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	<title>liguria Archivi - NoReporter</title>
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	<title>liguria Archivi - NoReporter</title>
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		<title>Il Grande Fratello ti invidia!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 13:23:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mamme e bambini identificati dalla questura per aver ridipinto un murales   &#8216;&#8217;Mamme e bambini &#8216;identificati&#8217; dalla polizia municipale per aver disegnato sul muretto di un parco pubblico. E&#8217; questo l&#8217;ultimo paradosso a cui abbiamo dovuto assistere questo pomeriggio a La Spezia&#8217;&#8217;. A raccontarlo è il coordinatore regionale di CasaPound Liguria Manuel Di Palo, che [&#8230;]</p>
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	<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-8898" alt="alt" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2011/07/laspezia.jpg" width="512" height="384" srcset="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2011/07/laspezia.jpg 512w, https://noreporter.org/wp-content/uploads/2011/07/laspezia-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>
	Mamme e bambini identificati dalla questura per aver ridipinto un murales</p>
<p><span id="more-8899"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	&lsquo;&rsquo;Mamme e bambini &lsquo;identificati&rsquo; dalla polizia municipale per aver disegnato sul muretto di un parco pubblico. E&rsquo; questo l&rsquo;ultimo paradosso a cui abbiamo dovuto assistere questo pomeriggio a La Spezia&rsquo;&rsquo;. A raccontarlo è il coordinatore regionale di CasaPound Liguria Manuel Di Palo, che parla di &lsquo;&rsquo;un&rsquo;azione intimidatoria e pretestuosa evidentemente tesa a limitare l&rsquo;agibilità politica del nostro movimento&rsquo;&rsquo;.</p>
<p>	&lsquo;&rsquo;Questi i fatti &ndash; spiega Di Palo &ndash; Giovedì scorso il nucleo di Cpi La Spezia ha lavorato alla riqualificazione di un parco pubblico che ha sede in piazza San Domenico di Guzman, nei pressi della nostra sezione. Abbiamo rimesso a posto le aiuole, messo a dimora cinquanta piante, fissato un canestro, ridipinto di bianco un muretto deturpato da scritte: era un&rsquo;occasione per fare qualcosa per il quartiere Mazzetta, dove abbiamo aperto la sede appena una decina di giorni fa. Oggi, in quello stesso parco avevamo organizzato una grigliata per i residenti del rione, chiedendo e ottenendo peraltro tutti i permessi necessari. Alla grigliata erano invitati anche i bimbi del quartiere: l&rsquo;idea era far ridipingere a loro quel muretto deturpato che avevamo imbiancato per farli divertire e per consentire loro di riappropriarsi di uno spazio destinato alle famiglie che alle famiglie era invece stato sottratto nella totale indifferenza di tutti, amministrazione comunale in testa. Così, mentre preparavamo il barbecue, una decina di bambini si sono messi a disegnare sul muro, con le loro mamme intorno, quando ci siamo visti circondare da sei volanti, dalla Digos e da una pattuglia della Municipale. Tra le proteste delle mamme e il pianto dei bambini, la polizia municipale ha preteso di identificarci ed è arrivata a prendere i nomi anche di tre mamme e due bambini di tre anni, annunciando denunce per danneggiamento per tutti&rsquo;&rsquo;.</p>
<p>	&lsquo;&rsquo;Nonostante tutto, non sono riusciti a rovinarci la festa: siamo ancora qui, con le mamme e bambini del quartiere, a riprenderci il nostro spazio. Riteniamo però inaccettabile quanto accaduto questo pomeriggio e riteniamo doveroso che chi di dovere, a cominciare dal sindaco, dia su questo una spiegazione ai cittadini&rsquo;&rsquo;, conclude Di Palo.</p>
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		<title>Quando la storia la fanno i giullari</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 13:37:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>visto che gli storici sono solitamente più buffoni   Giovedì sera  alla kermesse canzoniera  sanremese, tra le ovazioni di stampa e pubblico, è andata in onda la solita farsa all&#8217;italiana. Il comico Benigni in uno sproloquio durato quasi mezz&#8217;ora , tra il serio e il faceto, e mischiando temi seri quali il Risorgimento e l&#8217;inno [&#8230;]</p>
