mercoledì 18 Febbraio 2026

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altSabotaggi e omicidi


•    Il Ministero dell’Interno Siriano ha fatto sapere, in un comunicato diffuso ieri, che le autorità competenti sono state impegnate negli ultimi tre giorni in un’importante operazione nelle zone di Duma, Harasta, Saqba, Hammourieh e Kfar Batna, nei pressi di Damasco, durante la quale è stata data la caccia ai membri dei gruppi terroristici armati che hanno commesso i peggiori crimini di omicidio e rapimento contro i cittadini, piazzando inoltre mine e facendole esplodere lungo le vie pubbliche, terrorizzando le persone, soprattutto bambini e donne, e assaltando le proprietà pubbliche e private e le infrastrutture, come la rete elettrica e di comunicazione.
Il Ministero ha inoltre aggiunto che, in seguito allo scontro con tali gruppi, forniti dei più recenti modelli di armi, comprese quelle americane e israeliane, le autorità sono riuscite ad eliminare molti dei terroristi mentre altri sono stati arrestati. Sono stati inoltre scoperti dei nascondigli segreti e seminterrati utilizzati dai gruppi armati per fabbricare ordigni omicidi e terroristi e tenere prigionieri i civili rapiti, oltre a fungere da nascondiglio per grandi quantità di armi ed esplosivi. L’azione è ancora in corso per trovare gli altri appartenenti a questi gruppi.
Il Ministero ha affermato che tale operazione rientra fra i doveri dello Stato di imporre l’ordine ed eliminare il caos che questi gruppi hanno diffuso nella regione, soprattutto in seguito ai ripetuti appelli arrivati da cittadini, artigiani, imprenditori e proprietari di fabbriche della periferia orientale di al Ghoutta, che hanno chiesto l’immediato intervento delle forze dell’ordine per ripristinare sicurezza e tranquillità.

•    Un gruppo terroristico armato ha compiuto, all’alba di ieri, un’operazione di sabotaggio contro un gasdotto fra Homs e Banyas, nei pressi del paese di al-Rabieh, in provincia di Tal Kalakh. La linea è stata fatta esplodere con un ordigno, che ha causato la fuoriuscita di 460 mila metri cubi di gas.
Una fonte del Ministero del petrolio ha fatto sapere che non ci sono stati feriti, ma che l’esplosione ha causato il blocco del pompaggio e che sono state prese tutte le misure necessarie per ripristinare la funzionalità della linea entro una settimana.
Già sabato scorso un altro gruppo terroristico aveva preso di mira un oleodotto in provincia di Deir Ezzor, facendo esplodere un ordigno che ha causato un incendio e la perdita di circa 2000 barili di petrolio.
 

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