
Ma gli zingari sono criminali solo per godere delle attenuanti. Altrimenti diventa un pregiudizio xenofobo e razzista
La destrutturazione della civitas – di quel che ne rimane – grazie alle accelerazioni impresse dal nuovo corso ministeriale, prosegue incurante. Delle (caute) opposizioni, dei morti a picconate.
L’ineguagliabile Tribunale di Milano concede le attenuanti al rom che il 12 gennaio 2012 uccise, investendolo con un SUV e trascinandolo per 200 metri sull’asfalto, un agente di polizia municipale.
Lo sconto di pena (dai 26 anni chiesti dal PM ai 15 di cui alla condanna) è motivato dal contesto nel quale il povero Nikolic è cresciuto! Il contesto rom: criminale e degradato.
L’Italia giudica meritevole di attenuanti la collocazione parassitaria degli zingari, che consapevolmente, non casualmente, vivono di espedienti delinquenziali.
La giustizia è calibrata secondo i desiderata dei liquidatori, attenta alla tutela della loro manovalanza allogena.
Il mafioso di casa e Cosa nostra nasce e cresce in un contesto criminale, spesso proviene da famiglie affiliate, di certo trova naturale inserirsi, a sua volta, nel consesso associativo.
L’affiliazione alle mafie avviene anche per disperazione, in quartieri e paesi dove solo i boss possono garantire un reddito di sopravvivenza…eppure, per l’italico affiliato il contesto famigliare è causa non di applicazione di attenuanti bensì di condanna ex art. 416 bis del codice penale, che prevede sino a 15 anni di reclusione e confisca dei beni per il solo fatto di far parte di un’associazione armata.
L’humus criminale del “diversamente italiano” merita compassione. Noi, vittime o carnefici, siamo macchiati dal peccato originale: bianchi, parliamo italiano, perlopiù eterosessuali!
La dea non è bendata, la bilancia è ben tarata e pende sempre a sfavore.

