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	<title>Storia&amp;sorte Archivi - NoReporter</title>
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	<title>Storia&amp;sorte Archivi - NoReporter</title>
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		<title>Onore italico e ghibellino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[noreporter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 22:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vero Predappio</p>
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<p>Il 1 maggio 1282 nella battaglia di Forlì: i ghibellini forlivesi vincono i francesi, inviati da papa Martino IV, abbattendone una consolidata fama di imbattibilità.</p>
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		<title>Nicole e la morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Angelo nero</p>
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<p>Infermiera finale</p>



<p>Dopo la scomparsa della madre, avvenuta a settembre 2024, Nicole Kidman ha deciso di diventare una &#8220;doula della morte&#8221;. L&#8217;attrice lo ha rivelato nel corso di un recente incontro all&#8217;università di San Francisco, spiegando che con il lutto è arrivata anche la consapevolezza di voler fare qualcosa per le persone che potrebbero morire senza nessuno accanto. A differenza di una doula tradizionale, che assiste a livello morale e pratico le donne incinte, la doula della morte cerca di rendere meno spaventosi gli ultimi giorni di chi è prossimo alla morte.</p>



<p>Cos&#8217;è una doula? Quando si parla di doula, ci si riferisce a una figura di supporto che affianca la donna lungo tutto il percorso della maternità, dalla gravidanza fino al periodo successivo al parto. Il termine deriva dal greco “δούλα”, che significa “serva”, e richiama proprio l’idea di una presenza dedicata e attenta ai bisogni della futura madre.<br>La doula non è una professionista sanitaria: non fornisce cure mediche né interviene in ambito clinico. Si tratta piuttosto di una figura formata attraverso percorsi non medici, che offre un sostegno personalizzato, discreto e rispettoso delle scelte della donna. Il rapporto si costruisce già durante la gravidanza, quando si iniziano a condividere dubbi, aspettative e si pianificano le fasi che porteranno al travaglio e al parto.<br>Esistono principalmente due ambiti di intervento: quello legato al parto e quello al periodo successivo. Durante il travaglio, la doula resta accanto alla donna fornendo supporto emotivo e pratico, ad esempio attraverso tecniche di respirazione, massaggi e suggerimenti sulle posizioni da assumere. Può anche aiutare a orientarsi nelle decisioni legate al tipo di parto e, in caso di imprevisti come un cesareo non programmato, offrire una presenza rassicurante per contenere ansie e paure.<br>Diversi studi, evidenziano come la presenza di una doula sia associata a un minore ricorso agli interventi medici e a una maggiore soddisfazione dell’esperienza del parto. Resta però fondamentale chiarire che questa figura non sostituisce medici o ostetriche, non avendo una formazione sanitaria.<br>Dopo la nascita, la doula postpartum affianca la neomamma nel recupero fisico ed emotivo, offrendo aiuto nella gestione del neonato e supporto nell’allattamento. Il suo ruolo può estendersi anche alla vita domestica, soprattutto in presenza di altri figli, contribuendo a rendere più gestibile una fase spesso delicata e impegnativa.<br>Il ruolo di una doula della morte Proprio come quella tradizionale, anche la doula della morte non prescrive cure né somministra farmaci. Il suo contributo è di natura emotiva, spirituale e pratica, tanto da essere talvolta definita una sorta di &#8220;ostetrica dell&#8217;anima&#8221;. Il suo compito è affiancare la persona nel fine vita, aiutandola a organizzare gli ultimi giorni secondo i propri desideri, creando un ambiente il più possibile sereno e familiare e garantendo una presenza costante per ridurre il senso di solitudine.<br>Si tratta di un ruolo complesso, che richiede una preparazione specifica. Oltre a sostenere chi sta morendo, la doula del fine vita offre supporto anche ai familiari, aiutandoli ad affrontare il lutto e a gestire sia l&#8217;impatto emotivo sia gli aspetti pratici legati a questo momento delicato.<br>Grande attenzione viene dedicata anche all’ambiente: la doula della morte contribuisce a creare uno spazio intimo e rassicurante, che faccia sentire il morente “a casa”, anche in contesti diversi da quello domestico. Questo può avvenire, ad esempio, attraverso oggetti personali, fotografie o elementi che evocano legami affettivi. Allo stesso tempo, utilizza strumenti come musica, luci e profumi per stimolare i sensi e favorire uno stato di calma e rilassamento.<br>Un altro aspetto importante riguarda l’accompagnamento nel comprendere i cambiamenti fisici legati alla fase finale della vita, spiegando i segnali del corpo e aiutando a costruire rituali personalizzati per il momento del commiato.<br>Accanto al supporto emotivo, la doula si occupa anche di alcune incombenze pratiche, permettendo ai familiari di concentrarsi sul proprio vissuto senza essere sopraffatti dalle necessità organizzative. Il suo intervento, inoltre, non si conclude con la morte: spesso continua a mantenere un contatto con la famiglia anche nelle settimane successive, offrendo sostegno nel delicato processo del lutto.<br>Se la doula tradizionale accompagna l’inizio della vita, la doula della morte affianca la sua fase finale, offrendo un supporto emotivo e pratico in due momenti opposti ma altrettanto delicati dell’esistenza.<br>Questa figura sta iniziando a diffondersi anche in Italia: se negli Stati Uniti e nel Regno Unito è già una professione strutturata, nel nostro Paese stanno nascendo i primi percorsi formativi dedicati. Alla base di tutto c&#8217;è un principio semplice ma potente: garantire a ogni persona la possibilità di non affrontare da sola l&#8217;ultimo tratto della propria vita.<br>La morte della madre di Nicole Kidman Janelle Ann Kidman è morta mentre la figlia si trovava al Festival di Venezia per ricevere la Coppa Volpi. Per l&#8217;attrice è stato un colpo durissimo, soprattutto perché ha sempre visto nella madre un punto di riferimento. Nel corso degli anni è stata proprio Janelle a trasmetterle la passione per il mondo della recitazione e a darle il supporto necessario per affrontare a testa alta anche i momenti più difficili.<br>Durante gli ultimi momenti di vita della madre, Nicole Kidman ha sentito sulle proprie spalle tutto il peso delle sue responsabilità come attrice, che talvolta possono impedirle di stare al fianco delle persone che fanno parte della sua vita nel momento del bisogno. &#8220;Mentre mia madre si spegneva, si sentiva sola e c&#8217;era un limite a quel che la famiglia poteva fare per darle il supporto necessario&#8221;.</p>



