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	<title>lombardia Archivi - NoReporter</title>
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	<title>lombardia Archivi - NoReporter</title>
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		<title>I bombardamenti di Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 05:32:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La &#8220;liberazione&#8221; venne dal cielo e mostrò il suo volto Agosto &#8216; 43, il cielo nero sopra Milano, il bombardamento raccontato da uno che c&#8217; era, di Andrea Damiano (Rosso e grigio, il Mulino). Milano fu bombardata quasi ininterrottamente dal 7 al 15 di quell&#8217;agosto. All&#8217;alba ero a Milano. Il cielo, che fuori era sereno [&#8230;]</p>
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	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/apre.jpg" /></p>
<p>
	La &ldquo;liberazione&rdquo; venne dal cielo e mostrò il suo volto</p>
<p><span id="more-7468"></span></p>
<p>
	Agosto &#8216; 43, il cielo nero sopra Milano, il bombardamento raccontato da uno che c&#8217; era, di Andrea Damiano (Rosso e grigio, il Mulino).<br />
	<em><strong>Milano fu bombardata quasi ininterrottamente dal 7 al 15 di quell&#8217;agosto.</strong></em></p>
<p>	All&#8217;alba ero a Milano. Il cielo, che fuori era sereno e in pace, sulla città era velato e fosco. Regnava un silenzio di morte, radi i passanti, e quei pochi agitati e frettolosi. In Carrobbio (ancora intatto, doveva essere distrutto la notte del sabato) scorgo a una finestra uno che in posa placida guardava il mattino: e quel particolare insignificante doveva acquistare per contrasto uno strano spicco rispetto a quello che mi aspettava piu&#8217; in la.Percorro via Torino, sono vicino al Duomo, la ardeva un intero caseggiato, e non si poteva passare. Tento una diversione per piazza San Sepolcro, ma un altro palazzo che brucia mi sbarra il cammino. Il fumo mozzava il fiato. Percorro una viuzza laterale all&#8217; Ambrosiana, sono in via Orefici, sbocco in piazza. Nel bel mattino gli incendi facevano corona al Duomo, spettrali, luccicanti, con una loro furia splendida. Non si vedeva quasi gente, fra quei roghi fumiganti la cattedrale appariva remota, i marmi avevano assunto un color livido di cadavere. Il fumo sempre più denso insaspriva, tra aliti ardenti che svampavano da ogni lato. I palazzi incendiati rosseggiavano con una magnificenza taciturna, colmi del fuoco che lingueggiava dai buchi neri delle finestre, dai portoni, oltre i tetti caduti, orrido e glorioso. Arrivo in piazza della Scala, Palazzo Marino, il Filodrammatici e la Scala bruciavano. Vidi gente che trasportava fuori oggetti, molti dei quali accatastava sull&#8217;aiuola del monumento a Leonardo da Vinci. Tre uomini si affannavano ad arrotolare un vasto tappeto. Nel cielo, tra il fumo, volavano colombi spauriti. Il sole luccicava sui selciati seminati di frammenti di vetro. La galleria era una voragine nera e sconvolta. Via Manzoni ardeva nel caldo mattino come una torcia. Veniva di la un calore infernale, ardevano palazzi gialli, dentro dei quali l&#8217; incendio aveva mugolii voraci, da fiera. Mi inoltro in quel corridoio di fuoco tenendomi nel mezzo, un fazzoletto bagnato contro la bocca. Qua e la erano accorsi pompieri con idranti e autopompe, ma quei loro solitari zampilli nel mare di fuoco apparivano incongrui, teorici. All&#8217; angolo di via Bigli un palazzo, sventrato da una bomba, aveva rovesciato le sue interiora nella via Manzoni, e per metà l&#8217; ostruiva. Tra monti di macerie arrivo agli archi di Porta Nuova, li passo. Ovunque devastazione. In via Principe Umberto l&#8217;effetto delle dirompenti era terrificante. Una bomba, caduta all&#8217; angolo della via Fatebenefratelli, aveva scoperchiato il Naviglio. In giro si apriva uno spettacolo indicibile di rovine; e nessuna voce umana; e quel sole sempre più velato e fosco nell&#8217; infittire del fumo.