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	<title>lazio Archivi - NoReporter</title>
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	<title>lazio Archivi - NoReporter</title>
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		<title>Libero Mercato</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 11:48:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le liberalizzazioni si sono scoperte un gigantesco flop Le liberalizzazioni sono state un &#8220;flop&#8220;, i consumatori italiani sono stati &#8220;beffati&#8221;: solo i prezzi dei medicinali e delle tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione. Impennata dei costi per le assicurazioni auto, per i servizi bancari e finanziari e per i trasporti ferroviari. E&#8217; la [&#8230;]</p>
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	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/money.jpg" /></p>
<p>
	Le liberalizzazioni si sono scoperte un gigantesco flop</p>
<p><span id="more-9719"></span></p>
<p>
	Le <span class="span" id="U312711079175V0C" style="font-weight:bold;">liberalizzazioni sono state un &#8220;flop</span>&#8220;, i consumatori italiani sono stati &#8220;beffati&#8221;: solo i prezzi dei medicinali e delle tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione. Impennata dei costi per le assicurazioni auto, per i servizi bancari e finanziari e per i trasporti ferroviari. E&#8217; la denuncia che arriva dall&#8217;Ufficio Studia della <span class="span" id="U312711079175bND" style="font-weight:bold;">Cgia di Mestre </span>che ha preso in esame l&#8217;andamento delle tariffe o dei prezzi di <span class="span" id="U312711079175TtE" style="font-weight:bold;">11 beni e servizi che sono stati liberalizzati negli ultimi 20 anni.</span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi si è registrata una vera e propria impennata dei prezzi o delle tariffe&#8221; afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. &#8220;Tra l&#8217;anno di liberalizzazione ed il 2011 &#8211; aggiunge &#8211; solo i medicinali e le tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione del costo. Per tutte le altre voci del paniere preso in esame, invece, è successo il contrario. I prezzi o le tariffe sono cresciute con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo, in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Il &#8216;flop&#8217; più clamoroso è avvenuto per le <span class="span" id="U312711079175SAF" style="font-weight:bold;">assicurazioni sui mezzi di trasporto</span> che dal 1994 ad oggi sono aumentate del +184,1%, contro un incremento dell&#8217;inflazione del +43,3% (in pratica le assicurazioni sono cresciute 4,2 volte in più rispetto al costo della vita).</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Male anche i <span class="span" id="U312711079175WcH" style="font-weight:bold;">servizi bancari/finanziari </span>(costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie, etc.). Sempre tra il 1994 ed il 2011 i costi sono aumentati mediamente del +109,2%, mentre l&#8217;incremento dell&#8217;inflazione e&#8217; stato pari al +43,3% (in questo caso i costi finanziari sono aumentati 2,5 volte in più dell&#8217;inflazione).</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Anche i trasporti ferroviari hanno registrato un incremento dei prezzi molto consistente: tra il 2000 ed il 2011, sono aumentati del +53,2%, contro un aumento del costo della vita pari al +27,1%.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Se per i servizi postali l&#8217;aumento del costo delle tariffe è stato del +30,6%, pressoché pari all&#8217;incremento dell&#8217;inflazione avvenuto tra il 1999 ed il 2011 (+30,3%), per l&#8217;energia elettrica la variazione delle tariffe ha subito un aumento più contenuto (+1,8%) rispetto alla crescita dell&#8217;inflazione (che tra il 2007 ed i 2011 è stata del +8,4%). Solo per i medicinali e i servizi telefonici le liberalizzazioni hanno portato dei vantaggi economici ai consumatori. Nel primo caso, tra il 1995 ed oggi i prezzi sono diminuiti del 10,9%, a fronte di un aumento del costo della vita del +43,3%. Nel secondo caso, tra il 1998 ed il 2011 le tariffe sono diminuite del 15,7%, mentre l&#8217;inflazione è aumentata del 32,5%.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Alla luce del risultato emerso in questa analisi &#8211; conclude Bortolussi &#8211; invitiamo il nuovo Governo Monti a monitorare con molta attenzione quei settori che saranno prossimamente interessati da processi di deregolamentazione. Non vorremmo che tra qualche anno molti prezzi e tariffe, che prima dei processi di liberalizzazione erano controllati o comunque tenuti artificiosamente sotto controllo, registrassero aumenti esponenziali con forti ricadute negative per le tasche dei consumatori italiani&#8221;.</p>
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		<title>Una nazione in disarmo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 08:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lezione cocente della Maddalena   Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e noir alla Maddalena. Dopo le indagini avviate dalla magistratura di Tempio, in queste ore arriva un&#8217;altra richiesta di chiarimenti politici. L&#8217;inchiesta riguarda l&#8217;ingente trasporto di armi dall&#8217;isola di Santo Stefano con prima destinazione Civitavecchia, e poi verso un&#8217;altra destinazione: il nulla.   [&#8230;]</p>
