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	<title>lucania Archivi - NoReporter</title>
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	<title>lucania Archivi - NoReporter</title>
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		<title>Rossi di che?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla berlina i comunisti che osano riqualificare un parco per bambini insieme ai fascisti L&#8217;insolito matrimonio tra i giovani comunisti (ehm&#8230;ehm&#8230;) ed i neofascisti ha ad oggetto la riqualificazione di un parco. Stando alle cronache locali sarebbero stati: &#8220;due giorni di lavoro nel corso dei quali i ragazzi, impegnati nei lavori, hanno effettuato lo sfalcio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/vergogna10.jpg" /><br />
	Alla berlina i comunisti che osano riqualificare un parco per bambini insieme ai fascisti</p>
<p><span id="more-7186"></span></p>
<p>
	<br />
	L&rsquo;insolito matrimonio tra i giovani comunisti (ehm&hellip;ehm&hellip;) ed i neofascisti ha ad oggetto la riqualificazione di un parco. Stando alle cronache locali sarebbero stati: &ldquo;due giorni di lavoro nel corso dei quali i ragazzi, impegnati nei lavori, hanno effettuato lo sfalcio dell&rsquo;erba, rimosso i rifiuti presenti e risistemato le mattonelle divelte. Ora però, sottolineano i promotori dell&rsquo;iniziativa, spetta all&rsquo;amministrazione comunale finire l&rsquo;opera, realizzando una pulizia radicale&rdquo;. Dopo Sansonetti e gli &ldquo;Altri&rdquo; anche i giovani della Fgci&hellip;Possibile che sia tanto difficile capire che di fronte ad una campagna che mira a far accreditare le forze neofasciste come forze democratiche, rispettose delle diversità e perché no, utili alla collettività, ogni aiuto, anche il più stupido &ndash; ci dispiace per i bambini del parco di Matera &ndash; è utile a questo obiettivo? A maggior ragione se l&rsquo;aiuto viene proprio da quelle forze che più di tutte dovrebbero mantenere salda una forte connotazione antifascista. Non aggiungiamo altro, sarebbe troppo facile infierire. Certo è che in certa sinistra di rosso c&rsquo;è rimasta solo la vergogna&hellip;<br />
	<strong><em>Pienamente d&#8217;accordo. Il problema è che, come solitamente accade, questo vale innanzitutto per chi lo dice.</em></strong></p>
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		<title>Non abbiamo inventato niente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia&sorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche i palazzi fai da te l&#8217;idearono gli antichi   Una reggia del VI secolo avanti Cristo assemblata come un mobile dell&#8217;Ikea. E&#8217; la scoperta fatta a Torre Satriano, alle porte di Potenza, dove gli archeologi, -secondo quanto riporta la rivista &#8216;Storica&#8217; National Geographic &#8211; hanno riportato alla luce un edificio sfarzoso, dotato di un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/torresatriano.jpg" /><br />
	Anche i palazzi fai da te l&#8217;idearono gli antichi</p>
<p><span id="more-7021"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	<br />
	Una reggia del VI secolo avanti Cristo assemblata come un mobile dell&#8217;Ikea. E&#8217; la scoperta fatta a Torre Satriano, alle porte di Potenza, dove gli archeologi, -secondo quanto riporta la rivista &#8216;Storica&#8217; National Geographic &#8211; hanno riportato alla luce un edificio sfarzoso, dotato di un tetto a falde i cui pezzi sono quasi tutti segnati con iscrizioni che rimandano ad istruzioni per il montaggio. Si tratta di un edifico &#8220;simile ad un tempio&#8221;, anticipano dal periodico, con un corpo centrale sormontato dal tetto a due falde con decorazioni rosse e nere, e un volume laterale con un porticato che valorizzava l&#8217;ingresso della lussuosa costruzione. Il tetto consentiva il defluire delle acque piovane attraverso dei pannelli di abbellimento, chiamati &#8216;sime&#8217;, provvisti di gocciolatoi.<br />
	&#8220;Tutte le sime &#8211; spiega a Storica Massimo Osanna, direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell&#8217;Università della Basilicata e del progetto di scavo a Torre Satriano &#8211; e alcune lastre di fregio presentavano iscrizioni relative al sistema di montaggio del tetto. Sono stati recuperati finora un centinaio di frammenti iscritti, dove si legge un numero ordinale al maschile sulle sime e uno al femminile sul fregio&#8221;. Una sorta di libretto di istruzioni che identificava ogni componente con una sigla e, per facilitarne l&#8217;ordine di assemblaggio, definiva gli elementi maschio o femmina, pratica ancora in uso ai giorni nostri. &#8220;Le caratteristiche di queste iscrizioni indicano un orizzonte temporale del VI secolo a.C., omogeneo con quanto ricostruibile anche con gli altri elementi del decoro architettonico&#8221;, spiega Osanna.<br />
