Le comiche Stampa
Scritto da repubblica.it   
Giovedì 04 Novembre 2004 01:00

Parlando con il Presidente iracheno imposto dagli Usa, il nostro Berlusconi dichiara che l'Italia continuerà la guerra in Iraq finchè il Presidente Allawi richiederà la presenza dei militari italiani. Perchè non chiedere a Bush quanto dovremo restare, visto che Allawi riceve gli ordini direttamente dagli americani? Forse per far finta di non essere costretti ad eseguire gli ordini dell' "alleato", per via delle clausole segrete del patto NATO?

ROMA - L'Italia, sesta potenza economica mondiale, "deve assumersi la responsabilità di difendere la democrazia e di diffonderla nel mondo". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il presidente del governo provvisorio iracheno, Yiad Allawi, al quale Berlusconi ha anche chiesto "aiuto per ritrovare il corpo di Enzo Baldoni e poterlo restituire alla sua famiglia".

L'Italia, "presenza di pace", resterà in Iraq a prestare il proprio aiuto "secondo le richieste che le perverranno dal legittimo governo iracheno". Per Berlusconi, il futuro del paese mediorientale può essere solo "quello di un paese territorialmente integro, indipendente, democratico, libero e che possa utilizzare le sue ingenti risorse economiche e garantire ai suoi cittadini la sicurezza e la dignità che vengono riconsciute a tutti i cittadini di ogni Stato di diritto".

"Chiari", dunque, secondo il premier, i motivi della presenza italiana in Iraq: "le stesse finalità per cui si trova in Afghanistan, in Albania, in Kossovo. A chi ci dice che dobbiamo ritirare i nostri soldati dall'Iraq - insiste Berlusconi - il governo risponde che allo stesso modo dovremmo ritirarci da tutti gli altri paesi in cui i nostri soldati sono impegnati. Il che naturalmente non può essere per un paese come l'Italia, che fa parte della comunità delle democrazie, e che quindi deve assumere su di sé la responsabilità di difendere la democrazia e diffonderla nel mondo".

Da parte sua, il premier iracheno ha rivolto una sollecitazione ai paesi che finora hanno mantenuto un ruolo di "spettatori" nei confronti dell'Iraq, ha sottolineato il "continuo sostegno" ricevuto dall'Italia per la costruzione "di un Iraq democratico, costituzionale e libero". "Dobbiamo chiudere con il passato di guerra - ha detto Allawi - e guardare al futuro, alla costruzione di rapporti più costruttivi con tutti i paesi".


Infine, Berlusconi ha esortato il collega iracheno, che domani incontrerà gli altri membri del Consiglio europeo, a fornire loro con maggiore chiarezza la "fotografia" della situazione irachena, che "non è solo quella che purtroppo ci viene restituita da tv e giornali, oltre a bombe e sequestri c'è anche la realtà di una vita che si svolge ordinata e regolare, nelle scuole, negli ospedali, negli edifici pubblici e nei centri commerciali. Dobbiamo far sì che questa vita diventi regolare al cento per cento, anche per non vanificare il sacrificio dei nostri concittadini che hanno dato la vita per questa missione". Dopo l'incontro di palazzo Chigi Allawi è andato in Vaticano per essere ricevuto dal Papa.