giovedì 19 Febbraio 2026

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Acca Larentia. Ci sono degli indagati per la rivendicazione telefonica

 

Il gruppo di fuoco, il 7 gennaio del ’78, era composto da cinque o sei persone. Ma è da tre voci che sono ripartite le indagini della procura di Roma sulla strage di via Acca Larentia. Voci di ex attivisti della sinistra extraparlamentare, vicini a Lotta continua. Quel pomeriggio, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, giovanissimi militanti del Fronte della gioventù, rimasero uccisi dalla sventagliata della Skorpion 7.65. Quel che accadde dopo, con un altro militante nero freddato da un carabiniere durante gli scontri con le forze dell’ordine che seguirono il duplice omicidio, adesso non interessa la procura. Eppure proprio quell’episodio ha segnato la storia dell’eversione di destra e fa parte dei misteri di Acca Larentia.
GLI ACCERTAMENTI
Il nastro registrato con la rivendicazione venne ritrovato alcuni giorni dopo la strage, vicino a una pompa di benzina. E’ stata fa Digos di Roma, guidata da Lamberto Giannini, a recuperare quella vecchia audio cassetta dall’archivio. E soprattutto a ritrovare le tre voci che adesso gli uomini della Scientifica stanno comparando con quella contraffatta, che si attribuiva la paternità della strage.
Un lavoro complesso che parte in primo luogo dalla bonifica del nastro, ma anche dal recupero delle altre tre voci, quelle dei militanti rossi, registrate durante vecchi processi e nelle occasioni più diverse. Chi parlava per conto del «nucleo armato», che aveva ucciso davanti alla sede dell’Msi nel ’78, aveva utilizzato strumenti artigianali per alterare il tono della voce, ma adesso, con le nuove tecniche, è possibile ottenere l’audio originale. E le perizie in corso potrebbero dare conferme. I tre «sospettati» sono ex militanti vicini a Lotta continua, come lo erano Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari e Francesco de Martiis, arrestati a dieci anni dalla strage, dopo il ritrovamento della Skorpion in un covo delle Br a Milano.
Furono assolti in primo grado per insufficienza di prove (Scrocca si suicidò in cella subito dopo l’interrogatorio dei giudici). La stessa arma, in quei dieci anni, era tornata a uccidere l’economista Ezio Tarantelli, l’ex sindaco di Firenze Lando Conti e il senatore dc Roberto Ruffilli. Il pm Erminio Amelio, titolare del fascicolo, però, ha anche disposto verifiche sui due vecchi volantini di rivendicazione, con il tentativo di recuperare, attraverso le nuove tecniche, impronte sfuggite agli accertamenti dell’epoca.

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