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	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/maddalena227.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal">
	La lezione cocente della Maddalena</p>
<p><span id="more-8977"></span></p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal">
	Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e noir alla Maddalena. Dopo le indagini avviate dalla magistratura di Tempio, in queste ore arriva un&#8217;altra richiesta di chiarimenti politici. L&rsquo;inchiesta riguarda l&rsquo;ingente trasporto di armi dall&#8217;isola di Santo Stefano con prima destinazione Civitavecchia, e poi verso un&rsquo;altra destinazione: il nulla.</p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal">
	 </p>
<p class="MsoNormal">
	Le gallerie-bunker della Marina militare scavate nell&#8217;isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena erano piene di armi, talmente tante da bastare ad un intero esercito. Le armi erano partite dall&#8217;ex Unione Sovietica, per arrivare nei Balcani durante il periodo di guerra, nel 1994, ma furono<span style="mso-spacerun:yes">  </span>intercettate su una nave nel Canale d&#8217;Otranto e sequestrate. Il Tribunale di Torino ne aveva ordinato la distruzione, invece due mesi fa le armi sono state portate via dal bunker, consegnate dalla Marina all&#8217;Esercito. Adesso la magistratura di Tempio, che tentava di capire il mistero, formulando ipotesi del tipo: &#8220;finite in Libia e in Afghanistan?&#8221;, si ritrova<span style="mso-spacerun:yes">  </span>davanti al muro del segreto di Stato: &#8220;La presidenza del Consiglio ha imposto l&#8217;alt a ogni accertamento sulla destinazione finale delle armi&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">
	Inizialmente il mistero puntava all&rsquo;Est Europa, una sorta di intrigo internazionale: &#8220;trame da 007 fra Ucraina e Croazia, soffiate ai servizi di sicurezza di Gran Bretagna e Italia, i fili del traffico manovrati da una rete di uomini d&rsquo;affari dei Paesi dell&rsquo;Est, in carcere anche uno degli oligarchi della nuova Russia, Alexander Borisovich Zhukov&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">
	Ma il giallo si infittisce, e dei 4 container, scortati da mezzi dell&rsquo;Esercito, imbarcati su un traghetto della compagnia Saremar dalla Maddalena a Palau e poi da Olbia su una nave della Tirrenia (con oltre 600 passeggeri a bordo) non si sa più nulla.</p>
<p class="MsoNormal">
	La trama internazionale venne ipotizzata dalla direzione antimafia, in Piemonte, poiché la stessa aveva scoperto un enorme giro d&rsquo;affari di due società fantasma che conduceva al manager ucraino Dmitri Streslinky, amministratore di Sintez e Global Tecnology, holding di finanza e petrolio controllate da Alexander Zhukov. Zhukov, nipote del maresciallo Giorgij, capo dell&rsquo;Armata rossa nella Seconda guerra mondiale, e padre di Dasha, compagna di un altro oligarca, Roman Abramovic, è stato il solo arrestato a Porto Cervo, nell&rsquo;aprile 2001.</p>
<p class="MsoNormal">
	Ma nessuno scalo in porti italiani venne mai accertato, e fu anche dichiarato dal comandante della Jadran facendo così cadere ipotesi e accuse di traffico d&rsquo;armi estero su estero, il difetto di giurisdizione, tanto che Zhukov e gli altri 8 furono assolti, e venne ordinato di distruggere le armi.</p>
<p class="MsoNormal">
	L&rsquo;inchiesta del pm di Tempio, Riccardo Rossi, riparte da qui con una serie di domande che sembrano la trama di un film di 007: perché le armi invece che essere distrutte sono state portate via? Chi le ha prese? Nel bunker quante armi ci sono ancora? Il fitto mistero era vicino ad una soluzione, con i primi riscontri in Parlamento, e con le interrogazioni dei pd Gian Piero Scanu e Giulio Calvisi e dell&rsquo;idv Elio Lanutti. Ma oggi, arriva il segreto di Stato, cosa<span style="mso-spacerun:yes">  </span>che il governo compie soltanto in casi del tutto eccezionali.</p>
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		<title>Toglieranno la F dalla sigla?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Note]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Urso, Ronchi e Scalia abbandonano ufficialmente il FLI Roma, 9 lug. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia annunciano la loro uscita dal gruppo di Futuro e Libertà, lanciando l&#8217;associazione Fareitalia per la costituente popolare&#8221;. Si legge in una nota nella quale si spiega che la decisione è stata presa a seguito della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" class=" size-full wp-image-8923" alt="alt" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2011/07/urso.jpg" width="250" height="186" /></p>
<p>
	Urso, Ronchi e Scalia abbandonano ufficialmente il FLI</p>
<p><span id="more-8924"></span></p>
<p>
	Roma, 9 lug. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia annunciano la loro uscita dal gruppo di Futuro e Libertà, lanciando l&#8217;associazione Fareitalia per la costituente popolare&#8221;. Si legge in una nota nella quale si spiega che la <span class="span" id="U312222737054NNF" style="font-weight:bold;">decisione è stata presa a seguito della proposta di Angelino Alfano</span>, neosegretario Pdl, di dar vita a &#8220;una costituente popolare per realizzare in Italia un soggetto politico che si ispiri ai valori e ai programmi del Ppe&#8221;.</p>