(&#8230;) Dall&#8217;alto della mia casa, miracolosamente intatta, vidi Milano nascosta da un&#8217; apocalittica chioma di fumi. E dal basso saliva un brusio vasto e diffuso, non i rumori soliti della città,con scampanellii di tram o cigolio di carri. Nulla(&#8230;). Scendo in istrada, ora si vedeva gente passare a gruppi come di corsa, i volti asciutti e bianchi. Una donna ne riconosce una vicino a me, le si avvicina, da in un suo pianto senza lacrime, più lagno di bestia che pianto umano; la voce antichissima della femmina nella calamità. Torcendosi le mani narra all&#8217; amica la rovina della sua casa, le tremava la bocca, era uno smaniare iroso e cantato, una litania in dialetto.(&#8230;) la mia casa era il mio orgoglio, el me marit el lavurava e serim cuntent, ora è soldato chissà dove, e quando tornerà non troverà più niente: piu nint, meij vess mort che cunsciat a inscii.</p>
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		<title>Partigiani al muro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 07:31:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nostalgie vandalistiche e giovin reazioni popolari Come vanno questi fatti di solito: dei giovinastri imbrattano targhe antifasciste più per ignoranza che per precise idee politiche e vengono rampognati inutilmente da qualche anziano. Com&#8217;è andata questa vicenda: degli anziani partigiani imbrattano una targa fascista e vengono rampognati inutilmente da alcuni giovani, &#8220;perché non si scrive sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/muro38.jpg" />Nostalgie vandalistiche e giovin reazioni popolari</p>
<p><span id="more-7451"></span></p>
<p>
	Come vanno questi fatti di solito: dei giovinastri imbrattano targhe antifasciste più per ignoranza che per precise idee politiche e vengono rampognati inutilmente da qualche anziano. Com&#8217;è andata questa vicenda: degli anziani partigiani imbrattano una targa fascista e vengono rampognati inutilmente da alcuni giovani, &#8220;perché non si scrive sui muri&#8221;. Siamo all&#8217;uomo che morde il cane, siamo a Grosio, in provincia di Sondrio, a suo tempo fu una delle capitali della Resistenza antifascista. Una frase di Mussolini fatta scrivere dal Regime e recentemente restaurata &#8211; come l&#8217;intero palazzo che la ospita &#8211; è stata imbrattata con la scritta &#8220;Vergogna&#8221;. Autori, due partigiani di 87 e 83 anni. Due ragazzi irresistibili che sono classe dirigente a tutti gli effetti: Giuseppe Cecini, 83 anni, è stato sindaco, Giuseppe Rinaldi, 87 anni, è il presidente provinciale dell&#8217;Anpi (&#8220;ma ora dovrò dimettermi: chi è indagato non può avere cariche nella associazione&#8221;).&#8221;Bisogna essere forti nel coraggio. Mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti&#8221;, dice la roboante frase mussoliniana restaurata nel 2005 con l&#8217;intero palazzo, che ospita uffici comunali e il parroco e che durante la Resistenza era sede delle Brigate Nere. I partigiani non l&#8217;hanno mai presa bene, ma né la minaccia di non presenziare più alle cerimonie ufficiali né tre incontri col sindaco di allora sono serviti. Mentre il primo cittadino attuale non ha ancora deciso il da farsi.Allora i due hanno agito in proprio, all&#8217;alba di qualche giorno fa: hanno appiccicato in cima a una canna da pesca un pennello e hanno scritto un bel &#8220;Vergogna&#8221; con grafia tremante (per l&#8217;età o per l&#8217;indignazione?), ma più che chiara. &#8220;La frase era stata cancellata il 25 luglio 1943, abbiamo festeggiato l&#8217;anniversario aggiungendo una parola&#8221;, dice uno dei due stagionati teppisti. Che &#8211; racconta il quotidiano La provincia di Sondrio &#8211; se la sono vista male: in piazza passavano giovani che avevano appena finito di far bisboccia e che hanno preso a calci l&#8217;auto dei partigiani accusandoli di inciviltà. Ma gente sopravvissuta a picchiatori e squadracce non si fa spaventare da qualche ragazzotto, e i due hanno risposto agli insulti con gli insulti. Oltretutto quel &#8220;Vergogna&#8221; non è stato un gesto impulsivo. Per dire, l&#8217;area è videosorvegliata, ma i writer se ne sono fregati, anzi hanno portato una telecamera per riprendersi e magari mostrare il filmato ai nipotini, quegli stessi nipotini a cui viene detto che non si scrive sui muri. Il Comune approva, senza dirlo troppo esplicitamente perché è pur sempre un reato per cui c&#8217;è stata una denuncia: &#8220;Siamo contro chi insozza i muri &#8211; dice l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Curti, che è anche presidente della sezione di Grosio dell&#8217;Anpi &#8211; ma è stata una chiara provocazione. Quella frase di Mussolini andava cancellata del tutto, non rifatta&#8221;.</p>
