Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Agosto 2020  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
       1  2
  3  4  5  6  7  8  9
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Tempi Moderni
Idea olimpica del divino PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio Mutti   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

Walter Otto, Epicuro, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2001, pp. 134, euri 10,32

Pare che a Walter Friedrich Otto "stia toccando lo strano destino di essere più noto in Italia che in Germania", ha scritto G. Moretti, curatore dell'edizione italiana di un saggio del filologo e storico delle religioni tedesco.

In effetti, già agli inizi degli anni Quaranta la pubblicazione degli Dei della Grecia presso la Nuova Italia richiamò su Walter Otto l'attenzione di diversi esponenti della cultura italiana. Sulla "Critica", la rivista liberale diretta da Benedetto Croce, apparve nel 1942 una recensione di sette pagine fitte, siglata A. O. (Adolfo Omodeo), in cui veniva accusato l'atteggiamento "apologetico-polemico" e "decadentistico e assurdo" di Walter F. Otto. "Siamo di fronte alla frenesia consueta presso i tedeschi per il primigenio, alla voluttà d'inabissarsi e perdersi nella voragine oscura (..) a un delirio di reinvoluzione deleterio per tutta l'opera umana, anche se si vagheggiano eleganze e bellezze elleniche. Un misticismo sordido nasce da tutte queste elucubrazioni. Questo misticismo che non sorge dallo sforzo di esprimere una più alta verità, ma dall'abiura della ragione (..)". E così via, su un tono che sembrava anticipare il Lukács della Distruzione della ragione.

Ben diversa l'accoglienza che nello stesso anno il libro di Otto trovò sulle pagine di "Bibliografia Fascista", dove Julius Evola presentò lo studioso tedesco come uno degli esponenti (insieme con Eitrem, Altheim, Kerényi e pochi altri) di "una nuova corrente di esegesi dell'antico mondo spirituale che la rompe in pieno con i pregiudizi metodologici e le limitazioni di certa scienza delle religioni, da noi purtroppo ancora in auge in molti ambienti accademici".

Ma il rapporto di Evola con Walter Otto non si esaurisce nell'apprezzamento che lo scrittore italiano ebbe più volte modo di manifestare nei confronti dell'autore degli Dei della Grecia. Esiste anche una convergenza di posizioni che accomuna Evola ed Otto in ordine a un argomento che, con impegno di misura diversa, venne affrontato in una prospettiva analoga, sia da Evola sia da Otto e ciò, verosimilmente, senza che l'uno fosse al corrente di quanto scriveva l'altro.

Secondo Evola, "Epicuro negò solamente gli dèi della religione popolare, gli dèi che si mescolerebbero al corso del mondo, che si invocano per le piccole miserie umane e che sono usati come spauracchio per le anime deboli. Egli invece li ammise in sede etica e, a dir vero, seguendo la più alta concezione 'olimpica' greca del divino: come delle essenze distaccate e perfette, esenti da passioni, che al saggio debbono valere come supremo ideale" (Epicuro, un calunniato, "Roma", 23 gennaio 1958).

Quanto a quel vero e proprio teologo della religione greca che fu Walter Friedrich Otto, egli "realizza che il presunto ateismo di Epicuro in realtà non esiste". Questa è la conclusione dello studio introduttivo al saggio di Otto intitolato Epicuro, curato da due veterani degli studi su Epicuro e uscito recentemente nella stessa collana in cui sono apparsi testi di Plutarco, l'Imperatore Giuliano e Proclo.

 
Grazie Ministro Fini PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Manifesto   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

In Costa d'Avorio le nostre forze armate danno la priorità allo sgombero di cittadini israeliani, lasciando i nostri concittadini a terra.

Israele ringrazia Berlusconi
Per l'evacuazione di «consiglieri» e «mercenari» dalla C. d'Avorio

Polemiche a Roma Interrogazione parlamentare: si è data la priorità a misteriosi «contractor» israeliani rispetto ai cittadini italiani?

EM. GIO.

