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Una Repubblica fondata sulla bara PDF Stampa E-mail
Scritto da agi   
Martedì 18 Ottobre 2022 00:06


Anno record di morti sul lavoro

Gli incidenti sul lavoro continuano a mietere vittime in Italia: da gennaio a settembre di quest'anno i morti sono stati 677, con una media di quasi tre vittime al giorno. Il totale è di 95 decessi in meno rispetto allo stesso periodo del 2021 - che però risentiva dei tanti morti per Covid - quando le vittime furono 772.
I decessi non legati alla pandemia sono aumentati del 32%. Sono cresciute anche le denunce di infortunio totali: sono state 484.561, +38,7% rispetto al 2021. Il maggior numero di infortuni mortali si è registrato nel settore delle costruzioni.
I dati dell'Inail sono stati diffusi dall'Anmil, l'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invali di del Lavoro, in occasione della 72esima edizione della Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La cerimonia principale quest'anno si è svolta a Fiume Veneto (Pn), in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune, ma manifestazioni sono state organizzate in tutta Italia.

L'Anmil ha voluto rivolgere un appello alle forze politiche che si preparano a governare. "Nonostante la grave recrudescenza del fenomeno infortunistico che grava sul Paese, ad oggi la sicurezza nei luoghi di lavoro non riceve la giusta considerazione, che dovrebbe invece rappresentare una priorità - ha dichiarato il presidente nazionale Anmil Zoello Forni - e questa manifestazione è l'occasione per sensibilizzare sul tema le forze politiche appena elette a governare il Paese, stimolando riflessioni e assunzioni di un impegno per il futuro, al fine di attuare un programma di interventi che tenga conto di proposte concrete come le nostre per arginare morti e infortuni sul lavoro e malattie professionali".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente dell'Anmil, ha sottolineato che si tratta di un fenomeno "inaccettabile". "I numeri delle vittime degli incidenti sul lavoro, nonostante i numerosi provvedimenti normativi con i quali si è cercato, nel tempo, di prevenirli - ha affermato - sono allarmanti, drammatici. Raccontano storie di vite spezzate, di famiglie distrutte, di persone gravemente ferite, di uomini e donne che invocano giustizia. Persone che si appellano alle istituzioni, ai datori di lavoro, alla coscienza di chiunque sia nelle condizioni di rendere i luoghi di lavoro posti sicuri, in cui sia rispettata la dignità della persona".
"Lavorare - ha ammonito Mattarella - non può significare porre a rischio la propria vita. Ecco perché la Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro è occasione preziosa per richiamare l'attenzione su un fenomeno inaccettabile in un Paese moderno che ha posto il lavoro a fondamento della vita democratica".

Anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha messo in guardia: "Quotidianamente siamo costretti ad aggiornare il triste contatore delle vittime sul lavoro, e anche se il dato statistico risulta in calo, non possiamo rassegnarci ad una logica quasi di assuefazione alle continue notizie di incidenti".
"Nella mia esperienza", ha sottolineato il ministro, "posso dirvi che ogni vittima lascia il segno. Tutte le vittime lasciano una ferita indelebile perché sono vite strappate ai loro affetti, alle loro famiglie, alla nostra società.
Sul piede di guerra i sindacati. "Siamo di fronte a una vera e propria strage, una situazione non più accettabile - ha tuonato il leader della Cgil, Maurizio Landini - Non c'è giorno che qualche persona non muoia sul lavoro, proprio nei giorni scorsi abbiamo lanciato l'idea che dal 17 ottobre al 22 ci sarà una settimana di mobilitazione straordinaria. Il 22 ottobre qui a Roma abbiamo organizzato una grande manifestazione unitaria, insieme a Cisl e Uil, proprio per rimettere al centro questo tema".
Sulla stessa il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra: "Il lavoro non può coincidere con le morti nei cantieri o sui campi o nelle fabbriche e non può essere fonte di malattie o infortuni". "Quasi 700 morti sul lavoro in 8 mesi sono cifre da guerra civile. Lo abbiamo ribadito dappertutto: spesso non sono incidenti ma omicidi, perché dietro queste tragedie ci sono consapevoli irresponsabilità dettate dalla brama di profitto", ha denunciato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

 

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