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Scritto da Corriere della sera   
Sabato 25 Settembre 2004 01:00

Le flautolenze del bestiame contribuirebbero all'effetto serra. In Nuova Zelanda istituita una tassa contro le emissioni di gas intestinale degli animali. E anche questo aiuta gli Usa a ritardare la firma per i protocolli di Kyoto.

SYDNEY - I gas emessi da bovini e ovini, per flatulenza ed eruttazione, contribuiscono in modo consistente all'aumento dell'effetto serra. Questo è quanto sostiene un gruppo di scienziati australiani e, per contrastare tali emissioni nell'atmosfera, gli studiosi hanno elaborato un apposito vaccino. Bovini e ovini, che ammontano nel mondo rispettivamente a 1 miliardo e 57 milioni di capi e 1 miliardo e 300 milioni di capi, "producono", anche se sembra strano, un quinto di tutte le emissioni globali di metano, sostanza che insieme ai gas di combustione (in particolare l'anidride carbonica) costituisce la più seria minaccia al clima del nostro pianeta.

VACCINO - Per questo, come riportato dalla rivista britannica New Scientist, gli studiosi dell'ente federale di ricerca Csiro ritengono fondamentale l'importanza del loro vaccino allo scopo di proteggere la Terra dal progressivo innalzamento della temperatura. Il vaccino agirebbe contro tre specie di microbi che producono metano nello stomaco delle pecore e delle mucche e, nelle sperimentazioni condotte, avrebbe ridotto la produzione del gas dell'8%. Per ora il vaccino sarebbe in grado di agire soltanto contro questi tre specifici microbi, ma gli studiosi australiani contano di estenderne l'azione ad una buona parte degli altri microbi, che insieme sono responsabili dell'80% delle emissioni di metano dagli ovini.

EFFETTO SERRA - Il gas metano è 23 volte più potente del CO2 (anidride carbonica), in termini di volume, nella capacità di intrappolare il calore del sole, ed è responsabile di un quinto dell'incremento dell'effetto serra negli ultimi 200 anni. Oltre che dal bestiame, il gas viene disperso nell'atmosfera dall'agricoltura, dai movimenti di terra, dalle miniere e terre umide naturali. La riduzione di emissioni di metano rientra nelle clausole del Protocollo di Kyoto, fortemente voluto, tra gli altri da Australia e Nuova Zelanda.

TASSA ANOMALA - La Nuova Zelanda, in particolare, è particolarmente attiva nella battaglia alle emissioni di metano in campo agricolo. Data la consistenza presenza di bestiame, il paese conta ben 9 milioni di bovini e 46 milioni di ovini, quest'anno il governo ha introdotto una tassa sugli allevatori, prontamente soprannominata 'tassa sui rutti". La tassa prevede il pagamento di 60 centesimi di euro l'anno per ogni bovino posseduto ed 8 per pecora. Gli introiti, che un rapido calcolo permette di prevedere intorno ai 5 milioni di euro, serviranno a finanziare la ricerca necessaria perché la Nuova Zelanda possa conseguire gli obie

 

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