La risposta all'interrogazione che una quindicina di parlamentari ha rivolto ai ministri di esteri e difesa sulla rapida evacuazione di 32 cittadini israeliani dalla Costa d'Avorio ha già una prima formale risposta. Sul sito della nostra ambasciata a Tel Aviv si legge infatti che «il vice primo ministro Olmert ha a più riprese e con forza espresso... la grande e calorosa considerazione del governo israeliano per l'Italia e per il suo governo. In più occasioni è stata anche espressa all'on. Fini la gratitudine per la pronta disponibilità italiana ad evacuare dalla Costa d'Avorio, con i nostri mezzi aerei, i cittadini e diplomatici israeliani coinvolti nei disordini nel paese africano». Il riferimento è proprio alla vicenda che questo giornale ha ripercorso il 24 novembre scorso, quando ha dato conto della «pronta disponibilità» italiana che, secondo una fonte diretta consultata dal manifesto, fu in realtà oggetto di vere e proprie pressioni da parte della Farnesina sulla nostra rappresentanza ad Abidjan. Pressioni arrivate dopo i contatti non solo in loco, ma della Farnesina con l'ambasciata israeliana a Roma. Proprio mentre l'allora vice premier Gianfranco Fini si trovava a Tel Aviv in visita ufficiale (10 - 11 novembre).

Quello che l'interrogazione vuole appurare è se «durante il rimpatrio sia stata data priorità, rispetto a cittadini italiani, a persone presenti in quei territori in qualità di consiglieri militari o contrattisti privati in zona di guerra» e se «l'aver dato priorità a persone coinvolte in operazioni di carattere militare per favorire azioni contro un paese dell'Unione europea non costituisca una alterazione dei rapporti tra stati membri dell'Unione e una presa di posizione a favore dell'attuale governo ivoriano». Fonti locali hanno spiegato al manifesto che la lista dei 32 israeliani fu fornita dall'ambasciata israeliana da Abidjan senza specifiche particolari. Ai nostri funzionari in Costa d'Avorio apparve dunque del tutto normale che un'ambasciata volesse evacuare, come molte altre, il suo personale diplomatico. E questa è di fatto la versione che appare sul sito della nostra legazione a Tel Aviv, secondo cui furono evacuati «cittadini e diplomatici israeliani». Ma per diverse altre fonti, citate dalla stessa stampa israeliana, i profili di quelle 32 persone erano di ben altro tipo. «Contrattisti privati» appunto o «consiglieri militari», quando non «mercenari». Ecco dove un chiarimento è necessario. Così come è necessario chiarire se il coinvolgimento «nei disordini nel paese africano» sia solo una frase di rito o se, come ha ipotizzato la stampa francese, il coinvolgimento non riguardasse piuttosto l'esercito ivoriano che, sempre secondo la stampa d'oltralpe, aveva utilizzato informazioni israeliane. Per colpire i francesi. L'interrogazione (primo firmatario Francesco Martone) conta già una quindicina di firme (Boco, Malabarba, Iovene, De Petris, Ripamonti, Donati, Peterlini, Carel

 
Niente religione, siamo cinesi. PDF Stampa E-mail
Scritto da AsiaNews   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

Il Partito Comunista Cinese emana una direttiva per combattere le sempre più numerose conversioni ... ma il nostro Presidente è lo stesso in visita. In fondo, a noi, interessa solo commerciare, no?

2 Dicembre 2004

CINA

Direttive segrete del Partito: annientare le religioni e far trionfare l'ateismo

Il dipartimento di propaganda ha elaborato un nuovo documento in cui si promuove l’ateismo. Al bando religioni e superstizione. Obiettivo del documento: sconfiggere le conversioni fra i vertici del partito e i giovani.

Pechino (AsiaNews) – La Cina rischia “l’occidentalizzazione” e la “disintegrazione” operata in nome della religione; il governo si batte “per influenzare in maniera impercettibile ma costante il popolo, in particolare i giovani e i vertici del partito” per arrestare la “crescita delle religioni, delle organizzazioni di culto e delle superstizioni e favorire un pieno ritorno all’ateismo marxista”. Sono i punti principali del documento segreto elaborato nel maggio scorso dal Dipartimento di propaganda del comitato centrale del CPC (partito comunista cinese), nel tentativo di frenare la crescita costante di religione e spiritualità fra i cinesi.