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	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/immaginiarticoli/giullare192.jpg" /></p>
<p>
	<span style="font-size: 12px;"><span new="New" roman="roman">visto che gli storici sono solitamente più buffoni</span></span></p>
<p><span id="more-8328"></span></p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal">
	Giovedì sera<span style="style">  </span>alla kermesse canzoniera<span style="style">  </span>sanremese, tra le ovazioni di stampa e pubblico, è andata in onda la solita farsa all&rsquo;italiana. Il comico Benigni in uno sproloquio durato quasi mezz&rsquo;ora , tra il serio e il faceto, e mischiando temi seri quali il Risorgimento e l&rsquo;inno di Mameli, ha dato la solita spolveratina patriottarda ad uso e consumo della sgangherata platea televisiva di questo Paese.</p>
<p class="MsoNormal">
	Ormai, nel 150 anniversario dell&rsquo;Unità d&rsquo;Italia, da destra e da sinistra è una corsa alla ricostruzione storica strumentalizzata a seconda della convenienza politica.</p>
<p class="MsoNormal">
	Tra chi recupera Garibaldi e Mazzini, ma tace sulla Prima Guerra Mondiale perché un po&rsquo; troppo &ldquo;nazionalista&rdquo;, e chi (destra e sinistra insieme) ovviamente punta il dito contro il fascismo e la seconda guerra mondiale, e recupera la resistenza e l&rsquo;invasione angloamericana per celebrare la cd &ldquo;liberazione&rdquo;è una continua operazione di &ldquo;taglia e cuci&rdquo; che come tutte le operazioni del genere danno solo un quadro disunito e macchiettistico della nostra storia.</p>
<p class="MsoNormal">
	La Storia di una Nazione è<span style="style">  </span>cosa seria e andrebbe insegnata nelle scuole, senza il paraocchi ideologico che il pensiero politically correct, vuole inculcare a tutti costi: non si capirà mai la storia italiana se non si elimineranno per sempre le censure, le omissioni, i silenzi , il manicheismo su periodi quali il fascismo.</p>
<p>
	<span new="New" roman="roman" style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 12px;">Un Paese che ha ancora paura di affrontare la questione dei morti infoibati in Istria e Dalmazia o che ha paura di tutelare i monumenti simbolo di Bolzano frutto del sacrificio di migliaia di soldati caduti per l&rsquo;Italia perché non rientrano nei canoni della storia riveduta e corretta, dovrebbe cercare di fare uno sforzo serio per darsi una memoria comune e forte, senza affidare ai giullari le ricostruzioni di un&rsquo;identità. Di giullari in questo Paese ve se sono già troppi </span></span>&#8230;</span></p>
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		<title>Quando è il caso di dire mortacci vostra</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:07:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una civiltà si qualifica da rispetto che ha per i defunti   Cadaveri e tombe da saccheggiare. Non in qualche remoto sito funerario etrusco, ma nel cimitero comunale di Genova. Sette dipendenti comunali, quattro tumulatori e tre ispettori, sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Genova per avere sistematicamente e per anni depredato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" class=" size-full wp-image-7280" alt="alt" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/06/vampiro216.jpg" width="105" height="122" /></p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Una civiltà si qualifica da rispetto che ha per i defunti</p>
<p><span id="more-7281"></span></p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Cadaveri e tombe da saccheggiare. Non in qualche remoto sito funerario etrusco, ma nel cimitero comunale di Genova. Sette dipendenti comunali, quattro tumulatori e tre ispettori, sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Genova per avere sistematicamente e per anni depredato i cadaveri riesumati di protesi dentali e ortopediche, anelli e monili lasciati loro addosso dai parenti. I reati contestati sono vilipendio di tombe, sottrazione, distruzione e soppressione di cadavere, peculato, furto di arredi di interesse storico ed artistico, con l&#8217;aggravante di essere stati commessi in un luogo di sepoltura. I sette, tutti in servizio presso il cimitero monumentale di Staglieno, secondo i militari che hanno depositato presso la procura della Repubblica di Genova una dettagliata informativa, erano soliti rubare anche materiali pregiati, come marmi e arredi, nonchè statue e fregi.