	Non solo: i decori del tetto della reggia di Torre Satriano sono molto simili alle tracce frammentarie del decoro di un&#8217;altra abitazione ritrovata a Braida di Vaglio, una località poco distante. &#8220;La similitudine nell&#8217;impiego di questi decori è tale da farci immaginare la stessa origine, se non addirittura lo stesso stampo&#8221;. La zona dei ritrovamenti era a ridosso delle colonie costiere della Magna Grecia e a quell&#8217;epoca i signori locali si adeguavano ai gusti di origine greca, facendone uno status symbol: ciò potrebbe quindi giustificare una produzione &#8216;seriale&#8217;.<br />
	 </p>
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		<title>Il mito del Che visto dagli opposti</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 07:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le gesta del rivoluzionario Guevara analizzate da Adinolfi e Tassinari Uno scontro ideologico che ha visto schierati due poli estremi del pensiero politico nazionale, un comunista di vecchio stampo con un passato nell&#8217;Autonomia come lo storico Ugo Maria Tassinari e un fascista puro sangue come Gabriele Adinolfi cofondatore di Terza Posizione. Due intellettuali che prendendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/checp.jpg" /><br />
	Le gesta del rivoluzionario Guevara analizzate da Adinolfi e Tassinari</p>
<p><span id="more-6950"></span></p>
<p>
	<br />
	Uno scontro ideologico che ha visto schierati due poli estremi del pensiero politico nazionale, un comunista di vecchio stampo con un passato nell&rsquo;Autonomia come lo storico Ugo Maria Tassinari e un fascista puro sangue come Gabriele Adinolfi cofondatore di Terza Posizione. Due intellettuali che prendendo come punto di partenza la vita, le gesta di un personaggio &ldquo;mitico&rdquo; come Ernesto Che Guevara sono arrivati fino all&rsquo;attualità. Tutto questo nel corso di un dibattito aperto in cui le regole della comunicazione istituzionale sono state stravolte per lasciare il posto agli interrogativi di quanti volevano comprendere le ragioni di una provocazione voluta da Casapound Italia nella sala conferenze della Mediateca Provinciale di Matera, e che ha preso come spunto una figura che è il simbolo degli ideali di libertà e dei principi di rivoluzione della sinistra. E chiaramente le contestazioni non sono mancate soprattutto quando un gruppo di giovani si sono appellati all&rsquo;antifascismo per contestare la presenza di Csp accusata di volersi impossessare di una figura distante dalla propria visione politica. Accusa a cui ha subito dato pronta risposta Tassinari affermando che ?le discussioni sulla negazione del fascismo oggi non fanno presa. Non possiamo infatti negare che il Paese è nelle mani di Berlusconi e i risultati elettorali hanno dimostrato che oggi l&rsquo;Italia si riconosce nella destra?. Digressioni a parte, la discussione ha poi preso una diversa piega vertendo questa volta sul tema scelto. &ldquo;Che Guevara &ndash; spiega Adinolfi &#8211; è un personaggio epico, romantico di cui ammiro la figura esistenziale, la sua forte coscienza critica, la capacità di fare autocritica mettendosi sempre in discussione, in più ricalca il mito della rivoluzione permanente, che deve partire da dentro con tutti i sacrifici che essa comporta. Tuttavia &ndash; aggiunge &#8211; quando si parla di Che Guevara si deve sempre tenere in considerazione il periodo storico in cui la rivoluzione si è consumata, e dunque un quadro geopolitico profondamente mutato che rende impossibile qualsiasi attualizzazione degli ideali di Che Guevara. Il parallelismo non è fattibile&rdquo;. Anche perché sottolinea Tassinari &ldquo;il Che rappresenta il mito di chi vuole credere in un altro mondo. Pochi anni fa in America ha vinto le elezioni Obama rompendo gli schemi con la tradizione. Ma nonostante tutto non è riuscito a fermare il potere delle banche, in pratica non è riuscito a imporre le ragioni di un riformismo moderato&rdquo;. Insomma i tempi sono mutati, il quadro politico è profondamente cambiato e con esso idee e ideali. Forse bisognerebbe guardarsi dal potere della Lega o forse semplicemente riflettere sul passato con uno sguardo al futuro dimostrando quell&rsquo;apertura mentale costruttiva che chissà permetterà alle giovani leve di costruire un mondo &ldquo;altro&rdquo;, diverso.</p>
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		<title>L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 09:53:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Che amato da destra e sinistra   Ernesto Che Guevara era e rimane comunista. Anche dopo la conferenza che Casapound Italia ha dedicato, a Matera, presso la Mediateca Provinciale, alla  figura del comandante argentino. È tuttavia venuto il momento, a vent&#8217;anni dalla caduta del muro di Berlino, come  ha sottolineato  il saggista di estrazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/aprendimosmtsm.jpg" /><br />
	Il Che amato da destra e sinistra</p>
<p><span id="more-6933"></span></p>