<p>
	La proposta di Alfano, si legge nella nota, e &#8220;la decisione di Berlusconi di non ricandidarsi nel 2013, con la scelta delle primarie quale strumento di rinnovamento e di partecipazione popolare, aprono nuovi scenari per il centrodestra italiano. Da subito quindi intendiamo lavorare, in piena autonomia e senza vincoli di partito, per costruire la nuova casa dei moderati&#8221;.</p>
<p>
	<span class="span" id="U312222737054tIF" style="font-weight:bold;">Alfano</span>, da parte sua, accoglie la notizia &#8220;con piacere&#8221;. Una decisione, sottolinea, &#8220;libera, scevra da interessi di parte, dettata da in importante segnale di condivisione di un progetto ambizioso e per questo coinvolgente. Il progetto di una Costituente Popolare per riunire i moderati, infatti, è un punto di arrivo, ma anche di partenza, che si traduce in una fase politica matura, aperta al fururo, una vera e propria opportunità per tutto il Paese&#8221;.</p>
<p>
	<span class="span" id="U3122227370547tH" style="font-weight:bold;">Compatti gli esponenti Fli nel commentare l&#8217;addio dei tre</span>. Secondo<span class="span" id="U312222737054FHC" style="font-weight:bold;"> il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino</span> la loro uscita &#8220;è una non-notizia, essendosi posti da tempo fuori dal partito. La notizia, semmai, sarebbe stata la loro volontà di lavorare per Fli&#8221;.</p>
<p>
	&#8221;Era una &#8216;dipartita&#8217; annunciata&#8230;&#8221;, dice il coordinatore nazionale Fli <span class="span" id="U312222737054tuD" style="font-weight:bold;">Roberto Menia </span>spiegando all&#8217;Adnkronos che &#8221;Urso non ha mai digerito il fatto che Fini non lo avesse indicato come suo vice. Mentre riguardo a Ronchi ci troviamo di fronte a una storia di ordinaria ingratitudine: penso che il suo amico Fini lo avesse beneficiato oltre le sue aspettativa facendolo ministro ed è rimasto un nostalgico di quando era ministro&#8230;&#8221;.</p>
<p>
	Appunto per questo sono &#8220;ridicole&#8221;, sottolinea <span class="span" id="U312222737054iyD" style="font-weight:bold;">Enzo Raisi (Fli)</span> &#8220;le motivazioni politiche che portano a questa scelta. Le ragioni sono altre e di carattere prettamente personale&#8221;. Anche secondo <span class="span" id="U3122227370545oF" style="font-weight:bold;">Carmelo Briguglio (Fli)</span> &#8220;è prevalso il rancore sulla politica&#8221;. Così come per <span class="span" id="U312222737054pw" style="font-weight:bold;">Chiara Moroni (Fli)</span>: &#8220;Gli spazi personali hanno influito non poco in questa decisione&#8221;.</p>
<p>
	&#8220;Fli &#8211; chiarisce <span class="span" id="U3122227370545FB" style="font-weight:bold;">Benedetto Della Vedova (Fli)</span> &#8211; non è una &#8216;riserva berlusconiana&#8217;, ma un progetto difficile proprio perché ambizioso&#8221;. Quindi la scelta dei tre, che &#8220;hanno ritenuto di tornare sotto l&#8217;ala protettrice di Berlusconi&#8221;, aggiunge non è che un &#8220;elemento di chiarezza&#8221; per noi.</p>
<p>
	Nessuna sorpresa nemmeno per <span class="span" id="U312222737054wJD" style="font-weight:bold;">Giuseppe Consolo (Fli)</span> che sottolinea: &#8220;Il nostro programma va avanti e mai come ora senza tentennamenti. Siamo tutti uniti intorno a Gianfranco Fini&#8221;. E in sintesi vale per tutti il commento de &#8216;il futurista&#8217;, webmagazine e settimanale di area finiana: &#8220;Due palle al piede&#8230; in meno&#8221;.</p>
<p>
	Alla <span class="span" id="U312222737054oKG" style="font-weight:bold;">Festa della Libertà di Mirabello</span> un applauso ha accolto la notizia dell&#8217;addio a Fli dei tre data da Ignazio La Russa (Pdl). Ronchi e Urso avevano partecipato alla prima giornata della Festa della libertà e avevano fatto capire di essere interessati ad una nuova costituite per riunire i moderati. &#8220;Evidentemente Mirabello dà i suoi frutti&#8221;, commenta La Russa. Gli va dietro <span class="span" id="U312222737054lDI" style="font-weight:bold;">Maurizio Gasparri (Pdl)</span>: la loro uscita da Fli &#8220;è il segnale che un cammino torna ad intrecciarsi&#8221;. E il ministro <span class="span" id="U312222737054vMH" style="font-weight:bold;">Altero Matteoli </span>aggiunge che &#8220;rappresenta un chiarimento per la loro collocazione di centrodestra&#8221;. Giudica &#8220;particolarmente significativa&#8221; l&#8217;adesione dei tre, il ministro <span class="span" id="U31222273705467B" style="font-weight:bold;">Maurizio Sacconi</span>, specie in questo momento in cui è &#8220;massima l&#8217;intensità dell&#8217;aggressione mediatico-giudiziaria&#8221; nei confronti del governo e di Berlusconi.</p>
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		<title>Ochetipocheti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colored]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la magia ispira la scienza ROMA &#8211; La scienza &#8211; non la magia &#8211; potrebbe presto regalarci una &#8216;bacchetta magica&#8217; come quella di Harry Potter, anche da usare se per scopi molto diversi. I risultati di due ricerche nel campo delle nanotecnologie, in uscita su due riviste del gruppo di Nature, presentano alcune caratteristiche [&#8230;]</p>