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		<title>Ed ho in mente te</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:26:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ed ogni mattina, ed ogni sera, ed ogni notte te Da un amore sbocciato a 16 anni può nascere una persecuzione lunga 24 anni? La risposta è sì e se non fosse stato per l&#8217;intervento della polizia, sarebbe durata anche di più. Un uomo di 43 anni, ex militare alla caserma Romagnoli, è stato denunciato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/equipe84.jpg" />ed ogni mattina, ed ogni sera, ed ogni notte te</p>
<p><span id="more-7387"></span></p>
<p>
	Da un amore sbocciato a 16 anni può nascere una persecuzione lunga 24 anni? La risposta è sì e se non fosse stato per l&#8217;intervento della polizia, sarebbe durata anche di più. Un uomo di 43 anni, ex militare alla caserma Romagnoli, è stato denunciato per stalking.<br />
	Tutto inizia il 13 giugno 1986, nel luna park di piazza Rabin. Lui ha 18 anni, è milanese ma sta svolgendo il militare di leva alla caserma Romagnoli. Lei invece ha 16 anni e abita in città. Si vedono, si conoscono e scoppia l&#8217;amore. La storia dura 4 anni, poi lei decide di troncare per un difetto del partner che proprio non riesce a digerire: il vizio di fumare marijuana. Gli anni passano, ma mentre per lei si tratta di un capitolo chiuso, lui non riesce a voltare pagina. Così anche dopo la fine della storia, continua a chiamare al telefono di casa, ad ogni ora del giorno e soprattutto della notte. Lei cambia vita, si sposa, diventa madre, lascia la casa natale. Ma lui non demorde. Continua a telefonare a casa dei genitori di lei e concentra le chiamate nelle ore notturne, da mezzanotte alle tre.<br />
	Domande assurde, tipo: &ldquo;Come si coltiva una gardenia?&rdquo;. O ancora richieste di consigli culinari. I genitori e il fratello della donna portano pazienza per 24 lunghi anni, poi la goccia che fa traboccare il vaso. Da un lato si moltiplicano i casi di omicidio maturati in un contesto di semplici molestie. Dall&#8217;altro le telefonate che continuano ad arrivare. Così il fratello della donna si presenta in questura e racconta tutto. Il caso viene preso in carico dalla divisione Anticrimine, coordinata dal funzionario Adriano Lauro. I tabulati telefonici individuano un numero ricorrente, prefisso 02: bingo. L&#8217;ex militare viene raggiunto nella sua abitazione di Milano, dove gli è stata notificata la denuncia per stalking.<br />
	Dalla questura giungono alcune raccomandazioni in caso di molestie telefoniche pressanti: innanzitutto avvisare sempre la polizia, annotare orari e giorni delle telefonate, registrare le conversazioni e cercare di cambiare percorsi e itinerari (ovviamente fino a che il problema non è risolto). </p>
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		<title>In fame book</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 00:55:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La confessione non è segreta Marchiavano il territorio con scritte in vernice spray, ma sono stati individuati dalla polizia locale di Uboldo (Varese) grazie a Facebook, il social network che usavano per scambiarsi messaggi e commentare le loro azioni. Protagonisti dell&#8217;episodio undici minorenni, denunciati, che da maggio avrebbero tappezzato gli edifici del paese con la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/fb117.jpg" />La confessione non è segreta</p>
<p><span id="more-7370"></span></p>
<p>
	Marchiavano il territorio con scritte in vernice spray, ma sono stati individuati dalla polizia locale di Uboldo (Varese) grazie a Facebook, il social network che usavano per scambiarsi messaggi e commentare le loro azioni. Protagonisti dell&#8217;episodio undici minorenni, denunciati, che da maggio avrebbero tappezzato gli edifici del paese con la scritta &#8216;Re Crew&#8217; e con le loro tag, le firme nel gergo dei writer. <br />
