59


e in fondo anche sfigato

Il 14 marzo 1972, mentre sta compiendo un attentato dinamitardo al traliccio di Segrate (Milano), viene tagliato in due dall'esplosione il miliardario guerrigliero Giangiacomo Feltrinelli. Finanziatore delle frange insurrezionaliste o "fuochiste", amico di Sartre e di Fidel Castro, in collegamento con i servizi dell'est, in particolare cecoslovacchi, Feltrinelli fu uno dei precursori della lotta armata. Una lotta armata che, contrariamente alla vulgata addomesticata dai media e dall'intera sinistra, veniva compiuta allora per lo più con le bombe.
Feltrinelli, a quanto riveleranno in seguito diversi dei suoi compagni, era anche teorico della "false flag". Esortava infatti a commettere attentati e attribuirli ai fascisti. Quello schema sarà eseguito il 28 maggio 1974 a Piazza della Loggia a Brescia dove una colonna di vecchi e nuovi partigiani commetterà un eccidio che verrà attribuito all'estrema destra. In altre occasioni verrà catturato qualcuno dell'entourage di Feltrinelli con in tasca volantini firmati Squadre d'Azione Mussolini...
Fondatore dei GAP (Gruppi d'Azione Partigiana), Feltrinelli fu, con il partigiano Lazagna, uno dei primi organizzatori della lotta armata. In un certo senso ci fu una competizione sul controllo di quella nascente creatura tra lui e il fantomatico Corrado Simioni, alla testa del Superclan che, anche tramite la scuola parigina Hypérion, prenderà il controllo delle BR. Quand'anche non fosse morto, Feltrinelli avrebbe comunque perso il confronto. È sufficiente dare un'occhiata alle analisi politiche espresse dall'uno e dall'altro per cogliere la genialità di Simioni e la stoltezza di Feltrinelli.

Per l'infortunio mortale di Feltrinelli sul suo lavoro terrorista si è anche parlato di sabotaggio. Il timer difettoso gli sarebbe stato fornito proprio da Simioni; qualcuno invece parlerà della Cia. Il figlio di Feltrinelli racconterà di un avvertimento pervenutogli dal Partito Comunista che sosteneve che i servizi tedeschi, israeliani, inglesi e americani, tutti insieme, lo avrebbero voluto morto. Difficile dire cosa sia accaduto con esattezza.
È opportuno rammentare che per la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), madre di tutte le stragi e sicuramente accidentale, vennero ostacolati gli inquirenti che intendevano indagare su Feltrinelli e non fu tenuta minimamente in conto l'esternazione del cognato Carlo Melega che, alla vigilia, si era vantato in un bar veneto di qualcosa di molto grosso che sarebbe capitato a Milano. I Carabinieri si accontentarono della sua deposizione in cui sosteneva "ho il dono della preveggenza"...
Eppure in diversi trai compagni milanesi, per esempio il brigatista Roberto Fabbri, raccontarono che Feltrinelli cercava volontari per piazzare bombe nelle banche. Alcuni di questi saranno poi implicati in forme diverse nella strage davanti alla Questura di Milano il 17 maggio 1973 (Autore, catturato sul posto, Gianfranco Bertoli un anarchico proveniente da un kibbutz israeliano e armato con materiale israeliano). Non essendovi dubbi su chi sia stato lo stragista, né su chi gli abbia fornito l'appoggio logistico, ovviamente quella è una strage di cui non si parla mai perché imbarazzerebbe le versioni ufficiali.

Gli ambienti milanesi prossimi a Feltrinelli saranno anche coinvolti nel sequestro del giudice Sossi, il cui esito innescherà l'attentato di Brescia.
L'ala emiliana della rete d Feltrinelli estesa fino a Praga, verrà coinvolta nelle indagini sul sequestro-omicidio Saronio e nella strage dell'Italicus. I sospetti sull'esecuzione di Alceste Campanile, giovane della sinistra reggiana, verranno scongiurati da una tardiva confessione di un "fascista" di comodo (bandito, sicario, cooperatore dei servizi e collaboratore di giustizia, nonché vicino alla Procura di Bologna), Paolo Bellini, che si accuserà del delitto, senza doverne pagare le conseguenze per via della condizione di pentito, e verrà creduto malgrado una serie di incongruenze. Una versione che fa troppo comodo a molta gente.
Tornando a Piazza Fontana le Brigate Rosse fecero un'indagine interna alla sinistra sulla strage del 1969 e sembra che siano arrivati alla conclusione del coinvolgimento del gruppo milanese orbitante intorno a Feltrinelli. Il dossier venne però sequestrato dai Carabinieri nel covo di Robbiano di Mediglia e da allora è scomparso...

Chi fosse interessato alla ricostruzione degli anni di piombo e dello stragismo può richiedere ORCHESTRA ROSSA di Gabriele Adinolfi, Edizioni Avatar, 2020
https://gabrieleadinolfi.eu/acquista-online/444-orchestra-rossa.html

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.