<p>La decisione La consapevolezza di quanto possa essere spaventosa la solitudine per chi sta per morire ha spinto Kidman a voler intraprendere un nuovo percorso. Senza rinunciare alla sua brillante carriera, l&#8217;attrice ha deciso di fare tutto il possibile per diventare in grado di stare vicino a chi sta soffrendo per rendere meno spaventoso il trapasso. Facendo sempre riferimento a sua madre, Kidman ha spiegato che lei e la sorella avrebbero voluto prendersi cura di lei, anche per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa del padre, ma i tanti impegni lavorativi e familiari hanno reso difficile farlo. E in quel momento la star di Hollywood ha pensato: &#8220;Vorrei che nel mondo ci fossero persone disposte a sedersi accanto a chi sta morendo per offrire conforto e assistenza&#8221;. Si è così avvicinata al mondo delle doula della morte, che ha definito una parte del suo &#8220;percorso di crescita&#8221;.</p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;epica carica di Pastrengo</title>
		<link>https://noreporter.org/lepica-carica-di-pastrengo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[noreporter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:36:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da allora immortalata per sempre nel Carosello di  Villa Borghese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 30 aprile 1848, Prima guerra d&#8217;indipendenza italiana, carica di Pastrengo: tre squadroni di Carabinieri Reali comandati dal maggiore Alessandro Negri di Sanfront impediscono che re Carlo Alberto cada in un&#8217;imboscata tesa da fucilieri tirolesi e con un&#8217;impetuosa carica travolgono i reparti nemici con effetto trascinatore sulle truppe del re determinando il crollo dell&#8217;intera linea austriaca</p>
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		<title>Il giorno dei sacrifici a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[noreporter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Borsani, Ramelli, Pedenovi</p>
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<p>Come se fosse una data obbligata</p>
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		<title>Quando riaffiora una guida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[noreporter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 22:27:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Grecia</p>
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<p>Il 28 aprile 1896 in Grecia, durante degli scavi fra i resti di una casa, viene scoperta la parte inferiore della statua di bronzo conosciuta come l&#8217;Auriga di Delfi.</p>
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		<title>I moschettieri</title>
		<link>https://noreporter.org/i-moschettieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 22:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Romanzati, leggendari, ma veri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>wired.it</p>