<p>
	 </p>
<p>
	Ernesto Che Guevara era e rimane comunista. Anche dopo <br />
	la conferenza che Casapound Italia ha dedicato, a Matera, <br />
	presso la Mediateca Provinciale, alla  figura del comandante <br />
	argentino. <br />
	È tuttavia venuto il momento, a vent&rsquo;anni dalla caduta del muro <br />
	di Berlino, come  ha sottolineato  il saggista di estrazione comunista, <br />
	Ugo Maria Tassinari di superare le categorie del secolo breve. <br />
	La figura di Che Guevara va riletta e reinserita, ha detto ancora <br />
	Tassinari, in un contesto geopolitico  che vede oggi gran parte dei paesi dell&rsquo;America Latina <br />
	retti  da governi di sinistra e la politica di influenza  <br />
	statunitense, nell&rsquo;area, fortemente cambiata. Gli anni 60, del resto, furono <br />
	quelli della de stalinizzazione e in quello scenario di incipiente disgelo il <br />
	Che finì con l&rsquo;incarnare il mito della rivoluzione permanente. <br />
	Ha destato certo qualche rumore la conferenza di ieri: qualcuno ha parlato <br />
	di appropriazione indebita della  figura del mitico rivoluzionario. Gli stessi <br />
	dissapori che hanno accompagnato l&rsquo;uscita del libro di Mario La Ferla, <br />
	&ldquo;L&rsquo;altro Che&rdquo;, che si azzarda a dire e a dimostrare che Ernesto Guevara è <br />
	stato amato, con grande e sincera  passione, anche dalla destra estrema <br />
	italiana e francese. Che cosa rimane oggi del mito e del personaggio? <br />
	Lo abbiamo chiesto a Gabriele Adinolfi, fondatore del centro studi Polaris, <br />
	a margine dell&rsquo;incontro.</p>
<p>
	Il servizio, breve, dopo quasi quaranta secondi di pubblicità:<br />
	<a href="http://www.trmtv.it/home/attualita/2010_04_02/7955.html">http://www.trmtv.it/home/attualita/2010_04_02/7955.html</a><br />
	 </p>
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		<title>Casa Pound Che combina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 09:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alterview]]></category>
		<category><![CDATA[lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 1 aprile a Matera non era un pesce Sala gremita nella mediateca provinciale di Matera, nonostante o forse grazie alle polemiche dei giorni scorsi, per il dibattito sulla figura di Che Guevara tenuto ieri sera dallo scrittore e giornalista con un passato nell&#8217;Autonomia Ugo Maria Tassinari, e da Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img decoding="async" alt="alt" src="https://noreporter.org/images/stories/cpi1510.jpg" />Il 1 aprile a Matera non era un pesce</p>
<p><span id="more-6932"></span></p>
<p>
	<br />
	Sala gremita nella mediateca provinciale di Matera, nonostante o forse grazie alle polemiche dei giorni scorsi, per il dibattito sulla figura di Che Guevara tenuto ieri sera dallo scrittore e giornalista con un passato nell&#8217;Autonomia Ugo Maria Tassinari, e da Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione e oggi anima del Centro studi Polaris e dell&#8217;omonima rivista.</p>
<p>
	&ldquo;Una conferenza aperta che partendo dalla figura di Guevara si è spinta fino all&#8217;attualità &ndash; spiega Pietro Onorati, responsabile cultura di CasaPound Italia Basilicata, l&#8217;associazione che ha promosso l&#8217;incontro &#8211; La figura del Che è stata ricordata e onorata per ciò che era smentendo chi nei giorni scorsi ha affermato che volevamo impossessarci di una figura distante dalla nostra idea. Molto interessanti alcuni spunti venuti dai giornalisti e dagli ospiti presenti in sala in particolare quello dell&#8217;ex sindaco Nicola Buccico che ha accettato volentieri di confrontarsi con Adinolfi e Tassinari&rdquo;.</p>
<p>
	Il dibattito si è acceso quando alcuni ragazzi sono intervenuti appellandosi all&#8217;antifascismo per contestare la presenza di CasaPound. &ldquo;È stato un momento importante della conferenza &ndash; spiega Stefano Dubla &ndash; nel quale abbiamo assistito a un dibattito acceso, vivace ma con toni mai sopra le righe. La presenza di quei ragazzi dimostra una voglia di confrontarsi che non può che far piacere e che ci troverà sempre disponibili&rdquo;.</p>
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		<title>I carcerati dimenticati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 07:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Chi pensa a loro all&#8217;estero?      Da oggi, su iniziativa dei Radicali, iniziano le visite alle carceri Italiane per il Ferragosto da parte di Parlamentari di tutti gli schieramenti, per porre l’attenzione sul problema cerceri nel nostro paese, sovraffollamento, Diritti Umani, condizioni di vita giornaliera e i tantissimi suicidi verificatosi, ma anche la mancanza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-5021" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/08/angelofalcone158.jpg" width="118" height="89" /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" /><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Chi pensa a loro all&#8217;estero?</span><span style="color: #000000;" /></p>