	Le immagini delle telecamere della videosorveglianza hanno permesso di dare un nome ad alcuni dei giovani ripresi mentre imbrattavano i muri. L&#8217;indagine si è spostata quindi su internet e, proprio attraverso Facebook, gli agenti sono riusciti a risalire agli altri membri del gruppo intercettando i messaggi che si scambiavano per darsi appuntamento o commentare le ultime imprese. <br />
	Scrivevano sulle proprie pagine, dove avevano pubblicato anche un video in cui presentavano i membri del gruppo, non sapendo di essere sorvegliati, e che le informazioni sarebbero servite alla polizia locale per identificarli e far partire la denuncia al Tribunale dei minorenni di Milano.</p>
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		<title>Dalmine pagò</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:13:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come &#8220;liberatori&#8221; e partigiani si vendicarono dell&#8217;azione creatrice Il 6 luglio 1944 gli stabilimenti siderurgici di Dalmine in provincia di Bergamo, furono colpiti da un attacco areo da parte delle forze alleate, che arrecò gravi danni alla fabbrica e provocò numerose vittime tra operai, impiegati e popolazione (278 morti, 800 feriti). Guardando le vecchie foto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/dalm1233.jpg" /><br />
	Come &ldquo;liberatori&rdquo; e partigiani si vendicarono dell&#8217;azione creatrice</p>
<p><span id="more-7346"></span></p>
<p>
	<br />
	Il 6 luglio 1944 gli stabilimenti siderurgici di Dalmine in provincia di Bergamo, furono colpiti da un attacco areo da parte delle forze alleate, che arrecò gravi danni alla fabbrica e provocò numerose vittime tra operai, impiegati e popolazione (278 morti, 800 feriti).<br />
	Guardando le vecchie foto ed ascoltando le testimonianze dell&#8217;epoca c&#8217;è ben da rendersi conto quale fu la tragedia morale e materiale dei dalminesi e quanto poi negl&#8217;anni a seguire l&#8217;episodo venne caricato di significati controversi, quasi giustificativi nei confronti dei &#8220;liberatori&#8221;(la fabbrica era un centro di produzione bellica).Ma sempre guardando le vecchie foto, che riportano immagini del dopo bombardamento, mi sono accorto di un monumento antistante all&#8217;ingresso della <br />
	fabbrica, un grosso parallelepipedo di marmo, un lastrone diciamo, che riportava alcuni passi di un discorso di Mussolini, lastrone che ora non esiste più e che pensavo andato distrutto proprio ad opera delle bombe inglesi. Ho cercato notizie, vedendo dalle foto essere ancora in piedi dopo l&#8217;attacco, e ho scoperto che invece era stato distrutto all&#8217;indomani del 25 aprile, per opera dei realizzatori del nuovo corso dell&#8217;italia democratica e naturalmente antifascista.<br />
	Il discorso riportato  pensavo fosse  uno dei  discorsi del ventennio,che so &#8220;la fondazione dell&#8217;Impero&#8221; o qualche altro del genere; ma quelle parole nel marmo riguardavano invece un intervento che Mussolini fece  il 20 marzo del 1919 quando il futuro Duce raggiunse Dalmine dalla vicina Milano, attratto dalla vicenda di uno sciopero e occupazione da parte delle maestranze della fabbrica, finito in un paio di giorni con lo sgombero messo in atto dai regi carabinieri, degli  occupanti. <br />
	Il partrocinio di quell&#8217;azione sindacale era dell&#8217; Usi, un sindacato che aveva fatto proprie posizioni nazionaliste ma che aveva origini anarco-rivoluzionarie, e che vedeva nelle rivendicazioni degl&#8217;operai dalminesi la possibilità di battere la concorrenza  dei sindacati rossi (Cgl) non ancora radicati in quella zona. Mussolini valutò interessante quell&#8217;azione; dal punto di vista tattico vedeva in quello sciopero la stessa potenzialità di un azione popolare in grado di essere autonoma dalle forze del  socialismo e di creare al tempo nuovi metodi e nuovi soggetti rivoluzionari:&#8221;Voi vi siete messi sul terreno della classe ma non avete dimenticata la Nazione&#8221; diceva in un passo del discorso. Il fatto che a Dalmine i lavoratori si fossero impadroniti dello stabilimento senza portare danno ai macchinari, proseguendo la produzione, esponendo il Tricolore sintetizzava in una singola iniziativa la possibilita di riunire &#8220;Rivoluzione e Nazione&#8221;. Si concretizzava così la possibilità di realizzare una terza  via, alternativa al socialismo e al liberismo, ovvero la produzione controllata dal basso ma non nel nome di un interesse di classe. Due giorni dopo Mussolini a Milano in piazza S.Sepolcro avrebbe fondato i Fasci di combattimento.<br />
