
e noi siamo a piedi
Volkswagen vola sempre più alto, e la crisi dell’industria e dell’economia nell’Europa meridionale ma anche in Francia, vista da Wolfsburg sembra sempre più lontana come un altro pianeta. Secondo anticipazioni pubblicate stamane dal dorso economico della Frankfurter Allgemeine, venerdì la riunione del Consiglio di sorveglianza del colosso automobilistico tedesco constaterà probabilmente che gli utili dell’azienda nell’anno d’affari 2012 avranno raggiunto un nuovo record storico assoluto: al netto delle imposte, arriveranno secondo le fonti del quotidiano liberalconservatore di Francoforte a oltre 22 miliardi di euro.
Se le notizie saranno confermate tra 48 ore ciò vorrà dire che il costruttore tedesco – terzo nel mondo dopo Toyota e General Motors, ma sempre più chiaramente in corsia di sorpasso all’inseguimento dei due rivali per superarli – avrà superato ogni record mai raggiunto in Germania dalle grandi aziende quotate al Dax, l’indice della Borsa di Francoforte. Già l’anno scorso, con utili per circa 16 miliardi di euro, Volkswagen aveva registrato il massimo utile netto mai vantato da uno dei colossi del Dax, i cosiddetti ‘magnifici Trenta’. Nel 2011 come anche nel 2010 però il perfezionamento dell’acquisizione della casa produttrice di supersportive Porsche (quella fondata dall’inventore del Maggiolino, Ferdinand Porsche, i cui eredi da Ferdinand Piech a Wolfgang Porsche sono saldi ai vertici del gigante Vw) aveva influenzato positivamente il decollo degli utili. Nei dati del 2012 questo effetto non sarà più presente, eppure Porsche contribuisce all’aumento degli utili Vw, a causa del forte aumento del suo valore di Borsa e dell’ottimo andamento delle vendite.
I problemi sul mercato europeo, col crollo generale in tutti i paesi, sono ampiamente compensati da tutti i marchi del gruppo Volkswagen dal costante rafforzamento in Cina, negli Stati Uniti e negli altri mercati in crescita. Volkswagen, offrendo anche prodotti premium (da Audi a Porsche appunto, fino a Bentley e Lamborghini) e avendo sia del tutto globalizzato la commercializzazione dei suoi prodotti di massa, sia caratterizzato la loro immagine – basti pensare alla Golf o alla nuova Passat – come quella di vetture quasi a livello premium, si trova in una situazione infinitamente migliore da Peugeot-Citroen, Renault-Nissan o Fiat Chrysler. Gli unici produttori generalisti, oltre a Volkswagen, che compensano alla grande il crollo sul mercato europeo, oltre a GM sono i coreani di Hyundai-Kia e i giapponesi di Toyota, incluso il loro marchio premium Lexus. Il volo degli utili ovviamente ha anche l’effetto di rimpinguare la “cassa di guerra” di Volkswagen per ogni eventuale piano di acquisizione.