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<p>
	<br />
	Quando la magia ispira la scienza</p>
<p><span id="more-8922"></span></p>
<p>
	ROMA &#8211; La scienza &#8211; non la magia &#8211; potrebbe presto regalarci una &#8216;bacchetta magica&#8217; come quella di Harry Potter, anche da usare se per scopi molto diversi. I risultati di due ricerche nel campo delle nanotecnologie, in uscita su due riviste del gruppo di Nature, presentano alcune caratteristiche delle bacchette magiche descritte nella famosa serie di J.K. Rowling, il cui ultimo capitolo sbarchera&#8217; nei cinema la prossima settimana. Grazie ai nanomateriali e&#8217; ormai possibile, infatti, &#8216;catturare&#8217; e concentrare la luce e &#8216;spedirla&#8217; evitando i fenomeni di dispersione, come nelle &#8216;bacchette&#8217; del maghetto. Il primo studio, pubblicato da Nature Nanotechnology, riguarda un&#8217;antenna in grado di raccogliere e concentrare la luce solare, convogliandola poi in un punto specifico dello spazio.</p>
<p>
	Il dispositivo, ispirato agli organelli che rendono piu&#8217; efficiente la fotosintesi clorofilliana, e&#8217; stato ottenuto unendo alcune nanoparticelle a filamenti di Dna, e sfruttando poi la capacita&#8217; di quest&#8217;ultimo di formare strutture complesse: &#8221;La cosa divertente e&#8217; che le nostre antenne si costruiscono da sole &#8211; spiega Ted Sargent dell&#8217;universita&#8217; di Toronto, che ha coordinato lo studio &#8211; basta fondere diverse classi di nanoparticelle con sequenze ben definite del Dna, mescolare diversi di questi composti in uno stesso recipiente e la natura fa il suo corso, creando un bellissimo nuovo set di materiali autoassemblati&#8221;. Piu&#8217; che rendere piu&#8217; realistici gli effetti speciali di un eventuale nuova serie sul maghetto, pero&#8217;, l&#8217;antenna potra&#8217; servire a molti processi di optoelettronica, compreso il miglioramento delle celle fotovoltaiche attuali: &#8221;Come le antenne delle radio o dei cellulari le nostre catturano le onde di energia disperse e le concentrano &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; solo che non lo fa con le onde radio ma con la luce visibile&#8221;.</p>
<p>
	Sempre alle nanotecnologie si deve la seconda scoperta, pubblicata da Nature Photonics, che permetterebbe, una volta immagazzinata la luce, di &#8216;spararla&#8217; come nei duelli dei personaggi di J.K. Rowling. Il dispositivo realizzato dai ricercatori della Columbia University consiste in una nanostruttura ottica che permette di regolare l&#8217;indice di rifrazione e di controllare completamente la dispersione della luce. In pratica le onde elettromagnetiche possono propagarsi in questo &#8216;superlattice&#8217; senza nessuna dispersione, comportandosi come se il medium non esistesse: &#8221;Il controllo della fase dei fotoni e&#8217; molto importante &#8211; spiega Chee Wei Wong, che ha coordinato lo studio &#8211; questo e&#8217; un passo enorme verso la possibilita&#8217; di trasportare informazioni con la luce senza perderne il controllo. Ora possiamo controllare il flusso della luce, la cosa piu&#8217; veloce che conosciamo, per produrre ad esempio raggi di luce che si concentrano da soli, antenne che spediscono la luce con estrema precisione, e persino strumenti in grado di rendere invisibili piccoli oggetti&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Solo&#8221; 3 morti sul lavoro al giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 12:34:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Inail soddisfatto per il numero di morti sul lavoro nel 2010 &#8220;Per la prima volta dal dopoguerra, nel 2010, la soglia dei morti sul lavoro e&#8217; scesa sotto i mille casi all&#8217;anno&#8221;. Lo ha detto il presidente dell&#8217;Inail, Marco Fabio Sartori, presentando alla Sala della Lupa, a Palazzo Montecitorio, &#8216;Il Rapporto annuale Inail 2010&#8217;.   [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/sicurezzalavoro.jpg" /></p>
<p>
	L&#8217;Inail soddisfatto per il numero di morti sul lavoro nel 2010</p>
<p><span id="more-8901"></span></p>
<p>
	&#8220;<span class="span" id="U312206577475bpC" style="font-weight:bold;">Per la prima volta dal dopoguerra, nel 2010, la soglia dei morti sul lavoro e&#8217; scesa sotto i mille casi all&#8217;anno</span>&#8221;. Lo ha detto il presidente dell&#8217;Inail, Marco Fabio Sartori, presentando alla Sala della Lupa, a Palazzo Montecitorio, &#8216;Il Rapporto annuale Inail 2010&#8217;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8221;Dopo il calo record di infortuni del 2009, in parte dovuto agli effetti della difficile congiuntura economica, il 2010 ha registrato -riferisce Sartori- un&#8217;ulteriore contrazione di 15.000 denunce (per un totale di 775.000 complessive) a conferma del miglioramento ormai strutturale dell&#8217;andamento infortunistico in Italia&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Solo dieci anni fa &#8211; spiega &#8211; gli infortuni erano oltre 1 milione (1.030.000) e ben 1.452 i casi mortali. Ma nel 2010 c&#8217;e&#8217; stata anche l&#8217;approvazione della legge 30 luglio 2010, n. 122, con la conseguente incorporazione dell&#8217;Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) e