Home Storia&sorte 45 anni di disinformazione

45 anni di disinformazione

0


L’Italicus

Il 4 agosto 1974 un ordigno in prima classe dell’Espresso Italicus, proveniente da Roma Tiburtina e diretto a Monaco di Baviera, causava 12 morti e 48 feriti. “Strage fascista” per i media e per la politica. Eppure Aldo Moro era stato salvato in extremis dal dirigente di Polizia Emilio Santillo che gli aveva imposto di non salire su quel treno perché Giorgio Almirante aveva informato la Questura di quanto un bidello della facoltà di Fisica alla Sapienza, Sgrò, aveva orecchiato nel collettivo della facoltà. Si preparava un attentato su un treno che sarebbe partito dalla Tiburtina. In realtà Sgrò ebbe paura di raccontare le cose come stavano. Le aveva origliate sì, ma non all’università, bensì nel suo palazzo. Aveva un coinquilino legato alle cellule ultracomuniste dello spettacolo che organizzavano addestramenti per guerriglieri a Praga. Perfino la telefonata di una collaboratrice dei servizi segreti italiani che già era stata in contatto con gli organizzatori di un attentato ad Atene, i futuri capi di Hypérion, telefonata in cui annunciava a qualcuno che la bomba era sul treno, venne derubricata come “mitomania”. Un suicidio eccellente e un omicidio, quello di Alceste Campanile, che l’ambiguo Paolo Bellini confesserà (e non pagherà in quanto collaboratore di giustizia. E altro…) ma ricostrunedolo in modo completamente errato, completano il quadro di una strage sulla quale – come avrete notato – si fischietta in modo sorprendente.

Nessun commento

Exit mobile version