</p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	IL COMMERCIO &#8211; Tutto il materiale era selezionato, stoccato e rivenduto. Le protesi dentali, se non d&#8217;oro, erano piazzate su un mercato nero di cui persino i carabinieri ignoravano l&#8217;esistenza. Dalle protesi ortopediche, gli sciacalli ricavano le leghe pregiate ed il metallo raro, come il titanio, che riuscivano a rivendere senza problemi. La stessa fine faceva l&#8217;alluminio delle bare che venivano svuotate, pressate e rivendute a peso. I cadaveri erano violati all&#8217;interno della sala lavori del cimitero di Staglieno. Il materiale rimosso dalle salme veniva suddiviso in bacinelle e stoccato all&#8217;interno degli armadietti dei tumulatori. Le dentiere, secondo i militari, erano acquisite in blocco da un ex dipendente dei servizi cimiteriali del Comune. Questi si recava con la moglie nella zona di Staglieno &#8211; dove sono sepolti anche alcuni suoi parenti &#8211; e passava le buste contenenti denaro all&#8217;ex collega in cambio degli oggetti sottratti ai morti. Le protesi ortopediche seguivano un iter più complicato.</p>
<p>
	 </p>
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		<title>La chiamavano Bocca di Rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Metteva l&#8217;amore, ispirava canzoni I necrologi sono sui quotidiani genovesi martedì mattina: «È serenamente mancata all&#8217;affetto dei suoi cari Liliana Tassio». Aveva 88 anni, Liliana Tassio e molti anni fa, quando in via del Campo «vendeva a tutti la stessa rosa», ispirò con la sua grazia e la sua malinconica bellezza il cantautore Fabrizio De [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/boccadirosa.jpg" /></p>
<p>
	Metteva l&#8217;amore, ispirava canzoni</p>
<p><span id="more-7256"></span></p>
<p>
	I necrologi sono sui quotidiani genovesi martedì mattina: «È serenamente mancata all&#8217;affetto dei suoi cari Liliana Tassio». Aveva 88 anni, Liliana Tassio e molti anni fa, quando in via del Campo «vendeva a tutti la stessa rosa», ispirò con la sua grazia e la sua malinconica bellezza il cantautore Fabrizio De Andrè che ne cantò la storia consegnandola all&#8217;Olimpo della musica italiana e internazionale attraverso la rinomata «Bocca di rosa» e forse anche «Via del Campo». <br />
	I DUBBI &#8211; Liliana è deceduta all&#8217;ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Lì martedì sera, sarà allestita la camera ardente. Il rosario sarà recitato alle 18. I funerali si terranno mercoledì alle 8,15 presso la parrocchia di San Giovanni Battista della Costa a Genova Rivarolo. Mito o realtà? Secondo il quotidiano Il Secolo XIX, che ha commentato la notizia, la storia della donna si tinge di giallo. Dori Ghezzi e Paolo Villaggio non sono sicuri della corrispondenza, anzi, il secondo la esclude: «Non ho mai conosciuto la Tassio, ma sono moltissime le persone che mitizzano il proprio passato», ha detto il comico genovese. Per Villaggio è di sicuro leggenda il fatto che ispirò Faber anche per «Via del campo». «Non ci andavamo nemmeno in via del Campo» confessa il comico. Ma, tant&#8217;è, il mito di Liliana ha resistito per decenni. E oggi, il giorno in cui Genova le porge l&#8217;estremo saluto, tanto vale crederle un&#8217;ultima volta. <br />
	 </p>
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		<title>Padre, figlio e 118</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 09:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se mi spegni il videogioco mi spacco la testa contro il muro! Una banale lite padre-figlio degenerata. Un quattordicenne di Bordighera ha reagito violentemente al padre  che gli ha spento la console dopo avergli più volte ordinato di staccare dai videogiochi e andare a dormire. Per tutta risposta il ragazzino ha detto che avrebbe dato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/soupealoignonycrouton.jpg" /><br />
