
Quando il Brutto diventa Bello
Questa è un’epoca alquanto bizzarra dove il capovolgimento dei simboli ed il rovesciamento dei valori assume un’importanza fondamentale nella pedagogia di massa che ci vuole tutti “buoni”, “moralisti “ e politicamente corretti.
Ed ecco allora che tutti i mass-media ad agosto hanno levato cori di sdegno per il gruppazzo musicale denominato Pussy Riot che si è permesso di svillaneggiare tranquillamente il Patriarca ortodosso nella Chiesa del Salvatore. Ma loro sono buone, politicamente corrette e filo-occidentali e quindi sono l’emblema della libertà. La libertà anche di offendere milioni di credenti ortodossi russi che magari vorrebbero giustamente vedere i simboli sacri non profanati da un gruppo di scoppiate qualsiasi :Ovviamente Putin che è intervenuto duramente sulla vicenda è subito stato etichettato come nemico della libertà, censore ed autoritario.
Lo stesso atteggiamento lo abbiamo registrato nei peana unanimi che hanno accompagnato la morte del Cardinal Martini, anch’esso un “Buono” da contrapporre evidentemente ad un “non tanto buono” Benedetto XVI, che comunque la si voglia pensare in materia di fede, non intende porre la Chiesa al servizio del pensiero unico dominante.
Ed anche stavolta il moralismo imperante l’ha fatta da padrone : il relativismo è bello , la fede nel trascendente roba del passato, l’intransigenza su certi principi roba sorpassata, con tanto di omaggio al cd dialogo che altro non è nella concezione liberal un concedere spazio al nichilismo a un tanto al chilo da vendere alle masse inebetite di “libertà” di parola e di espressione.
Sul piano politico e mondano questo modo di ragionare si traduce nel famoso detto “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi né di santi” perché ogni azione deve essere commisurata all’ottenimento di un risultato, possibilmente tangibile, ogni aspetto del “donarsi” senza reticenze né doppi fini personali, diventa un patetico attaccarsi al passato, ogni atto di fede non può non misurarsi con aspettative o di carriera o di affermazione personale. Ed ecco allora affiorare l’arte del compromesso sui principi, il voler compiacere il nemico, il di-mostrare invece che il mostrare e possibilmente convincere, le scorciatoie personali al carrierismo, e la trasformazione del Brutto in Bello , o meglio in Utile .
Un intero ceto politico post missino ma anche di alcuni ex militanti di area ha fatto proprio questo modo di ragionare ed invece di incidere sul Mondo ha fatto in modo che il Mondo incidesse su di loro, nel profondo della loro coscienza , un po’ come oggi in molti chiedono alla Chiesa di “adeguarsi al Mondo”.
Il deserto li ha inghiottiti ed il nichilismo li ha travolti sgombrando al contempo il campo da tanti equivoci e favorendo germi di novità assai interessanti. Ma proprio per questo occorre stabilire alcuni punti fermi.
Mai come oggi ci deve essere un radicamento forte nell ’identità, senza concessioni a chi propone le sfumature di “grigio” come unica alternativa esistenziale e politica , ma con la consapevolezza di essere veramente creatori di “marmo contro palude” nel momento in cui ci si rende forti come il marmo e resistenti a tutte le seduzioni corrosive del tempo dettate dal nemico.
Modernità, progresso, cambiamento dei tempi, non devono incidere su chi sa cosa è Buono, cosa è Bello, cosa è Vero, ma solo sulle modalità di azione nei tempi e sulla discrezionalità dei mezzi da impiegare .
L’alternativa è annaspare in cerca di facili consensi chiedendo di poter entrare nel magico mondo unidimensionale la cui agenda è dettata dagli Scalfari o dagli Augias di turno.

