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	<title>Emilia Romagna Archivi - NoReporter</title>
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	<title>Emilia Romagna Archivi - NoReporter</title>
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		<title>28 agosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 10:55:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trent&#8217;anni fa il primo blitz nei depistaggi per Bologna   Trent&#8217;anni fa, il 28 agosto 1980, ebbe luogo il primo blitz orchestrato a tavolino per i depistaggi sulla strage di Bologna. Un funzionario del Sisde, Russomanno, poi risultato pidduista, detenuto in Regina Coeli per favoreggiamento per le BR, stilò una lista di 28 persone della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/oraverita.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal">
	Trent&#8217;anni fa il primo blitz nei depistaggi per Bologna</p>
<p><span id="more-7539"></span></p>
<p class="MsoNormal">
	 </p>
<p class="MsoNormal">
	Trent&#8217;anni fa, il 28 agosto 1980, ebbe luogo il primo blitz orchestrato a tavolino per i depistaggi sulla strage di Bologna.</p>
<p>
	Un funzionario del Sisde, Russomanno, poi risultato pidduista, detenuto in Regina Coeli per favoreggiamento per le BR, stilò una lista di 28 persone della destra radicale.</p>
<p class="MsoNormal">
	Costoro non solo erano innocenti ma erano così ignari di tutta la faccenda che solo sei di essi scamparono alla cattura e solo perché ancora in vacanza.</p>
<p class="MsoNormal">
	Quel blitz si rivelò successivamente come una gran montatura, cui ne seguirono però altre.</p>
<p class="MsoNormal">
	Giustizia non è mai stata fatta, stragisti e depistatori non hanno mai pagato ed ancora alla stazione di Bologna c&#8217;è una lapide che denuncia la &ldquo;strage fascista&rdquo; e ciò benché colui che indirizzò le indagini verso la destra radicale, Francesco Cossiga, abbia confessato di averlo fatto per &ldquo;ragion di Stato&rdquo; e abbia chiesto più volte la rimozione della lapide perché contiene un&#8217;accusa falsa.</p>
<p class="MsoNormal">
	Trent&#8217;anni di depistaggi, di falsi e di menzogne per coprire gli stragisti per ragion di Anti-Stato</p>
<p>
	 </p>
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		<title>Una lezione per Alemanno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 09:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Note]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;Emilia rossa una via per un ufficiale della Rsi La didascalia sulla targa dice &#8220;Capitano dei bersaglieri&#8221;. Punto e stop. In realtà Paride Mori fu un ufficiale del battaglione &#8216;Bruno Mussolini&#8217;, inquadrato nelle SS tedesche (dato celebrativo storicamente inesatto) tra il &#8217;43 e il &#8217;45. Un fascista. Un &#8216;ragazzo di Salò&#8217; e anche di più. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/battaglionemussolini.jpg" />Nell&#8217;Emilia rossa una via per un ufficiale della Rsi</p>
<p><span id="more-7391"></span></p>
<p>
	La didascalia sulla targa dice &#8220;Capitano dei bersaglieri&#8221;. Punto e stop. In realtà Paride Mori fu un ufficiale del battaglione &#8216;Bruno Mussolini&#8217;, inquadrato nelle SS tedesche <em><strong>(dato celebrativo storicamente inesatto)</strong></em> tra il &#8217;43 e il &#8217;45. Un fascista. Un &#8216;ragazzo di Salò&#8217; e anche di più. Eppure a lui il Comune di Traversetolo &#8211; amministrazione di centrosinistra nel cuore dell&#8217;Emilia rossa &#8211; ha intitolato nei giorni scorsi una strada. Via Paride Mori, capitano dei bersaglieri appunto. Un&#8217;autorete, un &#8216;continuiamo a farci del malè d&#8217;autore. &#8220;Ci siamo sbagliati, non sapevamo chi fosse Mori &#8211; ammette il sindaco Alberto Pazzoni &#8211; ma nessuno metta in dubbio l&#8217;integrità e l&#8217;attaccamento di Traversetolo ai valori della Resistenza&#8221;.<br />
