martedì 3 Marzo 2026

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Lavorano al nero. Sotto i gialli

 

Soldi in nero sulla pelle dei venditori ambulanti senegalesi. Succede a Pisa, dove intorno alla stazione centrale sono decine e decine i negozi di proprietà cinese che riforniscono i venditori ambulanti di tutta la Toscana della loro merce. Accendini, cappellini, peluche di ogni tipo, magliette, calzini, giubbotti, braccialetti, collanine e gadgets vari. Tutti (o quasi) venduti senza rilasciare lo scontrino fiscale. Abbiamo fatto un test insieme a Mohammed (nome di fantasia), un senegalese che vive a Pontedera. Abbiamo comprato le stesse cose presso lo stesso negozio. Risultato: a lui niente scontrino, a noi lo scontrino invece l’hanno fatto. I venditori cinesi sono generalmente onesti con gli italiani, ma cercano di guadagnare sporco con i senegalesi. Centinaia quelli che si riforniscono a Pisa dai negozi dei cinesi, i più gettonati e soprattutto i più economici in tutta la Toscana per acquistare merchandising ambulante. Frequenti sono i controlli delle forze dell’ordine intorno alla zona della stazione per verificare se i venditori ambulanti senegalesi hanno lo scontrino fiscale. Altrettanti i controlli all’interno dei negozi cinesi, ma non sempre bastano per arginare il fenomeno.
“Io lo scontrino me lo faccio fare sempre – racconta Ibrahim, un senegalese che vive a Firenze e che settimanalmente si rifornisce a Pisa – Una volta ho subìto un controllo della guardia di finanza e non voglio essere multato. Usualmente i cinesi lo scontrino non te lo fanno, ma se lo chiedi non ti creano nessun problema e te lo rilasciano. Certo, se sei italiano te lo fanno quasi sempre, in quel caso hanno più paura”. Ci sono molti altri casi in cui i cinesi lo scontrino lo rilasciano, ma la cifra è ben al di sotto di quella spesa effettivamente dai senegalesi. Lo testimonia Mor, un senegalese che vive a Firenze: “Di solito compro roba per un totale di 30, 40 euro, ma i cinesi mi rilasciano uno scontrino di soli dieci euro, così pagano meno tasse. Sono molto furbi nel fare affari e così evitano problemi con la finanza”.
“A me lo scontrino non lo hanno mai fatto – confessa invece un altro venditore ambulante che vuole rimanere anonimo – Sono anni che mi rifornisco della merce nei negozi gestiti dai cinesi attorno alla stazione di Pisa, ma ogni volta lo scontrino non me lo fanno. A me non interessa e non lo chiedo”. Discorso simile per la stragrande maggioranza dei venditori senegalesi che incontriamo attorno ala stazione di Pisa, molti di loro con sacchettoni azzurri di nylon sulle spalle con tutta la loro merce. Ma i cinesi dove si riforniscono? Sono prodotti che importano dalla Cina – spiegano dalla Guardia di Finanza di Pisa – o che fabbricano loro stessi nei capannoni che hanno in affitto nell’hinterland fiorentino o intorno a Pisa. Spesso dietro alla produzione ci sono orari estenuanti di lavoro e talvolta anche lavoro minorile”.

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