giovedì 19 Febbraio 2026

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la nostra posta si porterà via

 

Subito dopo le elezioni ovviamente. Non prima.

Rivoluzione nelle Poste, e 500 portalettere in meno nel Lazio: tra questi 385 non lavoreranno più a Roma, tra prepensionamenti, part time e trasferimenti ad altri incarichi. La Capitale resterà però l’unica provincia della regione in cui la posta sarà consegnata quotidianamente.
A Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone la distribuzione sarà invece a giorni alterni. A denunciare le novità è la Uil del Lazio, l’unico tra i sindacati a non aver sottoscritto l’accordo con Poste Italiane che complessivamente in tutto il Paese allontanerà dal servizio 6 mila portalettere.
A partire dal 10 giugno ed entro il 7 ottobre diminuiranno le zone in cui è divisa la consegna di lettere e raccomandate: nel Lazio sono 2.914 e diventeranno 2.547, a Roma passeranno da 1.952 a 1.694. Ai 385 postini che cambieranno attività nella Capitale, sono da aggiungere i 79 addetti ai lavori interni nelle maggiori sedi di smistamento come Fiumicino e Anagnina: così dei 464 tra postini e addetti, 66 saranno reimpiegati in attività di staff o di sportello, mentre gli altri 399 avranno il part time o il prepensionamento. Importanti anche i tagli nella altre province: saranno 46 in meno i postini a Frosinone, 49 a Latina, 22 a Rieti, 23 a Viterbo.
“In una città come Roma – spiega Pierpaolo Bombardieri, segretario generale di Uil Lazio – tutto questo comporterà grossi disagi per la distribuzione della corrispondenza e quindi attese chilometriche negli uffici postali per il ritiro della posta non recapitata e ulteriori ritardi sull’intero servizio, a discapito ancora una volta delle figure più deboli. Ci si rivolgerà quindi sempre più al privato per sopperire a un pubblico che non funziona. Sarà questa l’anomalia più grande”.
Duro anche il commento di Stefano Angelini, segretario regionale di Uil Poste: “L’accordo porterà alla diminuzione radicale della forza lavoro a vantaggio delle figure di sostegno e andrà a incidere ulteriormente sulla qualità del servizio agli utenti. Dal 2006 a oggi Poste Italiane ha effettuato tagli costanti per compensare le perdite. Nonostante un bilancio 2012 con 1.032 milioni di attivi, i servizi postali continuano a calare in termini di ricavi: meno 9 per cento nel 2011”.

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