Particolare attenzione è rivolta “ai giovani e ai vertici del partito”, i settori in cui si registrano molti casi di conversione. Il governo presta una particolare attenzione ai mezzi di comunicazione, con un riferimento preciso ad internet, il “canale privilegiato per diffondere l’ideologia marxista”. Esso rappresenta una “nuova risorsa” per “moralizzare” i giovani, i maggiori utenti della rete nel paese.

Nel mese di ottobre, durante un vertice sulle religioni a Pechino, il governo ha ribadito che “non bisogna avallare leggi basate sulla mentalità occidentale, perché “le condizioni in Cina sono speciali”. Infatti, per Pechino la libertà religiosa non è un diritto innato della persona, ma una concessione dello Stato.

Il documento, segreto e distribuito ai soli membri del partito, è giunto in occidente attraverso membri del Partito contrari alla politica ateista del governo. Esso è stato diffuso dal sito canadese di The Voice of the Martyrs .

Il documento è diviso in 8 punti; AsiaNews lo ha sintetizzato mettendone in risalto i concetti salienti:

 
Niente Gesù. Viva Virtù! PDF Stampa E-mail
Scritto da Libero   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

In una scuola di Como una maestra sostituisce nei canti "Gesù Bambino" con "Virtù Bambino". Per non offendere i non-cattolici insieme al buon senso sconvolge l'italiano...

NATALE ISLAMICO. GESU' CEDE IL POSTO A VIRTU' BAMBINO

Caro direttore, il caso di Rebbio, dove una maestra ha modificato i canti di Natale per "non offendere" gli alunni musulmani, dimostra ancora una volta che non sono gli islamici che ci vogliono amazzare, siamo noi che ci vogliamo suicidare.

Riassumiamo i fatti. Alla scuola elementare statale di Rebbio (una frazione di Como) è prevista, per il 18 dicembre la tradizionale recita natalizia: canzoni, balli, spettacolo teatrale e lavoretti confezionati dai bambini. Naturalmente la recita va preparata. Bisogna fare delle prove. Ed è qui che la maestra va nel pallone. I bambini, infatti, sono 34, ma due di essi sono musulmani. Oddio, che fare? L'idea è un colpo di genio: far sparire dalle filastrocche la parola Gesù. Genialata nella geialata, si trova in sostituzione un termine in rima: virtù. O virtù d'amore acceso, non ti avessi mai offeso.

Siccome non tutti hanno l'encefalogramma piatto, qualche genitore reagisce. Scrive una lettera alla Padania, e mi permetto di aggiungere "purtroppo", non perchè non abbia stima della Padania, ma perchè così adesso si avrà la scusa per dire che è tutta una montatura politica.

Comunque. La maestra non parla, il preside dice che c'è un fraintendimento, che i genitori che hanno protestato non hanno capito, che in realtà solo i due bambini musulmani dovevano cantare che dalle stelle scende Virtù. Ci permettiamo di dubitare. Primo, perchè se così fossenon si capirevve lo sconcerto dei bambini e la protesta dei genitori. Secondo perchè di feste natalizie tarroccate nelle scuole statali "per rispetto degli alunni immigrati" ne abbiamo già viste altre, e si sa che la stupidità è contagiosa. Terzo perchè se così fosse avrebbero ben ragione di protestare i genitori dei bambini musulmani: perchè costringere i due bambini a festeggiare una festa che non è la loro, con l'aggravante di far la figuraccia di essere i due "diversi" nel coro?

Altre domande incombono: ma perchè, per non penalizzare due bambini, se ne penalizzano trentadue, facendo perdere loro tutto il Mistero di una festa che resta per tutti noi uno dei momenti più belli, più consolanti della vita? Ma siamo poi sicuri che i due bambini si sarebbero offesi se fosse chiesto loro, e ai loro genitori: è Natale, una festa della nostra tradizione, preferite partecipare o volete starne fuori? Magari, per voi si può organizzare una festicciola a parte. Altra domanda, la più importante: ma rispettare gli altri significa buttare via la propria storia, le proprie cose più belle?

