
In mancanza di una politica estera ci accontentiamo dei bardi
Una coppia indimenticabile. E’ il 1997 quando sul palco del Festival di Sanremo si fanno strada gli sconosciuti Jalisse. L’anno prima presentati nella sezione “Nuove Proposte”, Fabio Ricci e Alessandra Drusian, tra le altre cose marito e moglie, sconvolgono ogni tipo di pronostico, vincendo la manifestazione con la canzone Fiumi di Parole.
Le polemiche che ne seguirono furono enormi. Un po’ perché in molti videro delle somiglianze con Listen to Your Heart dei Roxette, e un po’ perché davvero nessuno sapeva chi fossero questi Jalisse, riusciti a battere in volata artisti del calibro di Anna Oxa, Syria e una clamorosamente snobbata Patty Pravo, solo nona con la magnifica E dimmi se non vuoi morire. Peccato che da quell’incredibile e impronosticabile trionfo, i Jalisse siano spariti.
Dimenticati per 16 anni, fino al ritorno sulle scene con “Tra rose e cielo”, nuovo singolo passato inosservato in Italia ma ‘lanciatissimo’ in paesi come Iraq e Serbia, grazie al ‘forte messaggio’ rivolto a quelle culture e a quelle religioni smarrite in questo momento di guerre disastrose. Scritta dal poeta italo-iracheno Younis Tawfik, la canzone è in rotazione costante persino in Francia, riportando così i Jalisse sulla cresta dell’onda. Ancora una volta.

