giovedì 19 Febbraio 2026

Pagheranno in silenzio

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Così imparano fin da piccoli a starsene zitti

 

È forse il liceo più prestigioso di Venezia, dove si sono formati fior di studenti, a cui si affianca anche una scuola elementare e una media a tempo pieno. Insomma, un polo dell’istruzione di eccellenza nel pieno cuore della città storica, a Cannaregio.
Ma il rumore provocato durante la ricreazione dai ragazzi del convitto “Marco Foscarini” dà fastidio. Ed è costato caro: 1.500 euro di multa per gli schiamazzi. Accade anche questo a Venezia, dove da anni si combatte la guerra dei decibel nel locali della movida notturna studentesca in campo Santa Margherita, ma dove poi le multe arrivano a una scuola perché il vociare dei bambini supera il limite massimo dei decibel stabilito dal regolamento comunale.
Per accertarlo è uscita addirittura una squadra dell’Arpav, l’agenzia regionale per l’ambiente, munita di strumenti adeguati. A chiamare i tecnici è stato un veneziano che abita vicino al convitto, evidentemente seccato dalle voci dei bimbi durante la ricreazione in cortile e dopo il pranzo nella mensa (e sono in molti chiedersi come mai l’Arpav sia stata così solerte quando tantissimi chiedono interventi, magari di sera, o di notte, senza avere avuto soddisfazioni).
Il luogo del “reato” è il campetto di pallacanestro, che fa parte della struttura del Foscarini. Qui gli alunni delle elementari, sinché dura il bel tempo autunnale, vengono fatti scorrazzare nello svago per godere dell’aria buona dopo le lezioni in aula, nonché per sgranchire gambe e pensieri. Come tutti i piccoli, corrono ad acchiapparsi, giocano, gioiscono e si chiamano ad alta voce. Un “coretto” infantile che ha infastidito il vicino, evidentemente abitante in una delle case prospicienti il campetto, il quale ha fatto intervenire l’Arpav, che ha rilevato come il vociare dei ragazzini superasse i margini previsti dalla normativa, determinando un inquinamento acustico pari ad oltre 60 decibel, limite diurno assegnato al centro storico veneziano.
Una conversazione è circa 50 decibel, un martello penumatico per togliere le piastrelle del vecchio bagno è vicino ai 100 (come un antifurto), un’aspirapolvere 70 decibel, il traffico intenso 80. La segnalazione dell’Arpav è giunta nelle mani della direzione comunale dell’Ambiente, che per legge ha dovuto provvedere a incassare la sanzione comminata dall’Arpav alla scuola: 1500 euro di multa.
Il rettore del Foscarini, Rocco Fiano, parla con voce pacata, e a fatica si sforza di trattenere lo sdegno. «Abbiamo pagato e non contestato – racconta – tuttavia si è provveduto ad interessare la Provincia, ente locale che gestisce gli edifici scolastici. Insieme provvederemo a studiare strutture esterne che possano limitare i rumori. Sono perplesso perché il campo da basket non viene spesso usato per attività sportive, né invitiamo squadre di altri istituti a misurarsi con noi. Oltre agli alunni nelle pause scolastiche, lo spazio aperto viene frequentato solo da qualche allievo più grande che si allena. Stiamo educando i piccoli a non esprimersi ad alta voce e a limitare qualsivoglia baccano».
Perplessa la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto: «Questa è una società che si sta rivelando sempre più intollerante, ma faremo il possibile per aiutare il Foscarini – ha promesso – Mi pare evidente che dove ci sono scuole vi siano i giovani, ed il giocare a voce alta fa parte della loro connaturata vivacità. Cercheremo di far convivere la realtà scolastica con quella abitativa, tutelando tutti».

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