Pare proprio che sia così, purtroppo, il dialogo e l'accoglienza intesa come una tabula rasa di tutto ciò che noi siamo.

[...]

 
Happy Chrismahanukwanzakah PDF Stampa E-mail
Scritto da Libero   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

Gli americani, si sa, sono sempre un passo avanti e così, anche questa volta, ci precedono nel felice sentiero del ridicolo.

Auguri politically correct

NEGLI S.U.A. LA NASCITA DI GESU' DIVENTA UNA FESTA MULTIRELIGIOSA

Happy Chrismahanukwanzakah,e non è un refuso. Ridere o piangere? Non si sa come reagire a questo bizzarro augurio della Virgin Mobile Usa che ti arriva per e-mail se sei un cliente dei suoi cellulari o che vedi in tv sulle emittenti locali. L'impronunciabile parola è la contrazione di Christmas, Hanuka, Kwanza e Akikah, le feste cardinali delle tre religioni monoteiste, più la Kwanza, una festività crerata a tavolino dalla èlite multiculturalista Usa nel 1966, per dare alla comunità afro-ameircana un appuntamento concorrenziale al Natale. La fusione ostentata delle celebrazioni simboleggia l'ultima frontiera del religiosamente corretto. Mentre non verrebbe mai in mente a nessuno di "contamintare" con croci o riferimenti alla Madonna i riti del Ramadam, sentite che bella canzoncina in strofe, corredata a cartoni animati propone la Virgin. "La vigilia di Chrismahanukwanzakah, o che notte gioisa ... sia se sei cristiano, ebreo, mormone o ermafrodita, auguri di un gioioso Chrismahanukwanzakah. E' ok se sei musulmano, cristiano o ebreo. E' okey se sei agnostico o non sai che cosa fare. Ecco una celebrazione che comprende tutti, senza obbligazioni contrattuali. In un certo sesnso siamo tutte scimmie o forse solo delle particelle insignificanti ... Io sono scientologo ... è una specie di religione. Ma quale che sia la fede giusta è compito di ciascuno di indovinarlo... Quello che conta di più è un telefono-videocamera che costa meno di 20 dollari... e non ci sono commissione nascoste...".

 
Videocoito: ergo sum PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

Anche i videogiochi si adeguano al porno. In alcuni lo scopo è godersela con donne virtuali. Le sole che ci stanno ?

Dall'ultima avventura pubblicata (Love for Sail!) sono trascorsi otto anni e i cambiamenti per il latin lover più celebre dei videogame sono stati inevitabili. Quella che era un'avventura bidimensionale, basata soprattutto sulla risoluzione di puzzle, si è trasformata in un gioco 3D in cui gli indovinelli sono stati sostituiti da una serie di mini-game d'azione, utili a raggiungere lo scopo principale: avere un incontro a luci rosse con le bellissime pupe del gioco. E lo stesso protagonista del gioco non è più quello originale: Larry Lovelage ha sostituito Larry Laffer, che appare in un cameo come lo zio brizzolato di successo disposto a dare saggi consigli al nipote imbranato. L'ambientazione richiama alla memoria film come Animal House, Porky's e La rivincita dei Nerd, dove il college, con i suoi luoghi e personaggi classici, diventa il territorio di caccia del sempre allupatissimo Larry, interessato più che mai a conseguire un unico titolo di studio: la laurea in anatomia femminile. Ecco allora il preside burbero, con la nipote timida tutta da scoprire, la confraternita di goliardi in cui è difficilissimo farsi ammettere, e il dormitorio delle ragazze. E sono proprio gli incontri con le pupe, oltre a una serie di intermezzi demenziali, il pepe di questa avventura: nel tentativo di convincerle ad avere un incontro ravvicinato del terzo tipo, il giocatore deve industriarsi, dimostrando di saper ballare, di avere la parlantina sciolta e sexy, di saper preparare un cocktail da sballo. Tutto per racimolare le prove necessarie a convincere la produttrice del Gioco delle coppie televisivo, programmato nel college, ad ammetterlo alla puntata in cui tre femmine da sballo se lo contenderanno.