	Se mi spegni il videogioco mi spacco la testa contro il muro!</p>
<p><span id="more-7192"></span></p>
<p>
	<br />
	Una banale lite padre-figlio degenerata. Un quattordicenne di Bordighera ha reagito violentemente al padre  che gli ha spento la console dopo avergli più volte ordinato di staccare dai videogiochi e andare a dormire. <br />
	Per tutta risposta il ragazzino ha detto che avrebbe dato testate nella parete se il padre gli avesse spento la console con la quale stava giocando. Il genitore ha chiuso l&#8217;apparecchio e il figlio è stato di parola prendendo  a testate il muro della cameretta. <br />
	Per farlo smettere l&#8217;uomo ha dovuto chiamare il 118 che si è recato sul posto  ipotizzando in prima battuta che il 14enne fosse stato colto da una crisi epilettica in seguito all&#8217;uso del videogioco. I medici hanno accertato che non era epilessia, ma solo una &#8220;ripicca&#8221;.</p>
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		<title>In marcia per Giuseppina</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 09:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ragazza martire di cui vorrebbero cancellare il ricordo Per Giuseppina Ghersi si sta organizzando una marcia di protesta per sabato 12 giugno. Un&#8217;iniziativa che partirà alle 10 dal vecchio ospedale San Paolo per poi raggiungere, percorrendo brevemente corso Italia, il Comune di Savona dove saranno presentate le firme raccolte in sostegno alla nostra richiesta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/giuseppinaghersi.jpg" />La ragazza martire di cui vorrebbero cancellare il ricordo</p>
<p><span id="more-7175"></span></p>
<p>
	<br />
	Per Giuseppina Ghersi si sta organizzando una marcia di protesta per sabato 12 giugno. Un&#8217;iniziativa che partirà alle 10 dal vecchio ospedale San Paolo per poi raggiungere, percorrendo brevemente corso Italia, il Comune di Savona dove saranno presentate le firme raccolte in sostegno alla nostra richiesta d&#8217;istituire una Giornata della Memoria o intitolare uno spazio pubblico in suo ricordo. <br />
	La manifestazione è aperta a chiunque ma sarà rigorosamente apartitica. Saranno presenti striscioni senza sigle di movimenti e, come uniche bandiere, il Tricolore.</p>
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]]></content:encoded>
					
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		<title>Edoardo Sanguineti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 07:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un poeta  che si oppose al consumismo ma incoerentemente nel Pci E&#8217; morto  all&#8217;età di 79 anni il poeta e scrittore genovese Edoardo Sanguineti. L&#8217;intellettuale è morto nell&#8217;ospedale Villa Scassi, nel capoluogo ligure alle 13,30 di ieri dopo un intervento d&#8217;urgenza, come riferito dal direttore medico ospedaliero di Villa Scassi, Mario Fisci. Teorico di spicco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/sanguineti.jpg" /><br />
	Un poeta  che si oppose al consumismo ma incoerentemente nel Pci</p>
<p><span id="more-7137"></span></p>
<p>
	<br />
	E&#8217; morto  all&#8217;età di 79 anni il poeta e scrittore genovese Edoardo Sanguineti. L&#8217;intellettuale è morto nell&#8217;ospedale Villa Scassi, nel capoluogo ligure alle 13,30 di ieri dopo un intervento d&#8217;urgenza, come riferito dal direttore medico ospedaliero di Villa Scassi, Mario Fisci.<br />
	Teorico di spicco del gruppo &#8216;Gruppo 63&#8217; che rivoluzionò la scena letteraria italiana nei primi anni &#8217;60, Edoardo Sanguineti è stato figura di letterato a 360 gradi, fuori e dentro il mondo accademico. Poeta, intellettuale, professore di letteratura all&#8217;Università di Torino, Salerno e Genova, autore di teatro, critico, saggista, la sua attività è continuata fino all&#8217;ultimo. Nato a Genova nel 1930, Sanguineti avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 9 dicembre. Capofila della neoavanguardia poetica, partecipò alla raccolta collettiva di poesia &#8216;I nuovissimi&#8217; (1961) da dove approdò con un ruolo determinante e fondativo al &#8216;Gruppo 63&#8217;. <br />
