
In faccia, ammesso che ne abbiano una
Ecco il programma di Monti che dopo aver sottoposto gli italiani alla pressione fiscale più alta al mondo fa la campagna elettorale dicendo che si devono abbassare le tasse, e dopo aver ridicolizzato e liquidato il lavoro ora propone un “superamento del precariato”…
Nel dettaglio
Nelle riunioni dei giorni scorsi si sarebbe raggiunta una prima intesa di massima. A far da pietra angolare ai buoni propositi del presidente del Consiglio è un contratto “sperimentale” tutto nuovo. Obiettivo: cancellare le varie forme di precariato, varando uno schema contrattuale a tempo indeterminato “più flessibile, meno costoso e con maggiori tutele in caso di licenziamento”.
Nei primi due anni dopo l’assunzione – secondo la bozza – il datore di lavoro potrà in ogni caso licenziare il dipendente pagando un indennizzo proporzionato ai mesi di impiego. Oltre i due anni il contratto sarà rafforzato offrendo, in caso di licenziamento, un crescente sussidio di disoccupazione. Almeno in una prima fase, come ovvio, questa formula sarebbe opzionale e il rodaggio dovrebbe essere fatto entro un quadro identificato da accordi collettivi territoriali, settoriali o aziendali.
Altro punto del programma è l’outplacement: il dipendente rimasto senza lavoro avrà diritto a un servizio volto al suo reimpiego finanziato dalle aziende, che avranno così interesse ad agevolare il reinserimento dei lavoratori. Previsto anche un Fondo opportunità per i giovani – maturato a scuola e proporzionato al merito – che favorisca l’accesso a opportunità di studio o professionali che richiedono costi non sempre sostenibili da tutte le fasce di reddito. Per gli esodati, invece, sarebbe prevista (allo stato in fase embrionale) un’estensione dell’Aspi in grado di accompagnare il lavoratore fino alla pensione.
A vantaggio delle imprenditorialità giovanile è prevista la cosiddetta semplificazione alla francese: per aziende al di sotto di un certo tetto di fatturato e guidate da imprenditori sotto un certo tetto di età saranno messe a punto agevolazioni fiscali (specie sull’Iva) e nella costituzione vera e propria e un sistema di contributi sociali snellito.
Ma non sputiamo più?
Dritto in faccia, ammesso che ne abbiano una.
A cominciare dai giornalisti che non scoppiano a ridere quando questi parlano.
Va bene che sono gli stessi giornalisti che hanno lasciato passare ad Alemanno l’affermazione “non sono mai stato fascista” e a D’Alema “non sono mai stato comunista”.
Alla fin fine Monti fa bene, ce lo meritiamo tutto, siamo un popolo di pagliacci.

