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Quel fascismo così lontano PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Lunedì 17 Gennaio 2022 01:47


Altro che dittatura, qui impera l'antifascismo anche all'estrema destra

Sento parlare sempre più di fascismo che ritorna, ma non è vero. È palese che chiunque ne parli – antifa e fan – non ha idea di cosa sia.
Impossibile estrarre il fascismo da una idea del mondo e della vita che oggi proprio non si vede. Benché  sia essenziale, questo non è però tutto.
Il fascismo è intelligenza dello spirito e, come tale, è al contempo “chiesa di tutte le eresie” come lo definì Mussolini, ed è soprattutto Sintesi.
La politica si fondava fino ad allora su Tesi e Antitesi che continuavano a opporsi in eterno e che trovavano la mediazione in un centro accomodante, oppure – nella cosiddetta alternanza – fungendo alternativamente da equilibrista.
Il fascismo impose il dinamismo e la tendenza alla Sintesi.
Come è stato più volte rimarcato – tra l'altro dal Grece francese – il fascismo si fondava su et et e non su aut aut.

Et et
Capitale e lavoro, tradizione e progresso, nazionalismo e socialismo, futurismo e tradizionalismo, mistica della guerra e amore di pace: il fascismo ha insegnato a cogliere selettivamente il meglio da tutte le cose, a sintetizzarle e a far sì che trovassero sbocco e soluzione, in un continuum creativo.
Per i marxisti il fascismo è un sistema interclassista che appartiene alla medesima razza delle socialdemocrazie. Ma non è corretto perché le socialdemocrazie espongono la soluzione interclassista del mercantilismo, completamente assente di una comunità di destino e priva di una forza mobilizzatrice. Il fascismo sta su di un altro piano, su quello tribunizio e cesarista che coinvolge ed eleva. Sono proprio i piani che cambiano.
Gianluca Iannone ebbe un vero e proprio satori quando espresse la definizione di “estremo centro alto”, perché esprime esattamente il ruolo del fascismo.

Tu quale idiota sei?
Oggi tutto questo manca. Prigionieri dell'idiozia binaria sono tutti in aut aut e si nobilitano per opposizione, tramite il disprezzo e l'odio per l'opposta idiozia. Qualunque sia l'argomento (Nazione, Europa, Ambiente, Immigrazione, Famiglia, Cultura, Lgbt, Covid, Vaccino) si assiste esclusivamente a stolti estremismi trinariciuti, esibizionisti, strilloni e fanatici che non prendono mai in considerazione le ragioni degli altri, né qualsiasi elemento li costringa a ragionare: abbaiano, ringhiano, si filmano mentre fanno i buffoni, fanno tweet con i piatti che mangiano e vanno avanti così nel nulla del nulla, ma sempre strillando.

Americani e partigiani
La confusione nasce dalla decisione. Il fascismo era deciso, eppure chiunque abbia davvero studiato la storia e non sia in mala fede, sa che era fermo ma giusto, che alle aggressioni seppe sì rispondere ma fece sempre di tutto per abbassare il livello, per rompere la spirale che non volle né attivò mai e a cui mise fine più di una volta. La Sintesi nasce anche dallo scontro con le parti che insieme la negano (ciò è stato abbastanza ricorrente negli anni Venti e Quaranta, durante le due guerre civili volute dai socialcomunisti e dai clericali). Ma la forza non è prevaricatrice, non annulla le parti, le risolve.
Nulla a che vedere con la barbarie etica e mentale di oggi quando in molti blaterano chiedendo decisione e castighi esemplari e sono violenti nei propositi, nei pensieri, negli insulti, poiché sono imbarbariti come americani, come partigiani, ovvero come i modelli su cui si è plasmata questa società. Altro che ritorno del fascismo!

Piantatela di galleggiare!
Il grave non è tanto questo quanto il fatto che un buon numero di persone che si vorrebbero fasciste pensano di esserlo comportandosi proprio così, cioè come gli altri.
Ma questo è il contrario esatto del fascismo che è umanista, che è intelligente, che è spirituale, che è creativo e di larghissime vedute e che, quindi, punta a soluzioni concrete, efficaci, comuni e innovative.
L'estremizzazione dogmatica di qualsiasi concetto di destra (come di sinistra) oltre a determinare perfino il decadimento e l'instupidimento di quello stesso concetto, nulla ha a che fare con la mentalità e con la cultura fascista. E non è quindi per caso se negli ultimi decenni quella che continuo a definire destra terminale ha espresso tutta una serie di “proposte” “politiche” non solo sciocche e imbarazzanti ma costantemente in conflitto con quanto in ogni materia era stato espresso dal fascismo e attualizzato dai neofascisti.
Anche se sentimentalmente erano e sono fasciste, neuroni e nervi antifascisti hanno determinato gli orientamenti delle destre terminali. E le hanno trasferite, ipso facto, dall'avanguardia dove erano state per settant'anni, alla retroguardia.
Occorre uscire al più presto dall'emiplegia incolta, sciocca, castrante e rovinosa con cui si tende a ragionare in qualsiasi ambito!
Fino a ieri questo era un appello, generalmente inascoltato, oggi fortuntamente c'è una realtà che preme, che accelera il suo processo sommergendo tutte le boe delle illusioni degli accidiosi e degli infingardi. Quindi questa sarà ben presto l'unica possibilità di navigare nelle acque sulle quali non sarà più consentito galleggiare. Finalmente!

 

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