dell&#8217;Ipsema (Istituto di previdenza per il settore marittimo)&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Questo &#8211; precisa &#8211; ha finalmente permesso la nascita del &#8216;Polo della salute e della sicurezza&#8217; e il concreto sviluppo di quel piano industriale, da noi fortemente voluto e condiviso con governo e Parlamento, il cui obiettivo finale e&#8217; la realizzazione effettiva della tutela integrata e globale del lavoratore&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Dopo un 2009 estremamente difficile per tutte le economie &#8211; ricorda il presidente Sartori &#8211; avanzate, il 2010 si e&#8217; dimostrato un anno di inversione del ciclo e di moderata ripresa dell&#8217;attivita&#8217; economica, sia pure con un trend molto differenziato a seconda delle aree geografiche e dei settori economici considerati.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;I nostri dati specchio dell&#8217;andamento economico generale &#8211; sostiene &#8211; confermano questa analisi cautamente ottimista ed evidenziano sia la solidita&#8217; dell&#8217;Istituto sotto il profilo finanziario, sia la sostanziale tenuta del portafoglio; con oltre 3.300.000 (3.309.598) aziende iscritte possiamo addirittura vantare un lieve incremento (+0,63%) rispetto al 2009, segno che l&#8217;inversione di tendenza, seppur lentamente, e&#8217; gia&#8217; iniziata&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Certo &#8211; ammette &#8211; il perdurare della crisi si fa sentire: la riduzione del giro d&#8217;affari delle imprese ha prodotto una leggera diminuzione (-0,18%) delle posizioni assicurative totali (per complessive 3.796.933 &#8216;pat&#8217;) e una contrazione delle entrate per premi di oltre il 9% (9,12%). Tale contrazione risulta, peraltro, compensata dalla diminuzione delle rendite in gestione (852.425 unita&#8217;, pari a -3,56% rispetto al 2009) dovuta in parte al miglioramento dell&#8217;andamento infortunistico e in parte agli effetti delle liquidazioni in capitale delle rendite di inabilita&#8217; comprese tra l&#8217;11% e il 15%&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Per cio&#8217; che riguarda gli aspetti qualitativi e di buon funzionamento dell&#8217;Istituto, Sartori ricorda che &#8220;rispetto al 2009 e&#8217; importante evidenziare un notevole miglioramento dei tempi previsti dalla Carta dei servizi e la sostanziale tenuta dei livelli produttivi malgrado un preoccupante calo del personale a 9.577 addetti (-4,26%); vorrei ricordare che quattro anni fa l&#8217;organico ne prevedeva oltre 12mila&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;A garantire questo bilancio positivo &#8211; aggiunge &#8211; oltre all&#8217;impegno di tutto il personale e del sindacato interno hanno contribuito gli investimenti in tecnologia, il potenziamento del canale dei servizi on line e una strategia di ottimizzazione delle risorse che ha consentito all&#8217;Inail di assorbire il turn over senza riflessi negativi sulla produzione. La sintesi e&#8217; che con discrezione, costante impegno e consapevolezza delle grandi difficolta&#8217; che ci aspettano, stiamo comunque facendo passi da gigante&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Cifre alla mano, il confronto tra il 2009 e il 2010 conferma l&#8217;andamento decrescente degli infortuni, anche se in misura molto piu&#8217; contenuta rispetto al periodo 2008-2009, con una <span class="span" id="U312206577475UdC" style="font-weight:bold;">contrazione dell&#8217;1,9%</span> dei casi denunciati (da 790.000 a <span class="span" id="U312206577475lLE" style="font-weight:bold;">775.000</span>) e un numero di decessi in diminuzione (da 1.053 a <span class="span" id="U31220657747562D" style="font-weight:bold;">980</span>, pari al 6,9%). .</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Complessivamente &#8211; afferma il presidente dell&#8217;Inail &#8211; nel periodo 2001-2010, tenendo conto dell&#8217;aumento dell&#8217;occupazione (+5,9%), il dato percentuale diventa eclatante con una flessione del 28,4%. Il positivo risultato del 2010 &#8211; osserva &#8211; non era scontato, sia perche&#8217; il calo infortunistico 2008-2009 (-9,7%) si presentava come la riduzione piu&#8217; alta dell&#8217;ultimo quindicennio, sia perche&#8217; un terzo circa della diminuzione complessiva era dovuto alla grave crisi economica e occupazionale che colpiva l&#8217;Italia e il mondo intero&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Personalmente &#8211; assicura Sartori &#8211; temevo che, per una sorta di &#8216;effetto-rimbalzo&#8217;, il 2010 evolvesse in una ripresa del fenomeno infortunistico con un riallineamento ai livelli piu&#8217; consolidati degli anni precedenti. Cosi&#8217; non e&#8217; stato e la diminuzione degli infortuni nel 2010, pur in un certo permanere della crisi, rappresenta un risultato di particolare rilievo anche stimando che il calo &#8216;reale&#8217; (al netto dell&#8217;effetto della perdita di quantita&#8217; di lavoro svolta) sia stato superiore all&#8217;1% per gli infortuni in generale e al 6% per quelli mortali&#8221;. L&#8217;analisi settoriale 2009-2010 mostra che e&#8217; l&#8217;agricoltura a conseguire il risultato migliore (-4,8%), seguita dall&#8217;industria (-4,7%) e dai servizi, in controtendenza, con un lieve aumento (pari allo 0,4%) le cui cause sono gia&#8217; oggetto di approfondimento. Il 2010 fa registrare una diminuzione sensibile dei decessi in tutti i rami di attivita&#8217;: agricoltura (-10,2%), industria (-9,7%) e servizi (-3,0%).