<p>D’Artagnan è realmente vissuto. Che le avventure alla base de I Tre Moschettieri siano almeno in parte reali si sa da sempre. Recente è invece la notizia che i resti di Charles de Batz de Castelmore, conte d&#8217;Artagnan, sarebbero stati ritrovati in una chiesa nei pressi di Maastricht. Molti, leggendo, hanno sorriso: come se si fossero ritrovato i resti di Paperino o di qualche altro personaggio immaginario. E invece non si tratta di una bufala, né di una notiziola sciocca e ingenua. Certo, occorreranno altri studi e il test del Dna, ma resta il fatto che lo stesso Dumas, nella prefazione al suo romanzo spiegava: “circa un anno fa, mentre facevo delle ricerche alla Biblioteca Reale per la mia storia di Luigi XIV, mi capitarono tra le mani, per combinazione, le Memorie del Signor d’Artagnan, stampate ad Amsterdam da Pietro Rouge. Il titolo mi sedusse: col permesso del direttore della biblioteca portai con me il libro e, naturalmente, lo divorai”.</p>



<p>Il quarto moschettiere<br>Le Memorie sono in realtà una pseudo autobiografia, un lavoro già romanzato di Gatien de Courtilz, signore di Sandras: l’autore fu a sua volta moschettiere e raccolse le testimonianze di un compagno d&#8217;armi del vero d&#8217;Artagnan. Pubblicate nel 1700, le Memoires costituiscono dunque il nucleo del romanzo di Dumas. È stato poi il genio del grande scrittore a trasformare queste note in un’opera d’arte. Ancora nella prefazione si legge: “mi accontenterò di indicare quest’opera curiosa a quelli tra i miei lettori che apprezzano i quadri storici. Vi troveranno ritratti sbozzati da mano maestra e, benché questi schizzi siano per lo più tracciati sulle porte delle caserme o sui muri, vi riconosceranno egualmente rassomiglianti (…) le immagini di Luigi XIII, di Anna d’Austria, di Richelieu, di Mazzarino e di molti altri cortigiani di quell’epoca&#8221;. E d’Artagnan? &#8220;Figuratevi don Chisciotte a diciott’anni, ma un don Chisciotte senza corazza e senza cosciali, vestito di una giubba di panno il cui blu originario si era trasformato in una sfumatura indescrivibile di feccia di vino e d’azzurro pallido. Viso ovale e bruno dagli zigomi salienti, segno indubbio di astuzia; muscoli mascellari enormemente sviluppati, indizio infallibile in cui si riconosce il guascone, anche senza berretto”. Così ne I tre moschettieri Dumas presenta il suo protagonista, un giovane dall’aspetto certo poco marziale e per nulla eroico, che si fa strada in sella a un improbabile cavallo giallo. Anche questo dettaglio contribuisce a introdurre d’Artagnan in modo che il lettore sia incuriosito mentre sorride. Il Guascone ha un unico grande desiderio, quello di entrare a far parte del corpo dei Moschettieri del Re, e il suo viaggio ha come meta l’anticamera del signor di Tréville, capitano della guardia. Ancora nella prefazione, Dumas racconta come d’Artagnan, quello storico, si sia recato davvero in quell’anticamera, dove secondo le Memoires incontrò “tre giovani soldati dell’illustre corpo nel quale desiderava ardentemente entrare, che si chiamavano: Athos, Porthos e Aramis. (…) Non avemmo più pace finché non trovammo, nelle opere del tempo, una qualsiasi traccia di questi nomi strani che avevano in sì fatto modo risvegliato la nostra curiosità”.</p>