Rispetto al passato, il gioco ha un taglio decisamente più adulto, scurrile e scostumato. Lo stesso Al Lowe, creatore di Larry Laffer e autore dei precedenti sette giochi della serie, dichiara sul suo sito a proposito del nuovo titolo dalla cui realizzazione è rimasto escluso, «Magna Cum Laude è molto diverso dagli altri videogame su Larry; quelli che cercano tette tridimensionali, volgarità e scherzi sconci saranno accontentati, quelli che ricordano con affetto i giochi precedenti saranno profondamente delusi». Come se non bastasse ad abbattere il morale di Lowe, la Vivendi Universal Games, distributrice del gioco, il giugno scorso ha chiuso ufficialmente Sierra On Line, storica software house che proprio negli scorsi due decenni era diventata celebre con le avventure, non soltanto dedicate a Larry.

L'eventuale successo di Magna Cum Laude potrebbe contribuire al rilancio definitivo dei videogame a luci rosse. Dopo l'epoca popolata da personaggi come Larry o la conturbante Lula, l'industria delle avventure interattive è sembrata disinteressarsi dell'erotismo, lasciando campo aperto alla pornografia e alle spogliarelliste interattive m

 
Torri gemelle, le assicurazioni pagheranno il doppio (Poi dice che uno pensa male....) PDF Stampa E-mail
Scritto da brc - cds   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

La vittoria del signor Silverstein: così potrà ricostruire Ground zero. Una giuria di New York stabilisce che gli attacchi al Wtc furono due, inchiodando così le compagnie a una doppia copertura...

Larry A. Silverstein (Reuters)
NEW YORK - L'uomo che si è comprato le torri e poi le ha perse, al secolo Larry A. Silverstein, l'ha spuntata: una giuria federale di New York ha deciso che quelli subiti l'11 settembre 2001 dal World Trade Center furono due distinti attacchi terroristici. La differenza non è da poco, perché in ballo ci sono i miliardi di dollari di risarcimenti che l'imprenditore immobiliare Silverstein, l'uomo che aveva affittato in leasing il Wtc solo sei settimane prima che fosse distrutto, pretende dalle compagnie d'assicurazione. Concretamente, la decisione dei giudici newyorchesi significa che le dieci compagnie coinvolte nella vicenda ( tra cui Swiss Re e Travelers Property Casualty) dovranno versare a Silverstein il doppio di quanto gli avevano riconosciuto, per complessivi 7 miliardi di dollari. «E' stata una grande vittoria», ha commentato con motivato entusiasmo Silverstein, sangue ebreo e passaporto americano.

LA VERTENZA - Il verdetto mette fine a lunga battaglia a colpi di carte bollate. Subito dopo il disastro dell'11/9, le compagnie assicurative da una parte e Silverstein dall’altra hanno cercato di trovare un accordo, ma senza successo. Il caso è così finito davanti ad una corte di New York. Silverstein ha sempre sostenuto che i danni subiti dalla sua proprietà erano due e distinti perché le torri sono state colpite da due aerei partiti da diverse località. Le assicurazioni invece hanno sempre difeso il principio dell’unico danno, perché si è trattato di eventi concatenati. Tra le compagnie più esposte vi è la Swiss Re. La compagna elvetica risponde per quasi 880 milioni di dollari, pari ad un quarto del valore assicurato (3,5 miliardi di dollari).

LE NUOVE TORRI - La decisione di Ny viene ora giudicata di ampio rilievo in particolare per il futuro dell'area di Ground Zero, perché Silverstein, 73 anni, è l'imprenditore che dovrà ricostruire i nuovi edifici e gli esperti ritengono che avrebbe potuto trovarsi a corto di soldi se fosse stata riconosciuta la tesi dell'attacco singolo. Ora il verdetto dei giudici quasi certamente assicura che la Freedom Tower, progetto che vale 1,5 miliardi di dollari, sarà costruita sulle ceneri delle due Torri abbattute dai jet dirottati dai terroristi islamici. Secondo Silverstein, la ricostruzione richiederebbe 9 miliardi di dollari.