	A via Paride Mori si accede tramite via della Libertà, manco a farlo apposta. Siamo in pieno centro, pochi metri dal Municipio. Qualche chilometro più avanti verso l&#8217;Appennino c&#8217;è Guardasone, borgo scelto da Giampaolo Pansa come ambientazione del recente I tre inverni della paura: ancora un romanzo sulle zone d&#8217;ombra della Resistenza. Vietato però fare illazioni, parola di sindaco: &#8220;Abbiamo trattato la vicenda con leggerezza &#8211; dice Pazzoni &#8211; ma non sarebbe giusto pensare a speculazioni storico-politiche&#8221;. <br />
	Questione di burocrazia, piuttosto. Di routine che diventa tagliola. &#8220;La questione &#8211; spiega il primo cittadino &#8211; risale a diversi mesi fa , quando il Consiglio comunale ratificò l&#8217;intitolazione di alcune strade discussa nel 2003 in commissione Toponomastica&#8221;. Un voto e via. Nessuno però si prese la briga di controllare chi diavolo fosse Paride Mori: &#8220;Ci siamo fidati dell&#8217;opposizione, da cui venne la proposta dell&#8217;intitolazione &#8211; prosegue Pazzoni &#8211; Mori ci fu presentato solo come capitano dei bersaglieri&#8221;. Un cavallo di Troia della minoranza di centrodestra? Chissà.<br />
	C&#8217;è voluto Marco Minardi, direttore dell&#8217;Istituto storico della Resistenza di Parma per rivelare la gaffe: &#8220;Ho fatto alcune ricerche &#8211; riferisce lo storico &#8211; adempiendo semplicemente al mio compito istituzionale&#8221;. Paride Mori, nato a Traversetolo ai primi del &#8216;900, morì in alta Val Baccia oggi territorio sloveno il 18 febbraio 1944. Era capitano del battaglione dei bersaglieri &#8216;Bruno Mussolinì (terzogenito del Duce), alle dipendenza del Terzo Reich e col compito di presidiare le ferrovie dell&#8217;Isonzo attaccate dai partigiani. &#8220;Probabilmente per lui non vale l&#8217;attenuante della casualità, usata spesso per i giovanissimi arruolati nella Rsi &#8211; ragiona Fabio Todero dell&#8217;Istituto per la storia del movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia &#8211; essendo un ufficiale sui 40 anni è  certo che Mori avesse scelto in modo consapevole&#8221;. Non a caso l&#8217;ufficiale parmense è menzionato nei siti web d&#8217;estrema destra, alla voce &#8220;Fascisti uccisi in guerra&#8221;. Così nei blog laltraverita.it, conformismoalmuro.blogspot.com. Ma non è possibile annullare l&#8217;intitolazione? &#8220;Vedremo &#8211; conclude Pazzoni &#8211; certamente non nell&#8217;immediato futuro&#8221;. I nostalgici del Duce sentitamente ringraziano. </p>
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		<title>L&#8217;Italia la salvo io</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 08:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I politici sono tutti pagliacci La locandina ricorda quella del film Il gladiatore. Solo che al posto di Russell Crowe, c&#8217;è l&#8217;imprenditore bolognese Carlo Chionna. L&#8217; inventore dei pantaloni Jeckerson, ora patron del marchio di abbigliamento 9.2 (i milioni di euro ottenuti dalla cessione del vecchio brand) ha deciso di metterci la faccia. Con una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/chionna266.jpg" />I politici sono tutti pagliacci </p>
<p><span id="more-7305"></span></p>
<p>
	<br />
	La locandina ricorda quella del film Il gladiatore. Solo che al posto di Russell Crowe, c&rsquo;è l&rsquo;imprenditore bolognese Carlo Chionna. L&rsquo; inventore dei pantaloni Jeckerson, ora patron del marchio di abbigliamento 9.2 (i milioni di euro ottenuti dalla cessione del vecchio brand) ha deciso di metterci la faccia. Con una campagna in difesa del made in Italy. Esplicita come un pugno in un occhio. Chionna l&rsquo;Italico compare a tutta pagina sui più grandi quotidiani italiani (e ci rimarrà fino al 12 luglio). Cicatrice sullo zigomo, armatura, spada e calzari. Sotto, per chi non l&rsquo;avesse capito, aggiunge: &ldquo;Disposto a tutto. Salverò il made in Italy. Acquistare consapevolmente un prodotto italiano è fondamentale&rdquo;.<br />