<p>Tutti per uno<br>E anche i tre moschettieri hanno un loro archetipo originale nella realtà. Dumas racconta ancora di aver a fatica scovato un manoscritto in folio intitolato Memoria del signor conte de La Fère: “S’immagini quale fu la nostra gioia – scrive – allorché sfogliando questo manoscritto ritrovammo alla ventesima pagina il nome di Athos, alla ventisettesima il nome di Porthos e alla trentunesima il nome di Aramis”. Le figure storiche di questi personaggi corrispondono rispettivamente ad Armand de Sillègue d’Athos d’Hauteville, cugino del capitano de Tréville, anch’egli realmente esistito, ad Isaac de Portau e a Henri d’Aramitz, abate, militare e agente segreto, oltre che cugino di Athos. Le loro sono state vite certamente avventurose, anche se non quanto quelle dei personaggi nati dalla penna di Dumas. Eppure Charles de Batz de Castelmore, conte d&#8217;Artagnan, è stato un modello per il d’Artagnan letterario in molti sensi: guascone, nato da una famiglia nobile ma poco danarosa, prestò servizio militare prima nelle guardie e poi, nel 1644 entrò a far parte dei Moschettieri e le vicende della sua biografia sono degne di quelle del suo omonimo letterario: capitano, spia, combattente, politico, partecipò alle azioni e alle trame che hanno segnato l’epoca, muovendosi tra i regni di Luigi XIII e XIV. Fu quest’ultimo a nominarlo governatore di Lille, al confine tra Francia e Paesi Bassi. Proprio in questa zona, durante l’assedio di Maastricht fu colpito dalla pallottola che gli fu fatale, nel 1673: d’Artagnan aveva 58 anni quando morì. L’ultimo capitolo dell’ultimo romanzo della trilogia dedicata ai moschettieri, Il Visconte di Bragelonne, si intitola La morte del signor d’Artagnan. Durante l’assedio all’ultima fortezza nemica in frisia, il Guascone riceve dal Re la nomina a Maresciallo di Francia. Ma nell’atto di aprire il cofanetto contenente il messaggio viene colpito al petto da un proiettile. “Allora stringendo con la mano raggrinzita il bastone ricamato di fiordalisi d’oro, abbassò su di esso gli occhi che non avevano più la forza di guardare il cielo, e cadde mormorando queste parole strane, che parvero ai soldati sorpresi parole cabalistiche, parole che avevano rappresentato un tempo tante cose sulla terra, e che nessuno, eccettuato quel moribondo, comprendeva più: «Athos, Porthos, arrivederci. Aramis, addio per sempre!» Dei quattro valorosi, di cui abbiamo narrato la storia, non restava che un corpo solo: Dio aveva ripreso le anime”. Cala il sipario sull’eroe e su un’epoca. Accanto allo scheletro ritrovato a Maastricht è stata rinvenuta la pallottola, causa probabile della morte: se si tratti veramente di Charles de Batz de Castelmore, conte d&#8217;Artagnan verrà stabilito dal test del DNA eseguito su un discendente della famiglia. A noi resta in ogni caso la memoria di fatti storici reali e l’immaginazione che fa vivere per sempre eroi trasfigurati dall’arte, che nella mente dei lettori non possono morire.</p>
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		<title>Nuvolari e il Vate</title>
		<link>https://noreporter.org/nuvolari-e-il-vate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tgcom24]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 22:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un duo perfetto</p>
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<p>E la tartaruga come talismano</p>



<p>Nel 1932, Tazio Nuvolari era già una leggenda vivente, l&#8217;uomo che sfidava le leggi della fisica su quattro ruote. Gabriele D&#8217;Annunzio, confinato nel suo sontuoso esilio del Vittoriale degli Italiani, volle incontrare colui che incarnava l&#8217;eroismo moderno e la velocità pura.<br>Il più veloce<br>Il pilota mantovano si presentò a Gardone Riviera con la sua Alfa Romeo, accolto dal poeta con una solennità quasi religiosa. In quel clima sospeso tra storia e mito, D&#8217;Annunzio riconobbe in Nuvolari non solo un atleta, ma un artista del rischio, un uomo capace di &#8220;scrivere&#8221; la propria gloria sull&#8217;asfalto proprio come il Vate faceva sulla carta. Il momento culminante della visita fu la consegna di un piccolo oggetto prezioso: una tartaruga d&#8217;oro con il carapace tempestato di pietre.<br>Leggendario<br>Il dono era accompagnato da una dedica rimasta celebre che recitava: &#8220;All&#8217;uomo più veloce, l&#8217;animale più lento&#8221;. D&#8217;Annunzio voleva offrire a Nuvolari un amuleto che bilanciasse la sua frenesia, un simbolo di saggezza e longevità che lo proteggesse dai pericoli della corsa. Nuvolari, uomo di poche parole ma di grande intuito, fece di quel piccolo rettile il suo emblema personale, appuntandolo sulla divisa gialla e trasformandolo in uno dei portafortuna più famoso della storia dell&#8217;automobilismo.</p>
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		<title>Pionieri</title>
		<link>https://noreporter.org/pionieri-4/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 22:40:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempi audaci</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 27 aprile 1901 parte il Giro automobilistico d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Quella volta avremmo vinto noi</title>
		<link>https://noreporter.org/quella-volta-avremmo-vinto-noi/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 22:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risorgimento</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/quella-volta-avremmo-vinto-noi/">Quella volta avremmo vinto noi</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 26 aprile 1859 l&#8217;Austria dichiara guerra al Regno di Sardegna, causando lo scoppio della Seconda guerra d&#8217;indipendenza italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/quella-volta-avremmo-vinto-noi/">Quella volta avremmo vinto noi</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
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		<title>Una rivoluzione geopolitica</title>
		<link>https://noreporter.org/una-rivoluzione-geopolitica/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 22:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tagliare la terra per unire i mari</p>
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<p>Il 25 aprile 1859 iniziano i lavori per la creazione del canale di Suez.</p>
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