	La sua poesia sperimentale &#8211; è stato detto &#8211; rappresenta la &#8220;dissoluzione&#8221; del linguaggio quotidiano, come dimostrazione dell&#8217;impossibilità del comunicare nella società dei consumi. Dal &#8216;linguismo&#8217; folgorante dei primi lavori e dalla bulimia senza razionalità di parole e immagini (Laborintus, Erotopaegnia, Triperuno), Sanguineti elaborò con il tempo un regime satirico e grottesco a cui non fu estraneo il realismo marxista e la psicoanalisi che grande influsso ebbero su di lui. <br />
	Di questi fase sono Wirrwar, Postkarten, Stracciafoglio, Seggnalibro, Bisbidis, Senzatitolo, Per musica. La sua capacità critica si è applicata a Dante (interpretazione di Malebolge), al &#8216;900 (Tra liberty e crepuscolarismo, Guido Gozzano,Indagini e letture, Scribili). Sua la cura dell&#8217;antologia Poesia italiana del novecento. Molto attivo anche nella narrativa: da Capriccio italiano a Il gioco di Satyricon. Non ultima la sua passione per il teatro: K. E le altre cose, Faust.Un travestimento. Così come molte riduzioni teatrali tra cui quella dell&#8217;Orlando Furioso per il regista Ronconi.<br />
	 </p>
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		<title>L&#8217;adolescente seviziata e massacrata dai partigiani</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Savona: una strada per Giuseppina Ghersi   Una strada di Savona per Giuseppina Ghersi, la ragazzina seviziata e uccisa dai partigiani di Savona a soli 13 anni, nel sessantacinquesimo anniversario della sua morte. A chiederlo è CasaPound Italia, che si unisce alla battaglia lanciata già da tempo dal comitato &#8220;Ragazzi del Manfrei&#8221; e dal consigliere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6730" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/giuseppinaghersi.jpg" width="90" height="72" /></p>
<p class="MsoNormal">Savona: una strada per Giuseppina Ghersi</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><span id="more-6731"></span></p>
<p class="MsoNormal">Una strada di Savona per Giuseppina Ghersi, la ragazzina seviziata e uccisa dai partigiani di Savona a soli 13 anni, nel sessantacinquesimo anniversario della sua morte. A chiederlo è</p>
<p class="MsoNormal">CasaPound Italia, che si unisce alla battaglia lanciata già da tempo dal comitato &#8220;Ragazzi del Manfrei&#8221; e dal consigliere comunale Alfredo Remigio.</p>
<p class="MsoNormal">&#8221;Giuseppina Ghersi &#8211; sottolinea il presidente di Cpi Gianluca Iannone &#8211; non aveva alcuna colpa se non forse, come ipotizzava il padre dopo la sua morte, quella di essere stata premiata per un tema su Mussolini. Venne fatta consegnare dai genitori con il pretesto di interrogarla. Invece fu incarcerata nella scuola media Guidobono, all’epoca adibita a campo di concentramento, seviziata e violentata per giorni, e infine uccisa a calci davanti agli occhi del padre con l&#8217;accusa grottesca di essere una spia nazifascista&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">&#8220;Già da tempo -prosegue Iannone &#8211; il comitato &#8216;Ragazzi del Manfrei&#8217; e il consigliere comunale Alfredo Remigio hanno chiesto inascoltati al consiglio comunale di Savona di dedicare alla sua memoria uno spazio nella città. A questo proposito riteniamo ipocrite e finanche prive di umana pietas le dichiarazioni dell&#8217;assessore alla Cultura Ferdinando Molteni secondo il quale l&#8217;intitolazione di una strada alla piccola vittima della barbarie dei &#8216;resistenti&#8217; andrebbe in senso contrario rispetto all&#8217;obiettivo della conciliazione e della pace. Non possono esserci pace e conciliazione senza memoria. La vita non potrà mai essere restituita a Giuseppina, così come lo strazio che i suoi cari hanno subito non potrà essere cancellato, ma attiene a principi minimi di civiltà il fatto che Savona ne ricordi l&#8217;assurdo sacrificio&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">&#8221;Per questo &#8211; conclude Iannone &#8211; chiediamo che questo velo di insensibilità e ipocrisia venga squarciato, e che il Comune di Savona dimostri di non avere paura della verità dedicando come chiesto dal comitato &#8216;Ragazzi del Manfrei&#8217; e dal consigliere comunale Remigio una via della città alla sua memoria&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">