	LA CAMPAGNA &#8211; Con chi ce l&rsquo;ha Chionna? &ldquo;Con i cinesi che ci fanno concorrenza sleale, lavorano 24 ore al giorno, mangiano e dormono nei capannoni. Mentre noi che paghiamo le tasse e facciamo tutto in regola veniamo massacrati se c&rsquo;è un estintore fuoriposto&rdquo;. E poi? &ldquo;E poi ce l&rsquo;ho con gli imprenditori nostrani, che fanno i fenomeni, parlano tanto di made in Italy e poi delocalizzano all&rsquo;estero lasciando le imprese italiane nella merda&rdquo;. Chionna racconta di avere lanciato la campagna choc (costerà due milioni di euro) per chiedere sgravi fiscali per le imprese, come la 9.2, che producono tutto in Italia: &ldquo;La nostra sede è in via Lemonia, a Bologna. E per i fornitori ci affidiamo solo a ditte italiane, pugliesi, marchigiane. Al 99,9% viene tutto dai confini nazionali&rdquo;. E infatti, quella di Chionna, è una storia molto italiana. <br />
	L&#8217;IMPRENDITORE &#8211; Nato nel &rsquo;67, cresce in zona Murri, dopo la terza media inizia a lavorare. Tre mesi come raccoglitore nei campi. Poi sei mesi da meccanico alla Piaggio. Magazziniere, commesso, a 20 anni diventa rappresentante per Benetton. Nel &rsquo;95, suo fratello Alessandro (&ldquo;una persona geniale&rdquo;), crea i Jeckerson, pantaloni ideali per il golf, con inserti in pelle, alcantara o tessuto per asciugarsi la mano sporca o umida. Diverranno un marchio di successo. L&rsquo;azienda salta nel 2003. Inizia un lungo iter giudiziario. Con i soldi ottenuti dopo la cessione, l&rsquo;imprenditore dà vita alle collezioni 9.2, 9.2 kids e Carlo Chionna. &ldquo;Fatturiamo 25 milioni di euro. Eravamo arrivati a 33 ma siamo calati per questa crisi maledetta. Per questo chi produce in Italia deve essere incentivato&rdquo;. E la legge Reguzzoni che permette di adottare l&rsquo;etichetta made in Italy solo se due fasi (almeno) della lavorazione sono eseguite nello Stivale? &ldquo;Non basta&rdquo;. Chionna non accetta compromessi. E dichiara guerra anche ai clienti che pagano &ldquo;quando vogliono loro. Adesso, i negozianti che vogliono vendere i nostri capi ricevono una lettera di credito e hanno 120 giorni per saldare. Sono stanco di aspettare&rdquo;. <br />
	POLITICA &#8211; Vulcanico, aggressivo. Ma non è che Chionna vuole darsi alla politica? &ldquo;Non fa per me. Io parlo di cose serie, non di pagliacciate. E i politici sono un branco di pagliacci, a destra e a sinistra&rdquo;. Lui, in realtà, ci aveva già provato, a farsi eleggere in Consiglio comunale. Nel 2009 prese 52 voti nella lista di Alfredo Cazzola. L&rsquo;anno prossimo si rivà alle urne: &ldquo;Guardi, o faccio il sindaco oppure non mi interessa più. Bologna si è ridotta a un cencio. Bisogna smantellare tutto e mandare tutti a casa. Sarei un primo cittadino dittatoriale. Sono talmente di destra che sono più socialista dei socialisti&rdquo;. Dei politici cittadini, ne salva solo due: &ldquo;Mi piacerebbe coinvolgere Maurizio Cevenini del Pd: è ironico e intelligente. Ma ha un partito che lo tiene a briglia stretta. L&rsquo;altro è Alfredo Cazzola. Poteva dare una svolta alla città&rdquo;. Insomma, se la politica (finora) l&rsquo;ha deluso, Chionna non si arrende. E sogna pure un film con Gabriele Muccino. Il titolo? &#8220;Un sindaco mandato dagli dei&#8221;. Io sarei il protagonista. &ldquo; la storia di un sindaco che sconvolge l&rsquo;anima della gente&rdquo;. </p>
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		<title>Giustizia Italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Il Blocco Studentesco costa troppo UNIVERSITA&#8217;, NUOVA ESCLUSIONE PER LA LISTA DEL BLOCCO STUDENTESCO NEL NORD-EST Virgili, ammettono nostre ragioni ma non ci fanno partecipare alle elezioni perché costerebbe troppo rinviarle Bologna, 11 maggio &#8211; La lista del Blocco Studentesco Università è stata esclusa nuovamente dalle elezioni del Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti) nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-7106" alt="alt" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/05/blocco151.jpg" width="320" height="255" srcset="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/05/blocco151.jpg 320w, https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/05/blocco151-300x239.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<p>
	 </p>
<p>
	Il Blocco Studentesco costa troppo</p>
<p><span id="more-7107"></span></p>
<p>
	UNIVERSITA&#8217;, NUOVA ESCLUSIONE PER LA LISTA DEL BLOCCO<br />
	STUDENTESCO NEL NORD-EST Virgili, ammettono nostre ragioni<br />
	ma non ci fanno partecipare alle elezioni perché<br />