</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Scomponendo i settori, riduzioni molto elevate si verificano nella metallurgia (-37,8%) e nel commercio (-26,3%), mentre il dato delle costruzioni (-6,1%) e&#8217; allineato al valore medio generale (-6,9%). In controtendenza il settore dei trasporti (+9,8%).</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Qualche ombra emerge però sul fronte dei <span class="span" id="U312206577475OSG" style="font-weight:bold;">lavoratori stranieri</span>, e in particolare per le <span class="span" id="U3122065774751vF" style="font-weight:bold;">donne</span>. A fronte della sostanziale stabilita&#8217; del numero di lavoratori stranieri assicurati all&#8217;Inail (+0,8%), in termini di infortuni il 2010 e&#8217; stato infatti un anno peggiore del precedente (dai 119.240 infortuni del 2009 ai 120.135 del 2010). All&#8217;incremento ha contribuito in maniera significativa la componente femminile (+6,8% contro il -1,2% dei maschi), circostanza legata alla progressiva e continua crescita numerica di colf e badanti straniere (soprattutto dell&#8217;Est europeo) che lavorano nel nostro Paese.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	Migliore la situazione per i casi mortali, che continuano a diminuire (dai 144 del 2009 ai 138 del 2010, -4,2%). Il settore piu&#8217; colpito e&#8217; quello delle costruzioni che copre il 12,5% del complesso delle denunce (poco piu&#8217; di 15mila) e detiene il primato anche nel numero di decessi (32), pur in forte diminuzione rispetto al 2009 (45).</p>
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		<title>Da Huxley a Momo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 12:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le case farmaceutiche diffondono psicofarmaci tra i bambini A margine della cerimonia di consegna dei &#8220;Public Affairs Awards&#8221;, i premi per le relazioni pubbliche consegnati nella Sala Capitolare del Senato, che si è tenuta oggi a Roma, Luca Poma, tra i giornalisti premiati e portavoce di &#8220;Giù le Mani dai Bambini&#8221;, il più rappresentativo comitato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/ritalin1.jpg" /></p>
<p>
	Le case farmaceutiche diffondono psicofarmaci tra i bambini</p>
<p><span id="more-8900"></span></p>
<p>
	A margine della cerimonia di consegna dei &#8220;Public Affairs Awards&#8221;, i premi per le relazioni pubbliche consegnati nella Sala Capitolare del Senato, che si è tenuta oggi a Roma,<strong> Luca Poma,</strong> tra i giornalisti premiati e <strong>portavoce di &#8220;Giù le Mani dai Bambini&#8221;,</strong> il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, <strong>ha denunciato la pressione di campagne di marketing da parte di case farmaceutiche per diffondere l&#8217;uso di psicofarmaci tra i bambini.</strong></p>
<table align="right" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="center" class="NewsContentFoto">
				<br />
				 </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
	<strong>Di che cosa si tratta?<br />
	</strong>&#8220;Recentemente ho ricevuto un&#8217;offerta di collaborazione dalla Ketchum, un&#8217;agenzia di Relazioni Pubbliche di fama internazionale, la quale collabora con la Shire, una multinazionale farmaceutica che sta introducendo uno psicofarmaco per bambini in Italia, la Guanfacina, un vecchio anti-ipertensivo che ora si vuole riciclare per la disattenzione dei bambini, una specie di molecola apolide, un brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato&#8221;.</p>
<p>
	<strong>Ma perché sarebbero venuti a parlarne proprio a lei?<br />
	</strong>&#8220;Immagino volessero sondare il terreno e capire quale sarebbe stato il nostro atteggiamento, o al limite &#8216;sterilizzare&#8217; la nostra azione di vigilanza mettendoci a libro paga&#8221;.</p>
<p>
	<strong>Come è andata?<br />
	</strong>&#8220;Alcuni mesi fa c&#8217;è stata la proposta della Ketchum, che però negava di avere rapporti con la casa farmaceutica. Poco dopo &#8220;Giù le Mani dai Bambini&#8221; ha diffuso un comunicato stampa contro l&#8217;ennesimo convegno promozionale, a Roma, sponsorizzato da case farmaceutiche, nel quale si auspicava un incremento di almeno 300mila piccoli pazienti italiani da diagnosticare iperattivi e distratti e ai quali magari somministrare psicofarmaci nel tentativo di sedare i loro disagi&#8221;.</p>
<p>
	<strong>Non l&#8217;avranno presa bene&#8230;<br />
	</strong>&#8220;Dopo la nostra presa di posizione le offerte della Ketchum sono evaporate. Poco dopo mi contattata il medico che presiedeva una delle tavole rotonde del convegno, il dottor Gabriele Masi, dell&#8217;IRCSS &#8220;Stella Maris&#8221; di Pisa, una delle strutture statisticamente a più alta prescrizione di psicofarmaci per bambini in Italia. Masi è venuto da Pisa a Milano con grande disponibilità, per convincermi circa l&#8217;opportunità di &#8216;non negare la cura farmacologica a bambini con problemi di comportamento, anche per non pregiudicare le loro performance scolastiche e di vita&#8217;. Incuriosito da questa attenzione, ho controllato ed è emerso che la &#8216;Shire&#8217; è seguita in Italia tra le altre dall&#8217;agenzia che mi aveva offerto l&#8217;incarico professionale&#8221;.</p>