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		<title>Iniquitalia</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:51:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Manifestazione a Genova contro gli espropri edilizi “La casa non si tocca: Equitalia vergogna”, così recita lo striscione che ieri mattina è stato srotolato da una ventina di militanti di CasaPound Italia Genova che hanno attuato un presidio davanti alla sede di Equitalia in Via D’Annunzio, contro la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6707" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/equi006.jpg" width="1024" height="767" srcset="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/equi006.jpg 1024w, https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/equi006-300x225.jpg 300w, https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/equi006-768x575.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Manifestazione a Genova contro gli espropri edilizi</p>
<p />
<p><span id="more-6708"></span></p>
<p>“La casa non si tocca: Equitalia vergogna”, così recita lo striscione che ieri mattina è stato srotolato <br />da una ventina di militanti di CasaPound Italia Genova che hanno attuato un presidio davanti alla sede <br />di Equitalia in Via D’Annunzio, contro la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi.<br /><< Come recitano i volantini che abbiamo distribuito : “non esiste un debito che possa far mettere una <br />casa all’asta”, – dichiara Manuela Giacomini, Coordinatrice Regionale di CasaPound Italia Liguria &#8211; cosa <br />che è stata attuata da Equitalia nei confronti di una famiglia genovese perché aveva un debito con Inps <br />ed Inail di 7000 euro che in due anni si è trasformato in 17000 euro, debito contratto perché il padre aveva <br />avviato una sua attività di artigiano, ma come molte famiglie si è trovato strozzato dall’usura bancaria dei <br />mutui e dai vari dazi che colpiscono i piccoli imprenditori. Nelle ultime settimane gli sono stati concessi <br />dalla società di riscossione tre mesi di tempo per trovare i soldi dovuti, ma l’incubo della possibilità di <br />non avere più un tetto sulla testa per questa coppia con tre bambini piccoli a carico non è finito e come <br />loro ci sono altre 3000 famiglie genovesi nella medesima situazione: ipoteche illegittime (anche per <br />meno di 8000 euro), cartelle pazze mai notificate se non dopo anni con importi altissimi, fermi auto e <br />moto illegittimi..ecco a voi Equitalia. <br />Per questo chiediamo alle istituzioni di non dimenticarsi di queste persone e di aiutarle, soprattutto a <br />fronte della crescita esponenziale dell’emergenza abitativa nella nostra città, dove invece che trovare <br />soluzioni concrete l’assessore Bruno Pastorino propone il cosiddetto “Social Housing”, una proposta <br />che più che aiutare le fasce deboli agevola i proprietari che affittano questi presunti 186 alloggi a canone <br />concordato: uno sconto del 40,5% sul canone da denunciare nella dichiarazione dei redditi, una riduzione <br />del 30% dell’imposta di registrazione del contratto, un’aliquota dell’Ici più bassa nel caso in cui si sia affittato <br />come prima casa e l’immobile sia situato nel comune che ha concesso questo tipo di agevolazione, inoltre il <br />contratto ha durata di soli 5 anni.<br />Ribadiamo con forza – conclude Giacomini – che l’unica soluzione per uscire dal problema dell’emergenza <br />abitativa è il Mutuo Sociale, una proposta di legge portata avanti da CasaPound Italia che afferma il diritto alla <br />proprietà della casa e che propone di creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d’uomo <br />con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo <br />sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una <br />rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche >></p>