	costerebbe<br />
	troppo rinviarle</p>
<p>	Bologna, 11 maggio &#8211; La lista del Blocco Studentesco<br />
	Università è stata esclusa nuovamente dalle elezioni del<br />
	Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti) nel distretto del<br />
	nord-est. Con un decreto di questa mattina, infatti, il Tar<br />
	di Bologna ha ribaltato la decisione presa dallo stesso<br />
	tribunale sabato scorso. In particolare, dopo il ricorso del<br />
	ministero dell&#8217;Istruzione, il Tribunale ha ritenuto di<br />
	annullare la precedente decisione perché il rinvio delle<br />
	elezioni, necessario per far partecipare il Blocco<br />
	Studentesco alle consultazioni di domani e dopo domani,<br />
	sarebbe costato troppo.</p>
<p>	&#8220;In poche parole &#8211; spiega Stefano Virgili, responsabile<br />
	bolognese del Blocco Studentesco &#8211; ammettono le nostre<br />
	ragioni, ma visto che la partecipazione alle elezioni del<br />
	Blocco Studentesco costerebbe troppo al ministero, non<br />
	possiamo parteciparvi&#8221;.</p>
<p>	&#8221;E&#8217; vergognoso &#8211; sottolinea il leader nazionale del Blocco<br />
	Francesco Polacchi &#8211; che si escludano migliaia di studenti<br />
	dalle votazioni solo per l&#8217;inefficienza di alcuni uffici.<br />
	Comunque non è ancora finita, il 20 maggio ci sarà<br />
	l&#8217;udienza<br />
	di merito sul nostro ricorso: sappiamo di essere nel<br />
	giusto&#8221;.</p>
<p>	www. casapounditalia.org<br />
	www.bloccostudentesco.org</p>
<p>	Francesco Polacchi<br />
	3290537647</p>
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		<title>Romagna mia</title>
		<link>https://noreporter.org/romagna-mia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La duchessa ninfomane domina la scena &#8221;La visione dell&#8217;opera è consigliata a un pubblico adulto&#8221;. Il suggerimento è del Teatro Rossini di Lugo di Romagna dove giovedì prossimo, con una sola replica domenica 11, va in scena &#8216;Powder her face&#8217;, l&#8217;opera da camera in due atti scritta nel 1995 dal compositore britannico Thomas Ade&#8217;s su [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/powderherface.jpg" /><br />
	La duchessa ninfomane domina la scena</p>
<p><span id="more-6952"></span></p>
<p>
	<br />
	&#8221;La visione dell&#8217;opera è consigliata a un pubblico adulto&#8221;. Il suggerimento è del Teatro Rossini di Lugo di Romagna dove giovedì prossimo, con una sola replica domenica 11, va in scena &#8216;Powder her face&#8217;, l&#8217;opera da camera in due atti scritta nel 1995 dal compositore britannico Thomas Ade&#8217;s su libretto di Philip Hensher. L&#8217;opera racconta, con linguaggio &#8216;esplicito&#8217;, gli eccessi sessuali della duchessa Margaret d&#8217;Argyll che scandalizzarono l&#8217;Inghilterra dei primi anni &#8217;60. Nel libretto è prevista anche la rappresentazione di una &#8216;fellatio&#8217;. Lo spettacolo è firmato da Pier Luigi Pizzi che assicura: &#8221;Sarà bandita ogni forma di volgarità&#8221;. <br />
	&#8221;L&#8217;opera è bellissima e divertente -dichiara Pizzi- ed è praticamente una commedia frizzante sugli amori di questa donna assolutamente vuota e malata di sesso, in quello stile unico e inimitabile di cui solo gli inglesi sono capaci. Il libretto è pieno di giochi di parole e di allusioni che noi italiani facciamo fatica a comprendere. In scena ci sarà tutto quello che ci dovrà essere -sottolinea il regista- ma posso garantire il pubblico che sarà bandita ogni forma di volgarità. La vicenda ormai non puo&#8217; scandalizzare più nessuno, men che meno i ragazzi d&#8217;oggi che hanno da insegnarci parecchio al riguardo&#8221;. <br />
	Il regista e scenografo milanese non condivide quindi &#8221;la decisione del del teatro di consigliare la visione dell&#8217;opera ad un pubblico adulto, cioè ai maggiori di 16 anni. In televisione a qualsiasi ora si vedono spettacoli ben più sconvenienti&#8221;. <br />