 
Aquile e corvi PDF Stampa E-mail
Scritto da brc - cds   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

In un affresco rinvenuto 4 anni fa in una fonte a Massa Marittima scoperto un «manifesto politico» medievale: un albero al quale streghe appendono organi sessuali maschili tagliati mentre intorno svolazzano aquile nere imperiali

MASSA MARITTIMA (Grosseto) - Un albero al quale le streghe appendono peni tagliati mentre intorno svolazzano aquile nere imperiali. Un po' greve: al confronto l'accusa di «mercenari» lanciata da Romano Prodi ai giovani attivisti di Forza Italia è come un buffetto sulla guancia. Secondo lo studioso inglese George Ferzoco, direttore del Centro studi toscani dell'Università di Leicester, esperto di arte toscana medievale, si tratta del primo «manifesto politico» della storia.
ALBERO DELLA FERTILITÀ - In apparenza l'affresco, datato al XIII secolo, rinvenuto quattro anni fa sulla parete della fonte Nova risalente al 1265 a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, è simile a molti altri di epoca medievale che rappresentano «l'albero della fertilità o dell'abbondanza», abbastanza comuni in Toscana. Ma osservando da vicino l'albero al centro dell'opera, si nota qualcosa di particolare: sui rami non ci sono frutti, ma 25 organi sessuali maschili stilizzati di differenti forme e dimensioni, compresi di testicoli. Gli alberi a forma di fallo dipinti sulle pareti delle fonti rappresentavano in epoca medievale un simbolo di fertilità legato all'acqua. Secondo Ferzoco, però, quello di Massa Marittima in particolare rappresenta un programma politico preciso.

UN MESSAGGIO DEI GUELFI - «È un messaggio dei guelfi (sostenitori del Papa, ndr) contro i ghibellini (sostenitori dell'imperatore, ndr). La fazione guelfa intendeva dire a chi frequentava la fonte che se gli avversari fossero andati al potere, avrebbero diffuso idee eretiche, perversioni sessuali, stregoneria e guerra civile», spiega Ferzoco. All'epoca dell'affresco Massa Marittima era controllata dai guelfi, e l'accusa che sovente lanciavano ai ghibellini era proprio quella di essere degli eretici. E gli eretici, secondo le credenze medievali, praticavano anche la sodomia. «L'albero con i falli appesi è di difficile interpretazione per noi, ma per chi viveva nel Duecento in Toscana era un simbolo preciso», dice Ferzoco. «Cose che per noi sono oscene, allora erano perfettamente normali e usare un fallo in un messaggio politico non era scandaloso».

STREGHE - Lo studioso britannico identifica come streghe le donne sotto l'albero, una delle più antiche rappresentazioni di streghe di tutta l'arte occidentale. Una di loro, inoltre, è nell'atto di aggiungere con un bastone un fallo a un ramo dell'albero. «All'epoca in Toscana era diffusa una leggenda secondo la quale le streghe tagliavano gli organi sessuali agli uomini e li mettevano nei nidi degli uccelli, dove avrebbero preso vita e si sarebbero moltiplicati». Accanto a lei un'altro donna viene sodomizzata da un enorme fallo, mentre sopra la sua testa c'è l'aquila imperiale. Alla loro sinistra due donne litigano e si prendono per i capelli.
Gli studi sull'affresco sono stati recentemente pubblicati in un volume dell'Università di Leicester nella collana «Toscana Studies» presentato lunedì a Londra all'Istituto italiano di cultura.

 
Novizi teminator PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 07 Dicembre 2004 01:00

Ha sparato contro moglie, cognato, suocera e poi a se stesso. Non gli bastava uccidersi, voleva portare con sè i suoi "cari". Erano la sua robba!

FAGNANO CASTELLO (COSENZA), 7 DIC- Ha sparato a moglie, suocera e un cognato poi ha rivolto l'arma contro se stesso. Sono tutti feriti. L'autore del gesto e' un pensionato di 74 anni. I feriti sono stati ricoverati nell'ospedale di San Marco Argentano. Il piu' grave e' proprio l'uomo che ha ferito i familiari: e' in pericolo di vita. Le condizioni degli altri tre feriti, invece, secondo i carabinieri, non sarebbero gravi.
 
