mercoledì 22 Aprile 2026

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La triste parabola dei crediti, dei prestiti e dei debiti

L’Abi conferma quanto già rilevato dalla Banca d’Italia: le sofferenze delle banche italiane non sono mai state così alte. Ad aprile, secondo il rapporto dell’ Associazione dei banchieri, le sofferenze lorde hanno superato i 133 miliardi, 2,3 in più rispetto a marzo (+22,3% annuo). L’Abi evidenzia come resti «elevata la rischiosità dei prestiti» che peraltro continuano a calare in modo significativo.
Le imprese sono sempre più in ritardo nei pagamenti dei loro debiti. Secondo i dati dell’osservatorio Cerved sui protesti e i pagamenti, oltre la metà delle aziende regola le proprie fatture in ritardo. In particolare, nel primo trimestre del 2013 la percentuale di imprese che regola le fatture con un ritardo fino a due mesi è salita al 45,6% dal 42,6% del primo trimestre del 2012, mentre la quota delle imprese che ritarda di oltre 60 giorni si è collocata al 9,2% dal 9,1%. La quota sul totale delle aziende che regola le fatture entro i tempi stabiliti con i fornitori è scesa al 45,2% dal 48,2%. Le Pmi sono mediamente le meno in affanno, i ritardi sono molto maggiori al CentroSud. Le regioni che mostrano una più elevata quota sul totale di imprese con gravi ritardi nei pagamenti (oltre 2 mesi) sono Calabria (17,6%), Sicilia (16,1%), Campania (14,7%), Molise (13,3%) e Lazio (12,6%). Su lato opposto, troviamo la Valle d’Aosta (1,8%), Trentino Alto Adige (3,3%) e Veneto (4,4%).
Prestiti in calo continuo, infine, da oltre un anno: secondo i dati dell’Abi, a maggio i finanziamenti a famiglie e imprese sono scesi di nuovo, per la tredicesima volta consecutiva, a 1.455,5 miliardi (-3,1% come ad aprile). Il totale degli impieghi è calato per il decimo mese a 1.893,5 miliardi (-2,7%).
I tassi di interesse sui prestiti erogati dalle banche italiane sono scesi a maggio al 3,75%, in calo di tre punti base rispetto ad aprile e di 28 punti base rispetto allo stesso mese del 2012. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso dal 3,60% al 3,55%, mentre il tasso medie sui nuovi mutui immobiliari è passato dal 3,72% al 3,67%

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