	L&#8217;opera racconta la duchessa ninfomane mostrando, per dirla con il compositore Ade&#8217;s, &#8221;che anche le persone orribili hanno una componente tragica&#8221;. Nella realtà Ethel Margaret Whigham, nata nel 1912, divenne la signora Sweeney col suo primo matrimonio, poi Margaret Campbell, duchessa di Argyll col suo secondo. Ricca, bella e piena di successo, la duchessa affrontò una lunga e sensazionale causa di divorzio conclusa nel 1963. Il giudice, Lord Wheatley, emise un crudele verdetto di 65mila parole in cui la descrive letteralmente come &#8221;una donna sessualmente sfrenata che ha smesso di sentirsi soddisfatta dai normali rapporti sessuali e ha iniziato disgustose pratiche sessuali per soddisfare un suo degradato appetito sessuale&#8221;. Divorziata, la duchessa di Argyll rimase sulla breccia fino al 1990, quando venne espulsa dalla sua suite all&#8217;Hotel Dorchester, lasciando un debito di 33mila sterline. Mori&#8217; nella casa di cura St. George, Pimlico, nel 1993. <br />
	La partitura di &#8216;Powder her face&#8217; è scritta solo per 15 strumenti: clarinetti, sassofoni, ottoni, strumenti ad arco, fisarmonica, arpa e percussioni, un ensemble simile cioè alle orchestrine di musica da ballo di un tempo. Contraddistinta da un certo eclettismo, contiene citazioni della musica popolare americana (tango, tea dance, Cole Porter, musical) ma anche da opere di Alban Berg (&#8216;Lulu&#8217;), Richard Strauss, Kurt Weill (&#8216;L&#8217;opera da tre soldi&#8217;), Igor Stravinsky (&#8216;The Rake&#8217;s Progress&#8217;). <br />
	Il nuovo allestimento, frutto di una coproduzione tra il Teatro Rossini di Lugo e il Comunale di Bologna, dove andrà in scena il 9 e l&#8217;11 novembre prossimi, vede protagonisti il soprano ucraino Olga Zhuravel (nel ruolo della Duchessa), il giovane soprano ceco Zuzana Markovà (21 anni), il tenore americano Mark T. Panuccio e il basso americano Nicholas Isherwood. L&#8217;Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sarà diretta dal direttore inglese Philip Walsh. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi.</p>
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		<title>Pasqua, festa di Resurrezione&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:13:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;ma in Italia condannano un morto da 7 anni REGGIO EMILIA, 2 APR &#8211; L&#8217;imputato e&#8217; morto 7 anni fa, ma la Corte d&#8217;Appello di Bologna ha confermato la condanna a 2 anni per rapina del 2001. Il destinatario della sentenza era noto agli investigatori per una lunga serie di furti e condanne. Il suo [&#8230;]</p>
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	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/judgezombie.jpg" /></p>
<p>
	&#8230;ma in Italia condannano un morto da 7 anni</p>
<p><span id="more-6928"></span></p>
<p>
	REGGIO EMILIA, 2 APR &#8211; L&#8217;imputato e&#8217; morto 7 anni fa, ma la Corte d&#8217;Appello di Bologna ha confermato la condanna a 2 anni per rapina del 2001. Il destinatario della sentenza era noto agli investigatori per una lunga serie di furti e condanne. Il suo avvocato aveva presentato ricorso contro la condanna di primo grado e l&#8217;appello e&#8217; stato fissato nove anni dopo il primo giudizio. &#8216;Se l&#8217;imputato fosse vivo avrebbe diritto al risarcimento per il ritardo di giustizia&#8217;, ha commentato il difensore.</p>
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		<title>La strategia della tensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Note]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>non ha cessato di esistere ‘’Aggressioni fisiche in tutta Italia, tentate stragi come quella dell’anno scorso proprio a Bologna, ora minacce di bombe. E, a rompere il silenzio tombale della politica, solo leinterrogazioni di quei parlamentari del Pd che ancora mettono in dubbio la stessa ‘legittimità’ ad esistere di CasaPound, e che, a sostegno delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p /><img decoding="async" class=" size-full wp-image-5655" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/10/iannone299.jpg" width="158" height="158" srcset="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/10/iannone299.jpg 158w, https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/10/iannone299-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 158px) 100vw, 158px" />non ha cessato di esistere</p>