Oggi tocca a... PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Domenica 05 Dicembre 2004 01:00

Dopo l'Iraq Bush vuole eliminare Fidel Castro per conquistare anche Cuba. Risiko continua.

Fra i tanti progetti per il secondo mandato, il presidente Bush ha quello di impegnarsi per la «liberazione di Cuba», ampliando il sostegno morale e politico al popolo cubano. Lo ha detto il capo dell'ufficio affari latino-americani del dipartimento di Stato Usa, Roger Noriega. Una volta che Fidel Castro non sarà più al potere, Washington sosterrà le prevedibili riforme politiche ed economiche.
 
La foresta di smeraldo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Domenica 05 Dicembre 2004 01:00

Il polmone naturale del pianeta, il luogo di memoria di mondi ancestrali così perfettamente dipinto da John Boorman sugli schermi una ventina d’anni fa si avvia a scomparire. E noi con esso.

SAN PAOLO - Di Amazzonia intatta? Ne resta solo poco piu' della meta'. Questo il clamoroso risultato di uno studio satellitare brasiliano condotto sull'occupazione umana del territorio amazzonico, che va ben al di la' dei gia' preoccupanti dati appena annunciati sul disboscamento. Di foresta nativa vera e propria ne resta solo il 46,5 per cento a cui va aggiunto quasi un cinque per cento di vegetazione originale non forestale. Niente piu'. Il resto, o perlomeno un 47 per cento tolto il margine di errore dei sondaggi satellitari, e' gia' stato occupato dall' uomo e avrebbe ormai gli anni contati.
I risultati ufficiali di questa ricerca firmata dall'Istituto Brasiliano dell'Ambiente e dell'Uomo dell'Amazzonia (Imazon) verranno annunciati in tutti i dettagli il mese prossimo, ma i dati piu' impressionanti della ricerca sono gia' arrivati alla stampa locale. Gli uomini e le sue strade, indicate queste come fattore di maggior rischio per il futuro dell'Amazzonia, hanno gia' invaso la meta' dei 4,1 milioni di chilometri quadrati del bacino idrografico amazzonico brasiliano, percorso da oltre 1300 fiumi.
''Il problema dell'Amazzonia va ben al di la' della frontiera del disboscamento - ha spiegato Carlos Souza, dell'Imazon -. Esiste infatti una zona di transizione gia' occupata dall'uomo che e' quella a maggior rischio di attacco ambientale. Quest' area, quasi quattro volte piu' estesa dell'altra, sta incominciando ad essere degradata. Per essa passano strade e le sue risorse forestali incominciano ad essere sfruttate in maniera non sostenibile''.
Se negli ultimi 30 anni il 10 per cento della foresta e' andato in fumo o e' stato abbattuto dall'uomo, la costruzione di strade, la penetrazione di imprese per lo sfruttamento del legname, gli scavi minerari e l'occupazione selvaggia attorno ai centri principali, che si estende sempre per un raggio di almeno 20 chilometri intorno, stanno marcando il passaggio dell'uomo in un altro 37 per cento della regione.
Secondo i ricercatori brasiliani e' questo il dato veramente preoccupante sul rischio globale amazzonico. Un'informazione che rende ancora piu' tragica la prospettiva di un'impennata della distruzione nel 2004 che la politica di potenziamento dell' agrobusiness, promossa dal presidente Lula, puo' portare a punte del piu' 500 per cento nel Para' e nel Mato Grosso, stati amazzonici piu' toccati dalla devastazione. Si potrebbe addirittura superare quest'anno il record dei 28 mila chilometri quadrati di foresta persa, raggiunto nel 1994.
I fuochi di calore, che a livello satellitare denunciano gli incendi boschivi appiccati dall'uomo per farsi strada con queste coltivazioni, hanno coperto del 1996 al 2000 in media il 22 per cento dell'intero territorio amazzonico. E per la prima volta una piantagione su larga scala, come quella della soia, e' arrivata sulle sponde del Rio delle Amazzoni.

 
<< Inizio < Prec. 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.