<p><span id="more-5022"></span></p>
<p></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #000000;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="font-size: 12pt; color: #000000; font-family: Arial, sans-serif;">     Da oggi, su iniziativa dei Radicali, iniziano le visite alle carceri Italiane per il Ferragosto da parte di Parlamentari di tutti gli schieramenti, per porre l’attenzione sul problema cerceri nel nostro paese, sovraffollamento, Diritti Umani, condizioni di vita giornaliera e i tantissimi suicidi verificatosi, ma anche la mancanza di agenti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;">Iniziativa lodevole e degna di ogni attenzione, a tale riguardo chiedo: a quando una iniziativa del genere che riguarda gli Italiani detenuti nel mondo? A quando vedere i Parlamentari Italiani seguire l’Esempio dell’On. Zamparutti già in visita in India agli Italiani là reclusi?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;">Giovanni Falcone, padre di Angelo detenuto in India. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="it-IT"><a href="http://giovannifalcone.blogspot.com">http://giovannifalcone.blogspot.com</a></span></span></span></span></span></p>
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		<title>Fini e Napolitano: per gli italiani ci siete?</title>
		<link>https://noreporter.org/fini-e-napolitano-per-gli-italiani-ci-siete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 07:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Che il Parlamento affronti il problema sociale nazionale dei nostri detenuti all&#8217;estero. Giovanni Falcone papà di Angelo detenuto in India http://giovannifalcone.blogspot.com Ieri sono stato contattato telefonicamente dall&#8217;On. Zamparutti Elisabetta, (Radicale eletta nel PD Basilicata) che tanto ha fatto e sta facendo, la quale mi informava che il Ministro Esteri Franco Frattini, col quale ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://noreporter.org/fini-e-napolitano-per-gli-italiani-ci-siete/">Fini e Napolitano: per gli italiani ci siete?</a> proviene da <a href="https://noreporter.org">NoReporter</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-4455" src="https://noreporter.org/wp-content/uploads/2009/06/falcone.jpg" width="118" height="79" /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" /><span style="font-family: Arial, sans-serif;" />Che il Parlamento affronti il problema sociale nazionale dei nostri detenuti all&#8217;estero.</p>
<p><span id="more-4456"></span></p>
<p></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Giovanni Falcone papà di Angelo detenuto in India http://giovannifalcone.blogspot.com </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ieri sono stato contattato telefonicamente dall&#8217;On. Zamparutti Elisabetta, (Radicale eletta nel PD Basilicata) che tanto ha fatto e sta facendo, la quale mi informava che il Ministro Esteri Franco Frattini, col quale ha parlato nella mattina alla Camera, Le riferiva della impossibilità di riceverci dato i tanti impegni Nazionali e Internazionali. Lo stesso però ha dato disposizioni a che il nostro l&#8217;Ambasciatore a Delhi facesse i passi opportuni al riguardo del problema dei contatti telefonici con Angelo negatoci e che a breve Lui personalmente si sarebbe occupato della questione nei modi dovuti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Voglio ringraziare il Ministro Frattini, l&#8217;On. Zamparutti, l&#8217;Ambasciatore Italiano a Delhi con il Console e tutti i Funzionari per quanto fin qui fatto per la storia di Angelo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Però voglio comunicare che dopo attenta valutazione ho deciso di andare avanti con lo sciopero della fame e tutto quanto già comunicato in precedenza nella lettera inviata al signor Presidente della Repubblica per informarlo del mio sciopero della fame.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Questo fino a quando non sarò chiamato a rappresentare nelle Sedi opportune tutta la problematica di Angelo e più in generale degli Italiani detenuti all&#8217;estero. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Che il Parlamento finalmente affronti questo problema Sociale Nazionale che affligge centinaia di detenuti e loro famiglie in Italia con tutti i problemi che questo si porta inevitabilmente dietro.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Chiedo che il Signor Presidente della Repubblica mi riceva per offrirmi la possibilità di poterGli illustrare la vicenda di Angelo e di tutti gli altri detenuti all&#8217;estero privi da sempre delle Garanzie previste.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;">Rotondella, 18.6.2009</span></span></span></p>
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