giovedì 19 Febbraio 2026

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Ma di fatto favorisce le influenze americane nel Pacifico

 

Nuove minacce della Corea del Nord agli Stati Uniti: secondo un dispaccio dell’agenzia di stampa ufficiale ‘Kcna’, missili “strategici” e artiglierie a lunga gittata sono stati preallertati per possibili attacchi contro gli Usa, sia sul loro territorio metropolitano, sia alle Hawaii e a Guam, la più grande isola della Micronesia, controllata da Washington e situata nell’Oceano Pacifico occidentale, soli 1.500 chilometri circa a sud-est della penisola coreana. “Da questo momento”, si legge nel comunicato, “il Comando Supremo dell’Esercito Popolare di Corea dichiara che saranno poste in posizione di combattimento di classe A tutte le proprie unità da campo, ivi comprese le unità di artiglieria a lunga gittata e quelle missilistiche strategiche, che prenderanno di mira tutti gli obiettivi nemici nelle basi d’invasione degli Stati Uniti, sul loro stesso territorio, alle Hawaii e a Guam”.
Già giovedì scorso Pyongyang aveva lanciato un monito analogo, ma dai toni meno circostanziati e senza accennare a preparativi in atto. Piu’ in generale, il Nord ha ripetutamente ventilato l’ipotesi di attaccare Usa, Corea del Sud e lo stesso Giappone, persino con armi nucleari, sebbene gli esperti ritengano che non disponga della tecnologia indispensabile a tale scopo. Le recenti esercitazioni congiunte tra le forze americane e di Seul hanno provocato un ulteriore inasprimento della retorica da parte del regime nord-coreano.
Ma di fatto tutto ciò favorisce le influenze americane nel Pacifico minacciate dalla crescita cinese.
Giappone, Australia, Corea del Sud ecc “devono” guardare al Pentagono.
Sì, lo sappiamo: siamo i soliti guastafeste. Ma noi non vendiamo illusioni, cerchiamo freddi e tenaci uomini di fede e di lotta.

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