	Quella &#8220;azione creatrice&#8221; o sciopero creativo come venne definito, fu ricordato su quella lastra di marmo di Dalmine, piccolo prologo, significativo, della nascita del Fascismo; lastra andata persa dall&#8217;azione distruttice dei fondatori della futura  democrazia, paradigma questo degl&#8217;anni che dovevano seguire.</p>
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		<title>Balotelli andrà in nazionale</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:51:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altrimenti perché mai Moratti vorrebbe venderlo? Milito resta, Maicon probabilmente partirà, Balotelli è in vendita. Da Marina di Pietrasanta, dove si è recato per un dibattito, Massimo Moratti si apre a 360 gradi preannunciando le prossime strategie del mercato nerazzurro. &#8220;Per la conferma di Milito ormai non ci sono più problemi&#8221;, dice il presidente nerazzurro. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/moratelli.jpg" /><br />
	 Altrimenti perché mai Moratti vorrebbe venderlo?</p>
<p><span id="more-7342"></span></p>
<p>
	<br />
	Milito resta, Maicon probabilmente partirà, Balotelli è in vendita. Da Marina di Pietrasanta, dove si è recato per un dibattito, Massimo Moratti si apre a 360 gradi preannunciando le prossime strategie del mercato nerazzurro. &#8220;Per la conferma di Milito ormai non ci sono più problemi&#8221;, dice il presidente nerazzurro. &#8220;Per Maicon, invece, sì. C&#8217;è un offerta importante (il Real, ndr) ma devo dire che se dovesse partire a me dispiacerebbe molto. E&#8217; un giocatore fortissimo nel suo ruolo e lo terrei volentieri&#8221;. Come dire che, purtroppo, ormai il giocatore ha preso la decisione di andarsene. <br />
	BALOTELLI? ASCOLTIAMO TUTTI &#8211; Infine su Balotelli Moratti è piuttosto nebuloso: &#8220;Per Balotelli vale lo stesso discorso che si può fare per qualsiasi altro giocatore. Noi non abbandoniamo alcun tipo di offerta e non attacchiamo il telefono in faccia a nessuno&#8221;. <br />
	<strong><em>Balotelli in nazionale dunque? Moratti non vuol farsi trovare impreparato, non sia mai che un interista possa finire in azzurro!</em></strong></p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>
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		<title>E per tetto un cielo di stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:45:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove frontiere della globalizzazione Un dormitorio a cielo aperto di cinesi è stato scoperto nella notte dagli agenti della Polizia Locale in piazza dei Volontari, nei pressi dell&#8217;Arco della Pace. In venti sono stati sorpresi a bivaccare in sacchi a pelo e sono stati identificati e allontanati. &#8220;I sogggetti -spiega il vicesindaco di Milano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/clochard57.jpg" />Le nuove frontiere della globalizzazione</p>
<p><span id="more-7341"></span></p>
<p>
	<br />
	Un dormitorio a cielo aperto di cinesi è stato scoperto nella notte dagli agenti della Polizia Locale in piazza dei Volontari, nei pressi dell&#8217;Arco della Pace. In venti sono stati sorpresi a bivaccare in sacchi a pelo e sono stati identificati e allontanati.<br />
	&#8220;I sogggetti -spiega il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato- sono però risultati tutti regolari. Una situazione anomala. Chi ha il permesso di soggiorno ha casa e lavoro e non sta all&#8217;addiaccio. Una vicenda che merita ulteriori indagini da parte della magistratura. Perché a Sarpi ora i vigili non trovano che &#8216;regolari'&#8221;. <br />