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		<title>Perché Sanremo è&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:53:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;Italia si ritrova infine sospettosa e va alla scoperta dell&#8217;acqua calda Le elezioni sanremesi del 2010 destano diversi sospetti, non è dato conoscere i risultati del voto popolare e non sono pochi i conflitti di interessi in circolazione. Innanzitutto sul sito ufficiale di Sanremo il servizio di televoto risulta essere fornito da Rai radio televisione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6695" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/02/sanremo222b.jpg.jpg" width="137" height="73" /> </p>
<p>L&#8217;Italia si ritrova infine sospettosa e va alla scoperta dell&#8217;acqua calda </p>
<p><span id="more-6696"></span></p>
<div></div>
<p>Le elezioni sanremesi del 2010 destano diversi sospetti, non è dato conoscere i risultati del voto popolare e non sono pochi i conflitti di interessi in circolazione. Innanzitutto sul sito ufficiale di Sanremo il servizio di televoto risulta essere fornito da Rai radio televisione italiana spa e da Neo Network srl, ovvero la società di digital entertainment a cui fa capo Giorgio Gori, che realizza anche X Factor. I talent in gara usciti da quel programma sono Tony Maiello (che ieri sera ha vinto nella sezione Nuova Generazione), Noemi e Marco Mengoni, da settimane dato per favorito nelle scommesse.<br />La restante votazione quest’anno spetta all’orchestra, che pesa quindi per il 50 per cento sul voto totale, con tanto di schede nominative. Finalmente, verrebbe da dire, un giudizio tecnico da parte di chi le canzoni le conosce intimamente e può controbilanciare il gusto un po’ grezzo del pubblico (nella passata edizione l’orchestra mise il brano del trionfante Marco Carta al penultimo posto di gradimento). Invece no, perché gli orchestrali a inizio festival hanno firmato una liberatoria sul conflitto di interessi in quanto molti di loro, durante il resto dell’anno, lavorano come turnisti nei dischi o nei concerti di artisti presenti in gara. Risultato: quasi la metà di loro si è dovuta astenere dal voto.<br />Nella serata di giovedì scorso, dedicata ai sessant’anni della manifestazione, l’esibizione di Riccardo Cocciante si è dilungata oltremodo (mezz’ora circa), superando in durata gli altri superospiti e soprattutto danneggiando la quindicenne Jessica Brando, che, allo scoccar della mezzanotte, ha dovuto rinunciare a calcare il palco per il regolamento sulla tutela dei minori. Il tutto è accaduto per dare spazio promozionale al musical “Romeo e Giulietta” di cui il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi è stato, guarda un po’, produttore. Oggi in conferenza stampa la sua risposta alle domande dei giornalisti elemosinanti delucidazioni è stata: “Ho solo dato spazio a un grande artista. E a ragione, infatti in quel momento televisivo si è registrata un’impennata di ascolti”.<br />E in nome degli ascolti sovrani si perdona anche la duplice scorrettezza di Pupo-Filiberto-Canonici: la prima è stata far tessere le proprie lodi dal benvoluto CT per arruffianarsi il consenso popolare (un tipo di intervento vietato dall’articolo 24 del regolamento sanremese), la seconda quella di cambiare il testo per evocare la gloriosa Italia dei mondiali. Ma anche lì, la risposta cade puntuale: ｫIn quel momento abbiamo registrato il picco massimo degli ascoltiｻ. Così, ieri sera, Mazzi ha pensato bene di non intervenire, di lasciar fare, anche quando la stessa Clerici, così a sensazione, ha capito che qualcosa non andava, che fosse una sorta di favoreggiamento. “Nessuno pensava che Lippi cantasse” ha spiegato il direttore artistico. “Quando ha parlato ho ritenuto che fosse ingiusto fermare uno degli uomini più famosi d’Italia e del mondo, un signore gentile che ci ha regalato un sogno con la Nazionale. In quel momento non me la sono sentita di interromperlo. Siamo uomini di spettacolo. Seguo il regolamento ma non sono amministratore di condominio. Anzi sono rimasto colpito dal fatto che abbia accettato l’invito. Significa che il trio si è impegnato a fornire una performance che aumentasse gli ascolti, a differenza di altri artisti invece danno il minimo. Se è sfuggito qualcosa va perdonata, Lippi è un’icona”.<br />Questo se qualcuno avesse ancora dubbi sul fatto che Sanremo sia un evento televisivo e non musicale, una competizione di ascolti e non di ascolto.<br />Simona Orlando (Il Messaggero)</p>
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