<p>
	<strong>E cos&#8217;altro ha scoperto?<br />
	</strong>&#8220;Che la stessa Shire ha in programma di penetrare il mercato italiano con un nuovo psicofarmaco per bambini, laddove Novartis e Eli Lilly non sono riuscite; che la sperimentazione per l&#8217;autorizzazione alla messa in commercio di questo psicofarmaco viene, guarda caso, svolta proprio nel centro di ricerca del dottor Masi; e che sempre la solita agenzia di PR aveva supportato la comunicazione del convegno pro-psicofarmaci di Roma&#8221;.</p>
<p>
	<strong>Risultato?<br />
	</strong>&#8220;Potremmo discutere a lungo sulla correttezza di un&#8217;azione di marketing per incrementare artificiosamente le diagnosi, specie per una patologia su cui non ci sono assolutamente le certezze che spacciano le case farmaceutiche interessate al proprio business a spese della salute dei bambini. Su questo dossier l&#8217;Onorevole Paola Binetti ha presentato un&#8217;Interrogazione Parlamentare urgente al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, anche perché mentre si introduce un nuovo psicofarmaco si tagliano drasticamente i fondi per la vigilanza e per evitare prescrizioni improprie&#8221;.</p>
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		<title>La famiglia prima di tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 11:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempi Moderni]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo a Roma 60 neonati abbandonati in un anno Una scelta dolorosa, forse la più penosa per una donna. Partorire un figlio e abbandonarlo, lasciarlo in ospedale perché non si hanno i mezzi per sostenerlo, vederlo crescere fino a diventare grande. Solo nel Lazio &#8220;si registrano una sessantina di casi l&#8217;anno, prevalentemente a Roma&#8220;, spiega [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/neonato2311.jpg" /></p>
<p>
	Solo a Roma 60 neonati abbandonati in un anno</p>
<p><span id="more-8726"></span></p>
<p>
	Una scelta dolorosa, forse la più penosa per una donna. <span class="span" id="U312064320281GqE" style="font-weight: bold">Partorire un figlio e abbandonarlo</span>, lasciarlo in ospedale perché non si hanno i mezzi per sostenerlo, vederlo crescere fino a diventare grande. <span class="span" id="U312064320281oLF" style="font-weight: bold">Solo nel Lazio &#8220;si registrano una sessantina di casi l&#8217;anno, prevalentemente a Roma</span>&#8220;, spiega all&#8217;Adnkronos Salute Piermichele Paolillo, direttore dell&#8217;Unità operativa di neonatologia del Policlinico capitolino Casilino, la struttura che, in regione, segna il record di abbandoni. E si tratta di <span class="span" id="U312064320281UBB" style="font-weight: bold">numeri &#8220;in crescita rispetto agli anni passati</span> &#8211; in cui ci si aggirava attorno ai 40-50 casi l&#8217;anno&#8221; &#8211; complice la crisi che incalza e toglie fiato alle famiglie.</p>
<p>
	&#8220;<span class="span" id="U312064320281Y5D" style="font-weight: bold">A Napoli</span>, al Policlinico Federico II &#8211; aggiunge Roberto Paludetto, direttore del reparto di neonatologia e terapia intensiva &#8211; al momento abbiamo due bambini: uno perfettamente sano, l&#8217;altro con problemi. <span class="span" id="U31206432028110B" style="font-weight: bold">Di solito registriamo due casi di abbandono l&#8217;anno, al massimo 4-5</span>. Certo il fatto di essere a quota 2 già a maggio &#8211; riflette &#8211; ci fa ipotizzare che anche qui da noi potremmo registrare un trend al rialzo&#8221;. E se al Casilino sono soprattutto le immigrate a lasciare i loro figli, &#8220;a Napoli si tratta per lo più di italiane &#8211; spiega Paludetto &#8211; in gran parte madri giovanissime, che non hanno i mezzi per andare avanti e tirare su un figlio. Il loro è comunque un gesto di amore, perché sanno di assicurare un futuro al bambino che lasciano in ospedale&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	La <span class="span" id="U312064320281mMI" style="font-weight: bold">legge italiana consente infatti alla donna di partorire in segretezza e non riconoscere il piccolo venuto al mondo</span>. I tribunali italiani, se il neonato non viene riconosciuto dalla madre, non possono fare ricerche sulla paternità e ne possono dichiarare lo stato di abbandono e l&#8217;adottabilità. &#8220;Una legge all&#8217;avanguardia &#8211; concordano Paolillo e Paludetti &#8211; che tuttavia non è conosciuta come dovrebbe&#8221;. I casi di abbandono negli ospedali, a detta dei due esperti, sono infatti &#8220;solo la punta di un iceberg: sono tanti i piccoli che nascono e fanno ben altra fine, bambini di cui non sapremo mai nulla&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	&#8220;Alle cronache giungono solo i casi più eclatanti &#8211; fa notare Paolillo &#8211; bambini ritrovati in un cassonetto, a volte strappati alla morte per un soffio. Ma quanti di quei bimbi non vengono mai scoperti? Del resto non è difficile disfarsi di un fagottino di 2-3 chili di peso&#8221;. Le madri che decidono di lasciare i piccoli in ospedale, invece, &#8220;li affidano a mani sicure &#8211; fa notare Paludetto &#8211; sanno di assicurare loro un futuro. E&#8217; una scelta dolorosissima, ma noi che conosciamo le storie che si nascondono dietro questa decisione comprendiamo, capiamo senza giudicare e siamo felici del fatto che questi bambini siano al sicuro nei nostro reparto, di cui diventano immediatamente le mascotte&#8221;.</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