	&#8221;Solo una settimana fa &#8211; spiega De Corato -la Polizia Locale ha scoperto in via Morazzone un appartamento dormitorio di 80 mq con 14 posti letto, materassi buttati a terra tra pessime condizioni igienico sanitarie e fili elettrici scoperti. Ma anche li&#8217;, con nostra sorpresa, i 4 occupanti trovati nell&#8217;alloggio sono risultati regolari. E anche a seguito di controlli serrati nel quartiere troviamo solo cinesi che viaggiano con in tasca tessera sanitaria, dei mezzi pubblici e il permesso del soggiorno&#8221;.</p>
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		<title>Vincere!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pennacchi vince lo Strega con un romanzo sulle bonifiche del Duce ROMA &#8211; Finale al cardiopalma per la 64/ma edizione del Premio Strega, vinta da Antonio Pennacchi con il suo &#8216;Canale Mussolini&#8217; (Mondadori) che ha avuto 133 voti, quattro in piu&#8217; di Silvia Avallone, autrice di &#8216;Acciaio&#8217; (Rizzoli) che ne ha ottenuti 129. Durante tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" class=" size-full wp-image-7330" alt="alt" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2010/07/pennacchi_strega.jpg" width="210" height="148" /></p>
<p>
	Pennacchi vince lo Strega con un romanzo sulle bonifiche del Duce</p>
<p><span id="more-7331"></span></p>
<p>
	ROMA &#8211; Finale al cardiopalma per la 64/ma edizione del Premio Strega, vinta da Antonio Pennacchi con il suo &#8216;Canale Mussolini&#8217; (Mondadori) che ha avuto 133 voti, quattro in piu&#8217; di Silvia Avallone, autrice di &#8216;Acciaio&#8217; (Rizzoli) che ne ha ottenuti 129.</p>
<p>
	Durante tutto lo spoglio l&#8217;esordiente Avallone e Pennacchi sono stati a pari merito o si sono superati in un continuo testa a testa di un voto. Con la vittoria di Pennacchi, 60 anni di Latina, per il quarto anno consecutivo il gruppo Mondadori si aggiudica lo Strega, dopo quello a Niccolo&#8217; Ammaniti nel 2007, Paolo Giordano nel 2008 e Tiziano Scarpa nel 2009. Si confermano cosi&#8217; le previsioni della vigilia in cui si facevano sempre piu&#8217; insistenti le voci che continuavano a dire che invece di &#8216;Strega&#8217; il piu&#8217; importante premio letterario italiano si potrebbe chiamare &#8216;Mondadori&#8217;. Un a vittoria insomma destinata a far crescere le polemiche e che fino all&#8217;ultimo voto il grande gruppo di sostenitori della Avallone ha sperato potesse andare alla Rizzoli. Paolo Sorrentino, come volevano i pronostici, con &#8216;Hanno tutti regione&#8217; (Feltrinelli) si e&#8217; fermato a 59 voti, Matteo Nucci con &#8216;Sono comuni le cose degli amici&#8217; (Ponte alle Grazie) a 39 e Lorenzo Pavolini con &#8216;Accanto alla tigre&#8217; (Fandango) a 32. C&#8217;e&#8217; anche chi ha sperato che i 30 voti introdotti quest&#8217;anno dei Lettori forti scelti dalle librerie italiane di tutta Italia potessero cambiare i pronostici. Al di la&#8217; delle polemiche, Pennacchi si e&#8217; goduto la sua vittoria salendo sul palco della giuria, presieduta da Tiziano Scarpa, vincitore della precedente edizione dello Strega, e ha dedicato il premio a suo &#8221;fratello Gianni&#8221;, giornalista morto recentemente a cui e&#8217; dedicato il libro e alla sua &#8221;nipotina che sta per arrivare&#8221;. Pennacchi ha poi parlato avvicinandosi alla bottiglia dello Strega dei testi degli altri finalisti in cinquina definendoli &#8221;quattro bei libri. E in bocca al lupo ai piu&#8217; giovani&#8221;. L&#8217;esordiente Silvia Avallone, 25 anni, che con &#8216;Acciaio&#8217; ha gia&#8217; venduto 100.000 copie, ha seguito serena tutta la serata mano nella mano con il suo fidanzato, con cui si sta per sposare. La serata, calda e affollatissima, ha raggiunto il massimo della tensione nel momento dello spoglio degli ultimi 30 voti arrivati per fax e telegrammi accompagnati da boati e applausi che hanno visto superarsi quasi fino all&#8217;ultimo Pennacchi e Avallone. I votanti sono stati 396 sui circa 400 Amici della Domenica che compongono la giuria del premio ai quali vanno aggiunti i 30 Lettori forti.</p>
