
Ci toglieranno una vera ricchezza che già è in gran parte bloccata a Fort Knox
Oltre 31.447 tonnellate. E’ l’ammontare d’oro che, secondo le statistiche di fine settembre del World gold council (Wgc), l’associazione internazionale delle aziende minerarie aurifere, è detenuto sotto forma di riserve dalle banche centrali di tutto il mondo. Cento tonnellate in più del trimestre precedente.
In questa preziosa classifica l’Italia è al terzo posto con 2.451,8 tonnellate d’oro, che rappresentano il 72% dei fondi totali esteri (contro una media dell’Eurozona del 63,3%). Dietro questi dati c’è la tendenza delle banche centrali con eccezione della Bundesbank, che si è alleggerita dal settembre 2011 di 4,7 tonnellate, a diventare negli ultimi anni acquirenti netti del metallo prezioso al fine di diversificare le riserve valutarie. Durante l’estate la Corea ha comprato 16 tonnellate, il Paraguay 7,5 tonnellate e la Russia 18,7 tonnellate.
Ma l’incremento maggiore nei mesi di luglio e agosto spetta alla Turchia, che ha acquistato 51,3 tonnellate, in conseguenza della decisione di accettare il metallo giallo come garanzia dalle banche commerciali. Ecco i primi dieci Paesi per riserve ufficiali d’oro.
1. Stati Uniti. Sono al primo posto con 8.133,5 tonnellate d’oro, stabili sul trimestre precedente. Il 75,4% delle riserve estere del Paese sono in oro.
2. Germania. Segue con meno della metà delle riserve degli Stati Uniti. A fine settembre l’ammontare è infatti di 3.395,5 tonnellate (erano 3.396,3 a fine giugno). Il 72,4% dei fondi esteri del Paese sono in oro.
3. Italia. Mille tonnellate in meno della Germania, ma pur sempre un terzo posto con 2.451,8 tonnellate, stabili sul trimestre precedente. In oro sono il 72% delle riserve estere (in aumento dal 70,9% di fine giugno).
4. Francia. Poco meno dell’Italia le riserve aurifere francesi (2.435,4 tonnellate). Il 71,6% dei fondi esteri del Paese sono in oro.
5. Cina. Il primo Paese asiatico che compare nella graduatoria con 1.054,1 tonnellate d’oro, che rappresentano tuttavia solo l’1,7% delle riserve estere contro una media mondiale del 10%.
6. Svizzera. Dopo aver alleggerito le sue riserve aurifere nel maggio del 2000 (1.300 tonnellate), la banca centrale elvetica detiene attualmente 1.040,1 tonnellate. Solo l’11,5% delle riserve estere è in metallo prezioso.
7. Russia. Il Paese sta diversificando le sue riserve valutarie in oro fin dal 2006. A fine settembre deteneva 936,7 tonnellate (il 9,6% delle riserve estere), in aumento dal trimestre precedente (911,3 tonnellate).
8. Giappone. Le tonnellate d’oro detenute dal Paese del Sol Levante sono 765,2 (il 3,2% delle riserve estere). Dopo lo Tsunami del 2011 la Bank of Japan ha venduto oro per immettere 20 trilioni di yen nel sistema.
9. Olanda. Nel caveau della banca centrale ci sono 612,5 tonnellate (il 59,8% delle riserve estere).
10. India. La Riserve Bank Of India ha acquistato oro nel corso degli anni dall’Imf (International monetary fund). A fine settembre deteneva 557,7 tonnellate (il 10% delle riserve estere) stabili sul trimestre precedente.
Questi tecnici della finanza allargando il nostro debito estero ci obbligheranno a rinunciare a una ricchezza che già è in gran parte bloccata a Fort Knox dove si trova in deposito e che perderemo per “indennizzo” delle loro politiche di “salva” Italia.