<p><span id="more-6703"></span></p>
<p>‘’Aggressioni fisiche in tutta Italia, tentate stragi come quella dell’anno scorso proprio a Bologna, ora minacce di bombe. E, a rompere il silenzio tombale della politica, solo le<br />interrogazioni di quei parlamentari del Pd che ancora mettono in dubbio la stessa ‘legittimità’ ad esistere di CasaPound, e che, a sostegno delle proprie affermazioni, non esitano ad attribuirci parole mai dette e azioni mai commesse. Evidentemente, la strategia della tensione non ha mai cessato di esistere: l’atto intimidatorio del quale CasaPound Italia è stata bersaglio oggi (domenica 21, n.d.r.) a Bologna ne è il chiaro, ennesimo segnale’’. Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, commentando il ritrovamento di un pacco sospetto nella sala dove l’associazione doveva tenere la presentazione del libro di Massimiliano Macera &#8216;Andrà tutto bene’.<br /><strong><em>Il “pacco sospetto” si trovava nella coda di un pianoforte nella sala comunale in cui si è tenuta la conferenza ed è stato rinvenuto per un misterioso sms anonimo che ne annunciava l&#8217;imminente esplosione.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.casapounditalia.org">http://www.casapounditalia.org</a><br />3495444819</p>
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		<title>Con questa faccia da straniero</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 10:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia per gli italiani non c&#8217;è Caritas che tenga Dovevamo proprio arrivare a questo punto? Ecco cosa racconta un&#8217;agenzia Ansa di oggi:Arrivare a fingersi straniero per poter trovare lavoro in Italia. E&#8217; quanto è accaduto a Davide Fabbri, un quarantenne italiano, residente nella Riviera Romagnola, alle prese con la disoccupazione e una famiglia da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p /><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6566" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/moustaki22.jpg" width="116" height="115" />In Italia per gli italiani non c&#8217;è Caritas che tenga</p>
<p><span id="more-6567"></span></p>
<p>Dovevamo proprio arrivare a questo punto? Ecco cosa racconta un&#8217;agenzia Ansa di oggi:<br />Arrivare a fingersi straniero per poter trovare lavoro in Italia. E&#8217; quanto è accaduto a Davide Fabbri, un quarantenne italiano, residente nella Riviera Romagnola, alle prese con la disoccupazione e una famiglia da mantenere. &#8220;Rimasto senza lavoro, mi sono recato dal sindaco del mio paese, dicendo che ero disposto a fare qualsiasi cosa, dal becchino al giardiniere, visto che un mio amico albanese era appena stato assunto al cimitero&#8221; ha raccontato Fabbri, oggi a Milano per la presentazione di Forza Popolare, partito di nuova creazione a cui si è iscritto.<br />Rimandato dal Comune alla Regione, tentate tutte le strade anche a Bologna e vistosi chiudere ogni volta le porte in faccia, Fabbri ha deciso di fingersi ungherese: &#8220;Tornando negli stessi uffici di collocamento, parlando in un inglese rudimentale, sono stato trattato con grande gentilezza e sono stato rassicurato da tutti che avrei ricevuto aiuto e che un lavoro senz&#8217;altro sarebbe venuto fuori&#8221; ha raccontato. &#8220;Come italiano mi veniva solo ripetuto che c&#8217;era crisi e che facevo meglio a rivolgermi ai miei genitori, invece paradossalmente come straniero ho ricevuto comprensione e incoraggiamento&#8221;.<br />Denunciando una &#8220;discriminazione al contrario verso gli italiani poveri&#8221;, Fabbri ha detto di essersi sentito in qualche modo sollevato dalla vicenda: &#8220;Si sente sempre dire che gli italiani non vogliono fare i lavori più umili. Invece ora ho capito che non è colpa mia se sono vittima della disoccupazione, ma che c&#8217;è qualcosa che non va nel nostro sistema&#8221;.</p>