<p>
	<span class="span" id="U312064320281pbE" style="font-weight: bold">Dietro ogni abbandono</span>, assicurano i camici bianchi che li vivono in prima persona, <span class="span" id="U312064320281h5" style="font-weight: bold">ci sono storie di miserie e disperazione, scelte sofferte e prese in un mare di lacrime amare</span>. Dall&#8217;indagine condotta dall&#8217;Adnkronos Salute, <span class="span" id="U312064320281b3D" style="font-weight: bold">Milano</span> sembra attestarsi sui numeri degli anni passati. Alla Mangiagalli, che registra il più alto numero di parti in città, nel 2011 non si sono ancora verificati abbandoni. Nel 2008 sono stati invece 6, saliti a 7 nel 2009 e precipitati a 2 lo scorso anno. All&#8217;ospedale San Carlo, più periferico rispetto alla clinica di via Commenda, &#8220;in media abbiamo 7-8 casi l&#8217;anno &#8211; fa i conti Mauro Buscaglia, primario di ginecologia e ostetricia &#8211; nonostante mettiamo a segno un quarto dei parti rispetto alla Mangiagalli&#8221;.</p>
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	A scegliere la strada dell&#8217;abbandono &#8220;soprattutto straniere&#8221;, a Milano come a Roma. Bimbi in attesa di una famiglia con madri che, ormai lontane, confidano in un futuro per loro migliore. &#8220;Al Casilino ora abbiamo due gemelline &#8211; racconta Paolillo &#8211; sono nate premature ma stanno bene&#8221;. E maggio tutto sommato è ancora un buon mese, perché d&#8217;estate le cose si complicano. &#8220;A causa delle vacanze &#8211; afferma l&#8217;esperto &#8211; i tempi dei tribunali si allungano, e diventa più difficile affidare i piccoli abbandonati&#8221;. Ma se sono in ospedale, sono al sicuro. Il problema è quando il parto avviene fuori, sulla strada o nel silenzio di un bagno. &#8220;Nel 2005 &#8211; ricorda Paolillo &#8211; ho assistito io stesso a due casi: un bimbo abbandonato su un pianale di un camion in pieno luglio, trovato casualmente da operai; e un bebè lasciato nei pressi di un cassonetto&#8221;.</p>
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	Per evitare altri fagottini scoperti per caso, sfuggiti alla morte per un soffio quando qualcuno si accorge in tempo di loro, pullulano da un estremo all&#8217;altro dello Stivale le cosiddette culle per la vita, versione moderna e aggiornata dell&#8217;antica ruota degli esposti. Sono 36 quelle censite dal Movimento per la vita, l&#8217;ultima sorta al Villa Salus di Mestre il 25 marzo scorso. Solo due i casi di bimbi lasciati in queste culle salva-vita, uno a Palermo e l&#8217;altro a Roma, proprio al Policlinico Casilino dove c&#8217;è un baby-box, realizzato in una struttura prefabbricata attigua all&#8217;ospedale, costantemente collegata al pronto soccorso. &#8220;E&#8217; accaduto nel febbraio 2007 &#8211; ricorda Paolillo &#8211; il bimbo che era stato abbandonato non era appena nato, ma aveva due mesi ed era tenuto bene. Ha avuto difficoltà ad attaccarsi al biberon, segno tangibile che fino a quel momento era stata la sua mamma ad allattarlo&#8221;.</p>
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		<title>Presente!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 09:55:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Di Nella  9/02/1983 &#8211; 9/02/2011 Paolo Di Nella  9/02/1983 &#8211; 9/02/2011</p>
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	Paolo Di Nella  9/02/1983 &#8211; 9/02/2011</p>
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	Paolo Di Nella  9/02/1983 &#8211; 9/02/2011</p>
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		<title>IL FONDO &#8211; anno III &#8211; n. 135</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 09:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL FONDO &#8211; anno III &#8211; n. 135 in questo numero articoli di* Arba, Angela Azzaro, Graziella Balestrieri, Mario Bernardi Guardi, Ivo Germano, Mario Grossi, Miro Renzaglia, Angelo Spaziano, Stefano Vaj, Federico Zamboni nell&#8217;edicola di via www.mirorenzaglia.org</p>
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	IL FONDO &#8211; anno III &#8211; n. 135</p>
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	in questo numero articoli di*</p>
<p>	Arba, Angela Azzaro, Graziella Balestrieri,<br />
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	Miro Renzaglia, Angelo Spaziano,<br />
	Stefano Vaj, Federico Zamboni</p>
<p>	nell&#8217;edicola di via<br />
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		<title>Anno LXXXIX EF</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>28 Ottobre 2010: 88 anni fa risorgevano un Popolo e una Nazione 28 Ottobre 2010: 88 anni fa risorgevano un Popolo e una Nazione</p>
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	28 Ottobre 2010: 88 anni fa risorgevano un Popolo e una Nazione</p>
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	28 Ottobre 2010: 88 anni fa risorgevano un Popolo e una Nazione</p>
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