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		<title>Amici del Vento</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 06:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Note]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pronta l&#8217;Opera Omnia AMICI DEL VENTO &#8211; OPERA OMNIA Tutte le canzoni realizzate, in oltre 25 anni, dal più classico gruppo di Musica Alternativa: gli AMICI DEL VENTO &#8211; raccolte in un solo CD 43 brani, nella loro migliore versione, riprodotti in formato mp3, facili da ascoltare non più solo a casa o in autoradio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/copertinaamicivento.jpg" /><br />
	Pronta l&#8217;Opera Omnia</p>
<p><span id="more-7289"></span></p>
<p>
	<br />
	AMICI DEL VENTO &#8211; OPERA OMNIA<br />
	Tutte le canzoni realizzate, in oltre 25 anni, dal più classico gruppo di Musica Alternativa: gli AMICI DEL VENTO &#8211; raccolte in un solo CD <br />
	43 brani, nella loro migliore versione, riprodotti in formato mp3, facili da ascoltare non più solo a casa o in autoradio (con apparecchi di nuova generazione), ma anche su computer o sugli ormai diffusissimi lettori mp3 portatili.<br />
	Il CD contiene anche un file con tutti i testi commentati delle canzoni <br />
	Disponibile a  10 euro sul sito www.lorien.it<br />
	Oppure presso le  librerie d&#8217;area<br />
	Attualmente già presente a:<br />
	&#8211; Spazio Ritter, via Maiocchi 28 &#8211; Milano<br />
	&#8211; Ferlandia. via Roma 100 &#8211; Predappio<br />
	&#8211; Raido, via Sciré 21 &#8211; Roma</p>
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		<title>Polaris, pronta la due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:12:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Strade d&#8217;Europa esce dalla tipografia a Milano   In uscita oggi dalla tipografia milanese Aga, il numero 2 della rivsita Polaris dell&#8217;omonimo centro studi. &#8220;Strade d&#8217;Europa&#8221; è il titolo dell&#8217;edizione, che coprirà l&#8217;estate 2010.     Le solite 144 pagine per cinque sezioni (Economia &#038; Finanza, Diritto, Riflessioni, Antropologia sociale, Relazioni internazionali), 27 autori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/polaris2.jpg" /></p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Strade d&#8217;Europa esce dalla tipografia a Milano</p>
<p><span id="more-7285"></span></p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	In uscita oggi dalla tipografia milanese Aga, il numero 2 della rivsita Polaris dell&#8217;omonimo centro studi. &ldquo;Strade d&#8217;Europa&rdquo; è il titolo dell&#8217;edizione, che coprirà l&#8217;estate 2010.</p>
<p>
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	 </p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Le solite 144 pagine per cinque sezioni (Economia &#038; Finanza, Diritto, Riflessioni, Antropologia sociale, Relazioni internazionali), 27 autori coordinati dal caporedattore Gabriele Adinolfi.</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Direttore responsabile Angelo Attilio Leone.</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	ABBONAMENTI:</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	4 numeri per 40 euro, spedizioni comprese. O, abbonamento di sostegno, cifra libera a partire dai 50 euro.</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Versabili sul conto corrente postale 02560008</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	CENTRO STUDI POLARIS</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	IBAN: IT13W0760114600000002560008</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	A versamento effettuato inviare mail con indirizzo preciso e ricevuta di pagamento effettuato a: redazione@centrostudipolaris.org</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Abbonamenti online saranno inoltre effettuabili dall&#8217;indirizzo <span class="MsoHyperlink">www.centrostudipolaris.org</span> e da un link che immetteremo su noreporter.</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	ORDINAZIONI:</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	La copia singola 11 euro e 50, spedizione compresa.</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	ORDINAZIONI DI GRUPPO e/o CONTO VENDITA</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	contattare redazione@centrostudipolaris.org</p>
<p class="MsoNormal" style="style">
	Intanto la redazione sta lavorando al terzo numero.</p>
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