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		<title>Essere esempio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Marcantonio Bezicheri Si è spento a Bologna, il 3 gennaio, all&#8217;eta&#8217; di 73 anni, l&#8217;avvocato Marcantonio Bezicheri dopo una lunga malattia. I funerali si sono svolti giovedì 7 gennaio a Casalecchio di Reno. Non si tirò mai indietro, dal difendere, negli anni più oscuri della persecuzione di regime, tutti i camerati che ne ebbero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6382" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/01/bezicheri.jpg" width="190" height="130" />Marcantonio Bezicheri </p>
<p><span id="more-6383"></span></p>
<div></div>
<p>Si è spento a Bologna, il 3 gennaio, all&#8217;eta&#8217; di 73 anni, l&#8217;avvocato Marcantonio Bezicheri dopo una lunga malattia. I funerali si sono svolti giovedì 7 gennaio a Casalecchio di Reno. Non si tirò mai indietro, dal difendere, negli anni più oscuri della persecuzione di regime, tutti i camerati che ne ebbero bisogno. <br />Nei primi anni ’80 Bezicheri venne anche arrestato, e dopo due anni prosciolto, per l’accusa di concorso morale nell’omicidio nel  pisano Mario Mannucci, l’uomo che aveva contribuito alla cattura di Mario Tuti chiedendo anche la taglia. Trascorse un lungo periodo di detenzione nel carcere di Pisa e poi un anno ai domiciliari prima di essere prosciolto.<br />Bezicheri si presentò anche candidato sindaco a Bologna alle comunali del ’95 e a Trieste nel ’97, sempre per l’Msi-Fiamma tricolore. Fece parte del collegio difensivo internazionale di Saddam-<br />Due suoi colleghi, gli avv. Alessandro Pellegrini e Gianni Correggiari in un necrologio lo hanno ricordato come il difensore “dei dannati e dei &#8220;vintI&#8221; e come un esempio di coerenza e coraggio.</p>
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		<title>Ventinove anni fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 11:28:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I colpevoli restano ancora impuniti. Gli innocenti ancora pagano. Le vittime ancora non hanno giustizia. Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&#8221;&#8221;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Ventinove anni fa, alla stazione di Bologna, veniva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/ventinove-anni-fa/">Ventinove anni fa</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-4940" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/08/strage-bologna.jpg" width="238" height="234" /><br />I colpevoli restano ancora impuniti. Gli innocenti ancora pagano. Le vittime ancora non hanno giustizia.</p>
<p><span id="more-4941"></span></p>
<p>  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4     </p>
<p> /* Style Definitions */<br />
 table.MsoNormalTable<br />
	{mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;;<br />
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	mso-tstyle-colband-size:0;<br />
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	mso-bidi-language:#0400;}</p>
<p class="MsoNormal">Ventinove anni fa, alla stazione di Bologna, veniva commessa la più grave strage dell&#8217;Italia del dopoguerra. Una strage che s&#8217;inserisce nella guerra sporca per allontanare l&#8217;Italia dal Mediterraneo. Una strage sulla quale i clan clientelari del partito comunista hanno messo il cappello e su cui speculano da tre decenni. Una strage per la quale i servizi segreti italiani operarono una lunga serie di depistaggi (tutti contro la destra radicale) dandovi inizio addirittura quindici giorni prima che<span> </span>fosse consumata! Un massacro di cui non sono mai stati cercati i colpevoli, al contrario: si è sempre ostentatamente rifiutato di seguire tutte le piste aperte da indizi concreti e si è invece voluto condannare a tutti i costi gente che non aveva neppure un indizio a carico, senza nemmeno discutere le prove tangibili a loro favore. Una strage che vede ancora un innocente in catene. Una strage contro l&#8217;Italia di cui sono complici tutti quelli che si sono opposti e che tuttora si oppongono a che sia fatta luce<span> </span>senza pregiudizio alcuno. Non accadrà neppure quest&#8217;anno. Le ottantacinque vittime sono derise e insultate ancora. Non riposano in pace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/ventinove-anni-fa/">Ventinove anni fa</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
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